sabato 4 febbraio 2017

San Salvatore Telesino - “RENDICONTO” dell’ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA (2013-2016)

Il Sindaco di San Salvatore Telesino e la sua maggioranza, a tre anni e mezzo dal loro insediamento, e a meno di un anno e mezzo dalle prossime elezioni comunali, hanno inaugurato la loro prossima campagna elettorale, organizzando a fine 2016 le presentazioni pubbliche di due loro “successi” (redazione del piano di protezione civile e “ammodernamento della rete pubblica di illuminazione”), e distribuendo un opuscolo intitolato “Resoconto Attività Amministrativa - … l’impegno continua” (vedi anche "servizio informativo" media-tv).
Effettivamente, un’analisi di quanto realizzato, e quanto invece è stato tralasciato, rispetto agli impegni e alle promesse del programma elettorale e della relazione di inizio mandato, appare opportuna.

Per correttezza, infatti, oltre a porre l’attenzione su ciò che di buono si pensa di aver realizzato, bisognerebbe “rendere conto” anche degli impegni ai quali non si è dato seguito.
Non potendo esaurire in poche righe, per esigenze di brevità, tutti gli aspetti che meriterebbero una valutazione, ci sembra il caso di soffermarci in particolare su uno dei “principi fondamentali” dichiarati nel programma elettorale: “TRASPARENZA e PARTECIPAZIONE”, riservandoci di trattare in seguito altri aspetti meritevoli di approfondimento.

Nel programma, fra gli altri, risultava esplicitamente richiamato, come metodo di attuazione della partecipazione dei cittadini, l’impegno a “istituire” la consulta per l’ambiente (peraltro già istituita dalla precedente amministrazione), la consulta per lo sport e per il tempo libero, la consulta per le associazioni e la cultura, la consulta per l’agricoltura e il commercio, il forum dei giovani, “incontri periodici con i cittadini per rendere conto dell’operato amministrativo e coinvolgere la cittadinanza in ordine alle tematiche di maggiore impatto”, ...
Ebbene, per quanto riguarda la consulta ambientale, alla prova dei fatti, è noto che essa ha completamente chiuso le sue attività dopo il nostro disimpegno, dovuto al mancato coinvolgimento in questioni fondamentali, come il nuovo PUC e il “nuovo” modello di gestione dei rifiuti, poi delegato al comune di Amorosi (e comunque non ancora partito, per cui ancora si va avanti con proroghe mensili alla stessa ditta da oltre un lustro, e con un livello di servizio di cui è stato certificato il progressivo peggioramento).

Un risultato positivo della consulta ambientale era stato l’avvio del progetto per il compostaggio domestico, ma poi anche questo è stato vanificato da scelte non condivise rispetto alla sua attuazione.
La consulta per lo sport sembra sia stata effettivamente costituita, ma non se ne sa nulla ...
Delle altre consulte annunciate ci resta solo … l’annuncio, così come del forum dei giovani (sul sito è pubblicato quello del comune di Santa Maria a Vico!).
D’altra parte la “parola” PARTECIPAZIONE scompare nel “resoconto”, nel quale invece si rivendica un già abusato “rapporto diretto tra cittadini ed amministratori” che, magari avranno anche scritto male, però ci fa pensare proprio ai vecchi schemi del recarsi direttamente dal sindaco di turno per chiedere …

Per quanto riguarda la TRASPARENZA, e in particolare l’impegno ad implementare la pubblicazione di atti e documenti sul sito istituzionale, con esplicito riferimento ai “bilanci di previsione e ai bilanci consuntivi”, sempre alla prova dei fatti, dobbiamo rilevare che l’ultimo documento pubblicato nella sezione “bilancio”, risale al 2013, anno delle ultime elezioni dopo il commissariamento che surrogò l’amministrazione Izzo, “autodemolitasi” (per dissensi sul PUC? Per altre questioni? … Nessuno di quelli che sapevano ha mai ritenuto di dover informare i cittadini, così come anche oggi ancora nessuno spiega i motivi della fuoriuscita dalla maggioranza dell’ex vicesindaco Leucio Iacobelli).
Molte altre sezioni del sito, incluse quelle su consulenze esterne e pagamenti, non sono aggiornate.
Peraltro, il sindaco e i suoi assessori, rivendicano di aver “riequilibrato i conti e dato respiro alle casse comunali”, evidentemente svuotate da chi li aveva preceduti; dunque, ci aspetteremmo che sia loro interesse pubblicare e rendere facilmente accessibili a tutti i cittadini questi atti (rendendo conto anche delle somme che si stanno spendendo in consulenze esterne per adempimenti che dovrebbero rientrare pienamente nelle attribuzioni del personale dipendente del Comune).
D’altra parte, ciò che rafforza gli amministratori comunali in questo approccio limitativo nei fatti, è, purtroppo, proprio l’atteggiamento della maggior parte dei cittadini, che anche quando sono critici o si sentono “minacciati” da qualche notizia di iniziative potenzialmente pericolose per la salute, si guardano bene dal manifestare il loro pensiero o dall’esporsi in qualche modo, oppure, “memori” dell’esistenza di una consulta per l’ambiente, pensano di delegare sempre ad altri anche questo impegno.

