lunedì 13 giugno 2011

SI'

Abbiamo detto 4 SI', e non glielo abbiamo mandato a dì: glielo abbiamo detto noi !!!

sabato 28 maggio 2011

NUOVE OSSERVAZIONI SULLO STATUTO

Al Sindaco

e al Vice Sindaco e Assessore alla Cultura

del Comune di San Salvatore Telesino

e, p. c.

A tutti i Consiglieri comunali


OGGETTO: Nuovo Statuto Comunale (C.C. Del 30.04.2011 – deliberazione n. 22/2011).

Nonostante le nostra richiesta di rinvio, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, è stato approvato con il voto solo della maggioranza, e senza alcun confronto con i cittadini, il nuovo Statuto del NOSTRO Comune.

In poco più di 40 giorni, dalla presentazione del 17 marzo scorso all’approvazione il 30 aprile (passando per la pubblicazione solo nei primi giorni di aprile del testo della bozza), ci è stato imposto uno Statuto che, al di là delle questioni di merito, rischia di diventare il simbolo del fallimento politico di questa amministrazione, incapace di ascolto e coinvolgimento dei cittadini, che pure erano un dichiarato obiettivo.

Come abbiamo già scritto nella nostra nota depositata in data 28 aprile 2011 (leggi), il modo arrogante con cui si è “messo mano” in “fretta e furia” al più importante atto regolamentare del Comune, peraltro in linea con tutta una serie di altri provvedimenti di questa amministrazione, è assolutamente inaccettabile.

Infatti, le modalità con le quali si è arrivati ad approvare questo nuovo Statuto, con tutti gli errori e le carenze da noi segnalati (qualcuno ci spiega cosa sono le CIRCOSCRIZIONI nel nostro Comune?), nonostante i proclami elettorali, hanno negato proprio il diritto alla partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa della nostra Comunità.

Anche la minoranza consiliare, senza entrare nel merito, ha chiesto un rinvio, sollevando questioni procedimentali, ed ha auspicato un confronto allargato ai cittadini; ma evidentemente è prevalsa la posizione intransigente di chi aveva una certa fretta (che oggi ci appare finanche sospetta).

Le nostre osservazioni, a parte la correzione di alcuni “errori” e di struttura del testo da noi evidenziati, e definiti “refusi tipografici” dal Dott. Bove nel corso del suo intervento in Consiglio, non sono state assolutamente prese in considerazione, e alcune nostre proposte sono state perfino derise senza alcuna possibilità di ribattere: si sa il confronto e l’ascolto costano fatica, meno l’essere auto-referenziali.

Peraltro, ad una seconda lettura del testo della bozza, abbiamo notato tutta una serie di altri “refusi tipografici”, errati rinvii ad altre parti del testo, ed altre disposizioni che meriterebbero quantomeno un approfondimento ed una verifica di conformità alle norme di riferimento, con particolare attenzione alle più recenti leggi di riforma della pubblica amministrazione.

Viene da chiedersi quanti Consiglieri comunali abbiano effettivamente letto tutto il testo prima di votarne compatti, silenti e convinti l'approvazione.

...

Anche la nostra proposta che il nuovo Statuto riconoscesse espressamente l’acqua come un bene comune senza rilevanza economica per togliere il servizio idrico dalla lista di beni privatizzabili, in coerenza con le norme dell'Unione Europea, non è stata recepita.

Anzi, nel corso del suo intervento in Consiglio Comunale, il Dott. Bove, con riferimento al nostro documento, pur dichiarandosi d'accordo, a parole, sul valore “politico” dell'acqua “bene comune”, ha sostenuto che la richiesta di inserire nello Statuto la non rilevanza economica dell'acqua non ha fondamento giuridico (!?...molti altri comuni l’hanno inserito senza alcun problema).

Non si è nemmeno accettato di sostituire il termine “disabili” con “diversamente abili”, per significare cosa veramente deve essere l’integrazione ("diversamente abili", cioè persone che hanno abilità, e competenze, diverse da quelle dei loro concittadini, ma che sono non meno apprezzabili: abilità, un valore positivo)!

Avevamo chiesto che lo Statuto obbligasse il Consiglio comunale a promuovere l'elezione del Consiglio comunale dei ragazzi e a sostenerne le attività e che fossero introdotte concrete misure per garantire le pari opportunità: niente da fare!

Avevamo evidenziato la necessità di rendere più chiara e rigida la distinzione di competenza fra l'organo politico (indirizzo e controllo) e i responsabili dei servizi, peraltro richiamata dall'articolo 82 dello Statuto (organizzazione degli uffici e del personale): nessuna risposta!

Per quanto ci riguarda, insistiamo ancora nel dire che non è assolutamente condivisibile che nel nostro Comune possano essere assegnati incarichi di responsabilità di servizi e uffici a componenti della Giunta in deroga al D.Lgs. 267/2000, essendo peraltro non pertinente il rinvio all'art. 110 – comma 1, e a tutte le norme sul pubblico impiego, dal D.Lgs. 29/1993 al D.Lgs 165/2001, fino al D.Lgs. 150/2009, che tendono ad escludere tale possibilità, soprattutto in mancanza dei requisiti richiesti. Vero è che la legge 388/2000 consente in linea teorica tale deroga, ma a nostro avviso le condizioni imposte da tale norma per giustificare tale deroga non sono assolutamente sussistenti nel nostro caso.

E qui ci viene un dubbio: non è che è proprio la necessità di fare questa modifica allo Statuto, onde rendere possibili “a posteriori” le decisioni di cui alla delibera di Giunta n. 10 del 27.01.2011 e dei successivi decreti sindacali del successivo 1° febbraio (attribuzione di incarichi gestionali a quattro assessori, “spezzettando” l'incarico precedentemente attribuito all'Ing. Maturo), ad aver “costretto” a tutta questa fretta nell'approvazione del nuovo Statuto?

Ancora, a nostro avviso dovevano essere ancora più incisive le modifiche tese a favorire le iniziative popolari di partecipazione, a cominciare dall'istituto del referendum (approvato il numero di firme necessarie al 30% del “corpo elettorale”, più di mille persone, riducendolo in misura insufficiente il 50% previsto nel precedente Statuto): evidentemente hanno ritenuto di aver concesso già troppo!

Avevamo chiesto espressamente l'introduzione nello Statuto del “bilancio partecipativo”: ebbene, dopo che l'aveva auspicato anche il Capogruppo di minoranza Romano, il Consigliere delegato, Rag. Iatomasi, ha addirittura dichiarato, usando toni di derisione, di non sapere proprio di cosa si tratti. Magari scegliendo una procedura partecipata per la definizione del nuovo Statuto, ci sarebbe stata l’occasione per confrontarsi anche su questo.

