sabato 19 dicembre 2009

Ricorso ABM-Vocem: rinvio al Tar di Napoli

La discussione al tribunale amministrativo di Salerno relativa al ricorso della ABM Vocem e della provincia di Bergamo è stata rinviata a nuova data.
L’assessore all’ambiente del comune di San Salvatore Telesino ci ha comunicato che intanto il ricorso sarà discusso al TAR di Napoli e non in quello di Salerno.
Inoltre, come tutti ricorderete, a dicembre 2008 il comune di San Salvatore Telesino, il comune di Amorosi e la provincia di Benevento avevano deciso di ricorrere al Tar contro la Regione Campania che aveva concesso , per la seconda volta, la Valutazione di Impatto Ambientale alla Vocem.
A San Salvatore Telesino in quei giorni si era commissariati, pertanto fu il commissario prefettizio, dottor Scognamiglio a prendere la giusta decisione e il Tar non si è ancora espresso in materia.
Questa discrepanza è stata evidenziata al tribunale di Salerno ed è stato deciso che il ricorso bergamasco deve aspettare la decisione del tribunale amministrativo sulla precedente questione.
Sembra che la data stabilita sia il 25 marzo 2010.
Non è ancora finita, la battaglia continua ma preferiamo essere fiduciosi.

giovedì 17 dicembre 2009

Piano Urbanistico Comunale: RICOMINCIARE dal 19 febbraio 2008

Recentemente abbiamo ricevuto dall’amministrazione comunale di San Salvatore, a seguito di regolare richiesta ai sensi della ex legge 241/90, le bozze delle norme di attuazione e del Regolamento Edilizio del prossimo P.U.C., già predisposte a novembre 2008 dal progettista incaricato (scarica qui le Norme di Attuazione).
Tutti ci avevano sempre assicurato che la procedura era ferma, e che sarebbe ripresa lì dove si era fermata, con altri incontri con la cittadinanza e riunioni tematiche con tutte le categorie professionali e le associazioni interessate.
Nulla di tutto ciò!
I tecnici, evidentemente, hanno continuato a “lavorare”, by-passando completamente l’ascolto dei cittadini, e sono arrivati ad un livello di definizione praticamente definitivo almeno dei regolamenti, ovvero, come sostenuto dallo stesso Ferrigni, il corpo delle “regole” e la definizione delle procedure, che dovrebbero decidere il destino del nostro territorio per i prossimi 20-30 anni (ma i documenti presentati non sono nemmeno aggiornati con le norme più recenti in materia edilizia).
Noi cittadini avevamo già espresso le nostre richieste e le nostre convinzioni in occasione dell’incontro del 19 febbraio 2008, e avevamo pubblicizzato vari documenti, e non ci risulta che siano pervenute al comune e a i tecnici altre richieste e proposte altrettanto trasparenti, ma si è fatto il contrario di quello che i cittadini hanno chiesto.
In ogni caso le nostre richieste non sono state tenute in nessun conto e non hanno avuto nemmeno nessuna risposta.
Dunque, da dove nasce la proposta tecnica del Prof. Ferrigni?
Qualcuno gli ha chiesto di fare un PUC uguale al PRG di Telese Terme?
Non è dato saperlo! Fatto sta che, appena iniziata la lettura delle Norme di Attuazione, ci siamo resi conto che la proposta del Prof. Ferrigni è basata sostanzialmente sugli stessi principi ispiratori proprio del PRG di Telese Terme, ancora vigente, redatto dallo stesso tecnico alla fine degli anni 80 su “input” del sindaco D’Occhio, e che tanto scempio ha già provocato nella cittadina termale.
E il Prof. Ferrigni, agli studenti del suo corso di urbanistica alla facoltà di ingegneria di Napoli, spiega che i piani urbanistici comunali si redigono, pur nei limiti imposti dalle norme, in funzione di quelle che sono le istanze e le richieste dei politici locali.
Tuttavia, Norme di Attuazione e Regolamento Edilizio avrebbero dovuto essere redatti solo a valle di un percorso di vera partecipazione, dopo aver fissato insieme ai cittadini, gli obiettivi e le linee di indirizzo del piano.
Per la verità, la bozza del Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale (RUEC) sembra più aggiornato e condivisibile nei criteri applicati, e pertanto può essere considerato un punto di partenza per le future discussioni. In particolare, gli articoli dal 138 al 145 dettano importanti disposizioni per il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili.
Tuttavia non è coerente con le Norme di Attuazione che, a nostro avviso, devono essere completamente riscritte, se non vogliamo ricadere negli stessi errori già commessi a Telese Terme.
Già nella premessa, infatti, l’intenzione del progettista (che, come abbiamo detto, avrà operato sulla base di precisi “input” politici), è chiara: in poco più di una pagina, che vi invitiamo a leggere con attenzione, vi è la sintesi di tutte le negatività che il prossimo PUC potrebbe portare con sé.
Ferrigni espone subito l’impostazione del piano: non sono gli indici (il “quanto”) e l’ubicazione delle aree di espansione (il “dove”) le cose più importanti da decidere, ma “come potranno essere sfruttati i lotti”.
Poi, citando anche inesistenti procedure partecipate e riunioni pubbliche di cui non si ha alcuna notizia, il Prof. Ferrigni passa ad illustrare lo strumento che, secondo lui, dovrebbe consentire di “governare” le trasformazioni del territorio: l’autoregolazione, grazie alla quale “l’azione dei singoli, sempre orientata a conseguire interessi particolari, produca risultati di interesse generale”.
Secondo il progettista le norme da Lui proposte “apparentemente vaghe e permissive” (!) sarebbero “in realtà strutturate in modo da neutralizzare gli effetti perversi che derivano dalla ricerca del massimo profitto che sempre anima gli utenti del piano”.
Esattamente ciò che non è avvenuto a Telese!