E’ questo il caso, per esempio, delle sollecitazioni che abbiamo ricevuto nelle ultime settimane, quali ex partecipanti alla consulta per l’ambiente, rispetto alla ventilata realizzazione in contrada Varco, di un presunto “impianto di stoccaggio/trattamento di rifiuti”, non si sa di quale tipologia.
La risposta a tali sollecitazioni è stata, come al solito, che chi giustamente si preoccupa di tali ipotesi, dovrebbe in prima persona esporsi per chiedere informazioni e rappresentare, se del caso, il proprio dissenso.
Comunque, dopo aver chiesto notizie per le vie brevi agli uffici comunali, pur non avendo avuto conferma di tali notizie, abbiamo protocollato l’ennesima richiesta di accesso agli atti; in essa abbiamo fatto riferimento, fra gli altri, anche a tale presunto problema, ma contestualizzandolo nel più generale e sicuramente concreto e attuale disastro di una “zona industriale” dispersa, senza criterio, su un vasto territorio, e ormai totalmente fuori controllo, dalla quale già si sono avuti impatti in termini di immissione di inquinanti nocivi per la salute, sia a seguito di incendi sia per conseguenza diretta degli stessi processi industriali che vi si svolgono.
Per la cronaca: a tale richiesta, anche dopo il decorso dei 30 giorni entro i quali deve essere data risposta, non c’è stato ancora alcun seguito! Altro che trasparenza …
E’ il caso, a questo punto, di rispondere brevemente anche a chi ci accusa di aver “perso la voce”, o “di aver finito l’inchiostro”, o di esserci “fermati”, dopo l’insediamento di questa amministrazione. Come chiunque può verificare leggendo i post che abbiamo pubblicato sul blog, regolarmente linkati su facebook e twitter, non abbiamo mai omesso di esprimere, quando era necessario, i nostri pensieri e il nostro dissenso, semmai depotenziato dalla totale assenza di effetti sia da parte degli amministratori che della maggior parte dei nostri concittadini (nella misura in cui non si espone pubblicamente): infatti non abbiamo mancato di produrre formali segnalazioni o richieste, e persino esposti all’autorità giudiziaria. Non ci siamo “dimessi” da cittadini, non ci siamo “fermati”, semplicemente rifiutiamo di “indossare la tutina da supereroe de noantri” che, a richiesta, per delega o per comodità di chi ha obiettivi non trasparenti, si fa carico del “controllo civico”.
Ora, in vista delle prossime elezioni, vecchi e nuovi paladini della trasparenza e della partecipazione, vorranno convincerci che, se veramente vogliamo che le nostre proposte vengano realizzate, a loro dobbiamo dare (o ridare) fiducia, e dalla loro parte dobbiamo schierarci, e magari candidarci, perché “solo dall’interno si possono cambiare le cose”.


La cittadinanza attiva, per noi è altro: è impegno per il bene comune e collaborazione libera e gratuita, non “arruolarsi” o “farsi arruolare” in un’alleanza per la conquista del “potere”.

domenica 31 luglio 2016

PERICOLO DI NUOVI INCENDI AREA EX PLASTED



A distanza di quasi un anno dall’incendio, i rifiuti e residui di lavorazione di materie plastiche che la società Plasted e la relativa curatela fallimentare hanno lasciato in stato di abbandono e senza alcun presidio di sicurezza sul piazzale retrostante il capannone, sono ancora lì incustoditi.