Siamo stati invece “rimproverati” con aria di sufficienza per non essere a conoscenza che la figura del difensore civico comunale è stata abolita da una recente norma: ma noi avevamo fatto una semplice domanda rispetto ad una questione peraltro ancora controversa, e nello Statuto si poteva pure fare riferimento al “difensore civico territoriale” citato dallo stesso Bove; magari anche su questo aspetto, in una civile sede di confronto, sarebbero venute fuori altre informazioni utili a riguardo.

Ancora si è sorpreso della nostra ignoranza rispetto alla richiesta di abolire le sedute segrete del Consiglio comunale: a suo dire sono obbligatorie quando si tratti di argomenti che riguardano “l'onorabilità delle persone”, ma non abbiamo trovato la norma di legge che lo imponga (scusate se la nostra ignoranza non arriva alla Vostra!) , e comunque era opportuno limitare a questo solo caso la possibilità di decidere sedute segrete del Consiglio comunale.

Per quanto riguarda le materie escluse dalla possibilità di ricorrere all'istituto referendario, anche qui non ci è chiaro quali norme impediscano di prevederlo per modifiche allo Statuto, sul PRG e per singole e specifiche scelte di bilancio preventivo, così come riferito dal Dott. Bove (il testo unico degli enti locali - D.Lgs. 267/2000 - certamente no!).

Anche l'approvazione del bilancio preventivo, infatti, può essere sottoposto a procedure partecipate che, con buona pace del Consigliere Iatomasi, sono pratica ormai diffusa in diversi enti locali italiani (si veda per esempio il comune di Parma), peraltro codificate anche da alcune leggi regionali. E su determinate scelte non vediamo proprio perché non debba decidersi di tenere quantomeno un referendum consultivo.

Quello che precede è solo un rapidissimo riepilogo delle osservazioni e proposte che abbiamo presentato con la nostra del 28.04.2011, con la quale ci eravamo anche scusati anticipatamente per l’approssimazione ed eventuali inesattezze, che invece ci sono state puntualmente rinfacciate per sminuire il nostro lavoro.

L'atteggiamento del Dott. Bove nell'ultima mezz'ora del Consiglio comunale del 30 aprile scorso dedicata all'approvazione del nuovo Statuto, ed il silenzio degli altri consiglieri, sono stati la chiara e lampante dimostrazione del modo di agire di questa amministrazione. I proclami di migliorare i rapporti con la cittadinanza e di favorirne la partecipazione rimangono confinati nei discorsi di comodo e di propaganda. Quando poi si tratta di concretizzare questi concetti, invece di aprirsi all’ascolto, si preferisce attaccare (o nel migliore dei casi ignorare) quei cittadini che vorrebbero dare un minimo contributo. L’asserita urgenza e inderogabilità dell’approvazione e il negare un qualsiasi confronto, non solo con Cittadini in Movimento, ma con tutti coloro che volevano fare osservazioni ne sono la prova evidente e tangibile. Il risultato che ne è derivato è un pasticcio: lo statuto Comunale approvato è il biglietto di presentazione del Comune, e vi sono errori anche gravi e dubbi interpretativi che tutti i cittadini possono constatare.

Ostinatamente, non si è voluto accettare di discutere le idee e le proposte migliorative da noi sottoposte all'attenzione dei nostri amministratori, i quali non hanno fatto certo una bella figura a correggere solo le “virgole” o gli errori più evidenti da noi segnalati, senza avere la prudenza di andare a rivedere tutto per eliminare i tanti altri errori che, invece, sono ancora lì (a parte, ci sembra, un altro “refuso” che è stato corretto all'articolo 1 nella versione pubblicata, rendendo il testo definitivo non conforme a quello approvato in Consiglio comunale: altro problema)!

Si dirà che si tratta di cose di poca importanza, su cui si può anche sorridere, ma in realtà in molti casi si tratta di errori che lasciano incertezza su come si deve applicare lo Statuto, o che quantomeno rendono necessario ogni volta uno sforzo di interpretazione (es.: a quale parte dello statuto voleva rinviare l'articolo 25 – comma 5 visto che all'articolo 17 non c'è alcun comma quarto? Forse si trattava dell'articolo 18?).

Naturalmente, anche in queste nostre ulteriori osservazioni potrebbero esserci delle imprecisioni, dovute alla fretta, al poco tempo che possiamo responsabilmente dedicare alla cittadinanza attiva e al fatto che siamo dei dilettanti della politica, ma continuiamo comunque a ritenere che le criticità da noi sollevate dovrebbero comunque consigliare di sospendere il procedimento di adozione del nuovo Statuto, per sottoporlo preliminarmente ad un confronto con la cittadinanza, magari approfittando della necessità di introdurre nel testo, fra l’altro, le modifiche conseguenti il recente “decreto sviluppo” (pubblicato sulla G.U. n. 110 del 13 maggio scorso), ovviamente dopo la definitiva conversione in legge, come per esempio l’attribuzione alla Giunta della competenza per l’approvazione dei piani attuativi compatibili con gli strumenti urbanistici generali.

Confidando quindi in un Vostro ripensamento, porgiamo Cordiali Saluti.

San Salvatore Telesino, lì 28.05.2011

Cittadini in Movimento

domenica 22 maggio 2011

Incidente sulle affissioni: una questione di precedenza ?

Di seguito la nostra controreplica alla risposta della segretaria comunale, a sua volta successiva ad una nostra richiesta di chiarimenti (leggi rispettivamente la nostra richiesta e la risposta), sul perchè alcuni nostri manifesti non siano stati affissi in tempo utile per informare i nostri concittadini sui temi della seduta consiliare del 30 aprile, nonostante sembra ne siano stati affissi altri che riportavano data di richiesta di affissione successiva alla nostra (come da nostre foto).
A voi le valutazioni...


Cittadini in Movimento
Laboratorio di Cittadinanza Attiva

Alla Segretaria Comunale

del Comune di

San Salvatore Telesino

OGGETTO: Richiesta di accesso.

Facendo seguito alla nostra precedente richiesta del 3 maggio scorso (prot. 4191), letto il regolamento comunale per il servizio delle pubbliche affissioni, da Lei gentilmente trasmesso in allegato alla nota prot. 4551 del 12.05.2011, con la presente si chiede copia, conforme all’originale, dello stralcio del “registro cronologico” di cui al comma 1 dell’articolo 12 del regolamento, e in particolare della/e pagina/e relativa/e alle date del 27 e 28 aprile 2011.

