venerdì 29 aprile 2011

nuovo Statuto Comunale

SINTESI delle osservazioni di cittadini in movimento consegnate in Comune.

Abbiamo appreso con stupore e disappunto che, dopo la presentazione nel corso del consiglio comunale del 17 marzo scorso in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, l'approvazione del nuovo Statuto Comunale è stata inserita nell'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 30 aprile.

Ma il documento, ed è stato pubblicato sul sito internet del Comune appena agli inizi di aprile, e sarà presumibilmente approvato con il voto solo della maggioranza, e senza alcun confronto preventivo con i cittadini.

Ciò è assolutamente inaccettabile.

Pur condividendo la necessità di procedere ad un aggiornamento dello Statuto, intendiamo sottoporre all’Amministrazione le nostre proposte e le nostre osservazioni, e, convinti che anche altri cittadini vorranno far sentire la propria opinione, ribadiamo con forza la richiesta che l'approvazione sia rinviata, e che sia organizzato al più presto un dibattito pubblico o un Consiglio Comunale aperto con le stesse finalità.

Solo dopo questo passaggio dovrebbero essere stabiliti termini e modalità per la presentazione delle osservazioni e poi, dopo aver adeguatamente valutato i suggerimenti, le proposte e le richieste dei cittadini, si potrebbe passare alla fase di approvazione in Consiglio Comunale.

Peraltro, il documento proposto, a nostro avviso, nonostante la dichiarata intenzione di “introdurre nuovi meccanismi partecipativi”, non rappresenta alcuna vera svolta nel coinvolgimento della cittadinanza per renderla effettivamente partecipe dei processi decisionali.

Lo Statuto, infatti, dovrebbe promuovere la partecipazione effettiva, libera e democratica dei cittadini alle attività comunali per il progresso della Comunità e per assicurare nella stessa la tutela della sicurezza e della civile convivenza. Constatiamo invece che sin dal processo di approvazione dello stesso questi diritti non vengono affatto tutelati.

In ogni caso, convinti da sempre che amministrazioni pubbliche aperte e trasparenti, e concretamente orientate alla condivisione e alla ricerca di sinergie con i cittadini, siano quelle maggiormente in grado di gestire l’attuale crisi economica e del welfare, e che la revisione dello Statuto Comunale sia un passaggio fondamentale per questa svolta e modernizzazione, sottoponiamo alla vostra attenzione alcune osservazioni e richieste.

1 – innanzitutto, nel “preambolo” chiediamo di aggiungere la protezione delle risorse idriche del territorio e la tutela e difesa del suolo agricolo e forestale fra gli “obiettivi” del Comune di San Salvatore Telesino.

2 – in particolare chiediamo che il nuovo Statuto riconosca l’acqua come un bene comune senza rilevanza economica e, nell'intento di far sì che tale cultura diventi politica concreta ed esperienza consolidata, proponiamo di modificare il comma 3 – lettera b, dell’articolo 2 della bozza di nuovo Statuto Comunale con la seguente diciturariaffermazione del diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico”.

E inoltre chiediamo di integrare l’articolo 71 del testo dello Statuto Comunale con la modifica del comma 2 e l’inserimento del comma 3 come di seguito indicato:

2. Il Comune conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà e rispetto degli equilibri ecologici.

3. Il Comune riconosce che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale di interesse generale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, pertanto non soggetto alla disciplina della concorrenza, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del D.Lgs n. 267/2000 con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale. Il Comune assicura ai propri abitanti, attraverso strumenti compatibili con la normativa vigente, il diritto alla disponibilità di un quantitativo minimo vitale giornaliero per persona.

...

5 - Chiediamo di modificare come segue il comma 1 dell'articolo 5: “Il Comune, allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva, promuove l'elezione del Consiglio comunale dei ragazzi e ne sostiene le attività”.

8 – All'articolo 11 – comma 1, chiediamo di inserire esplicitamente anche il "Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al D.P.C.M. 28.11.2000.

9 – Art. 13 – comma 1 (i consiglieri comunali non possono essere chiamati a rispondere per i voti dati nell'esercizio delle proprie funzioni): non possiamo condividerlo.

...

13 – art. 21 – comma 1: “le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare ...” dovrebbero essere coerenti con il programma elettorale della lista vincente.

14 – art. 21 – comma 3: il “documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche” dovrebbe essere annuale e non di “fine mandato”. ...

15 – art. 28 – comma 2: non riteniamo corretta la previsione di “sedute segrete” del Consiglio comunale.

16 – art. 33 e successivi: va meglio delineata e resa più rigida la distinzione di competenza fra l'organo politico (indirizzo e controllo) e i responsabili dei servizi, peraltro richiamata dall'articolo 82 dello Statuto (organizzazione degli uffici e del personale).

...

18 – art. 34 – comma 2: togliere “ove possibile” e introdurre sistemi per rendere effettiva e concreta la volontà di rappresentanza di entrambi i sessi nella composizione della Giunta.

...

25 – art. 47 – comma 5: perché non stabilire che le sedute di Giunta sono sempre pubbliche? Questo sì che sarebbe segnale di trasparenza. In alternativa proponiamo che sia pubblicato l'ordine del giorno di tutte le riunioni, e che vengano sempre redatti e pubblicati i verbali.

...

30 – art. 59: chiediamo che il numero minimo di elettori che può chiedere l'indizione di un referendum sia ridotto dal 30 al 10%, che sia prevista la possibilità di esprimersi anche sullo Statuto, sul Piano Urbanistico Comunale e sugli strumenti urbanistici attuativi, nonché sul bilancio comunale.

Chiediamo inoltre di togliere il quorum (cioè la partecipazione alla consultazione della metà più uno degli aventi diritto – comma 7), e segnaliamo che i commi 8 e 9 sono incoerenti fra di loro e contrastanti con il resto dell'articolo. Il comma 9 può avere senso solo se si elimina il “quorum”, come da noi richiesto.

Proponiamo cioè che il Consiglio comunale debba comunque “prendere atto del risultato della consultazione popolare” (deliberando con adeguata motivazione in merito all'oggetto della stessa entro 30 giorni, invece di 90), e che se hanno partecipato al voto la metà più uno degli aventi diritto, non possa in nessun caso assumere decisioni in contrasto con il risultato della consultazione.

31 - articolo 55 (petizioni) - punto 4 chiediamo di ridurre da 400 a 300 il numero dei sottoscrittori, e al punto 6 di ridurlo da 600 a 400.

32 – art. 56 (proposte): chiediamo di limitare a 500 (e non 700) il numero delle sottoscrizioni.

33 - art. 57 (diritto di iniziativa): chiediamo di ridurre da 1/5 a 1/10 del numero degli elettori residenti sottoscrittori.

...