Nel frattempo abbiamo dovuto depositare presso la Procura della Repubblica di Benevento un’opposizione alla richiesta del PM al GIP di archiviazione del nostro esposto.
A seguito delle indagini svolte dalla polizia giudiziaria delegata dal PM, era stato infatti dichiarato che la situazione di pericolo da noi denunciata era stata risolta positivamente (o era in corso di risoluzione).
Con la nostra opposizione abbiamo dovuto rappresentare che, mentre nel terreno adiacente al capannone l’attuale proprietà, o i propri dante causa, avevano effettivamente rimosso tutti i rifiuti, altrettanto non poteva dirsi per l’area ex plasted.
Il GIP, sulla base degli elementi da noi addotti, non ha accolto la richiesta di archiviazione trasmessa dal P.M. e ha fissato l’udienza per il prossimo mese di febbraio 2017.
Il nostro auspicio è che già nei prossimi giorni chi di dovere intervenga per far sì che le diverse tonnellate di materiale plastico ancora stoccate nell’area (tuttora esposte a nuovi possibili incendi) possano essere finalmente rimosse.
Nel frattempo, agli inizi di luglio, un altro incendio, durato un'intera nottata, ha completamente distrutto un altro capannone, nella stessa zona, all'interno del quale erano stoccati grandi quantitativi di materiale plastico e legno, trattati anche con coloranti, vernici e collanti, che quasi certamente hanno immesso in atmosfera e poi sul terreno, quantità enormi di nuova diossina e altre sostanze altamente tossiche e nocive per la salute.
Continuiamo a chiederci: chi esegue o chiede agli enti competenti di verificare i livelli di inquinanti dell'aria, nelle acque di falda e nei terreni ? O sono sempre i privati cittadini a doversi attivare ? Chi garantisce sugli alimenti che si producono nella zona?
Perchè continuiamo a far edificare nuovi capannoni, per di più su un'area molto vasta del nostro territorio, se non siamo evidentemente in grado di imporre il rispetto delle norme di prevenzione e garantire la sicurezza e la salute dei cittadini su quelli esistenti ? Perchè in situazioni di grave rischio per la salute come questi non si attua una procedura di emergenza ? Perchè, anche per situazioni così gravi, non viene mai data nessuna informazione ai cittadini ? Perchè si continua a emettere ordinanze senza poi essere consequenziali a fronte delle regolari inadempienze dei destinatari?

venerdì 13 maggio 2016

In attesa del trattato transatlantico UE - USA

Uno studio del sett-2015 condotto dall'università di Oxford su commissione del governo USA (http://www.apicoltorifvg.it/wp-content/uploads/2015/10/jee.tov269.full_.pdf) mostra che simulando l'utilizzo sul campo di 42 pesticidi (presi da una lista di prodotti raccomandati da vari enti e bollettini del settore agricolo riportati nella ricerca), di questi ben 24 sono risultati letali per più del 99% delle api da miele presenti, poverine anch'esse, nei vari esperimenti condotti.
 
Vale la pena di leggere i nomi dei principi attivi che nell'ultima colonna della tab.3 di pag. 6 dello studio riportano un valore >99% per la potenziale mortalità per le api (non che 39% sia una bazzecola) per verificare quanti di loro siano ancora liberi di uccidere api e tutto ciò che ne consegue.
 
4 delle prime 5 sostanze elencate nella tabella della ricerca  (mi sono fermato alla 5a) sono autorizzate in UE (è vero esistono i residui massimi consentiti per legge dall'UE per la salute dell'uomo ma il loro uso resta letale per le api):
-Thiamethoxam (2° della tabella della ricerca di Oxford), un neonicotinoide usato per gli ortaggi ed in viticoltura. L'EFSA ancora non si esprime in maniera definitiva in merito ai rischi sulle api.
Attualmente autorizzato in UE
(http://ec.europa.eu/food/plant/pesticides/eu-pesticides-database/public/?event=activesubstance.detail&language=EN&selectedID=1937)
 
 

 
Però, vuoi mettere le rese agricole !
 
Il link alla ricerca:
http://www.apicoltorifvg.it/wp-content/uploads/2015/10/jee.tov269.full_.pdf


PS 1: E' meglio che ci...ehm.. abituiamo a convivere con l'idea di essere sommersi continuamente da sostanze chimiche se l'Istituto Superiore della Sanità ha registrato  (al 2013) 105.000 sostanze chimiche di cui 8000 sono state classficate in base al loro pericolo (e non sappiamo nulla del loro effetto combinato). (http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/reach_bollettino3_settembre_2013.pdf)

Per quanto riguarda l'UE abbiamo anche il REACH: "è un sistema integrato di registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche che mira ad assicurare un maggiore livello di protezione della salute umana e dell'ambiente. Circa 30.000 sostanze e prodotti chimici dovranno infatti essere soggetti ad un esame sulla loro pericolosità e inseriti in un database comune a tutti gli Stati membri".