Precisiamo di non aver inteso, con la nostra precedente nota, lamentare “anomalie o elementi di parzialità nel comportamento del Funzionario che gestisce il servizio”, anche perché non avevamo ancora esaminato il regolamento.

Con la nostra precedente nota abbiamo semplicemente voluto segnalare che i nostri manifesti, pur consegnati regolarmente corredati di versamento della tariffa di affissione già in data 27 aprile 2011, sono stati affissi solo a decorrere dal 2 maggio, mentre manifesti presumibilmente consegnati il 28 aprile sono stati immediatamente affissi, certi che per tale circostanza sarebbe stato fornito un adeguato chiarimento.

Si chiede di acquisire quindi anche la copia conforme della “relazione del Funzionario Responsabile” del servizio delle pubbliche affissioni da Lei citata nella sua nota di riscontro.

Dato che il nostro manifesta faceva riferimento, fra l'altro, al consiglio comunale del 30 aprile, come ampiamente rappresentato in occasione della consegna (il 27 aprile, lo si ribadisce), tale ritardo ha vanificato il nostro intendimento di sensibilizzare i cittadini di San Salvatore rispetto all'importanza degli argomenti all'ordine del giorno.

Cordiali Saluti.
San Salvatore Telesino, lì 23.05.2011



giovedì 5 maggio 2011

Niente da fare!

Hanno corretto i "refusi tipografici" da noi segnalati, una o due altre "cosette", e avanti senza esitazioni: in mezz'ora si è approvato un nuovo Statuto Comunale, tentando anche di ridicolizzare le proposte di cittadini che hanno semplicemente chiesto un percorso più partecipato, un confronto aperto su un atto fondamentale per la nostra Comunità, e che comunque hanno provato a dare un loro modesto contributo per migliorare la bozza proposta (LEGGI le nostre osservazioni in versione integrale).

A parte le semplici correzioni dei "refusi", di cui troverete traccia nel verbale della delibera, e la modifica di un articolo sulla "valutazione del personale" non hanno voluto tener conto di nulla: Bella capacità di "ascolto"!

Questi nostri amministratori, al di là delle questioni di merito, stanno deludendo soprattutto sul metodo, smentendo nei fatti ciò che avevano proclamato a parole durante la campagna elettorale: più partecipazione dei cittadini e più trasparenza.

Daremo conto di quanto abbiamo dovuto ascoltare, senza poter ribattere, durante il consiglio comunale del 30 aprile scorso, soprattutto dal vicesindaco Bove e dal consigliere Iatomasi.

Come abbiamo scritto nel manifesto che state leggendo in questi giorni (lo abbiamo consegnato in Comune il 27 aprile, e speravamo che potesse essere "affisso" prima del 30 aprile per informare proprio del consiglio comunale, ma non è stato possibile):

COSI' proprio NON VA!


venerdì 29 aprile 2011

nuovo Statuto Comunale

SINTESI delle osservazioni di cittadini in movimento consegnate in Comune.

Abbiamo appreso con stupore e disappunto che, dopo la presentazione nel corso del consiglio comunale del 17 marzo scorso in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, l'approvazione del nuovo Statuto Comunale è stata inserita nell'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 30 aprile.

Ma il documento, ed è stato pubblicato sul sito internet del Comune appena agli inizi di aprile, e sarà presumibilmente approvato con il voto solo della maggioranza, e senza alcun confronto preventivo con i cittadini.

Ciò è assolutamente inaccettabile.

Pur condividendo la necessità di procedere ad un aggiornamento dello Statuto, intendiamo sottoporre all’Amministrazione le nostre proposte e le nostre osservazioni, e, convinti che anche altri cittadini vorranno far sentire la propria opinione, ribadiamo con forza la richiesta che l'approvazione sia rinviata, e che sia organizzato al più presto un dibattito pubblico o un Consiglio Comunale aperto con le stesse finalità.

Solo dopo questo passaggio dovrebbero essere stabiliti termini e modalità per la presentazione delle osservazioni e poi, dopo aver adeguatamente valutato i suggerimenti, le proposte e le richieste dei cittadini, si potrebbe passare alla fase di approvazione in Consiglio Comunale.

Peraltro, il documento proposto, a nostro avviso, nonostante la dichiarata intenzione di “introdurre nuovi meccanismi partecipativi”, non rappresenta alcuna vera svolta nel coinvolgimento della cittadinanza per renderla effettivamente partecipe dei processi decisionali.

Lo Statuto, infatti, dovrebbe promuovere la partecipazione effettiva, libera e democratica dei cittadini alle attività comunali per il progresso della Comunità e per assicurare nella stessa la tutela della sicurezza e della civile convivenza. Constatiamo invece che sin dal processo di approvazione dello stesso questi diritti non vengono affatto tutelati.

In ogni caso, convinti da sempre che amministrazioni pubbliche aperte e trasparenti, e concretamente orientate alla condivisione e alla ricerca di sinergie con i cittadini, siano quelle maggiormente in grado di gestire l’attuale crisi economica e del welfare, e che la revisione dello Statuto Comunale sia un passaggio fondamentale per questa svolta e modernizzazione, sottoponiamo alla vostra attenzione alcune osservazioni e richieste.

1 – innanzitutto, nel “preambolo” chiediamo di aggiungere la protezione delle risorse idriche del territorio e la tutela e difesa del suolo agricolo e forestale fra gli “obiettivi” del Comune di San Salvatore Telesino.

2 – in particolare chiediamo che il nuovo Statuto riconosca l’acqua come un bene comune senza rilevanza economica e, nell'intento di far sì che tale cultura diventi politica concreta ed esperienza consolidata, proponiamo di modificare il comma 3 – lettera b, dell’articolo 2 della bozza di nuovo Statuto Comunale con la seguente diciturariaffermazione del diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico”.

E inoltre chiediamo di integrare l’articolo 71 del testo dello Statuto Comunale con la modifica del comma 2 e l’inserimento del comma 3 come di seguito indicato:

2. Il Comune conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà e rispetto degli equilibri ecologici.

3. Il Comune riconosce che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale di interesse generale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, pertanto non soggetto alla disciplina della concorrenza, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del D.Lgs n. 267/2000 con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale. Il Comune assicura ai propri abitanti, attraverso strumenti compatibili con la normativa vigente, il diritto alla disponibilità di un quantitativo minimo vitale giornaliero per persona.

...

5 - Chiediamo di modificare come segue il comma 1 dell'articolo 5: “Il Comune, allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva, promuove l'elezione del Consiglio comunale dei ragazzi e ne sostiene le attività”.