37 – art. 69: tutti gli atti del Comune devono essere pubblici salvo quelli espressamente indicati dalla legge come riservati. Non ci può essere discrezionalità! Non possono essere ”riservati” che possano essere di “pregiudizio agli interessi del Comune”. E' una locuzione che lascia troppa discrezionalità: cos'è l'interesse del Comune? Per noi non può che coincidere con l'interesse generale della collettività, e quindi non si comprende perché debba o possa esserci qualcosa di riservato. Il Comune deve garantire a tutti i cittadini l'esercizio del diritto all'informazione ed all'accesso, in

relazione ai documenti formati o stabilmente detenuti dal Comune medesimo, in conformità ai principi generali del diritto.

...

41 – gli articoli 74 e seguenti vanno comunque resi conformi alle disposizioni del D.Lgs. 150/2009: piano della performance, trasparenza, valutazione individuale, … andrebbe anche qui richiamato il codice di comportamento dei dipendenti della pubblica amministrazione. Al comma 3 dell'articolo 79 andrebbe cancellata la locuzione “quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della Giunta, nonché in ogni altro caso di grave opportunità”.

42 – art. 83: non è assolutamente condivisibile che possano essere assegnati incarichi di responsabilità di servizi e uffici a componenti della Giunta ai sensi dell'art. 110 – comma 1 del D.Lgs. 267/2000, che non prevede affatto tale possibilità, soprattutto in mancanza dei requisiti richiesti, perché si viola in tal modo il principio di “separazione” di cui all'art. 82 dello stesso Statuto.

...

48 – all'articolo 99 chiediamo di inserire il “bilancio partecipato”.

...

50 – art. 107: riteniamo che se lo Statuto viene approvato o modificato con i voti della sola maggioranza debba essere sottoposto ad approvazione mediante referendum.

Abbiamo anche notato che non è prevista la figura del difensore civico: come mai questa scelta? Ancora, rispetto al vigente Statuto non sono più presenti gli articoli del capo IV – Responsabilità (artt. 68, 69 e 70): tali disposizioni sono da intendersi inserite in altre parti del nuovo Statuto?

Chiediamo invece di inserire nello Statuto strumenti per orientare concretamente le politiche di bilancio alla promozione delle pari opportunità (bilancio di genere).

Le osservazioni e proposte di cui sopra sono l'esito di un primo sommario esame della bozza di Statuto che si intenderebbe approvare nel corso del Consiglio Comunale del 30 aprile, senza alcun preventivo confronto con i cittadini. Molti punti richiederebbero ulteriori approfondimenti, e, data l'importanza di questo atto, riteniamo che esso debba seguire un percorso di illustrazione e discussione, con tempi e modalità adeguate per l'esame delle osservazioni, al fine di pervenire al massimo grado possibile di condivisione.

Nessuno può avere la presunzione di decidere in totale solitudine e senza accettare confronti su materie di tale importanza e rilevanza per tutti i cittadini, smentendo in modo netto la dichiarata volontà di introdurre meccanismi partecipativi.

Se ciò fosse vero, si discuterebbe preliminarmente alla stesura del nuovo Statuto proprio del tipo di partecipazione che si vuol disciplinare.

E' il momento di abbandonare definitivamente le vecchie logiche verticali della Pubblica Amministrazione, e adottare nuovi modelli organizzativi per la gestione partecipata di servizi pubblici, coinvolgendo la cittadinanza nell'individuazione e nel raggiungimento degli obiettivi. Solo grazie al contributo di tutti i cittadini, costruendo un rapporto di fiducia fra pari e condividendo gli obiettivi, si può pensare di aumentare l'efficacia dell'azione amministrativa degli enti locali. L'utilizzo di internet, e le possibilità di cooperazione e trasferimento di buone pratiche, modelli organizzativi e metodologie da altri enti, consentono oggi di attivare agevolmente i processi di partecipazione eliminando le distanze e gli ostacoli.

Sarebbe interessante, per esempio, dare la possibilità a tutti i cittadini di esaminare sul sito del Comune, in tempo utile, l'ordine del giorno dei consigli comunali, e i documenti che dovranno essere discussi e sottoposti a votazione, con la possibilità anche di proporre in modo trasparente delle “mozioni”, sottoscrivibili da altri cittadini, che dovrebbero essere obbligatoriamente discusse se appoggiate da un congruo numero di sottoscrittori.

Scusandoci anticipatamente per l’approssimazione ed eventuale inesattezza del nostro studio, e per qualche inevitabile “errore”, e con l'auspicio, comunque, che quanto da Noi rappresentato venga adeguatamente valutato, insistiamo nella richiesta di un rinvio dell'approvazione del nuovo Statuto e per l'avvio di un percorso di partecipazione.

Nel porgere Cordiali Saluti, restiamo in attesa di tempestivo e puntuale riscontro.

San Salvatore Telesino, lì 28.04.2011

giovedì 28 aprile 2011

NOTA CON OSSERVAZIONI SULLO STATUTO COMUNALE

Cittadini in Movimento

Laboratorio di Cittadinanza Attiva

Al Signor Sindaco

del Comune di

San Salvatore Telesino


A tutti i Consiglieri comunali

A tutti i Cittadini di San Salvatore Telesino


OGGETTO: Osservazioni sulla bozza di nuovo Statuto Comunale (deliberazione di C.C. n. 12 del 17.03.2011).

Abbiamo appreso con stupore e disappunto che l'approvazione del nuovo Statuto Comunale proposto dalla Giunta è stata inserita nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale del 30 aprile.

Come abbiamo già segnalato in un nostro manifesto pubblicato in questi giorni, il documento è stato presentato nel corso del consiglio comunale del 17 marzo scorso in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, ed è stato pubblicato sul sito internet del Comune appena agli inizi di aprile. Ora si intende procedere all'approvazione definitiva dello Statuto in Consiglio Comunale, presumibilmente con il voto solo della maggioranza, e senza alcun confronto preventivo con i cittadini.

Ciò è assolutamente inaccettabile.

Pur condividendo la necessità di procedere ad un aggiornamento dello Statuto, intendiamo sottoporre all’Amministrazione le nostre proposte e le nostre osservazioni, e, convinti che anche altri cittadini vorranno far sentire la propria opinione, ribadiamo con forza la richiesta che l'approvazione sia rinviata, e che sia organizzato al più presto un dibattito pubblico o un Consiglio Comunale aperto con le stesse finalità.

Solo dopo questo passaggio dovrebbero essere stabiliti termini e modalità per la presentazione delle osservazioni e poi, dopo aver adeguatamente valutato i suggerimenti, le proposte e le richieste dei cittadini, si potrebbe passare alla fase di approvazione in Consiglio Comunale.

Peraltro, il documento proposto, a nostro avviso, nonostante la dichiarata intenzione di “introdurre nuovi meccanismi partecipativi”, non rappresenta alcuna vera svolta nel coinvolgimento della cittadinanza per renderla effettivamente partecipe dei processi decisionali.

Lo Statuto, infatti, dovrebbe promuovere la partecipazione effettiva, libera e democratica dei

cittadini alle attività comunali per il progresso della Comunità e per assicurare nella stessa la tutela

della sicurezza e della civile convivenza. Constatiamo amaramente invece che sin dal processo di approvazione dello stesso questi diritti non vengono affatto tutelati.