PS 2: Il sito dell'EFSA su cui visualizzare i responsi sui rischi legati all'uso di alcune sostanze in ambito agro-alimentare (link al registro delle domande) in cui è possibile trovare gli studi su alcune delle sostanze elencate nella ricerca dell'Università di Oxford:
http://registerofquestions.efsa.europa.eu/raw-war/login?1

Il TTIP ancora non è stato approvato !

mercoledì 11 novembre 2015

Roghi tossici del 9 agosto scorso in Loc. S. Mennitto: nessun seguito ?







CITTADINI IN MOVIMENTO

Laboratorio di Cittadinanza Attiva
 
Al Sindaco di San Salvatore Telesino
All'Assessore all'Ambiente
 


Oggetto: Roghi tossici del 09-08-2015 in località S. Mennitto - Richiesta di accesso agli atti (ai sensi della legge 241/1990 e s.m.i.), con particolare riferimento a informazioni sulle iniziative eventualmente adottate a fronte dell’inottemperanza alle disposizioni di rimozione rifiuti e messa in sicurezza dei luoghi.
 
Con riferimento alla problematica in oggetto, facendo seguito anche alle precedenti comunicazioni,
vista la diffida prot. n.7261 del 14-08-2015, avente oggetto la “messa in sicurezza dell’area di pertinenza Plasted - Loc. San Mennitto, sollecito esecuzione ordinanza di rimozione rifiuti n.10/2014” con cui si richiede, tra l'altro:
  1. La messa in sicurezza ed installazione di transennamento lungo tutta l’area che interessa il capannone ex Plasted;
  2. L’“Adozione ad horas” di  specifiche misure antincendio e di protezione” sino al completamento della rimozione dei rifiuti;
e in cui si avverte che “in caso di inottemperanza, fatte salve ulteriori conseguenze di legge, si provvederà a farne comunicazione all’autorità giudiziaria”;

vista l’ordinanza sindacale n.7502 27-08-2015 avente oggetto “ordinanza per la caratterizzazione, rimozione e smaltimento dei rifiuti di varia natura combusti e semi combusti depositati in modo incontrollato in località San Mennitto su appezzamento di proprietà Agriges S.r.l.” con la quale si “ordina” a Tancredi Giovanni, Legale Rappresentante della società Agriges S.r.l ed a Palombi Antonio, Custode Giudiziario, a “procedere alla immediata rimozione dei rifiuti dell’area interessata, ed al ripristino dello stato dei luoghi” e con la quale si “dispone che, nel caso di inottemperanza a quanto previsto dalla presente ordinanza, si procederà all’esecuzione d’ufficio in danno ai soggetti obbligati [...] nonché a presentare denuncia alla competente Autorità Giudiziaria”;

rilevato che ad oggi, 29-10-2015, non è stata adottata alcuna misura di sicurezza nell’area di pertinenza ex Plasted (non sono visibili transennamenti, né sono stati ad oggi rimossi i rifiuti sul piazzale);

rilevato che ad oggi, 29-10-2015, non sono stati rimossi i rifiuti nel terreno contiguo al capannone ex Plasted;

considerato che le condizioni del capannone e dei terreni contigui sono, dunque, tuttora le stesse che hanno permesso i roghi tossici che si sono verificati il 9 agosto u.s.;

tenuto conto che sono trascorsi più di sessanta giorni dalle due disposizioni summenzionate;

considerato l’alto rischio per la salute, per i terreni coltivati circostanti e per l’ambiente nel suo complesso, nel caso di reiterazione di un incendio che potrebbe nuovamente coinvolgere grandi quantità di materiali plastici abbandonati, pneumatici fuori uso ed altri rifiuti speciali;
 
CHIEDIAMO

di poter accedere agli atti dei relativi procedimenti, e che ci vengano notificate le iniziative che sono state intraprese o saranno intraprese nell’immediato da codesta amministrazione per scongiurare i rischi di salute e di danni  permanenti al territorio, data l’evidente inottemperanza delle disposizioni da parte dei soggetti interessati dalle summenzionate ordinanze.
Con la presente si chiede inoltre di comunicare il nominativo del Responsabile dei Procedimenti.
 
