domenica 29 agosto 2010
T.A.R.S.U./T.I.A. - P.R.G.R.U. (un gioco da ragazzi che dovrebbe coinvolgere tutti)
sabato 28 agosto 2010
il nostro territorio e le sue “ferite”







Foto 2: Cava in località Selva Palladino
Foto 3: il "Redentore" sovrastato da un enorme traliccio con antenne di ogni tipo
Foto 4: l'allevamento intensivo di maiali sulla collina della "Selva di Sotto"
Foto 5: la cava "ex Bove" a ridosso dei "Puri" di Monte Pugliano
Foto 6: deposito di pneumatici esausti.
Foto 7: deposito di pneumatici 2.
Foto 8: Capannoni industriali a perdita d'occhio e... di suolo
mercoledì 25 agosto 2010
San Francisco e i suoi 100 milioni di sacchetti in plastica in meno
Tratto da http://www.portalasporta.it
Nel 2007 San Francisco ha bandito i sacchetti di plastica nei maggiori negozi e catene di prodotti alimentari e nelle catene di parafarmacia.
Ora l’amministrazione della città sta valutando di estendere il divieto a tutti i rivenditori, tra cui librerie, negozi di abbigliamento e grandi magazzini e che includerebbe tutti i possibili formati e misure dei sacchetti di plastica.
Ross Mirkarimi, membro della Commissione di Vigilanza della città di San Francisco e autore della legge del
Anche lo Stato della California ha in corso l’iter legislativo di un disegno di legge, l’ Assembly Bill 1998, appoggiato dal Governatore Arnold Schwarzenegger, che vieterebbe il sacchetto di plastica in tutto lo stato della California a partire dal 2012 con una tassazione di 5 cent prevista per il sacchetto di carta.
L’amministrazione di San Francisco non ha intenzione di aspettare gli sviluppi di questo disegno di legge perché è sicura che i provvedimenti saranno più blandi e di minore portata rispetto agli obiettivi che vuole raggiungere in città.
A San Francisco l’attuale legge impone ai supermercati di grandi dimensioni e alle catene di parafarmacie di fornire ai clienti solamente sacchetti di bioplastica compostabili, sacchetti di carta riciclabile e borse riutilizzabili.
La nuova legislazione, se approvata, entrerebbe in vigore il 1 Marzo 2011. Oltre a valere per tutti i comparti commerciali del retail prevede come novità l’addebito di cinque centesimi anche per il sacchetto monouso di carta. Restano esclusi dal provvedimento i sacchetti intermedi per l’imballaggio e il confezionamento di prodotti alimentari ma anche, ad esempio, gli involucri di plastica utilizzati dalle lavanderie a secco per proteggere gli indumenti.
Secondo Mark Westlund, portavoce del Dipartimento per l’Ambiente di San Francisco, sono stati 100 milioni i sacchetti di plastica che sono stati risparmiati all’ambiente in tre anni di divieto.
Se il provvedimento passasse San Francisco sarebbe la prima città della California a seguire l’esempio delle cittadine delle contee di Currituck, Dare, Hyde appartenenti alla regione degli Outer Banks in North Carolina. Anche qui si tratta dell’estensione di un primo provvedimento limitato ad alcune catene che sarà effettivo dal primo ottobre 2010.
Alcuni negozi di San Francisco sono già passati dal 2007 ai sacchetti di carta. Resta a livello locale, ma non solamente, l’accusa rivolta ai sacchetti di carta, anche da parte dell’industria della plastica, che rimarca in ogni occasione quanto anche questi non siano privi di impatto per l’ambiente.
Rispetto alla soluzione in plastica la produzione di sacchetti di carta richiederebbe un maggiore consumo di acqua, un 70% di energia in più e un 50% di emissioni di gas serra in più causate dal sacchetto durante il suo ciclo di vita.
Ovviamente l’industria della plastica evidenzia i punti deboli dell’alternativa di carta e minimizza quelli riferiti alla soluzione in plastica, la non biodegradabilità del materiale, la dispersione nell’ambiente con inquinamento chimico e relativi danni tra cui anche quelli economici, le ridicole percentuali di riciclo, l’utilizzo del petrolio che è una fonte di energia in declino, ecc.