In ogni caso, convinti da sempre che amministrazioni pubbliche aperte e trasparenti, e concretamente orientate alla condivisione e alla ricerca di sinergie con i cittadini, siano quelle maggiormente in grado di gestire l’attuale crisi economica e del welfare, e che la revisione dello Statuto Comunale sia un passaggio fondamentale per questa svolta e modernizzazione, sottoponiamo da subito alla vostra attenzione alcune osservazioni e richieste.

1 – innanzitutto, nel “preambolo” chiediamo di aggiungere la protezione delle risorse idriche del territorio e la tutela e difesa del suolo agricolo e forestale fra gli “obiettivi” del Comune di San Salvatore Telesino.

2 – in particolare chiediamo che il nuovo Statuto riconosca l’acqua come un bene comune senza rilevanza economica e, nell'intento di far sì che tale cultura diventi politica concreta ed esperienza consolidata, proponiamo di modificare il comma 3 – lettera b, dell’articolo 2 della bozza di nuovo Statuto Comunale con la seguente diciturariaffermazione del diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico”.

E inoltre chiediamo di integrare l’articolo 71 del testo dello Statuto Comunale con la modifica del comma 2 e l’inserimento del comma 3 come di seguito indicato:

2. Il Comune conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà e rispetto degli equilibri ecologici.

3. Il Comune riconosce che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale di interesse generale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, pertanto non soggetto alla disciplina della concorrenza, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del D.Lgs n. 267/2000 con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale. Il Comune assicura ai propri abitanti, attraverso strumenti compatibili con la normativa vigente, il diritto alla disponibilità di un quantitativo minimo vitale giornaliero per persona.

3 - Ci chiediamo perché sia stata tolta dall’articolo 1, rispetto al vigente Statuto, la parte seguente “Il Comune di San Salvatore Telesino considerata la peculiare realtà territoriale e sociale in cui si colloca, rivendica per sé e per gli altri comuni uno specifico ruolo nella gestione delle risorse economiche locali, ivi compreso il gettito fiscale, nonché nell’organizzazione dei servizi pubblici o di pubblico interesse; ciò nel rispetto del principio di sussidiarietà, secondo cui la responsabilità pubblica compete all’autorità territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini; valorizza ogni forma di collaborazione con gli altri enti locali”.

4 - Ove si utilizza il termine “disabili” (per esempio alla lettera g – comma 3 dell'articolo 2) chiediamo che lo si sostituisca con “diversamente abili”.

5 - Chiediamo di modificare come segue il comma 1 dell'articolo 5: “Il Comune, allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva, promuove l'elezione del Consiglio comunale dei ragazzi e ne sostiene le attività”.

6 – Dopo l'articolo 6 chiediamo di inserire due articoli sul nucleo volontari di protezione civile e sulla consulta ambientale.

7 – Al comma 3 dell'articolo 7 c'è un errore: Vale invece di Valle.

8 – All'articolo 11 – comma 1, chiediamo di inserire esplicitamente anche il "Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al D.P.C.M. 28.11.2000.

9 – Art. 13 – comma 1 (i consiglieri comunali non possono essere chiamati a rispondere per i voti dati nell'esercizio delle proprie funzioni): non possiamo condividerlo.

10 – Art. 16: “al rispettivo Consiglio”?

11 – art. 18 – comma 1: perché i gruppi consiliari devono essere formati da “tutti gli eletti nella stessa lista”?

12 – art.20 – comma 6, al primo rigo: dopo “... può essere” e prima di “da un Presidente ...” manca qualcosa.

13 – art. 21 – comma 1: “le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare ...” dovrebbero essere coerenti con il programma elettorale della lista vincente.

14 – art. 21 – comma 3: il “documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche” dovrebbe essere annuale e non di “fine mandato”. Inoltre c'é un errore (“della” invece di “dello” stato di attuazione).

15 – art. 28 – comma 2: non riteniamo corretta la previsione di “sedute segrete” del Consiglio comunale.

16 – art. 33 e successivi: va meglio delineata e resa più rigida la distinzione di competenza fra l'organo politico (indirizzo e controllo) e i responsabili dei servizi, peraltro richiamata dall'articolo 82 dello Statuto (organizzazione degli uffici e del personale).

17 – artt. 34 e 35: in caso di dimissioni o mozione di sfiducia “… si procede allo scioglimento del consiglio con contestuale nomina di un Commissario” (chi fa la nomina?).

18 – art. 34 – comma 2: togliere “ove possibile” e introdurre sistemi per rendere effettiva e concreta la volontà di rappresentanza di entrambi i sessi nella composizione della Giunta.

19 – art. 39 – comma 2: manca un “di” dopo “caso” e prima di “vacanza”.

20 – art. 41 – comma 3: “maggioranza assoluta dei componenti assegnati al Comune” (?).

21 – art. 42: il comma 2 è una ripetizione del comma 1 dell'art. 34.

22 – art. 43: il comma 2 è scritto male.

23 – l'art. 45 non è chiaro, ed alcuni commi sono una ripetizione non coerente di disposizioni precedenti (es. art. 40).

24 – art. 46: la formulazione del comma 3 e diversi punti del comma successivo non sono condivisibili, perché non coerenti con il principio di separazione fra compiti di vigilanza e controllo dell'organo politico e quelli amministrativo gestionali riservati ai responsabili dei servizi. Il comma 6 è una ripetizione del comma 9 dell'articolo precedente, ed entrambi sono in contraddizione con il comma 2 del successivo articolo 48.

25 – art. 47 – comma 5: perché non stabilire che le sedute di Giunta sono sempre pubbliche? Questo sì che sarebbe segnale di trasparenza. In alternativa proponiamo che sia pubblicato l'ordine del giorno di tutte le riunioni, e che vengano sempre redatti e pubblicati i verbali.

26 – gli articoli 49 e successivi (Istituti di partecipazione e diritti dei cittadini) meriterebbero uno specifico approfondimento. Chiediamo inoltre di estendere il riconoscimento del Comune ed i relativi diritti di intervento e di consultazione nei procedimenti amministrativi oltre che alle Associazioni formali (con statuto registrato, legale rappresentante, bilancio) anche ai Comitati di cittadini.

E' poi necessario chiarire i termini per la presentazione di “petizioni”, “proposte” e “iniziative”, rendendo obbligatoria una risposta, riducendo il numero di sottoscrittori necessari, ed estendendo questi istituti anche alle associazioni e ai comitati.

27 – il comma 6 dell'articolo 57 va riformulato, in quanto c'è un errore al primo rigo (“chiede” invece di “chiedere”) e vanno tolte le “circoscrizioni” inesistenti nel nostro Comune.

28 – non si comprende perché debba essere esclusa a priori dall'esercizio del diritto di iniziativa la “revisione dello Statuto”.