8 – All'articolo 11 – comma 1, chiediamo di inserire esplicitamente anche il "Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al D.P.C.M. 28.11.2000.

9 – Art. 13 – comma 1 (i consiglieri comunali non possono essere chiamati a rispondere per i voti dati nell'esercizio delle proprie funzioni): non possiamo condividerlo.

...

13 – art. 21 – comma 1: “le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare ...” dovrebbero essere coerenti con il programma elettorale della lista vincente.

14 – art. 21 – comma 3: il “documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche” dovrebbe essere annuale e non di “fine mandato”. ...

15 – art. 28 – comma 2: non riteniamo corretta la previsione di “sedute segrete” del Consiglio comunale.

16 – art. 33 e successivi: va meglio delineata e resa più rigida la distinzione di competenza fra l'organo politico (indirizzo e controllo) e i responsabili dei servizi, peraltro richiamata dall'articolo 82 dello Statuto (organizzazione degli uffici e del personale).

...

18 – art. 34 – comma 2: togliere “ove possibile” e introdurre sistemi per rendere effettiva e concreta la volontà di rappresentanza di entrambi i sessi nella composizione della Giunta.

...

25 – art. 47 – comma 5: perché non stabilire che le sedute di Giunta sono sempre pubbliche? Questo sì che sarebbe segnale di trasparenza. In alternativa proponiamo che sia pubblicato l'ordine del giorno di tutte le riunioni, e che vengano sempre redatti e pubblicati i verbali.

...

30 – art. 59: chiediamo che il numero minimo di elettori che può chiedere l'indizione di un referendum sia ridotto dal 30 al 10%, che sia prevista la possibilità di esprimersi anche sullo Statuto, sul Piano Urbanistico Comunale e sugli strumenti urbanistici attuativi, nonché sul bilancio comunale.

Chiediamo inoltre di togliere il quorum (cioè la partecipazione alla consultazione della metà più uno degli aventi diritto – comma 7), e segnaliamo che i commi 8 e 9 sono incoerenti fra di loro e contrastanti con il resto dell'articolo. Il comma 9 può avere senso solo se si elimina il “quorum”, come da noi richiesto.

Proponiamo cioè che il Consiglio comunale debba comunque “prendere atto del risultato della consultazione popolare” (deliberando con adeguata motivazione in merito all'oggetto della stessa entro 30 giorni, invece di 90), e che se hanno partecipato al voto la metà più uno degli aventi diritto, non possa in nessun caso assumere decisioni in contrasto con il risultato della consultazione.

31 - articolo 55 (petizioni) - punto 4 chiediamo di ridurre da 400 a 300 il numero dei sottoscrittori, e al punto 6 di ridurlo da 600 a 400.

32 – art. 56 (proposte): chiediamo di limitare a 500 (e non 700) il numero delle sottoscrizioni.

33 - art. 57 (diritto di iniziativa): chiediamo di ridurre da 1/5 a 1/10 del numero degli elettori residenti sottoscrittori.

...

37 – art. 69: tutti gli atti del Comune devono essere pubblici salvo quelli espressamente indicati dalla legge come riservati. Non ci può essere discrezionalità! Non possono essere ”riservati” che possano essere di “pregiudizio agli interessi del Comune”. E' una locuzione che lascia troppa discrezionalità: cos'è l'interesse del Comune? Per noi non può che coincidere con l'interesse generale della collettività, e quindi non si comprende perché debba o possa esserci qualcosa di riservato. Il Comune deve garantire a tutti i cittadini l'esercizio del diritto all'informazione ed all'accesso, in

relazione ai documenti formati o stabilmente detenuti dal Comune medesimo, in conformità ai principi generali del diritto.

...

41 – gli articoli 74 e seguenti vanno comunque resi conformi alle disposizioni del D.Lgs. 150/2009: piano della performance, trasparenza, valutazione individuale, … andrebbe anche qui richiamato il codice di comportamento dei dipendenti della pubblica amministrazione. Al comma 3 dell'articolo 79 andrebbe cancellata la locuzione “quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della Giunta, nonché in ogni altro caso di grave opportunità”.

42 – art. 83: non è assolutamente condivisibile che possano essere assegnati incarichi di responsabilità di servizi e uffici a componenti della Giunta ai sensi dell'art. 110 – comma 1 del D.Lgs. 267/2000, che non prevede affatto tale possibilità, soprattutto in mancanza dei requisiti richiesti, perché si viola in tal modo il principio di “separazione” di cui all'art. 82 dello stesso Statuto.

...

48 – all'articolo 99 chiediamo di inserire il “bilancio partecipato”.

...

50 – art. 107: riteniamo che se lo Statuto viene approvato o modificato con i voti della sola maggioranza debba essere sottoposto ad approvazione mediante referendum.

Abbiamo anche notato che non è prevista la figura del difensore civico: come mai questa scelta? Ancora, rispetto al vigente Statuto non sono più presenti gli articoli del capo IV – Responsabilità (artt. 68, 69 e 70): tali disposizioni sono da intendersi inserite in altre parti del nuovo Statuto?

Chiediamo invece di inserire nello Statuto strumenti per orientare concretamente le politiche di bilancio alla promozione delle pari opportunità (bilancio di genere).

Le osservazioni e proposte di cui sopra sono l'esito di un primo sommario esame della bozza di Statuto che si intenderebbe approvare nel corso del Consiglio Comunale del 30 aprile, senza alcun preventivo confronto con i cittadini. Molti punti richiederebbero ulteriori approfondimenti, e, data l'importanza di questo atto, riteniamo che esso debba seguire un percorso di illustrazione e discussione, con tempi e modalità adeguate per l'esame delle osservazioni, al fine di pervenire al massimo grado possibile di condivisione.

Nessuno può avere la presunzione di decidere in totale solitudine e senza accettare confronti su materie di tale importanza e rilevanza per tutti i cittadini, smentendo in modo netto la dichiarata volontà di introdurre meccanismi partecipativi.

Se ciò fosse vero, si discuterebbe preliminarmente alla stesura del nuovo Statuto proprio del tipo di partecipazione che si vuol disciplinare.

E' il momento di abbandonare definitivamente le vecchie logiche verticali della Pubblica Amministrazione, e adottare nuovi modelli organizzativi per la gestione partecipata di servizi pubblici, coinvolgendo la cittadinanza nell'individuazione e nel raggiungimento degli obiettivi. Solo grazie al contributo di tutti i cittadini, costruendo un rapporto di fiducia fra pari e condividendo gli obiettivi, si può pensare di aumentare l'efficacia dell'azione amministrativa degli enti locali. L'utilizzo di internet, e le possibilità di cooperazione e trasferimento di buone pratiche, modelli organizzativi e metodologie da altri enti, consentono oggi di attivare agevolmente i processi di partecipazione eliminando le distanze e gli ostacoli.