09/11/2015, San Salvatore Telesino
 
Per Cittadini in Movimento - SST
                                                            Francesco Pascale


venerdì 18 settembre 2015

Degrado zona agricola a vocazione artigianale: aree fuori controllo ?

Non avendo avuto riscontro alle segnalazioni inoltrate agli enti competenti abbiamo depositato una richiesta di accesso agli atti (scaricabile da questo link) presso l'ufficio protocollo del comune di San Salvatore Telesino, relativa ad immissioni in atmosfera di sostanze maleodoranti, di origine ignota, provenienti da un capannone privo di indicazioni relative alla titolarità dell'attività, ricadente nell'area a "vocazione artigianale" in Loc. San Mennitto (nei pressi del capannone ex Plasted interessato dall'incendio di cui al precedente post).

Con una replica mediante lettera a firma del Sindaco (scaricabile da questo link) abbiamo appreso che il capannone è ora di proprietà della Agriges s.r.l. e che risulta presentata una S.C.I.A. per ristrutturazioni del capannone e dell'annessa palazzina degli uffici. D'altra parte, (cit.) "non sono in corso attività produttive".
In realtà a noi risulta, come da foto allegata alla nostra richiesta di accesso agli atti, la costruzione di una vera e propria serra che sembra tutt'altro che provvisoria e più volte abbiamo riscontrato attività di movimentazione di un materiale in polvere di colore giallo, non certo da ascrivere a lavori di ristrutturazione, e che sembra essere la causa degli odori nauseanti.
Si intensificano quindi gli impatti negativi dello stato di diffuso degrado imposto alle campagne del territorio di S. Salvatore Telesino da una disposizione del vecchio Piano Regolatore che, nonostante le critiche generalizzate e gli impegni assunti dalle ultime amministrazioni, non è stata ancora eliminata.
Peraltro è ormai imminente la scadenza, già prorogata varie volte, per l'approvazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) e, ad oggi, ancora non è disponibile nemmeno una proposta definita nè tantomeno condivisa coi cittadini.

Abbiamo più volte richiesto - insieme al censimento dei capannoni che risultano inattivi,  inadempienti verso il Comune, o caratterizzati dalla presenza di rifiuti e materiali in stato di abbandono  - di sospendere l'efficacia della disposizione dell'art. 25 delle norme di attuazione del PRG vigente, nelle more dell'approvazione del PUC, in modo da impedire la realizzazione di nuovi capannoni destinati al degrado e di favorire il riuso degli esistenti per attività realmente attinenti all'artigianato. Ad oggi nessuna iniziativa concreta è stata assunta, si continuano a costruire nuovi capannoni e nessuno controlla quanto avviene ed è avvenuto nei tantissimi costruiti negli anni scorsi, senza alcuna regola né infrastruttura.
Si è cavalcata l'illusione che portassero posti di lavoro e benessere, in realtà i fabbricati hanno portato benefici solo ai loro costruttori e sono stati progressivamente abbandonati, ma non prima di consumare suolo e paesaggio nonchè risorse pubbliche che certamente potevano essere impiegate meglio.

lunedì 31 agosto 2015

Degrado zona agricola a vocazione artigianale : Esposto

Di seguito l'esposto depositato presso la Procura della Repubblica di Benevento con lo scopo di verificare eventuali violazioni, omissioni e responsabilità nella gestione dei rifiuti speciali/sottoprodotti della lavorazione della plastica presenti sul piazzale del capannone ex Plasted e nei terreni contigui.
Una copia dell'esposto, per conoscenza, verrà consegnata al Sindaco Romano ed all'assessore all'ambiente Vitale.