29 – al comma 4 dell'articolo 58, dopo “... seduta” e prima di “del Consiglio comunale” manca presumibilmente la parola “utile”.

30 – art. 59: chiediamo che il numero minimo di elettori che può chiedere l'indizione di un referendum sia ridotto dal 30 al 10%, che sia prevista la possibilità di esprimersi anche sullo Statuto, sul Piano Urbanistico Comunale e sugli strumenti urbanistici attuativi, nonché sul bilancio comunale.

Chiediamo inoltre di togliere il quorum (cioè la partecipazione alla consultazione della metà più uno degli aventi diritto – comma 7), e segnaliamo che i commi 8 e 9 sono incoerenti fra di loro e contrastanti con il resto dell'articolo. Il comma 9 può avere senso solo se si elimina il “quorum”, come da noi richiesto.

Proponiamo cioè che il Consiglio comunale debba comunque “prendere atto del risultato della consultazione popolare” (deliberando con adeguata motivazione in merito all'oggetto della stessa entro 30 giorni, invece di 90), e che se hanno partecipato al voto la metà più uno degli aventi diritto, non possa in nessun caso assumere decisioni in contrasto con il risultato della consultazione.

31 - articolo 55 (petizioni) - punto 4 chiediamo di ridurre da 400 a 300 il numero dei sottoscrittori, e al punto 6 di ridurlo da 600 a 400.

32 – art. 56 (proposte): chiediamo di limitare a 500 (e non 700) il numero delle sottoscrizioni.

33 - art. 57 (diritto di iniziativa): chiediamo di ridurre da 1/5 a 1/10 del numero degli elettori residenti sottoscrittori.

34 – art. 60: lo Statuto dovrebbe meglio disciplinare le modalità di accesso agli atti senza rinviare ad un ulteriore regolamento.

35 – art. 63: dal comma 2 va cancellata l'ultima parte (“qualora possa loro derivare un pregiudizio dal provvedimento”), e dal comma 3 va tolta, o chiarita la seguente parte “qualora siano pertinenti all'oggetto del procedimento”.

36 – all'art. 66 comma 1 è errato, o non è chiaro, il rinvio alle norme dell'articolo ...66 (forse si voleva fare riferimento all'art. 63). Al comma 2 non si ritiene possibile la frase “salvo che la legge disponga altrimenti”.

37 – art. 69: tutti gli atti del Comune devono essere pubblici salvo quelli espressamente indicati dalla legge come riservati. Non ci può essere discrezionalità! Non possono essere ”riservati” che possano essere di “pregiudizio agli interessi del Comune”. E' una locuzione che lascia troppa discrezionalità: cos'è l'interesse del Comune? Per noi non può che coincidere con l'interesse generale della collettività, e quindi non si comprende perché debba o possa esserci qualcosa di riservato. Il Comune deve garantire a tutti i cittadini l'esercizio del diritto all'informazione ed all'accesso, in

relazione ai documenti formati o stabilmente detenuti dal Comune medesimo, in conformità ai principi generali del diritto.

38 – l'articolo 71 è troppo vago: quali beni e servizi?

39 – all'art. 72 comma 3 c'è comunque un errore al primo rigo (“de” invece di “del”).

40 – il comma 1 dell'articolo 74 è una duplicazione del comma 1 dell'art. 70.

41 – gli articoli 74 e seguenti vanno comunque resi conformi alle disposizioni del D.Lgs. 150/2009: piano della performance, trasparenza, valutazione individuale, … andrebbe anche qui richiamato il codice di comportamento dei dipendenti della pubblica amministrazione. Al comma 3 dell'articolo 79 andrebbe cancellata la locuzione “quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della Giunta, nonché in ogni altro caso di grave opportunità”.

42 – art. 83: non è assolutamente condivisibile che possano essere assegnati incarichi di responsabilità di servizi e uffici a componenti della Giunta ai sensi dell'art. 110 – comma 1 del D.Lgs. 267/2000, che non prevede affatto tale possibilità, soprattutto in mancanza dei requisiti richiesti, perché si viola in tal modo il principio di “separazione” di cui all'art. 82 dello stesso Statuto.

43 – all'articolo 86 comma 2 va sistemata la “spaziatura” di capoverso dell'elenco “numerato” con lettere delle competenze del segretario comunale (così è poco leggibile). Al punto aa) si stabilisce che compete al segretario comunale la nomina dei responsabili del procedimento: è ciò che si intende fare?

44 – il comma 5 dell'articolo 87 va cancellato perché non conforme al D.Lgs. 150/2009 e successive modifiche ed integrazioni.

45 – art. 88 – comma 3 (nucleo di valutazione): va conformato al D.Lgs. 150/2009 e s.m.i.

46 – art. 93: va chiarito albo pretorio on line.

47 – art. 98 comma 1: una “,” (virgola) va cambiata in “;” (punto e virgola) - un “e” va cambiato in “è”.

48 – all'articolo 99 chiediamo di inserire il “bilancio partecipato”.

49 – all'articolo 101 comma 1 si parla di “circoscrizioni”, inesistenti nel nostro Comune.

50 – art. 107: riteniamo che se lo Statuto viene approvato o modificato con i voti della sola maggioranza debba essere sottoposto ad approvazione mediante referendum.

Abbiamo anche notato che non è prevista la figura del difensore civico: come mai questa scelta? Ancora, rispetto al vigente Statuto non sono più presenti gli articoli del capo IV – Responsabilità (artt. 68, 69 e 70): tali disposizioni sono da intendersi inserite in altre parti del nuovo Statuto?

Chiediamo invece di inserire nello Statuto strumenti per orientare concretamente le politiche di bilancio alla promozione delle pari opportunità (bilancio di genere).

Le osservazioni e proposte di cui sopra sono l'esito di un primo sommario esame della bozza di Statuto che si intenderebbe approvare nel corso del Consiglio Comunale del 30 aprile, senza alcun preventivo confronto con i cittadini. Molti punti richiederebbero ulteriori approfondimenti, e, data l'importanza di questo atto, riteniamo che esso debba seguire un percorso di illustrazione e discussione, con tempi e modalità adeguate per l'esame delle osservazioni, al fine di pervenire al massimo grado possibile di condivisione.

Nessuno può avere la presunzione di decidere in totale solitudine e senza accettare confronti su materie di tale importanza e rilevanza per tutti i cittadini, smentendo in modo netto la dichiarata volontà di introdurre meccanismi partecipativi.

Se ciò fosse vero, si discuterebbe preliminarmente alla stesura del nuovo Statuto proprio del tipo di partecipazione che si vuol disciplinare.