Sarebbe interessante, per esempio, dare la possibilità a tutti i cittadini di esaminare sul sito del Comune, in tempo utile, l'ordine del giorno dei consigli comunali, e i documenti che dovranno essere discussi e sottoposti a votazione, con la possibilità anche di proporre in modo trasparente delle “mozioni”, sottoscrivibili da altri cittadini, che dovrebbero essere obbligatoriamente discusse se appoggiate da un congruo numero di sottoscrittori.

Scusandoci anticipatamente per l’approssimazione ed eventuale inesattezza del nostro studio, e per qualche inevitabile “errore”, e con l'auspicio, comunque, che quanto da Noi rappresentato venga adeguatamente valutato, insistiamo nella richiesta di un rinvio dell'approvazione del nuovo Statuto e per l'avvio di un percorso di partecipazione.

Nel porgere Cordiali Saluti, restiamo in attesa di tempestivo e puntuale riscontro.

San Salvatore Telesino, lì 28.04.2011

giovedì 28 aprile 2011

NOTA CON OSSERVAZIONI SULLO STATUTO COMUNALE

Cittadini in Movimento

Laboratorio di Cittadinanza Attiva

Al Signor Sindaco

del Comune di

San Salvatore Telesino


A tutti i Consiglieri comunali

A tutti i Cittadini di San Salvatore Telesino


OGGETTO: Osservazioni sulla bozza di nuovo Statuto Comunale (deliberazione di C.C. n. 12 del 17.03.2011).

Abbiamo appreso con stupore e disappunto che l'approvazione del nuovo Statuto Comunale proposto dalla Giunta è stata inserita nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale del 30 aprile.

Come abbiamo già segnalato in un nostro manifesto pubblicato in questi giorni, il documento è stato presentato nel corso del consiglio comunale del 17 marzo scorso in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, ed è stato pubblicato sul sito internet del Comune appena agli inizi di aprile. Ora si intende procedere all'approvazione definitiva dello Statuto in Consiglio Comunale, presumibilmente con il voto solo della maggioranza, e senza alcun confronto preventivo con i cittadini.

Ciò è assolutamente inaccettabile.

Pur condividendo la necessità di procedere ad un aggiornamento dello Statuto, intendiamo sottoporre all’Amministrazione le nostre proposte e le nostre osservazioni, e, convinti che anche altri cittadini vorranno far sentire la propria opinione, ribadiamo con forza la richiesta che l'approvazione sia rinviata, e che sia organizzato al più presto un dibattito pubblico o un Consiglio Comunale aperto con le stesse finalità.

Solo dopo questo passaggio dovrebbero essere stabiliti termini e modalità per la presentazione delle osservazioni e poi, dopo aver adeguatamente valutato i suggerimenti, le proposte e le richieste dei cittadini, si potrebbe passare alla fase di approvazione in Consiglio Comunale.

Peraltro, il documento proposto, a nostro avviso, nonostante la dichiarata intenzione di “introdurre nuovi meccanismi partecipativi”, non rappresenta alcuna vera svolta nel coinvolgimento della cittadinanza per renderla effettivamente partecipe dei processi decisionali.

Lo Statuto, infatti, dovrebbe promuovere la partecipazione effettiva, libera e democratica dei

cittadini alle attività comunali per il progresso della Comunità e per assicurare nella stessa la tutela

della sicurezza e della civile convivenza. Constatiamo amaramente invece che sin dal processo di approvazione dello stesso questi diritti non vengono affatto tutelati.

In ogni caso, convinti da sempre che amministrazioni pubbliche aperte e trasparenti, e concretamente orientate alla condivisione e alla ricerca di sinergie con i cittadini, siano quelle maggiormente in grado di gestire l’attuale crisi economica e del welfare, e che la revisione dello Statuto Comunale sia un passaggio fondamentale per questa svolta e modernizzazione, sottoponiamo da subito alla vostra attenzione alcune osservazioni e richieste.

1 – innanzitutto, nel “preambolo” chiediamo di aggiungere la protezione delle risorse idriche del territorio e la tutela e difesa del suolo agricolo e forestale fra gli “obiettivi” del Comune di San Salvatore Telesino.

2 – in particolare chiediamo che il nuovo Statuto riconosca l’acqua come un bene comune senza rilevanza economica e, nell'intento di far sì che tale cultura diventi politica concreta ed esperienza consolidata, proponiamo di modificare il comma 3 – lettera b, dell’articolo 2 della bozza di nuovo Statuto Comunale con la seguente diciturariaffermazione del diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico”.

E inoltre chiediamo di integrare l’articolo 71 del testo dello Statuto Comunale con la modifica del comma 2 e l’inserimento del comma 3 come di seguito indicato:

2. Il Comune conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà e rispetto degli equilibri ecologici.

3. Il Comune riconosce che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale di interesse generale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, pertanto non soggetto alla disciplina della concorrenza, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del D.Lgs n. 267/2000 con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale. Il Comune assicura ai propri abitanti, attraverso strumenti compatibili con la normativa vigente, il diritto alla disponibilità di un quantitativo minimo vitale giornaliero per persona.

3 - Ci chiediamo perché sia stata tolta dall’articolo 1, rispetto al vigente Statuto, la parte seguente “Il Comune di San Salvatore Telesino considerata la peculiare realtà territoriale e sociale in cui si colloca, rivendica per sé e per gli altri comuni uno specifico ruolo nella gestione delle risorse economiche locali, ivi compreso il gettito fiscale, nonché nell’organizzazione dei servizi pubblici o di pubblico interesse; ciò nel rispetto del principio di sussidiarietà, secondo cui la responsabilità pubblica compete all’autorità territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini; valorizza ogni forma di collaborazione con gli altri enti locali”.

4 - Ove si utilizza il termine “disabili” (per esempio alla lettera g – comma 3 dell'articolo 2) chiediamo che lo si sostituisca con “diversamente abili”.

5 - Chiediamo di modificare come segue il comma 1 dell'articolo 5: “Il Comune, allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva, promuove l'elezione del Consiglio comunale dei ragazzi e ne sostiene le attività”.

6 – Dopo l'articolo 6 chiediamo di inserire due articoli sul nucleo volontari di protezione civile e sulla consulta ambientale.

7 – Al comma 3 dell'articolo 7 c'è un errore: Vale invece di Valle.

8 – All'articolo 11 – comma 1, chiediamo di inserire esplicitamente anche il "Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al D.P.C.M. 28.11.2000.