Per saperne di più leggi la valutazione di impatto ambientale riferita al sacchetto in plastica, in carta e in materiale riutilizzabile.
giovedì 5 agosto 2010
QUESTIONE “VOCEM” E “VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI”: AGGIORNAMENTO
domenica 20 giugno 2010
Vergogna
“Io so. Le prove non sono nascoste in nessuna pen-drive celata in buche sotto terra... né possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti. Le prove sono inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni”.
“Io so”, dice Saviano. Ma quanti di noi sanno? Quanti di noi hanno ripreso con le iridi lo schifo che ci circonda, ma preferiamo optare per il silenzio? E allora mi viene il forte dubbio che, forse, Gomorra, la Camorra, il Sistema... siamo anche noi.
Perché il sistema è costituito da due elementi essenziali: il sopruso e il silenzio, che compongono un entità indivisibile. Noi siamo il Silenzio, cioè un elemento imprescindibile del Sistema. Il Sistema non è costituito solo dal narco-traffico, dagli appalti truccati, dalla politica corrotta, dai rifiuti tossici che vengono seminati accanto ai cavolfiori che mangiamo a tavola...
Ogni angolo della nostra società è composto per metà da monnezza e per l’altra metà da gente muta come pesci morti da diversi giorni e che, di conseguenza, emanano un puzzo ancora peggiore. Ciascuno di questi angoli è semplicemente diviso da una bisettrice invisibile, che solo idealmente separa il male dal peggio.
Certo, sopportare è cosa diversa da imporre, ma forse se tutti insieme decidessero di non sopportare più... più nessuno potrebbe imporre alcunché.
Il fango che tiene tutti al palo da Caserta in giù (e in su...) ha travolto questa mattina il Comune di Camigliano, che in quella stessa provincia descritta dalle parole amare e cristalline di Saviano era riuscito a dimostrare, proprio lì e proprio adesso, come sia possibile amministrare con onestà, spirito di servizio e trasparenza un ente locale.
Vincenzo Cenname, fino ad oggi sindaco del paese di 1.800 abitanti, aveva interpretato il proprio ruolo di amministratore come facciamo noi dei Comuni Virtuosi e, senza tante storie o parole o proclami, si era messo a governare il territorio avendo a cuore il territorio stesso e i cittadini che lo abitano.
Una cava abusiva bloccata come primo atto dall’insediamento, 65% di raccolta differenziata, risparmio energetico negli edifici e nelle strade pubbliche, buone pratiche, progetti culturali e incentivi per i nuovi stili di vita.
Questo è stato Camigliano fino a questa mattina, quando il Prefetto di Caserta, e quindi lo Stato, ha deciso che nella provincia con la più alta densità di istituzioni colluse con il sistema camorristico, fosse giunto il momento di sciogliere il consiglio comunale e mandare a casa il sindaco più virtuoso dell’intera Campania...
In questo momento, caro Presidente Napolitano, mi sento profondamente preso in giro, amareggiato, e provo una gran vergogna, nel mio piccolo, ad essere parte integrante di quello stesso Stato che si permette di compiere una nefandezza del genere...
Il Suo silenzio è assordante, il suo silenzio è fango, è parte di quel Sistema di cui mi sento di non far più parte.
Marco Boschini, Coordinatore Associazione Comuni Virtuosi
domenica 30 maggio 2010
Nostre proposte per il piano rifiuti provinciale
Maggio 2010
All’Assessore all’Ambiente della Provincia di Benevento
e , p.c.
Proposta sul Piano Rifiuti Provinciale
Facendo seguito al confronto pubblico del 17 maggio scorso, riteniamo opportuno rappresentare la nostra posizione sul piano rifiuti della nostra Provincia.
Condividiamo e riconosciamo al piano rifiuti predisposto dalla provincia di Benevento la scelta contro l’incenerimento, l’importanza data alla raccolta differenziata, al riuso e recupero, e alla riduzione alla fonte della produzione di rifiuti, ma dobbiamo anche ribadire che sono presenti diverse criticità, a partire dall’analisi degli impianti esistenti, considerati sufficienti per il fabbisogno provinciale.