E' il momento di abbandonare definitivamente le vecchie logiche verticali della Pubblica Amministrazione, e adottare nuovi modelli organizzativi per la gestione partecipata di servizi pubblici, coinvolgendo la cittadinanza nell'individuazione e nel raggiungimento degli obiettivi. Solo grazie al contributo di tutti i cittadini, costruendo un rapporto di fiducia fra pari e condividendo gli obiettivi, si può pensare di aumentare l'efficacia dell'azione amministrativa degli enti locali. L'utilizzo di internet, e le possibilità di cooperazione e trasferimento di buone pratiche, modelli organizzativi e metodologie da altri enti, consentono oggi di attivare agevolmente i processi di partecipazione eliminando le distanze e gli ostacoli.

Sarebbe interessante, per esempio, dare la possibilità a tutti i cittadini di esaminare sul sito del Comune, in tempo utile, l'ordine del giorno dei consigli comunali, e i documenti che dovranno essere discussi e sottoposti a votazione, con la possibilità anche di proporre in modo trasparente delle “mozioni”, sottoscrivibili da altri cittadini, che dovrebbero essere obbligatoriamente discusse se appoggiate da un congruo numero di sottoscrittori.

Scusandoci anticipatamente per l’approssimazione ed eventuale inesattezza del nostro studio, e per qualche inevitabile “errore”, e con l'auspicio, comunque, che quanto da Noi rappresentato venga adeguatamente valutato, insistiamo nella richiesta di un rinvio dell'approvazione del nuovo Statuto e per l'avvio di un percorso di partecipazione.

Nel porgere Cordiali Saluti, restiamo in attesa di tempestivo e puntuale riscontro.

San Salvatore Telesino, lì 28.04.2011

Cittadini in Movimento

mercoledì 27 aprile 2011

COSI' NON VA!

(testo del manifesto consegnato in Comune per l'affissione pubblica il 27.04.2011)
P.S.: e non ancora affisso il 29.04.2011!

COSI' NON VA!

L'attuale Amministrazione Comunale e la Giunta del Sindaco Izzo hanno ormai alle spalle già due anni di gestione, ed è quindi possibile e utile tracciare un primo bilancio dal punto di vista dei cittadini.

Esamineremo soltanto alcune delle tematiche che ci appaiono più rilevanti in questo momento, anche con riferimento al programma elettorale della lista “Uniti per San Salvatore”, poi diventato programma di consiliatura nella prima assemblea del Consiglio Comunale a giugno del 2009.

RIFIUTI.

L'Amministrazione, dopo essere giustamente uscita dal Consorzio BN2 ed aver avviato una gestione autonoma del servizio, raggiungendo - grazie alla collaborazione dei cittadini - buoni risultati in termini di percentuale di raccolta differenziata, ha chiesto alla consulta ambientale di elaborare una propria proposta per il prossimo affidamento del servizio di noleggio mezzi e conferimento rifiuti, dando un termine brevissimo. Poi, a distanza di oltre 40 giorni dalla consegna del documento, non ha ancora dato riscontro a tale proposta che, a nostro avviso, consentirebbe di ottenere ulteriori miglioramenti della qualità della raccolta differenziata, con notevoli risparmi nel costo del servizio, e la possibilità quindi di ridurre la tassazione a carico dei cittadini. In prospettiva chiediamo inoltre la realizzazione di un sito comunale di compostaggio e di un'isola ecologica, e stiamo sollecitando una maggiore vigilanza sul territorio per contrastare e sanzionare i vergognosi sversamenti abusivi di rifiuti, anche pericolosi nonché le combustioni incontrollate di materiali tossici tra cui la plastica. Auspichiamo quindi che si possa svolgere al più presto un confronto pubblico per discuterne come più volte chiesto anche attraverso le proposte protocollate dalla consulta ambientale.

CAVE.

Non avendo avuto seguito le nostre precedenti sollecitazioni, sia per quanto riguarda la ex cava Bove, sia con riferimento alle attività estrattive nella cava Maturo e in un'area in località Selva Palladino, abbiamo presentato tre distinte richieste di accesso agli atti, cui l'amministrazione comunale non ha ancora dato risposta.

In particolare abbiamo chiesto notizie all'amministrazione sull'ordinanza di abbattimento di manufatti abusivi nella ex cava Bove, nonché sugli “sconfinamenti” su aree demaniali da parte della stessa cava, e l'abbiamo invitata ad effettuare verifiche sulle attività nelle altre due aree.

P.U.C.

Nel consiglio comunale del 3.12.2010, l'amministrazione comunale ha approvato delle nuove linee guida per la redazione del Piano Urbanistico Comunale, nonché le proprie osservazioni rispetto al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale in corso di approvazione da parte della provincia di Benevento, senza alcun preventivo confronto con i cittadini.

Nel frattempo, nonostante le “difficoltà” insorte con la destinazione d'uso urbanistica delle aree, l'Amministrazione insiste per la vendita dei terreni adiacenti il torrente Grassano in località “Acqua Fetente” e, con delibera n. 14 dell'11.04.2011 del Consiglio Comunale, ha approvato una variante all'attuale P.R.G. che, se la provincia di Benevento non esprimerà il proprio dissenso (vista anche la non conformità al P.T.C.P. in corso di approvazione), dovrebbe “sbloccarne” la vendita all'asta per “fare cassa”. E' una decisione rispetto alla quale abbiamo già espresso il nostro netto dissenso, pur condividendo la necessità di risolvere i problemi di BILANCIO che, ancora, non si riesce a capire a chi ed a cosa debbano essere imputati.

La Giunta ha anche “elaborato” un nuovo STATUTO COMUNALE, proponendo di modificare anche lo stemma del nostro comune, per il quale si sono dilettati in una sterile polemica il gruppo di minoranza e il vicesindaco Bove. Il documento, presentato nel corso del consiglio comunale del 17 marzo scorso, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, è stato pubblicato sul sito internet del Comune agli inizi di aprile, ed è stato inserito per l'approvazione nell'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 30 aprile prossimo. Il tutto senza alcun confronto con i cittadini, e questo è assolutamente inaccettabile.

Noi, pur apprezzando l'iniziativa di aggiornare lo Statuto, intendiamo sottoporre all’Amministrazione le nostre proposte e, convinti che anche altri cittadini vorranno far sentire la propria opinione, chiediamo che l'approvazione sia rinviata, che sia organizzato al più presto un dibattito pubblico o un Consiglio Comunale aperto, e solo a seguito di questo passaggio, che siano dati termini e modalità per la presentazione delle osservazioni. Infatti quello proposto, a nostro avviso, nonostante la dichiarata intenzione di “introdurre nuovi meccanismi partecipativi”, non rappresenta una vera svolta nel coinvolgimento della cittadinanza per renderla effettivamente partecipe dei processi decisionali.