9 – Art. 13 – comma 1 (i consiglieri comunali non possono essere chiamati a rispondere per i voti dati nell'esercizio delle proprie funzioni): non possiamo condividerlo.

10 – Art. 16: “al rispettivo Consiglio”?

11 – art. 18 – comma 1: perché i gruppi consiliari devono essere formati da “tutti gli eletti nella stessa lista”?

12 – art.20 – comma 6, al primo rigo: dopo “... può essere” e prima di “da un Presidente ...” manca qualcosa.

13 – art. 21 – comma 1: “le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare ...” dovrebbero essere coerenti con il programma elettorale della lista vincente.

14 – art. 21 – comma 3: il “documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche” dovrebbe essere annuale e non di “fine mandato”. Inoltre c'é un errore (“della” invece di “dello” stato di attuazione).

15 – art. 28 – comma 2: non riteniamo corretta la previsione di “sedute segrete” del Consiglio comunale.

16 – art. 33 e successivi: va meglio delineata e resa più rigida la distinzione di competenza fra l'organo politico (indirizzo e controllo) e i responsabili dei servizi, peraltro richiamata dall'articolo 82 dello Statuto (organizzazione degli uffici e del personale).

17 – artt. 34 e 35: in caso di dimissioni o mozione di sfiducia “… si procede allo scioglimento del consiglio con contestuale nomina di un Commissario” (chi fa la nomina?).

18 – art. 34 – comma 2: togliere “ove possibile” e introdurre sistemi per rendere effettiva e concreta la volontà di rappresentanza di entrambi i sessi nella composizione della Giunta.

19 – art. 39 – comma 2: manca un “di” dopo “caso” e prima di “vacanza”.

20 – art. 41 – comma 3: “maggioranza assoluta dei componenti assegnati al Comune” (?).

21 – art. 42: il comma 2 è una ripetizione del comma 1 dell'art. 34.

22 – art. 43: il comma 2 è scritto male.

23 – l'art. 45 non è chiaro, ed alcuni commi sono una ripetizione non coerente di disposizioni precedenti (es. art. 40).

24 – art. 46: la formulazione del comma 3 e diversi punti del comma successivo non sono condivisibili, perché non coerenti con il principio di separazione fra compiti di vigilanza e controllo dell'organo politico e quelli amministrativo gestionali riservati ai responsabili dei servizi. Il comma 6 è una ripetizione del comma 9 dell'articolo precedente, ed entrambi sono in contraddizione con il comma 2 del successivo articolo 48.

25 – art. 47 – comma 5: perché non stabilire che le sedute di Giunta sono sempre pubbliche? Questo sì che sarebbe segnale di trasparenza. In alternativa proponiamo che sia pubblicato l'ordine del giorno di tutte le riunioni, e che vengano sempre redatti e pubblicati i verbali.

26 – gli articoli 49 e successivi (Istituti di partecipazione e diritti dei cittadini) meriterebbero uno specifico approfondimento. Chiediamo inoltre di estendere il riconoscimento del Comune ed i relativi diritti di intervento e di consultazione nei procedimenti amministrativi oltre che alle Associazioni formali (con statuto registrato, legale rappresentante, bilancio) anche ai Comitati di cittadini.

E' poi necessario chiarire i termini per la presentazione di “petizioni”, “proposte” e “iniziative”, rendendo obbligatoria una risposta, riducendo il numero di sottoscrittori necessari, ed estendendo questi istituti anche alle associazioni e ai comitati.

27 – il comma 6 dell'articolo 57 va riformulato, in quanto c'è un errore al primo rigo (“chiede” invece di “chiedere”) e vanno tolte le “circoscrizioni” inesistenti nel nostro Comune.

28 – non si comprende perché debba essere esclusa a priori dall'esercizio del diritto di iniziativa la “revisione dello Statuto”.

29 – al comma 4 dell'articolo 58, dopo “... seduta” e prima di “del Consiglio comunale” manca presumibilmente la parola “utile”.

30 – art. 59: chiediamo che il numero minimo di elettori che può chiedere l'indizione di un referendum sia ridotto dal 30 al 10%, che sia prevista la possibilità di esprimersi anche sullo Statuto, sul Piano Urbanistico Comunale e sugli strumenti urbanistici attuativi, nonché sul bilancio comunale.

Chiediamo inoltre di togliere il quorum (cioè la partecipazione alla consultazione della metà più uno degli aventi diritto – comma 7), e segnaliamo che i commi 8 e 9 sono incoerenti fra di loro e contrastanti con il resto dell'articolo. Il comma 9 può avere senso solo se si elimina il “quorum”, come da noi richiesto.

Proponiamo cioè che il Consiglio comunale debba comunque “prendere atto del risultato della consultazione popolare” (deliberando con adeguata motivazione in merito all'oggetto della stessa entro 30 giorni, invece di 90), e che se hanno partecipato al voto la metà più uno degli aventi diritto, non possa in nessun caso assumere decisioni in contrasto con il risultato della consultazione.

31 - articolo 55 (petizioni) - punto 4 chiediamo di ridurre da 400 a 300 il numero dei sottoscrittori, e al punto 6 di ridurlo da 600 a 400.

32 – art. 56 (proposte): chiediamo di limitare a 500 (e non 700) il numero delle sottoscrizioni.

33 - art. 57 (diritto di iniziativa): chiediamo di ridurre da 1/5 a 1/10 del numero degli elettori residenti sottoscrittori.

34 – art. 60: lo Statuto dovrebbe meglio disciplinare le modalità di accesso agli atti senza rinviare ad un ulteriore regolamento.

35 – art. 63: dal comma 2 va cancellata l'ultima parte (“qualora possa loro derivare un pregiudizio dal provvedimento”), e dal comma 3 va tolta, o chiarita la seguente parte “qualora siano pertinenti all'oggetto del procedimento”.

36 – all'art. 66 comma 1 è errato, o non è chiaro, il rinvio alle norme dell'articolo ...66 (forse si voleva fare riferimento all'art. 63). Al comma 2 non si ritiene possibile la frase “salvo che la legge disponga altrimenti”.

37 – art. 69: tutti gli atti del Comune devono essere pubblici salvo quelli espressamente indicati dalla legge come riservati. Non ci può essere discrezionalità! Non possono essere ”riservati” che possano essere di “pregiudizio agli interessi del Comune”. E' una locuzione che lascia troppa discrezionalità: cos'è l'interesse del Comune? Per noi non può che coincidere con l'interesse generale della collettività, e quindi non si comprende perché debba o possa esserci qualcosa di riservato. Il Comune deve garantire a tutti i cittadini l'esercizio del diritto all'informazione ed all'accesso, in

relazione ai documenti formati o stabilmente detenuti dal Comune medesimo, in conformità ai principi generali del diritto.