A causa del tempo trascorso fra la redazione del documento e la sua presentazione, alcuni dati sono ormai da considerare superati e non corrispondenti alla realtà (conferimenti in discarica, produzione del rifiuto in provincia, impiantistica presente ma ormai indisponibile, “capienza” residua della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, ecc.).
Il piano si presenta ancora solo come “una dichiarazione di principi ed obiettivi” e, in mancanza del piano industriale e della relativa analisi economico-finanziaria, che dovrebbe dimostrarne la “fattibilità”, non è possibile esprimere un definitivo giudizio di merito.
Invece è proprio il ritardo nella procedura, rispetto alla data, ormai prossima, dell’avvio a regime della gestione provincializzata, che desta preoccupazione.
Se gli impianti su cui fare affidamento sono quelli di Molinara, sito di compostaggio sotto sequestro, il CDR di Casalduni, da adeguare a TMB e compostaggio e comprensivo di un digestore anaerobico, la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, che presenta seri problemi di messa in sicurezza, ed altri impianti da verificare, come le isole ecologiche comunali, come si può realisticamente pensare di avviare la gestione del ciclo dei rifiuti tramite
Per non parlare delle criticità presentate da altri impianti dismessi (San Bartolomeo), che continuano ad inquinare e a richiedere interventi urgenti che riducono ancor di più le disponibilità finanziarie della Provincia.
Ciò che salta immediatamente agli occhi è proprio il problema dell’organico, pertanto la cosa più importante, secondo noi, a fare è la selezione secco-umido.
Già questo tipo di raccolta differenziata consentirebbe di gestire immediatamente la fase di transizione, in quanto la frazione umida, al netto di quella che già sarebbe assorbita dal compostaggio domestico, opportunamente stimolato ed incentivato, potrebbe essere gestita direttamente da ogni singolo comune, o da più comuni associati.
E’ necessario quindi trovare gli strumenti e le risorse per consentire ai comuni di realizzare in tempi rapidi piccoli impianti di compostaggio dimensionati sulle proprie esigenze territoriali, che darebbero la possibilità non solo di gestire questa fase transitoria ma anche di predisporre gli impianti che, a regime, risolverebbero definitivamente il problema della frazione umida, ovvero quella notoriamente più problematica, in attesa che una più spinta raccolta differenziata porti poi ad una ancora più virtuosa gestione di tutto il ciclo.
Questa soluzione permetterebbe di alleggerire anche il “carico” sulla discarica provinciale di S.Arcangelo T., sia in termini di quantitativi che qualitativi (conferito privo della frazione umida, ovvero quella più inquinante).
La successiva attività di trattamento dell’indifferenziato, privo però dell’organico, sarebbe enormemente più semplice.
Nello stesso tempo il sito di Molinara sarebbe in grado di accettare anche carichi di frazione umida proveniente da fuori provincia allorquando, come purtroppo spesso avviene, la nostra provincia è chiamata a farsene carico (naturalmente solo se il materiale da conferire è differenziato correttamente ed idoneo al compostaggio).
A questo punto ci sembra che una soluzione possa essere quella di “valorizzare” maggiormente il ruolo dei comuni senza costringerli ad una adesione coattiva e non negoziata alla società provinciale.
Un'efficace gestione dei rifiuti, infatti, non può prescindere, da un lato, dal massimo coinvolgimento delle amministrazioni comunali (e, conseguentemente, dei cittadini) e, dall'altro, dalla loro responsabilizzazione e dalla possibilità di gestire in autonomia tutte o parte delle attività relative al proprio territorio (raccolta “porta a porta” con personale proprio, realizzazione di piccoli impianti di compostaggio, scelta del soggetto cui conferire il materiale differenziato raccolto). Riteniamo che la scelta delle amministrazioni comunali debba essere dettata dalla convenienza economica relativa alle possibilità offerte dal mercato, e che non ci debba essere, invece, un obbligo di adesione alla filiera proposta dall'”azienda provinciale” che rischia di diventare un “carrozzone” ancora più inefficiente degli stessi consorzi.