Anche sul funzionamento della CONSULTA AMBIENTALE, la cui costituzione è stata voluta dall’Amministrazione di San Salvatore Telesino, e che è stata deliberata all’unanimità dal Consiglio Comunale, ci sono delle considerazioni da fare. La consulta, cui partecipiamo con impegno, ha infatti già elaborato in questi mesi diversi documenti ed alcune proposte su varie tematiche, senza mai essere concretamente coinvolta nelle scelte e nelle attività amministrative correlate all'ambiente. Dopo l'approvazione delle nuove linee guida del P.U.C., mai discusse con la cittadinanza, la consulta ha presentato una durissima nota, in seguito alla quale, nel corso di un chiarimento con il Sindaco, l'Assessore all'Ambiente e alcuni consiglieri, nonostante le assicurazioni di un maggiore coinvolgimento, è proseguito un atteggiamento di sostanziale indifferenza rispetto ai contributi della consulta stessa.

Non abbiamo nemmeno condiviso la scelta di esautorare il dirigente dell'Ufficio Tecnico e di affidare responsabilità gestionali ad alcuni assessori, con ciò contravvenendo al principio di separazione fra i compiti di indirizzo e di controllo dell'organo politico e quelli di gestione amministrativi dei dirigenti dei settori. Altre criticità che meriterebbero una maggiore attenzione sono il randagismo, il funzionamento del sito internet, alcuni incarichi professionali affidati all'esterno ignorando anche l'offerta di collaborazione gratuita della consulta ambientale, la situazione della vecchia discarica di “Selva di Sotto”, … Ma in generale, quello che ci preoccupa, al di là dello stato di attuazione concreta dei vari impegni di programma, è la mancanza di progettualità che traspare dall'azione della Giunta.

Segnaliamo infine, come aderenti al Comitato “Acqua Bene Comune - Valle Telesina”, che il Sindaco Izzo, in un incontro organizzato dal Comitato il 12 marzo scorso, unitamente ai colleghi dei comuni vicini, ha impegnato l'Amministrazione a sostenere i REFERENDUM del 12 e 13 giugno prossimi. Si tratta di una battaglia di civiltà in difesa della salute e dei beni comuni: partecipiamo in massa per raggiungere il quorum e votiamo SI contro il nucleare, se sarà confermato, e contro la privatizzazione dell’acqua (con i conseguenti aumenti di tariffe ed il generale peggioramento della qualità del servizio che essa ha sempre comportato ovunque sia stata decisa, tanto da costringere recentemente Parigi e Berlino, per esempio, alla ri-pubblicizzazione).


sabato 26 marzo 2011

Già, che tristezza!

Comitati Civici di S.Salvatore T e Guardia Sanframondi

Cittadini in movimento

Già, che tristezza!

26.03.2011

Che tristezza dover rispondere ad un politico sul quale erano riposte molte aspettative e che certo spende tanta fatica per risolvere i problemi e impegna tanta forza al servizio dei suoi concittadini, ma che ancora una volta non solo non risponde nel merito delle questioni, ma insulta chi le solleva.

Nonostante la sua storia, l’Assessore sembra sempre più uno dei tanti che, solo perché siedono su qualche poltrona, si sentono forse infallibili, e di certo poco disposti a dar conto del loro operato.

Che tristezza doversi sentire ancora accusare di “approssimazione e insinuazioni non suffragate dai fatti” da chi è stato semplicemente sollecitato ad una maggiore trasparenza e coerenza, a cominciare dalle informazioni date sulle azioni concrete messe in campo, e non solo annunciate tramite scarni e vaghi comunicati.

Nascondersi dietro alla complessità dei problemi, che i poveri mortali non possono comprendere, e rivendicare la propria correttezza, senza darne prova, o semplicemente minacciando querele, non è il vecchio modo di distorcere la realtà che in tempi non lontani lo stesso Aceto criticava in altri? All’epoca anche lui rivendicava il diritto dei cittadini di partecipare al governo del proprio territorio, soprattutto in materia di ambiente e salute. Cittadini che in tutto il mondo, quando scelte politiche minacciano salute e democrazia, dimostrano la capacità di diventare esperti più dei politici. Anche loro, del resto, non necessariamente esperti del settore loro affidato, per il noto gioco delle spartizioni, e, a differenza dei cittadini, costretti a compromessi e concessioni ai soliti poteri forti, con comportamenti non sempre coerenti con quanto dichiarato.

E che tristezza le argomentazioni dell’Assessore che, forse perché tanto occupato nel risolvere i problemi, risponde sì immediatamente, ma in modo così poco politico e per niente puntuale da farla sembrare una non risposta.

Noi pensiamo che parlare apertamente dei problemi e della loro complessità, e, perché no, delle difficoltà ad avviare una politica diversa, creerebbe meno incomprensioni e più possibilità di soluzioni condivise.

La tristezza è tanta, e anche lo sconforto dei cittadini di fronte a tali chiusure da parte della politica, purtroppo generalizzate.

Comunque, liberi come siamo dal “fardello” del politico, proviamo lo stesso a dedicare il nostro tempo non per rispondere agli insulti, ma per ribadire semplicemente le nostre idee, cercando sempre di non mancare di rispetto alle persone, ma anche senza sconti rispetto alla libera critica di atti politici o amministrativi, e di azioni (o non-azioni) e decisioni che non condividiamo.

  • La decisione di non intervenire all'incontro convocato dall'Assessore (ma al quale lo stesso Assessore, dobbiamo ribadirlo, non ha partecipato, come riferito dal comitato di Sant’Arcangelo presente, è stata determinata dal fatto che di quel tavolo tecnico non facciamo parte. Con una lettera (LEGGI) avevamo peraltro motivato chiaramente tale scelta (si sa, l'ascolto non è la caratteristica migliore di molti politici) e avevamo ribadito la richiesta di un incontro politico all’Assessore (e al presidente della provincia) che, invece di concederlo, aveva minacciato di querelarci. Quale era il senso di un tavolo che nessuna risposta avrebbe potuto dare, tanto meno politica? Solo dopo quella data sono comparse le relazioni tecniche sul sito ambiente provinciale. Relazioni che presentano dati fondamentalmente positivi e soddisfacenti sull’operato della Daneco. Il monitoraggio ambientale non presenta anomalie e l’intera Commissione Tecnica, appositamente costituita dall’assessore Aceto non ha mai ritenuto, a differenza del magistrato competente, che la discarica dovesse essere chiusa come noi sosteniamo da tempo.

  • La denuncia alla Procura non toccava a noi, ma si sapeva che la Magistratura si stava muovendo sulla base di denunce ed esposti fatti dal comitato locale.

  • Le nostre “soluzioni alternative” (LEGGI) le abbiamo presentate da tempo alla provincia, in varie occasioni (LEGGI), sempre in attesa di qualche riscontro o confronto: come si può constatare sono da sempre contrarie a discariche ed incenerimento. Proprio perché riconosciamo all'Assessore una lunga esperienza politica in materia ambientale, non riuscivamo a comprendere perché non puntasse concretamente e decisamente alla realizzazione di un impianto tipo “Vedelago”, che noi stessi avevamo proposto da tempo, e che, con soddisfazione, avevamo visto inserito nel piano rifiuti predisposto dalla provincia. Pertanto avevamo richiesto un incontro proprio per esprimere le nostre perplessità rispetto ad alcune parti del piano provinciale che, pur programmando un impianto modello “Vedelago”, che tratta anche il residuo e recupera tutto l’indifferenziato, prevede anche discarica e bio – digestori incompatibili con tale impiantistica.