38 – l'articolo 71 è troppo vago: quali beni e servizi?

39 – all'art. 72 comma 3 c'è comunque un errore al primo rigo (“de” invece di “del”).

40 – il comma 1 dell'articolo 74 è una duplicazione del comma 1 dell'art. 70.

41 – gli articoli 74 e seguenti vanno comunque resi conformi alle disposizioni del D.Lgs. 150/2009: piano della performance, trasparenza, valutazione individuale, … andrebbe anche qui richiamato il codice di comportamento dei dipendenti della pubblica amministrazione. Al comma 3 dell'articolo 79 andrebbe cancellata la locuzione “quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della Giunta, nonché in ogni altro caso di grave opportunità”.

42 – art. 83: non è assolutamente condivisibile che possano essere assegnati incarichi di responsabilità di servizi e uffici a componenti della Giunta ai sensi dell'art. 110 – comma 1 del D.Lgs. 267/2000, che non prevede affatto tale possibilità, soprattutto in mancanza dei requisiti richiesti, perché si viola in tal modo il principio di “separazione” di cui all'art. 82 dello stesso Statuto.

43 – all'articolo 86 comma 2 va sistemata la “spaziatura” di capoverso dell'elenco “numerato” con lettere delle competenze del segretario comunale (così è poco leggibile). Al punto aa) si stabilisce che compete al segretario comunale la nomina dei responsabili del procedimento: è ciò che si intende fare?

44 – il comma 5 dell'articolo 87 va cancellato perché non conforme al D.Lgs. 150/2009 e successive modifiche ed integrazioni.

45 – art. 88 – comma 3 (nucleo di valutazione): va conformato al D.Lgs. 150/2009 e s.m.i.

46 – art. 93: va chiarito albo pretorio on line.

47 – art. 98 comma 1: una “,” (virgola) va cambiata in “;” (punto e virgola) - un “e” va cambiato in “è”.

48 – all'articolo 99 chiediamo di inserire il “bilancio partecipato”.

49 – all'articolo 101 comma 1 si parla di “circoscrizioni”, inesistenti nel nostro Comune.

50 – art. 107: riteniamo che se lo Statuto viene approvato o modificato con i voti della sola maggioranza debba essere sottoposto ad approvazione mediante referendum.

Abbiamo anche notato che non è prevista la figura del difensore civico: come mai questa scelta? Ancora, rispetto al vigente Statuto non sono più presenti gli articoli del capo IV – Responsabilità (artt. 68, 69 e 70): tali disposizioni sono da intendersi inserite in altre parti del nuovo Statuto?

Chiediamo invece di inserire nello Statuto strumenti per orientare concretamente le politiche di bilancio alla promozione delle pari opportunità (bilancio di genere).

Le osservazioni e proposte di cui sopra sono l'esito di un primo sommario esame della bozza di Statuto che si intenderebbe approvare nel corso del Consiglio Comunale del 30 aprile, senza alcun preventivo confronto con i cittadini. Molti punti richiederebbero ulteriori approfondimenti, e, data l'importanza di questo atto, riteniamo che esso debba seguire un percorso di illustrazione e discussione, con tempi e modalità adeguate per l'esame delle osservazioni, al fine di pervenire al massimo grado possibile di condivisione.

Nessuno può avere la presunzione di decidere in totale solitudine e senza accettare confronti su materie di tale importanza e rilevanza per tutti i cittadini, smentendo in modo netto la dichiarata volontà di introdurre meccanismi partecipativi.

Se ciò fosse vero, si discuterebbe preliminarmente alla stesura del nuovo Statuto proprio del tipo di partecipazione che si vuol disciplinare.

E' il momento di abbandonare definitivamente le vecchie logiche verticali della Pubblica Amministrazione, e adottare nuovi modelli organizzativi per la gestione partecipata di servizi pubblici, coinvolgendo la cittadinanza nell'individuazione e nel raggiungimento degli obiettivi. Solo grazie al contributo di tutti i cittadini, costruendo un rapporto di fiducia fra pari e condividendo gli obiettivi, si può pensare di aumentare l'efficacia dell'azione amministrativa degli enti locali. L'utilizzo di internet, e le possibilità di cooperazione e trasferimento di buone pratiche, modelli organizzativi e metodologie da altri enti, consentono oggi di attivare agevolmente i processi di partecipazione eliminando le distanze e gli ostacoli.

Sarebbe interessante, per esempio, dare la possibilità a tutti i cittadini di esaminare sul sito del Comune, in tempo utile, l'ordine del giorno dei consigli comunali, e i documenti che dovranno essere discussi e sottoposti a votazione, con la possibilità anche di proporre in modo trasparente delle “mozioni”, sottoscrivibili da altri cittadini, che dovrebbero essere obbligatoriamente discusse se appoggiate da un congruo numero di sottoscrittori.

Scusandoci anticipatamente per l’approssimazione ed eventuale inesattezza del nostro studio, e per qualche inevitabile “errore”, e con l'auspicio, comunque, che quanto da Noi rappresentato venga adeguatamente valutato, insistiamo nella richiesta di un rinvio dell'approvazione del nuovo Statuto e per l'avvio di un percorso di partecipazione.

Nel porgere Cordiali Saluti, restiamo in attesa di tempestivo e puntuale riscontro.

San Salvatore Telesino, lì 28.04.2011

Cittadini in Movimento

mercoledì 27 aprile 2011

COSI' NON VA!

(testo del manifesto consegnato in Comune per l'affissione pubblica il 27.04.2011)
P.S.: e non ancora affisso il 29.04.2011!

COSI' NON VA!

L'attuale Amministrazione Comunale e la Giunta del Sindaco Izzo hanno ormai alle spalle già due anni di gestione, ed è quindi possibile e utile tracciare un primo bilancio dal punto di vista dei cittadini.

Esamineremo soltanto alcune delle tematiche che ci appaiono più rilevanti in questo momento, anche con riferimento al programma elettorale della lista “Uniti per San Salvatore”, poi diventato programma di consiliatura nella prima assemblea del Consiglio Comunale a giugno del 2009.

RIFIUTI.