Alla PROCURA DELLA REPUBBLICA         
presso il TRIBUNALE DI BENEVENTO
OGGETTO: Esposto incendio deposito materiali e rogo rifiuti.
Il sottoscritto Pierluigi Santillo nato a Rho (MI), il 09/02/1966, residente a S. Salvatore Telesino (BN), in Via Cerreto, n.134, in qualità di PORTAVOCE P.T. del comitato civico CITTADINI IN MOVIMENTO di San Salvatore Telesino,
ESPONE QUANTO SEGUE
  • Il giorno 9 agosto scorso si è verificato un incendio da collocarsi in loc. San Mennitto presso la via Cese Nove a S. Salvatore Telesino (BN).
  • L’incendio, oltre ai 2 campi adiacenti ricoperti di sterpaglie secche, ha interessato un capannone industriale che è da tempo in palese stato di abbandono, coinvolgendo in particolare numerosi grandi sacchi industriali (big bags) contenenti materiali vari, presumibilmente sottoprodotti o rifiuti di attività di lavorazione della plastica. I sacchi erano e sono tuttora collocati sul piazzale in cemento retrostante la struttura e ad accesso completamente libero.
  • L’incendio sul campo alla destra del capannone stesso (guardando dall’ingresso principale), che inizialmente aveva coinvolto solo l'erba secca presente sul terreno,  si poi è esteso a un grosso cumulo di rifiuti ricoperti da un sottile strato di terra con delle sterpaglie e collocato ai confini con il piazzale del capannone summenzionato.
  • Dopo 2 ore circa l’incendio sul piazzale è stato spento dai VV.F., mentre l’incendio sul campo contenente rifiuti vari, collocato alla destra del capannone, è stato “soffocato” con del terreno prelevato in sito e posto  con un mezzo meccanico di un’impresa locale fatto intervenire dall’Amministrazione comunale, ma con fumi maleodoranti che hanno continuato a fuoriuscire dal terreno fino al giorno successivo nonostante la pioggia. Si sono resi necessari ripetuti interventi dei VV.F., a seguito di altrettante segnalazioni dei cittadini, per bloccare definitivamente la fuoriuscita di fumo.
  • Il capannone e le relative aree esterne pertinenziali sono tuttora facilmente accessibili, senza alcun tipo di impedimento fisico o cartello che ne vieti l’accesso.
  • In precedenza erano state fatte, dal suddetto comitato, in sede di Consulta Ambientale, segnalazioni ripetute nei confronti dell’amm.ne comunale per sollecitare la rimozione dei sacchi dato il palese stato di abbandono in cui versa il capannone e la palese assenza di ogni attività da vari anni.
  • In data 20.05.2014 era stata emessa dal comune di San Salvatore Telesino l’ordinanza di rimozione rifiuti allegata in copia (all. 1).
  • La suddetta ordinanza era stata impugnata al TAR Campania dal curatore fallimentare della ditta Plasted, proprietaria del capannone, ma il ricorso era stato respinto con ordinanza del 26.09.2014 (all. 2).
  • Due ordinanze sindacali relative al terreno adiacente il capannone sono state emesse in data 12.08.2015 e 27.08.2015, e sono anch’esse utilmente allegate al presente esposto (all.ti 3 e 5).
  • Una nuova ordinanza sindacale per la messa in sicurezza del capannone ex Plasted è stata emessa in data 14.08.2014 (allegato 4).
  • Il capannone si colloca in una area in palese stato di degrado ambientale dovuto anche alla presenza di numerosi altri capannoni in stato di abbandono (in una zona agricola definita dal PRG “a vocazione artigianale”). Peraltro date le condizioni dello stesso capannone (assenza di recinzioni, assenza di segnaletica e di ogni forma di controllo o di custodia) persistono tuttora il rischio di reiterazione di eventi di combustione (siano essi di natura dolosa che colposa) sul piazzale retrostante il capannone oltre al rischio di dispersione del materiale nei terreni circostanti.
  • I terreni circostanti, a loro volta, sono oggetto, ormai da anni, di continue segnalazioni per incendi incontrollati di sterpaglie e per abbandono di rifiuti con annesso rischio di roghi tossici.
  • Il giorno 16 agosto scorso è stata effettuata una nuova segnalazione, da parte di alcuni cittadini residenti nelle immediate vicinanze, per la presenza di fumi fuoriuscenti dal cumulo di rifiuti nel terreno alla destra del capannone.
  • Oltre il capannone e i terreni oggetto del presente esposto, in tutta l’area “a vocazione artigianale” in territorio del comune di San Salvatore Telesino persistono analoghe situazioni di pericolo connesse a rifiuti abbandonati e altro materiale combustibile nei piazzali e, presumibilmente, all’interno dei capannoni, senza alcun controllo e/o vigilanza.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto, quale portavoce p.t. del Comitato Civico “Cittadini in movimento”,
CHIEDE
che l’intestata Procura della Repubblica di Benevento voglia accertare e valutare se nei fatti, atti e comportamenti sopra riportati siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti procedendo, in caso affermativo, nei confronti dei soggetti responsabili, riservandosi la facoltà di costituirsi parte civile nel procedimento penale.
Chiede inoltre, ai sensi dell’art. 406, comma 3 c.p.p., di essere informato dell’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari, nonché, ai sensi dell’art. 408, comma 2 c.p.p., circa l’eventuale richiesta di archiviazione.
Chiede infine, ai sensi dell’art. 335 c.p.p., che le vengano comunicate le iscrizioni previste dai primi due commi del medesimo articolo.
Nomina proprio legale di fiducia l’Avvocato Emiliano Vaccarella, del Foro di Benevento, con studio in San Salvatore Telesino, via Cave, 2.
Recapiti per eventuali comunicazioni:
            e-mail: transizionesst@gmail.com
Telefoni:
Pierluigi Santillo:                   3205694475
            Francesco Pascale:                 3396575011
            Angelo Romano:                    3883293571
            Marilina Mucci:                     3386942340
            Maria Pia Cutillo:                  3332923228
            Concetta Lavorgna:               3333553660
            Carmela Longo:                     3408648989   
            Rocco Minicozzi:                   3883045601
            Maria Teresa Pigna:               3388744930