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martedì 15 dicembre 2009

INCENERITORE – DISCUSSIONE AL T.A.R.: AMICI FATTI, AMICI PERSI !

Comitati Civici di San Salvatore Telesino e Guardia Sanframondi contro la costruzione di un inceneritore a San Salvatore Telesino
Cittadini in Movimento


Giovedì 17 dicembre, presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – sede di Salerno - è fissata la discussione la discussione in Camera di Consiglio del ricorso presentato dalla Vocem e dalla Provincia di Bergamo, contro il diniego dell’autorizzazione per la costruzione di un inceneritore nel territorio di San Salvatore Telesino maturato nella Conferenza dei Servizi del 23 luglio 2009 (vedi nostro comunicato del 22.11.2009).
Purtroppo dobbiamo registrare la mancata costituzione in giudizio di diversi comuni (fra questi Faicchio, Castelvenere, San Lorenzello e Solopaca), i cui amministratori, in rappresentanza dei cittadini, parteciparono alla C.d.S. portando unitariamente il loro parere contrario al progetto.

In questa occasione così importante non sono stati coerenti con quella decisione e con quell’impegno e non hanno nemmeno spiegato chiaramente le ragioni di tale “diserzione”, ad eccezione del sindaco di Faicchio, Borrelli, il quale ha dichiarato ai giornali di non voler “pagare” per gli errori di Creta e Nardone.

Non possiamo condividere questa posizione e crediamo che i cittadini di Faicchio che, esattamente come quelli di San Salvatore Telesino sono minacciati dal progetto Vocem, a tempo debito sapranno far “pesare” nel loro giudizio politico sul loro attuale sindaco questa decisione incomprensibile anche e soprattutto per la motivazione addotta.

Per quanto ci riguarda riteniamo che questi amministratori si siano assunta una grave responsabilità nel non essere stati consequenziali rispetto alla opposizione alla realizzazione di questo impianto a suo tempo deliberata dai loro Consigli Comunali.

Cosa ha determinato questo “cambiamento di rotta”? Dov’è la “regia” delle numerose defezioni?
Sono questi gli amministratori che chiosano inutilmente sulla “città telesina”?

Comunque siamo fiduciosi del fatto che anche il Giudice Amministrativo dovrà tenere conto soprattutto del peso decisivo dei pareri negativi resi dall’ASL e dall’ARPAC in C.d.S., che sono prevalenti in quanto attinenti la salute pubblica e la protezione dell’ambiente.