L'Amministrazione, dopo essere giustamente uscita dal Consorzio BN2 ed aver avviato una gestione autonoma del servizio, raggiungendo - grazie alla collaborazione dei cittadini - buoni risultati in termini di percentuale di raccolta differenziata, ha chiesto alla consulta ambientale di elaborare una propria proposta per il prossimo affidamento del servizio di noleggio mezzi e conferimento rifiuti, dando un termine brevissimo. Poi, a distanza di oltre 40 giorni dalla consegna del documento, non ha ancora dato riscontro a tale proposta che, a nostro avviso, consentirebbe di ottenere ulteriori miglioramenti della qualità della raccolta differenziata, con notevoli risparmi nel costo del servizio, e la possibilità quindi di ridurre la tassazione a carico dei cittadini. In prospettiva chiediamo inoltre la realizzazione di un sito comunale di compostaggio e di un'isola ecologica, e stiamo sollecitando una maggiore vigilanza sul territorio per contrastare e sanzionare i vergognosi sversamenti abusivi di rifiuti, anche pericolosi nonché le combustioni incontrollate di materiali tossici tra cui la plastica. Auspichiamo quindi che si possa svolgere al più presto un confronto pubblico per discuterne come più volte chiesto anche attraverso le proposte protocollate dalla consulta ambientale.

CAVE.

Non avendo avuto seguito le nostre precedenti sollecitazioni, sia per quanto riguarda la ex cava Bove, sia con riferimento alle attività estrattive nella cava Maturo e in un'area in località Selva Palladino, abbiamo presentato tre distinte richieste di accesso agli atti, cui l'amministrazione comunale non ha ancora dato risposta.

In particolare abbiamo chiesto notizie all'amministrazione sull'ordinanza di abbattimento di manufatti abusivi nella ex cava Bove, nonché sugli “sconfinamenti” su aree demaniali da parte della stessa cava, e l'abbiamo invitata ad effettuare verifiche sulle attività nelle altre due aree.

P.U.C.

Nel consiglio comunale del 3.12.2010, l'amministrazione comunale ha approvato delle nuove linee guida per la redazione del Piano Urbanistico Comunale, nonché le proprie osservazioni rispetto al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale in corso di approvazione da parte della provincia di Benevento, senza alcun preventivo confronto con i cittadini.

Nel frattempo, nonostante le “difficoltà” insorte con la destinazione d'uso urbanistica delle aree, l'Amministrazione insiste per la vendita dei terreni adiacenti il torrente Grassano in località “Acqua Fetente” e, con delibera n. 14 dell'11.04.2011 del Consiglio Comunale, ha approvato una variante all'attuale P.R.G. che, se la provincia di Benevento non esprimerà il proprio dissenso (vista anche la non conformità al P.T.C.P. in corso di approvazione), dovrebbe “sbloccarne” la vendita all'asta per “fare cassa”. E' una decisione rispetto alla quale abbiamo già espresso il nostro netto dissenso, pur condividendo la necessità di risolvere i problemi di BILANCIO che, ancora, non si riesce a capire a chi ed a cosa debbano essere imputati.

La Giunta ha anche “elaborato” un nuovo STATUTO COMUNALE, proponendo di modificare anche lo stemma del nostro comune, per il quale si sono dilettati in una sterile polemica il gruppo di minoranza e il vicesindaco Bove. Il documento, presentato nel corso del consiglio comunale del 17 marzo scorso, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, è stato pubblicato sul sito internet del Comune agli inizi di aprile, ed è stato inserito per l'approvazione nell'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 30 aprile prossimo. Il tutto senza alcun confronto con i cittadini, e questo è assolutamente inaccettabile.

Noi, pur apprezzando l'iniziativa di aggiornare lo Statuto, intendiamo sottoporre all’Amministrazione le nostre proposte e, convinti che anche altri cittadini vorranno far sentire la propria opinione, chiediamo che l'approvazione sia rinviata, che sia organizzato al più presto un dibattito pubblico o un Consiglio Comunale aperto, e solo a seguito di questo passaggio, che siano dati termini e modalità per la presentazione delle osservazioni. Infatti quello proposto, a nostro avviso, nonostante la dichiarata intenzione di “introdurre nuovi meccanismi partecipativi”, non rappresenta una vera svolta nel coinvolgimento della cittadinanza per renderla effettivamente partecipe dei processi decisionali.

Anche sul funzionamento della CONSULTA AMBIENTALE, la cui costituzione è stata voluta dall’Amministrazione di San Salvatore Telesino, e che è stata deliberata all’unanimità dal Consiglio Comunale, ci sono delle considerazioni da fare. La consulta, cui partecipiamo con impegno, ha infatti già elaborato in questi mesi diversi documenti ed alcune proposte su varie tematiche, senza mai essere concretamente coinvolta nelle scelte e nelle attività amministrative correlate all'ambiente. Dopo l'approvazione delle nuove linee guida del P.U.C., mai discusse con la cittadinanza, la consulta ha presentato una durissima nota, in seguito alla quale, nel corso di un chiarimento con il Sindaco, l'Assessore all'Ambiente e alcuni consiglieri, nonostante le assicurazioni di un maggiore coinvolgimento, è proseguito un atteggiamento di sostanziale indifferenza rispetto ai contributi della consulta stessa.

Non abbiamo nemmeno condiviso la scelta di esautorare il dirigente dell'Ufficio Tecnico e di affidare responsabilità gestionali ad alcuni assessori, con ciò contravvenendo al principio di separazione fra i compiti di indirizzo e di controllo dell'organo politico e quelli di gestione amministrativi dei dirigenti dei settori. Altre criticità che meriterebbero una maggiore attenzione sono il randagismo, il funzionamento del sito internet, alcuni incarichi professionali affidati all'esterno ignorando anche l'offerta di collaborazione gratuita della consulta ambientale, la situazione della vecchia discarica di “Selva di Sotto”, … Ma in generale, quello che ci preoccupa, al di là dello stato di attuazione concreta dei vari impegni di programma, è la mancanza di progettualità che traspare dall'azione della Giunta.

Segnaliamo infine, come aderenti al Comitato “Acqua Bene Comune - Valle Telesina”, che il Sindaco Izzo, in un incontro organizzato dal Comitato il 12 marzo scorso, unitamente ai colleghi dei comuni vicini, ha impegnato l'Amministrazione a sostenere i REFERENDUM del 12 e 13 giugno prossimi. Si tratta di una battaglia di civiltà in difesa della salute e dei beni comuni: partecipiamo in massa per raggiungere il quorum e votiamo SI contro il nucleare, se sarà confermato, e contro la privatizzazione dell’acqua (con i conseguenti aumenti di tariffe ed il generale peggioramento della qualità del servizio che essa ha sempre comportato ovunque sia stata decisa, tanto da costringere recentemente Parigi e Berlino, per esempio, alla ri-pubblicizzazione).