sabato 9 maggio 2015

Diserbo chimico nel nostro territorio: un rischio per la nostra salute e per la biodiversità.


Se, viaggiando per le strade appena fuori dai centri abitati di San Salvatore Telesino ed Amorosi (ma ci sono tante segnalazioni analoghe provenienti da molti altri comuni della nostra Provincia), o dando uno sguardo più attento alle campagne, vi capita di vedere lungo i fossi, nei vigneti, negli uliveti, o ai cigli delle strade, l’erba di colore giallastro in un periodo dell’anno in cui si suppone di vedere i colori verde-vivido tipici della stagione primaverile, con ogni probabilità vi siete imbattuti negli effetti, quelli visibili, dell’utilizzo dei diserbanti chimici (di origine industriale).

Tra i diserbanti chimici, Il glifosato (o glifosate) è l’ “ingrediente” piu’ diffuso e utilizzato, in Italia (secondo ISPRA) e nel mondo, per tentare di “eliminare” le erbe cosiddette “infestanti” ed è spesso considerato fra le soluzioni meno tossiche del suo genere presenti sul mercato. Si tratta di un erbicida non selettivo, sistemico e agisce per assorbimento da parte delle parti verdi e non delle radici (per questo sempre più usato nel nostro territorio nei vigneti e negli uliveti). In ogni caso è oggetto di un numero crescente di studi medici e scientifici proprio a causa della sua diffusione e dei sempre più frequenti riscontri nella catena alimentare dell’uomo e degli animali.
Fra gli organismi che si sono espressi di recente in materia troviamo la IARC (International Agency for Research on Cancer) organo medico-scientifico facente parte dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita’). La IARC, nel suo ultimo comunicato di marzo 2015 (che potete trovare seguendo questo link), in breve ribadisce che ci sono sufficienti evidenze per poter “promuovere” il glifosato (insieme ad altri 4 pesticidi, tetrachlorvinphos, parathion, malathion, diazinon, i primi 2 gia’ vietati in UE) a probabile cancerogeno per gli esseri umani (il glifosato e’ stato inserito nel gruppo 2A, subito al di sotto della certezza), nonchè causa di danni certi, da prove di laboratorio, al DNA e ai cromosomi. Secondo lo stesso comunicato ci sono sufficienti evidenze per definire il glifosato cancerogeno per gli animali.
Inoltre alcune associazioni di medici internazionali (fra queste: ISDE, ASSIS) riportano i risultati di studi che collegano il glifosato alla crescita delle malattie autoimmuni e di disturbi ormonali.
In veterinaria ci sono studi che dimostrano l’alterazione della flora intestinale da parte di animali d’allevamento alimentati con foraggi contenenti glifosato, mostrando una riduzione dei lactobacilli e l’aumento della probabilità della presenza di clostridi, con conseguenti malattie.

Secondo i dati del dipartimento per l’Agricoltura USA (USDA) sono stati già trovati 14 tipi di erbe infestanti che hanno sviluppato negli anni la resistenza al glifosato (secondo dinamiche gia’ note in agricoltura per i pesticidi) su un campione di terreni trattati e sottoposti a monitoraggio. Quindi è stato dato incarico all’EPA (Agenzia per la Protezione dell’ambiente USA) di presentare un piano di monitoraggio e di formazione agli agricoltori per una gestione più sostenibile delle erbe infestanti, includendo restrizioni nell’uso dei diserbanti chimici (link al sito governativo).