D’altra parte, in attesa che il modello ipotizzato dal piano vada a regime, i Comuni già stanno provvedendo autonomamente; e se avranno organizzato una gestione virtuosa, magari con bassi costi per i cittadini, non sarebbe razionale azzerare completamente queste esperienze per imporre un passaggio “coattivo” alla gestione provinciale.
In effetti si tratta della posizione del Sindaco di Camigliano (CE), che sta difendendo il sistema virtuoso posto in essere nel suo comune, con risultati eccellenti (65% di raccolta differenziata, con ulteriori misure già progettate per aumentare ulteriormente questa percentuale), e con costi assai ridotti per i cittadini, e che ritiene che la provincia debba provvedere solo alla gestione degli impianti.
Dunque ci sembra ragionevole chiedere che il piano venga integrato e modificato puntando sulla massima responsabilizzazione dei comuni prevedendo, anche a regime, una sinergia con la provincia, nella quale quest’ultima, oltre alla gestione degli impianti (Casalduni, S.Arcangelo T., Molinara, …), assuma solo compiti di indirizzo, coordinamento e vigilanza dell’azione dei comuni.
Certamente si può ipotizzare anche un “potere di avocazione” da parte della Provincia rispetto ai comuni che non rispetteranno gli “standards” indicati dal piano.
Al fine di garantire la sicurezza del sistema di raccolta e conferimento, ed impedire illeciti, non solo ambientali, chiediamo inoltre che la provincia attivi immediatamente il sistema di controllo denominato SISTRI (messo a punto da CNR-ISPRA), già sperimentato con successo in Puglia. Si tratta di un protocollo innovativo, che si auto-sostiene economicamente, e che è in grado di proteggere efficacemente il territorio da “sversamenti” illegali di rifiuti, controllando dal “produttore” al conferimento finale tutto il percorso dei rifiuti, informatizzando anche la modulistica (MUD) e quindi consentendo un controllo in tempo reale.
Restando a disposizione per ogni eventuale chiarimento e ulteriore confronto o approfondimento, porgiamo i nostri più cordiali saluti.
venerdì 14 maggio 2010
Ciclo di incontri su consumo consapevole e sostenibilita' ambientale
Pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" del 15 maggio un articolo su Camigliano e sulla battaglia della sua amministrazione comunale sui rifiuti.
martedì 4 maggio 2010
Acqua bene comune: 1 e 2 maggio firma a San Salvatore Telesino
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari contro la privatizzazione della gestione dell’acqua.
Il 01 e 02 maggio la raccolta firme per i 3 referendum passa per i banchetti di S.Salvatore Telesino.
I Comitati civici di San Salvatore Telesino e Guardia Sanframondi e Cittadini in Movimento hanno aderito al Comitato nazionale per la campagna referendaria per dare il loro contributo a questa battaglia che, a partire dalla difesa di un bene essenziale e diritto universale dell’uomo, vuole rilanciare la difesa dell’ambiente e dei beni e servizi pubblici, sempre più negati in nome del profitto di pochi speculatori.
I beni essenziali alla vita non possono essere piegati alla logica della speculazione e del mercato.
Per approfondimenti e dettagli sulla campagna visita il sito: www.acquabenecomune.org
PS: al banchetto munirsi di un documento di riconoscimento
FIRMIAMO TUTTI PER L’ACQUA BENE COMUNE
_______________________
Sabato 1 Maggio
San Salvatore Telesino
Largo Chiesa 17.30-19.00
_______________________
Domenica 2 Maggio
San Salvatore Telesino
Piazza Nazionale 10.00-13.00
I Comitati civici di San Salvatore Telesino e Guardia Sanframondi e Cittadini in Movimento
giovedì 29 aprile 2010
IL CONSIGLIO COMUNALE DECIDE LA VENDITA DEL LOTTO DI TERRENO IN LOCALITA' "ACQUA FETENTE" PER FARE CASSA.
E' stato infatti adottato il piano di alienazione, che prevede questa dismissione, con tanto di progetto per la realizzazione di due edifici con locali commerciali, residence ed appartamenti, necessaria, a detta della maggioranza, per "pareggiare" il bilancio di previsione con un'entrata "straordinaria" tale da consentire il "ripianamento" del "debito" (?) relativo ai fondi ex legge 219/81.