  • Il provvedimento di chiusura preventiva della discarica non è stato fatto, come dice l’Assessore, per controllare che sia tutto a posto, ma, come dichiarato nel comunicato stampa del Corpo forestale: “è scaturito a seguito di una lunga ed intensa attività di indagine svolta dagli uomini del Corpo forestale dello Stato che ha portato alla luce l’inquinamento causato dall’illecito smaltimento del percolato prodotto all’interno della discarica, nonché del pericolo di frana e di disastro ambientale, poiché non sono stati eseguiti i lavori richiesti dalle prescrizioni contenute nelle relative autorizzazioni. Pertanto, al fine di evitare che gli illeciti riscontrati possano portare ad un maggiore grave danno per l’ambiente e rischio e per la salute pubblica, tenuto conto anche del probabile inquinamento del fiume Calore, cui il percolato giunge attraverso il vallone “Pozzano” si è provveduto ad apporre i sigilli alla discarica commissariale a cui giungono i rifiuti della provincia di Benevento ed occasionalmente anche dalla provincia di Napoli “. Ebbene, non crediamo possibile che si sia potuto prendere un provvedimento così grave come il sequestro preventivo dell'unica discarica attiva in provincia, con le prevedibili conseguenze che ciò comporta sul sistema, se non in presenza di violazioni di legge o imminenti pericoli per la pubblica incolumità.

  • A questo punto riteniamo sia lecito dubitare della idoneità della Daneco, e anche di chi doveva controllarla. Evidentemente ne dubita anche la Magistratura, alla quale l'Assessore, speriamo senza rendersene conto, sembra quasi voler attribuire un ruolo di controllo suppletivo rispetto alle sue prerogative. Ma in generale, l’Assessore ha presente tutto ciò che sta succedendo nella gestione delle discariche in Campania? Accusare ora il commissariamento e non aver pubblicamente detto nulla in precedenza sulla gestione della discarica di Sant’Arcangelo e sulle responsabilità della società cui è affidata la gestione della stessa ci risulta francamente incomprensibile. Alludere a problemi e non informarne puntualmente i cittadini non è un bell’esempio di democrazia e trasparenza.

  • Le nostre proposte, lo ribadiamo per l'ennesima volta all'Assessore, prevedono semplicemente e concretamente riduzione (come il piano provinciale rifiuti rimasto sulla carta), riciclo, riuso e un impianto modello Vedelago, eliminando la necessità di discariche, cioè senza bisogno di portare a casa di nessuno quel residuo che tanto lo preoccupa.

  • D'altra parte è la posizione che Carla Poli, l'ideatrice del suddetto modello, sostiene, con la forza dei risultati già raggiunti, in tutti gli incontri pubblici a cui partecipa, invitata da comitati ed associazioni (posizione che presumiamo abbia esposto anche negli incontri organizzati dall’Assessore).

Le nostre sollecitazioni e proposte non vengono dunque dal nulla, ma sono basate su esperienze concrete che, dove gli amministratori locali hanno programmato con coerenza e lungimiranza, coinvolgendo i cittadini e valorizzando al massimo le sinergie con i consorzi e con gli operatori economici del settore, consentono di vedere davvero vicino l'obiettivo “rifiuti zero”.

Leggiamo solo comunicati stampa su protocolli d’intesa, delibere di giunta, accordi con associazioni di categoria per avviare tante buone pratiche. Di quale “trasparenza” parla l’assessore?

Le nostre critiche, infatti, nascono dalla constatazione di una gestione che ci sembrava e continua a sembrarci in continuità con il passato, e cioè inefficiente e non risolutiva, e per di più imposta ai cittadini con arroganza, senza nessun confronto (né con i cittadini né con i sindaci), e con la costante elusione di qualsiasi processo partecipato. Le soluzioni vere non le abbiamo ancora viste e, quel che è peggio, non vediamo nemmeno quel coraggio e quella capacità di programmazione che servirebbero per fare davvero della provincia di Benevento un modello virtuoso come più volte auspicato dallo stesso Aceto.

Non abbiamo mai pensato che gestire in modo corretto un problema complesso sia semplice, né pensiamo che una discarica si possa chiudere da un giorno all'altro senza aver realizzato una filiera alternativa (giova illustrarla sinteticamente ancora una volta: riduzione, riciclo, riuso, raccolta differenziata porta a porta, completa separazione secco-umido, impianti di compostaggio, impianto trattamento meccanico manuale, …) ma non ci sembra affatto che si sia avviato un percorso diverso, con obiettivi chiari e volontà, e capacità, di coinvolgimento dei cittadini, indispensabile per poter davvero pensare di realizzare un modello virtuoso.

Insomma, non riusciamo davvero a comprendere quali siano le “assurdità” da noi sostenute cui l'Assessore teme di dare dignità.

giovedì 17 marzo 2011

Si scrive “bene comune”, si legge “democrazia”

Sabato 12 marzo si è tenuto presso la sala conferenze di S.Salvatore l’incontro pubblico che apriva la campagna referendaria per i 3 SI’ contro la privatizzazione dell’acqua, contro la remunerazione dei privati nella gestione dell’acqua e contro la reintroduzione del nucleare in Italia. Erano presenti, come preannunciato, i relatori Monica Capo (responsabile del comitato No nucleare Campania), Alex Zanotelli (missionario e promotore della campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua), i sindaci Izzo (S.Salvatore T.), Carofano (Telese) e Panza (Guardia S.), e l’assessore all’ambiente Iamiceli (Sassinoro).

Il dibattito, moderato da Marilina Mucci (Comitato per l’acqua bene comune della Valle Telesina), è stato introdotto dagli interventi dei relatori, che hanno evidenziato la necessità di una grande mobilitazione per cercare assolutamente di raggiungere il quorum necessario del 51% per rendere valida la consultazione popolare. Infatti, come ha ricordato Alex Zanotelli, sono ormai 20 anni che non si riesce a raggiungere il quorum per un referendum, e se anche questa volta, soprattutto a causa del mancato accorpamento con il primo turno delle amministrative, dovesse essere confermata un’insuffciente partecipazione, data l’importanza degli argomenti, “perderemmo tutto”. Sarebbe cioè una sconfitta terribile per la democrazia e per la possibilità stessa di creare un’economia di giustizia ed una politica garante dei diritti fondamentali dell’uomo.

Dopo il terremoto in Giappone, che ha causato gravi danni, fra l’altro, alla centrale nucleare di Fukushima, con esplosioni, fuoriuscita di radioattività, numerosi contaminati gravi e la necessità di evacuare migliaia di persone a centinaia di Km dalla centrale, appare ancora più assurdo pensare alla realizzazione di nuove centrali in un territorio altamente sismico e densamente popolato come l’Italia. Se poi pensiamo ai costi enormi (9 miliardi di euro per una sola centrale), ai tempi di realizzazione, al fatto che l’uranio dovrebbe essere comunque importato esattamente come il petrolio e si esaurirà entro 50 anni e, ancora, a come l’Italia non è stata ancora in grado di risolvere il problema delle scorie delle vecchie centrali, non si può che concordare sul fatto che l’Italia deve puntare sul risparmio energetico e sulle rinnovabili.

Alex Zanotelli ha ripercorso le tappe che hanno portato il Forum dei movimenti per l’acqua pubblica alla raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare, mai portata in aula, nel 2007 ed ora ai referendum, che possono sancire due principi assolutamente irrinunciabili: 1) l’acqua è un bene pubblico senza rilevanza economica; 2) non si può fare profitto sull’acqua.

Quindi ha spiegato come la finanza internazionale sia invece interessata a controllare le risorse idriche del pianeta, consapevole che, più del petrolio, sarà l’acqua, l’oro blu, il grande affare del secolo. L’ammissione dei referendum è stata una vittoria del movimento ed una clamorosa smentita della giustificazione addotta sulla necessità di privatizzare per adeguarsi alla normativa comunitaria. Nonostante le normative europee sembrino orientate a favorire il mercato e garantire la concorrenza, ciò non è vero quando si tratta di servizi di interesse generale, che possono essere, quindi, gestiti in proprio dagli enti locali senza la necessità di metterli sul mercato. Essenziale è allora la volontà degli enti locali di opporsi alla tendenza a considerare merci beni e servizi essenziali. Inserire negli statuti comunali, per esempio, che “ l’acqua è un bene comune e diritto umano privo di rilevanza economica “, può arginare i processi di mercificazione e privatizzazione proprio rifacendosi al diritto comunitario. Sono i servizi a rilevanza economica che l’Europa vuole nel mercato e con regole di assegnazione che garantiscano la concorrenza. I comitati chiedono proprio questo ai sindaci: difendere, insieme ai loro cittadini, la gestione dei beni comuni fuori dal mercato, per garantirli a tutti in modo trasparente, partecipato e solidale. Come ha fatto e sta facendo il piccolo comune di Sassinoro, ” paese dell’acqua “, che ha raccolto le firme per indire i referendum come comune, e che promuoverà iniziative anche per il raggiungimento del quorum. Non può che essere così per un paese che gestisce direttamente essenziali servizi pubblici come l’acqua, e che potrà sperare di continuare a gestirli con la vittoria dei sì. L’acqua e l’ambiente sono beni troppo importanti e non possono essere alienati e sottratti alle loro comunità.

Al di là delle dichiarazioni di principio in appoggio alle parole di Zanotelli, di Monica Capo e dei comitati, e contro le quali di solito nessun politico si espone pubblicamente, gli amministratori presenti, alla sollecitazione dei cittadini per un impegno concreto a favore dei referendum, hanno replicato, tra l’altro, di voler coinvolgere gli altri sindaci della Valle Telesina per una campagna promozionale sul voto, in modo da vincere il silenzio generale e colpevole sull’argomento da parte della stampa locale e nazionale.

Chiaramente, l’obiettivo dei sindaci dovrebbe essere di portare quante più persone possibili a prendere posizione il giorno del voto che deciderà le sorti su una materia che vede, sì, loro coinvolti in prima persona, data la continua espoliazione delle amministrazioni locali dei poteri e delle autonomie decisionali su beni come l’acqua ed il territorio, ma vede coinvolti soprattutto noi cittadini per poter sperare di mantenerne un controllo democratico e non vederci costretti ad interagire o peggio scontrarci, un giorno, con un call center di un monopolio privato per il servizio idrico o per le scorie radioattive presenti sul nostro territorio.

I comitati ed i cittadini presenti hanno accolto con favore questa che per ora è sola una dichiarazione di intenti ed a loro volta valuteranno le iniziative da condurre per fare in modo che tale impegno venga mantenuto nel modo più efficace possibile.

Come sempre si scrive “bene comune”, si legge “democrazia”.

lunedì 14 marzo 2011

Sulla ex cava Bove, da sannioweek

EX CAVA BOVE SAN SALVATORE TELESINO, COM'ERAVAMO RIMASTI? L'anno scorso la notizia che, dopo il consiglio comunale del 30 marzo, lo stesso aveva deciso all'unanimità di acconsentire alla vendita di un lotto di terra per esigenze di bilancio tra le proteste dell’associazione “Cittadini in movimento” che denunciarono le continue emissioni di polveri della cava e chiesero chi fosse il nuovo proprietario.

UNA CAVA... ALL'ULTIMO MORSO

fotoLadies and Gentlemen, il caso di oggi riguarda l’ex cava Bove di San Salvatore Telesino, alias “addo s' stann arrubbann' ‘a muntagna” come ha commentato un mio amico. Questo caso è stato già trattato in precedenza da questo web-journal con un articolo di circa un anno fa che riportava la notizia che, dopo il consiglio comunale del 30 marzo, la decisione unanime dello stesso aveva acconsentito alla vendita di un lotto di terra di proprietà del comune per esigenze di bilancio. L’articolo riportava inoltre il conseguente allarme dell’associazione “Cittadini in movimento”. Ma facciamo un passo indietro: vi starete chiedendo cosa c'entra questa associazione. Ebbene quest’ultima nel 2009 aveva appoggiato il Comitato Civico di contrada Pugliano che, stanco delle continue emissioni di polveri della cava, era insorto contro gli estrattori di allora. Polveri da cava che tali non potevano essere, dato che, come da decreto Regione Campania del 2006 e da diffida al ripristino del 2008, si può solo lavorare i materiali che provengono da altri siti. Nella contestazione contro la decisione comunale l'associazione chiedeva solo di accertarsi del destinatario della vendita, affinché fosse garantita aria pulita agli abitanti del luogo. Ma l’associazione è stata criticata dall’Amministrazione per aver allarmato l’opinione pubblica con giudizi affrettati e ha aggiunto che nel consiglio del 30 marzo non si era venduto nessun lotto di terra. Ma oggi la domanda che mi pongo è se questi giudizi fossero realmente pregiudizi. Attualmente la cava è di proprietà della società Calcestruzzo San Vincenzo 3” che fa parte del Gruppo Gagliardi Spa e questo ha il permesso di scavare, così che il lavoro di estrazione continua senza sosta e senza alcuna premura. L’articolista che mi ha preceduto si è chiesto se l’associazione “Cittadini in movimento” stesse chiedendo la luna al tempo in cui aveva protestato contro la decisione negata dell‘Amministrazione. Alla resa dei conti non stavano chiedendo nulla di astratto, né di lontano ma forse qualcosa di impossibile. Sì, perché la cava era già stata venduta ed era ormai troppo tardi per preoccuparsi del proprietario. Dunque Signori e Signore rassegnatevi perché la cava è ormai giunta all’ultimo boccone!

Angela Cutillo