Il glifosato, nelle aree in cui i diserbanti sono stati già impiegati diffusamente in agricoltura, si trova ormai in concentrazioni elevate nelle acque superficiali (secondo l’ISPRA è il “pesticida”, insieme ai suoi metaboliti, con più alta percentuale di presenza nelle acque in Lombardia, Lazio e Piemonte - ma nella maggior parte delle altre regioni non si conducono ancora analisi simili); inoltre, secondo studi commissionati da associazioni di cittadini USA, Paese con utilizzo più longevo del glifosato, si accumula nel latte materno (trovate concentrazioni di gran lunga superiori a quelle ammesse per l’acqua potabile) e ne è accertata la presenza nelle urine.
Uno studio condotto dall’Università di Boston ha rilevato la presenza di glifosato nel miele ed in altri alimenti (qui i risultati). Studi ISPRA riportano impatti negativi sulla rizosfera consistenti nella riduzione delle funzioni di assorbimento dei nutrienti delle piante, nonche’ sugli insetti, come le api, che ne vengono a contatto.
E’ evidente, dunque, da questi e da altri report, anche la contaminazione a largo spettro nei confronti dei terreni che subiscono i trattamenti con diserbanti chimici, nonchè della biodiversità che questi ospitano. .
E’ chiaro come non abbiano senso, a questo punto, nemmeno le rassicurazioni delle aziende produttrici circa la degradabilità e la non bio-cumulatività dei prodotti a base di glifosato. D’altra parte, nel 2009, la Cassazione francese aveva gia’ condannato l’azienda multinazionale che ha brevettato la molecola (Monsanto) proprio per pubblicità ingannevole in merito alla sua dichiarata degradabilità e per il suo presunto rispetto per l’ambiente, facendo seguito ad una analoga sentenza del 1996 del procuratore generale dello Stato di New York (link alla sentenza) .

Intanto, un numero crescente di comuni italiani sta approvando - in osservanza al principio di precauzione ed essendo i sindaci responsabili della salute dei cittadini nel proprio territorio - delibere e ordinanze di restrizione per l’uso dei diserbanti nel territorio di propria competenza, sempre più spesso accompagnate da iniziative portate avanti dai cittadini volte a favorire un’agricoltura diffusa, organica e naturale.

D’altra parte la pratica del diserbo chimico, se consideriamo il territorio della Provincia di Benevento, è tutto sommato ancora adottata in maniera ridotta ed è subentrata relativamente di recente nelle coltivazioni di piante con fusto (vigneti, uliveti, meleti, ecc), per cui c’è la possibilità di bloccarla senza dover combattere contro inerzie che non hanno avuto ancora il tempo di formarsi.

Per quanto sopra esposto, al fine di tutelare la nostra salute e la biodiversità del nostro territorio, già oggetto di coltivazioni intensive spesso gestite con pesticidi tossici, chiediamo che sia effettuata una campagna di informazione capillare (mediante manifesti cartacei e sul sito web istituzionale dei comuni, nonchè organizzando degli incontri con i cittadini, i produttori e le cantine locali ed esperti) sui rischi imputati ai diserbanti chimici e sulle alternative sostenibili esistenti. Chiediamo inoltre che sia, a seguire, gradualmente assunto il divieto del loro utilizzo nei comuni della provincia di Benevento (in ambito pubblico e privato), in agricoltura e non (ai margini delle strade, giardini pubblici, ecc), partendo proprio dai vigneti, dagli uliveti e dai frutteti da piante con fusto che sono le colture tra le più estese del territorio sannita e di più facile gestione con metodi alternativi.
A questo nostro comunicato faranno seguito le formali richieste inviate singolarmente al Presidente della Provincia di Benevento (per l’estensione delle nostre richieste a tutti i comuni della provincia) ed alle amministrazioni comunali della Valle Telesina.

Invitiamo i nostri concittadini ad unirsi a noi, ed i cittadini degli altri comuni della provincia a formalizzare, a loro volta, richieste simili da inviare ai comuni di propria appartenenza.

Cittadini in Movimento - Laboratorio di cittadinanza attiva, San Salvatore Telesino e Guardia Sanframondi
e-mail: transizionesst@gmail.com