Secondo la minoranza, che ha formalizzato la propria contrarietà a tale decisione, la questione poteva e doveva essere ben risolta in altro modo.
Anche "Cittadini in Movimento" ribadisce la propria opposizione, e si riserva di approfondire tutti gli aspetti della vicenda.
Per il momento chiediamo l'immediata pubblicazione, sul sito internet del Comune, sia del bilancio di presivisione 2010 che del piano di alienazione, incluso il progetto "edificatorio" relativo al lotto da vendere.
domenica 18 aprile 2010
AVVIO DELLA CONSULTA AMBIENTALE: LE NOSTRE IMPRESSIONI.
Anche per noi è così, e non può essere altrimenti, dovendo porsi come uno strumento orizzontale, non verticistico, in cui ogni persona (bambini, giovani, anziani) deve essere rappresentata rispetto ai suoi bisogni e ai suoi diritti fondamentali. La Consulta deve inoltre divenire uno strumento stabile di partecipazione, non legato ai destini della singola consiliatura.
E’ stato dato ampio spazio agli interventi dei cittadini, e crediamo che ciò sia stato molto positivo. Riteniamo che sarebbe stata utile, tuttavia, che fosse emerso con ancora maggiore chiarezza cosa è, e come dovrà operare la Consulta, e, soprattutto, quali potrebbero essere le modalità di confronto e “scambio” con l’Amministrazione, quali sono i tempi di “attuazione” previsti, e quali gli strumenti che saranno messi a disposizione.
Il timore, infatti, è che si pensi alla Consulta solo come ad uno strumento di comunicazione ai cittadini rispetto all’attività di “governo del territorio”, e magari solo in materia ambientale, mentre è evidente che il Comune, in ogni caso, deve fare ogni sforzo per ricercare ed attuare propri canali di informazione verso la cittadinanza.
Ad esempio, è improcrastinabile, a nostro avviso, un confronto generale con i cittadini sull’azione amministrativa di questi mesi e sullo “stato di avanzamento” nell’attuazione del programma, e questo a prescindere dal percorso partecipato che si vorrà fare con la Consulta.
Tutta L’amministrazione, cioè, deve fare proprio, in tutti campi e per ogni tematica, il metodo della partecipazione reale ed effettiva dei cittadini, anche organizzando frequenti momenti assembleari dove non soltanto informare, ma anche recepire le istanze orizzontali che vengono dal basso.
Ieri abbiamo voluto anche ricordare con delle fotografie alle pareti alcune “criticità ambientali” e, come ci aspettavamo, quelle immagini hanno suscitato molto interesse e discussioni fra i cittadini, segnale indiscutibile sul fatto che le persone hanno ben presenti i problemi, e questa è una risorsa che non può essere lasciata a se stessa.
L’intervento dell’Arch. Vallone ha evidenziato fra l’altro che il comune di San Salvatore Telesino ha già adottato le linee guida per l’applicazione del “piano casa” e, infatti, la relativa delibera del Consiglio Comunale è pubblicata sul sito da un po’ di tempo, ma l’Amministrazione non ha ritenuto, per una tematica così importante, di avere un confronto con i cittadini, né preliminare, né successivo all’approvazione dell’atto.
Se lo avessero fatto avremmo potuto far presente che, così come ci si è preoccupati di salvaguardare il centro storico e la “zona industriale”, così pure andava fatta una riflessione sull’”area archeologica”, e che era l’occasione questa per introdurre subito più precisi obblighi in materia di interventi per il risparmio energetico degli edifici.
Nell’incontro di ieri sera l’Assessore alla cultura ha giustamente richiamato la necessità di tutelare, con l’ambiente, anche la nostra memoria storica: ebbene, è necessario ed irrinunciabile che, anche quando si prendono decisioni che riguardano le trasformazioni del territorio, e l’urbanistica in particolare, bisogna tener conto di questa esigenza.
Inoltre, da mesi stiamo aspettando, e chiedendo, alla nuova Amministrazione un confronto preliminare sul “prossimo P.U.C.”, giustamente invocato anche dall’Arch. Vallone, ma fino ad ora senza esito.
Tuttavia, precisi impegni sono stati pubblicamente assunti, e ci aspettiamo che prestissimo si possa passare alla fase esecutiva del progetto.