venerdì 11 dicembre 2009

VIVITELESE – STRUMENTO DI DEMOCRAZIA

I cambiamenti intervenuti nella gestione di VIVITELESE e l’auto-ridimensionamento del ruolo di Giovanni Forgione ci hanno portato in questi giorni a riflettere su quello che ha rappresentato quest’esperienza negli ultimi anni ma, anche, più in generale, sulla situazione politica di Telese Terme.
Insieme a tanti altri abbiamo invitato Giovanni a rivedere la sua decisione, ed oggi che la situazione sembra ormai definita, ringraziamo comunque Lui e gli altri “artefici” di vivitelese per il contributo che hanno dato, e continueranno a dare, alla crescita civile e politica delle nostre comunità.
Per quanto riguarda Telese, i recenti avvenimenti, ed in particolare le disavventure dell’ormai ex sindaco D’Occhio, devono essere visti come una occasione di cambiamento, forse irripetibile.
I cittadini estranei a quel sistema politico-affaristico che sembra emergere dalle indagini, devono ora ri-occupare, finalmente, quegli spazi che comunque si sono liberati sulla scena politica telesina.
In tale contesto chi, come Giovanni Forgione, in questi anni, si è distinto per impegno civile e saggezza nella gestione di quello straordinario strumento di partecipazione che è stato ed è VIVITELESE, fortemente radicato sul nostro territorio, ma anche capace di valicare i confini di Telese e della Valle Telesina, non può far mancare il suo contributo non solo nella gestione del sito ma, speriamo, anche con altre forme.
Gli interventi “politici” che in questi anni abbiamo letto su VIVITELESE hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica problemi e richieste dei cittadini, proposte, idee che mai avrebbero trovato spazio sui media tradizionali.
Nei prossimi mesi sarà ancora più importante che tutti abbiano la possibilità di esprimere la propria opinione, di fare proposte, di esprimere valutazioni sulle liste e, perché no, anche giudizi sui futuri candidati.
Inoltre tutti i cittadini, anche quelli che non vanno ai comizi, e che non partecipano agli incontri politici e alle riunioni più o meno ristrette che caratterizzano le fasi pre-elettorali, hanno il diritto di essere informati di quali saranno i programmi, delle proposte dei vari candidati, di sapere se e come essi intenderanno, per esempio, arginare le speculazioni edilizie che negli ultimi 15 anni hanno devastato il territorio ed il paesaggio di Telese Terme.
E siccome, purtroppo, i danni ambientali e i problemi sociali, non rispettano i confini amministrativi, noi di cittadini in movimento, consci che il futuro di Telese è decisivo anche per i destini dei cittadini dei comuni vicini, oltre ad offrire a Giovanni e agli altri gestori di VIVITELESE la nostra collaborazione, auspichiamo che sempre più persone si attivino per la crescita della comunità, per il miglioramento dei servizi pubblici e per la tutela dell’ambiente e del territorio.
La situazione urbanistica di Telese costituisce oggi un pessimo esempio che, purtroppo, anche nei comuni vicini, alcuni hanno la tentazione di imitare. Infatti, i profitti che si ritiene possa garantire quel tipo di “de-regolamentazione”, sono assai allettanti, sia per i proprietari che per i tecnici e i costruttori.
Abbiamo iniziato a leggere, a San Salvatore, la bozza delle norme di attuazione del nostro prossimo PUC: hanno la stessa impostazione che ha portato Telese alla situazione di oggi, peraltro ancora purtroppo in evoluzione in termini di nuove volumetrie che non servono ai Telesini.
E’ necessario ora che proprio da Telese parta un movimento di decisa critica a questo “modello” urbanistico ed economico, sia per recuperare lì quegli spazi che ancora possono essere salvati, sia perché altrove non si commettano gli stessi errori.
VIVITELESE, e l’impegno civico dei cittadini che l’hanno animata in questi anni, costituiscono una ricchezza immateriale delle nostre comunità ed uno strumento di relazione fra i cittadini e, a volte, fra i cittadini e le istituzioni (anche in assenza di risposte). Si tratta di un’esperienza che può e deve proseguire con lo stesso “metodo” che gli ha dato Giovanni il quale, con saggezza, ha saputo dar voce ai cittadini senza sovrapporgli la sua e senza mai strumentalizzare.
Questo approccio nel rispetto dell’opinione altrui è stata la forza di VIVITELESE e ha consentito a tutti quelli che hanno usato questa “vetrina” di sentirla come propria.
Allo stesso modo Telese Terme è di tutti i suoi abitanti, è dei cittadini che vi vivono, e che hanno il diritto/dovere di farsi carico delle scelte politiche che ne decideranno il futuro.
I cittadini, gli elettori che, dopo il commissariamento, dovranno scegliere i loro futuri rappresentanti, dovranno chiedere ai candidati di ascoltare e discutere, di organizzare assemblee pubbliche, di illustrare con chiarezza e semplicità le proprie idee confrontandole con quelle degli altri, e magari di scegliere i candidati e formare una lista con un processo partecipato e trasparente, anche con le primarie di lista, aperte a tutti i cittadini.
Non si può più continuare a ragionare come individui, ma dobbiamo tornare a sentirci comunità. E chi va ad assumere la responsabilità del governo di una comunità e del territorio in cui essa vive, non può prescindere dalla conoscenza delle reali esigenze della comunità, non può non operare con trasparenza e non può esimersi dall’attivare reali ed efficaci processi di partecipazione.

domenica 6 dicembre 2009

I ruoli della politica e dell’associazionismo: Parliamone.

I ruoli della politica e dell’associazionismo: Parliamone.
di Alessio Masone

La crisi delle ideologie e della democrazia rappresentativa, in corso nel XXI secolo, agevolerà, nella gestione dei beni comuni, un coinvolgimento dei cittadini, ormai attori politici, in qualità di consumatori critici, di associazioni per uno sviluppo sostenibile, di movimenti per la difesa del territorio e degli esclusi sociali. Stante la crisi dei sistemi di scala, in ambito economico, politico, sociale e ambientale, il modello verticistico, tipico dei partiti e delle grandi aziende, dovrà lasciare il passo a un modello orizzontale che, grazie a un cambiamento dal basso, potrà dare risposte alle emergenze sociali, occupazionali e di salubrità pubblica.

Ne consegue che alcuni uomini politici, quelli più capaci di contaminazione, vogliano intercettare le energie generate da una trasformazione sociale, sempre più incalzante: Nardone, con Futuridea, Orlando, con Parliamone, e Medici, con Palazzo di città, ne sono, solo, alcuni esempi.

Di per sé, il gesto, degli esponenti politici che familiarizzano con l’associazionismo, sembra avallare, velocizzandola, l’evoluzione sociale prevista. Ma, al di là della buona fede, in concreto, questo gesto tende a inficiare la portata rivoluzionaria del cambiamento dal basso.
Nell’attendere un processo di democratizzazione estrema della gestione pubblica, ci ritroveremmo esponenti politici capaci di controllare anche il mondo dell’associazionismo, come se, in parlamento, il presidente del partito di maggioranza, fosse anche il leader del partito di opposizione.
Come se la Coldiretti, ente nazionale a vocazione verticistica, volesse agevolare le attività di filiera corta tra produttore e consumatore: ne otterrebbe un risultato solo formale, disarmando, di fatto, un processo che spontaneamente sta spingendo i consumatori a relazionarsi ai piccoli produttori locali, in una, coesa e territoriale, “comunità del cibo”, perché la filiera corta non è solo un passaggio in meno, è, soprattutto, una forma mentis che non può essere calata dall’alto.
Come se le associazioni, culturali o ambientaliste, di carattere nazionale o internazionale, volessero, tramite i loro delegati sul territorio, essere protagoniste del cambiamento dal basso e della diffusione di una filiera corta: di fatto, avallano, con la loro ingombrante visibilità sovraterritoriale, un verticismo nei processi culturali e sociali.
Come se gli esponenti dell’associazionismo, una volta accettato gli incarichi presso gli enti territoriali, poi volessero continuare a essere parte del dibattito interno alle associazioni, senza avere più la garanzia di un’autonomia.

Quindi, nessuno è contro l’associazione Parliamone, di cui stimiamo, senza dubbio, i promotori. Si teme solo il duplice ruolo di Nazzareno Orlando: sebbene egli sia un’ottima persona, un politico colto e valente, la democrazia ha bisogno del pluralismo di quei ruoli che devono restare, garantisticamente, opposti, l’uno all’altro.
Anche per questo, è comprensibile il disagio di quelle associazioni che hanno difficoltà a radunare una manciata di partecipanti alle loro iniziative, mentre una specifica associazione, essendo promossa da un esponente politico, già assessore e, in futuro, probabile sindaco o deputato, riesce a coinvolgere frotte di simpatizzanti o, comunque, a riscuotere risonanza sul territorio.

Qualcuno ha scritto che Orlando, tramite l’associazione Parliamone, ha promosso iniziative a favore di temi, senza colore politico, come quella contro la povertà e i cambiamenti climatici o quella a favore dell’intitolazione di uno spazio pubblico a Giancarlo Siani, il giornalista trucidato dalla camorra.
Orlando è parte della società civile che, con coerenza, concretamente, è a favore della legalità, della giustizia sociale e della tutela ambientale? O, in quanto esponente di rilievo di un partito verticistico per antonomasia, è parte di quel sistema partitico che, di destra e di sinistra, per sopravvivere, alla ricerca di consensi e finanziamenti, dialoga con le grandi aziende (opere pubbliche, project financing e edilizia residenziale), di fatto, agevolando il braccio imprenditoriale della camorra, distruggendo la qualità ambientale del territorio e aumentando la disparità tra ricchi e poveri. Il vero Orlando è quello che dice o quello che fa?

Orlando, con la sua buona fede, rischia di consentire alla politica di mettere il cappello sulla società civile e di legittimare la classe politica nel suo agire sconsiderato.

Le associazioni, con la loro metodologia e con le loro idee, hanno il compito di condizionare i politici più illuminati, come Orlando: se un esponente politico del XXI secolo crede nella portata innovativa dell’associazionismo, dovrebbe mettersi in ascolto delle associazioni già esistenti sul territorio e non farsene una, personalizzata e su misura, per non farsi contaminare, neanche, ora, dal mondo in cambiamento.

Il cambiamento dal basso non è una moda: è una risposta fisiologica del sistema all’incapacità della democrazia rappresentativa di tutelare il bene comune. Cambiamento dal basso non significa che le leggi siano decise dalla popolazione, senza il filtro dei suoi rappresentanti: più realisticamente, significa che, in un’economia sovranazionale e, quindi, anche sovraterritoriale, il solo legiferare non sia più sufficiente per affrontare le emergenze in corso. Cambiamento dal basso, quindi, significa sostituire l’approccio del delegare con l’approccio del risolvere in prima persona le problematiche comuni: mettere in discussione i propri stili di vita, lasciare che la filiera corta, la cittadinanza attiva e il consumo critico portino nel quotidiano, dei processi sociali ed economici, le istanze di solidarietà e di tutela ambientale che, nel XX secolo, erano considerati, dalla politica e dalla popolazione, argomenti da trattare a parte.

Solo una classe dirigente che utilizza una pratica quotidiana responsabile, approcciando esperienzialmente alla sostenibilità, potrà padroneggiare le istanze di quello sviluppo sostenibile che, necessario a una società in trasformazione, considera, in un approccio integrato, sviluppo economico, tutela ambientale, giustizia sociale.

Non deve essere più tollerato, nella nostra era, il paradosso che avvocati, giudici e notai, nelle ore di lavoro, uomini di legge, e, nel quotidiano, conducenti di SUV, condividano gli stessi gusti di criminali e truffatori. Non è più sostenibile che la classe dirigente e intellettuale, fuori dal lavoro, abbia gli stessi approcci dei qualunquisti che non fanno un uso consapevole del tempo libero, condividendo, con questi, gli stessi viaggi, gli stessi gusti nell’abbigliamento e nei consumi alimentari. Non è possibile che nei luoghi istituzionali, mentre si discute di legalità o di rifiuti, si utilizzino gli stessi bicchieri e bottiglie di plastica presenti nel corso di una riunione di criminali.

I buoni propositi, nelle parole di un ogni uomo politico, suonano vuoti come quelli di chi, su facebook, condivide, con un virtuale e gratuito clic, “sono contrario alla fame nel mondo”.
Dirsi contrari a una ingiustizia, a parole, è una cosa, esserlo, nella pratica esperienziale, è un’altra: gli uomini politici, interessati al cambiamento, aprendosi a un nuova forma mentis, frequentino le attività promosse, orizzontalmente, dalla società civile e dall’associazionismo ecosolidale.

Gli uomini politici, se vogliono dare risposte al XXI, sappiano di essere, prima di ogni cosa, cittadini e consumatori che, con le loro scelte quotidiane e i loro stili di vita, sono già attori politici.

giovedì 3 dicembre 2009

SST: iniziativa "Dona un libro alla tua biblioteca"

DOMENICA 13 dicembre 2009, ore 10
E' il primo evento creato dall'Associazione per promuovere la Biblioteca

Nella biblioteca sarà allestito un albero di Natale fatto di rami e tronchi raccolti nel bosco. Tutti i Bambini sono invitati a venire in Biblioteca per portare un libro in dono e per completare l'albero. Essi, insieme ai CLOWN andranno per le strade del paese a raccogliere i libri che vorrete donare e per invitare anche gli adulti a festeggiare con noi.

PERCORSO
Raduno davanti alle scuole elementari,
andremo a via Roma,
gireremo in Via Telese vetere verso la Cappellina
poi lungo il Corso e in Piazza,
da lì verso la Chiesa
e ci fermeremo in biblioteca dove i bambini giocheranno con i clown e allestiranno l’albero di Natale con libri, pensieri e versi creati da loro.

Associazione "Amici della biblioteca di S.Salvatore Telesino"

giovedì 26 novembre 2009

Emergenze sul territorio ed aggressione ai beni comuni

Cittadini in Movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva
Comitati civici di San Salvatore Telesino e Guardia S. contro l'inceneritore
Altrabenevento - Associazione per la città sostenibile contro il malaffare
Benevento EcoSolidale – Comunità delle associazioni ambientaliste e solidali sannite
Rete Arcobaleno – Associazioni per un’economia ecosolidale
Coordinamento delle associazioni/comitati
contro la centrale elettrica di Ponte Valentino
Lerka Minerka – Naturalismo ed escursionismo
Città di Eufemia – Nodo di economia solidale

invitano a partecipare,

Sabato 28 novembre 2009
ore 18.00
,

al dibattito pubblico

Emergenze sul territorio ed aggressione ai beni comuni

Controllo dei cittadini sul governo degli Enti Locali, sull’uso delle risorse pubbliche e sulla gestione dei beni comuni


• Inceneritore di San Salvatore Telesino;
• Centrale a turbogas “La Luminosa” a Ponte Valentino;
• Rifiuti: discariche, raccolta differenziata e smaltimento;
• Consumo di territorio e degrado del paesaggio;
• Ecovicinanza, un paradigma contro il verticismo culturale, politico ed economico;
• Privatizzazione dei servizi pubblici: il caso dell'acqua;
• Presìdi sanitari e tutela della salute.

Modera Jusy Iuliano, giornalista di Media TV

Telese Terme
Biblioteca Comunale - Piazza M.Teresa di Calcutta

Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria,lo scintillio dell'acqua, come potete voi acquistarli? Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo...
Lettera del Gran Capo Seattle, Tribù Suwamish, a Franklin Pierce, Presidente degli Stati Uniti (1855)

Cittadini ed amministratori sono invitati a partecipare

domenica 22 novembre 2009

RICORSO AL T.A.R. PROMOSSO DALLA PROVINCIA DI BERGAMO

La VOCEM Srl e la Provincia di Bergamo hanno notificato a tutti gli enti coinvolti i rispettivi ricorsi (scarica qui) avverso la decisione, assunta nella conferenza dei servizi del 23 luglio scorso, di denegare l’autorizzazione per la costruzione di un inceneritore nel comune di San Salvatore Telesino.
Al di là della fondatezza del ricorso nel merito, e delle eventuali eccezioni che certamente i legali degli Enti che si costituiranno in giudizio potranno proporre, una prima considerazione è quella sulla portata politica dell’iniziativa: una Amministrazione provinciale che intendeva realizzare un investimento “speculativo” che agisce in giudizio contro un’altra Amministrazione provinciale, oltre che contro la Regione che, anche sulla spinta dei cittadini con migliaia di firme e tante iniziative di sensibilizzazione, hanno voluto difendere il territorio da un’opera pericolosa per l’ambiente e per la salute delle popolazioni coinvolte.
La decisione opposta con il ricorso al tribunale Amministrativo Regionale era stata una vittoria politica della partecipazione dei cittadini della Valle Telesina che si erano fermamente opposti all’impianto, ma è stata determinata soprattutto dai pareri del Genio Civile di Benevento, della ASL e dell’ARPAC.
Tre cose, soprattutto, emergono da una prima lettura del ricorso.
Innanzitutto la convinzione che la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) rilasciata nel 2006 e nel 2008 dalla Regione Campania a seguito di parere positivo della Commissione dovesse essere sufficiente a garantire l’autorizzazione; per Noi questo assunto è assolutamente sbagliato, visto che una V.I.A. era semplicemente un presupposto necessario al proseguimento del procedimento. Ricordiamo anche che in entrambi i procedimenti di V.I.A. i cittadini non hanno avuto alcuna possibilità di partecipare, del resto l'esito della commissione fu solo pubblicato su Il Sole 24 ore, quotidiano non certo tra i più diffusi fra i non addetti.
Poi il fatto che il parere dei comuni interessati, finanche quelli di San Salvatore Telesino, Amorosi e Puglianello, non dovessero essere considerati nel determinare la decisione della C.d.S. del 23 luglio 2009.
Insomma, secondo la provincia di Bergamo e la VOCEM, i cittadini di questi tre comuni, per il tramite dei loro rappresentanti, non avevano voce in capitolo rispetto ad una decisione che così gravemente impattava sul loro futuro.
Questo è francamente inaccettabile.
Ci appare infine grossolana la contestazione secondo la quale si sia dato meno peso ad enti quali aeronautica milit., vv.ff. (favorevoli) rispetto ad ASL, ARPAC, (contrari) quando la normativa che regolamenta la procedura della Conferenza dei Servizi ( Legge n. 15 del 2005 ) dice che, addirittura, è sufficiente che dissenta un solo ente preposto alla tutela della salute, della incolumità o dell'ambiente, che la procedura si DEVE interrompere e passare la mano ad altri organismi decisionali (insomma, prevale il dissenso di un tale ente rispetto alla maggioranza nel caso di maggioranza favorevole). Questo giusto per sottolineare il diverso peso conferito, per fortuna e ancora, a tali enti (e soprattutto all'oggetto della loro tutela) a prescindere dai numeri.
Per il resto il ricorso punta a dimostrare soprattutto le presunte carenze tecniche del parere presentato in conferenza dalla provincia di Benevento, a fronte della asserita completezza dello Studio di impatto Ambientale presentato dalla VOCEM.
Non crediamo che il Tribunale Amministrativo sia la sede adatta a entrare nel merito di queste argomentazioni tecniche, mentre le obiezioni sulla procedura attuata dalla Regione ci sembrano piuttosto deboli.
Facciamo notare, ancora, che nel ricorso, oltre gli interessi della provincia di Bergamo e di due società a capitale pubblico (ABM e VOCEM), si richiama ancora l’emergenza rifiuti in Campania, per giustificare la richiesta di annullamento, previa sospensiva, del decreto dirigenziale della Regione Campania che ha denegato l’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto.
In attesa che tutti gli Enti si costituiscano in giudizio contro la provincia di Bergamo e la VOCEM, ribadiamo che bisogna continuare ad opporsi alla realizzazione di un’opera sbagliata, inutile, dannosa per la salute, pericolosa, pessimo esempio di sfruttamento del nostro territorio da parte di amministratori che vogliono tutelare gli interessi dei loro amministrati a scapito di quelli dei cittadini di un altro territorio e di imprenditori senza scrupoli e sensibilità, che vogliono solo lucrare su incentivi pubblici, come hanno sempre fatto.

sabato 21 novembre 2009

CI HANNO RUBATO ANCHE L'ACQUA!

Le "corporations" sono riuscite nel loro vergognoso intento.
Ci provavano da tempo, e, ora, purtroppo, hanno trovato la "sponda politica" che le ha accontetate.
L'acqua è diventata una merce!
Una merce preziosa, che ora sarà venduta, e non più garantita come diritto di ognuno, e non potremo fare a meno di comprarla, qualunque sia il prezzo che ci imporranno: una vera "pacchia" per chi potrà venderla.
Ci uniamo al grido di Alex Zanotelli, e chiediamo a tutti i nostri Amministratori locali di fare quanto in loro potere per contrastare questa scellerata azione contro i diritti dei cittadini ed il bene comune.
Cittadini in Movimento

Napoli, 19 novembre 2009
Acqua privatizzata

“MALEDETTI VOI….!”
Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua , che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :” Maledetti voi ricchi….!”
Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua .
Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano.
E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.
A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? “
Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato.
Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.
Per questo chiediamo:
AI CITTADINI di
-protestare contro il decreto Ronchi , inviando e -mail ai propri parlamentari;
-creare gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale;
-costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.
AI COMUNI di
-indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua;
-dichiarare l’acqua bene comune,’ privo di rilevanza economica’;
-fare la scelta dell’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.
LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’AZIENDA SPECIALE, DELLE COSIDETTE MUNICIPALIZZATE .
AGLI ATO
-ai 64 ATO( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.
ALLE REGIONI di
-impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua.
AI SINDACATI di
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua;
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
AI VESCOVI ITALIANI di
-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);
-protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .
ALLE COMUNITA’ CRISTIANE di
-informare i propri fedeli sulla questione acqua;
- organizzarsi in difesa dell’acqua.
AI Partiti di
- esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’ acqua;
-farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.
L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria , l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese : “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili- sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche , che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”

Alex Zanotelli

martedì 10 novembre 2009

Diatribe in consiglio, rivalse personali e manifesti per i prossimi cinque anni?

Nelle ultime settimane l’unica comunicazione ai cittadini da parte degli amministratori, sia di maggioranza che di opposizione, è consistita in uno scambio di manifesti/comunicati assai poco edificante sia per gli uni che per gli altri, ma ancora di meno per i cittadini.
I consigli comunali si sono ridotti a discussioni sterili, sovente con toni inutilmente accesi, su tematiche spesso di scarsa rilevanza amministrativa.
Il sito istituzionale, nonostante la pubblicazione di alcuni atti (grazie solo all’iniziativa del Commissario), è poco fruibile e manchevole degli allegati rendendo complicato seguire l’azione politica, sia di maggioranza che di minoranza, già di per sé poco comprensibile.
Molto si è scritto sull’approvazione all’unanimità del bilancio consuntivo 2008, ma i cittadini, non avendo tutti gli atti a disposizione, ancora non hanno la possibilità di capire se ha ragione Creta o piuttosto l’attuale maggioranza che dichiara di averlo approvato solo per “senso di responsabilità” (!?); né il battibecco tuttora in corso contribuisce alla chiarezza.
Quello che traspare pubblicamente dell’attività amministrativa fin qui svolta, sia dalla maggioranza che dall’opposizione, sono solo polemiche e reciproci attacchi politici - con la “p” minuscola - dettati soprattutto da risentimenti personali.
Ma la sostanza della gestione della cosa pubblica dov’è finita?
Da cinque mesi a questa parte o manca del tutto e si occupa il tempo (loro e nostro) con insulti vicendevoli e dibattiti fumosi o la si attua a nostra completa insaputa (non sapremmo scegliere fra le due ipotesi…).
Riteniamo, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sia doveroso informare i cittadini di quanto i loro amministratori stiano facendo, se stanno facendo, in particolare per quanto riguarda:
- Il PUC (Piano Urbanistico Comunale) e la relativa procedura partecipata;
- Il problema rifiuti in vista della provincializzazione;
- I problemi di bilancio e le possibili azioni di intervento:
- Recupero dell’evasione (ICI, servizio idrico, TARSU, ecc.);
- verifica situazione contabile relativa ai contratti per la gestione delle concessioni comunali (Parco Rio Grassano, Casa di riposo per anziani, Terme);
- Razionalizzazioni della spesa corrente;
- Rendere effettiva, e non solo dichiarata, la trasparenza sulle attività in corso, gli incarichi assegnati, ecc.;
- La salvaguardia di salute, ambiente e territorio da attuali e future aggressioni (deposito pneumatici, cave, impianti pericolosi, ecc.).
Da una ri-lettura del programma elettorale della lista “PDL-Berlusconi (!) per Romano” (ancora disponibile sull’archivio 2009 di vivitelese.it) non sfugge che molti impegni programmatici di entrambe le liste siano comuni anche rispetto alle tematiche sopra richiamate; quindi, non capiamo perché i consiglieri di minoranza non si facciano carico di incalzare la maggioranza rispetto a tali impegni: sarebbe molto più efficace ed utile per i cittadini invece delle sterili e poco credibili polemiche-facezie in cui l’opposizione si diletta da quando qualche sedia è stata scambiata in sala consiliare.
Romano, per esempio, sul PUC aveva promesso “l’immediata convocazione di una seduta pubblica per suggerimenti ed osservazioni della cittadinanza, degli imprenditori, degli artigiani e delle associazioni”: può organizzarla anche dall’opposizione.
Il buon operato di un'Amministrazione, contrariamente a quanto, a prima vista, si possa pensare, è fortemente influenzato dall'efficacia della vigilanza e dal livello di stimolo e controllo operato dall'opposizione o minoranza consiliare sull'attività amministrativa della maggioranza.
Non ci sono evidenze che l’opposizione stia svolgendo questo ruolo.
Il tempo della campagna elettorale è finito da un po’, come continuate voi stessi a rinfacciarvi a vicenda: ora bisogna amministrare, ciascuno svolgendo il proprio ruolo!

Cittadini in movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva
transizionesst@gmail.com