Come abbiamo sempre detto, la tutela dell’ambiente, inteso nella sua accezione più ampia, e la partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative, sono fondamentali per avviare un percorso virtuoso che, pur tenendo conto della necessaria tempestività con cui si devono affrontare le varie problematiche che si presentano ai funzionari del Comune ed agli amministratori, possa garantire a tutti i cittadini di San Salvatore Telesino che vengano comunque prese sempre le decisioni migliori per l’interesse di tutta la Comunità.
In particolare ci riferiamo alle attività di pianificazione territoriale e di programmazione, ma riteniamo che, progressivamente, anche ogni più piccola scelta, pur senza essere sempre sottoposta ad un percorso di partecipazione e confronto, debba essere fatta preoccupandosi che sia coerente e congruente con l’obiettivo d garantire la sostenibilità ambientale e non solo quella economica.
Intendiamo dire che, così come ci si preoccupa di avere la “copertura finanziaria” per sostenere determinate attività ed iniziative, allo stesso modo ci si deve istintivamente preoccupare del fatto che le scelte amministrative siano sostenibili dal punto di vista ambientale, che non arrechino danno alla salute e alle nostre risorse naturalistiche, storiche, archeologiche, che preservino anche la capacità di produzione agricola del territorio e, soprattutto, che non vadano a pregiudicare gli interessi delle future generazioni.
Tutto questo hanno voluto dire i cittadini all’Amministrazione, che pure ha avuto il merito di aprirsi all’ascolto.
Che si riesca a concretizzare effettivamente questa idea, così innovativa per le nostre zone, ma ormai prassi in altri contesti, nemmeno tanto lontani, è interesse di tutti, e la costituzione della Consulta potrebbe trasformare, finalmente, la necessità alla partecipazione in diritto alla partecipazione.
Una partecipazione propositiva, in grado di incidere sulla determinazione dei processi decisionali e delle politiche pubbliche, consapevole dei propri strumenti normativi.
Una partecipazione “informata”, in grado di porre in essere, sin dalla fase iniziale dei procedimenti politico-amministrativi, un maturo e costruttivo contraddittorio.
La Consulta deve valorizzare le espressioni di cittadinanza attiva e dei saperi diffusi, dei saperi produttivi, comunicativi, ambientali, relazionali; saperi che si vanno esplicando in processi cognitivi innovativi e chepromovono stili di vita attenti alla cura del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.
Per Cittadini in Movimento, la Consulta Ambientale va intesa come uno strumento di rivitalizzazione della vita democratica, essa è anzi necessaria per far fronte alla crisi della democrazia rappresentativa, spesso occupata da gruppi e gruppetti che si contendono il potere.
Bisogna naturalmente evitare che essa si trasformi in “campagne di promozione” per progetti che non salvaguardano affatto il territorio e, dunque, lavoreremo perché avvii una partecipazione politica, sociale, culturale, tecnica, giuridica, in grado arricchire il processo di elaborazione e determinazione delle politiche pubbliche.
Essa va interpretata come un luogo di democrazia vera, di spazio di crescita e comprensione reciproca per le diverse componenti sociali che contribuiscono quotidianamente a trasformare il territorio.
Dunque, è necessario che tutti diano il loro contributo, ognuno con le proprie competenze, e, preliminarmente, occorre costruire insieme un metodo di lavoro che consenta di garantire effettiva partecipazione e concretezza. Diversi interventi dei cittadini hanno focalizzato la necessità di dare ascolto alle persone, di capire fino in fondo qual è la percezione che esse hanno dell’ambiente in cui vivono, individuare risorse e criticità, anche tramite il coinvolgimento delle scuole. Si è ricordato, ad esempio, che in molte realtà amministrative è ormai prassi acclarata il coinvolgimento dei bambini nella predisposizione del PUC.
Ci sentiamo anche di auspicare che il nostro Comune possa essere anche d’esempio a quelli vicini e, magari, che in tutta la Valle Telesina si avviino analoghi percorsi di partecipazione democratica, perché, come giustamente hanno fatto notare alcuni interventi, le emergenze ambientali non rispettano i confini comunali.
Cittadini in Movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva
