domenica 27 gennaio 2013

Crisi politica a San Salvatore: ma che soluzione originale (un bel rimpasto)!

 Dopo tutto quello che abbiamo sentito nell'ultima parte del Consiglio Comunale del 28 dicembre, il nostro sindaco e la sua maggioranza, come ampiamente previsto, e senza alcuna spiegazione, si sono limitati a pubblicare sul sito internet del comune due “fredde” ordinanze con le quali sono stati nominati due nuovi assessori al posto degli “uscenti” Iacobelli e Iaquinto.
Non sono state tuttavia pubblicate (chissà perché), le due ordinanze con le quali sono state invece tolte le deleghe assessoriali ai due consiglieri di maggioranza “dissidenti”.
Per il 29 gennaio, dopo un mese dal precedente, è stato invece convocata una nuova seduta del consiglio comunale nel quale sarà data comunicazione della “revoca e nomina assessori” e dovranno essere approvati il “regolamento sul sistema dei controlli interni” (in effetti non sembra che finora abbiano funzionato granché, stando alle accuse di Iaquinto e Iacobelli!) e lo statuto e lo schema di atto costitutivo dell’unione dei comuni “Città telesina”.

Non possiamo che augurarci che il sindaco, nel corso della seduta, dia quantomeno delle spiegazioni rispetto alle gravissime accuse ricevute dai suoi ormai ex assessori.

Ci auguriamo inoltre che Leucio Iacobelli e Domenico Iaquinto illustrino meglio i loro motivi di dissenso soprattutto per quanto riguarda le accuse di spese fuori controllo, in particolare per la gestione dei rifiuti. Siamo convinti che, avendo essi sentito fortemente il bisogno di più democrazia e partecipazione all’interno del gruppo di potere dell’amministrazione, tanto da essere tacciati di utopia, sapranno approfittare dell’occasione per dimostrare ai cittadini che quei nobili sentimenti di libertà, l’anelito alla democrazia, il bisogno di condivisione che li hanno portati a un così clamoroso dissenso siano effettivamente sentiti e desiderino condividerli con i loro concittadini.

In ogni caso, anche in questa occasione la maggioranza ha dimostrato la sua incapacità di rispettare gli impegni elettorali e programmatici, senza essere nemmeno in grado di giustificare la grave crisi creatasi al suo interno e le altrettanto gravi motivazioni di natura democratica ed economica.

Noi continuiamo a ritenere che sia dovere del Sindaco e della Giunta dare delle spiegazioni, e pubblicare un prospetto dettagliato di tutte le spese sostenute dal nostro Comune nel 2012 (analiticamente distinte), con indicazione anche dei risultati che si ritiene di aver conseguito con ogni singola spesa discrezionale, a cominciare dalle consulenze esterne e dall’assunzione a tempo determinato e parziale di un nuovo tecnico, mortificando, peraltro, la professionalità dei dipendenti del comune, accusati tempo fa di “mancanze” gravissime e, sembra, addirittura denunciati, senza che, a quanto se ne sa, vi siano stati riscontri a tali accuse.

Un’altra questione che dovrebbe essere oggetto di informativa è quella relativa alle antenne per le quali è stato commissionato a un professionista esterno,  e poi approvato, un regolamento. Lo stesso professionista  è stato incaricato e pagato per l’istruttoria delle pratiche di autorizzazione, anche a sanatoria, e ancora non si conoscono i risultati di questo “investimento”.

A proposito! Si può sapere, in tema di spese, come sono stati utilizzati gli oltre 800 mila euro incassati con la vendita del terreno in località “acqua fetente”?

Intanto, giusto per non smentirsi riguardo a trasparenza e partecipazione:
-       nel prossimo consiglio comunale sarà approvato lo statuto della cosiddetta “città telesina” senza neanche averlo né pubblicizzato né tanto meno discusso, e facendo quindi peggio, se possibile, persino di quanto fatto con lo statuto comunale;
-       è già stato approvato in una precedente seduta del consiglio comunale un Piano di azione per l’energia sostenibile, senza pubblicizzarne i contenuti, né gli eventuali sviluppi in merito (azioni concrete poste in essere);
-       nessun impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è stato realizzato;
-       gli atti dell’albo pretorio (ribadiamo) non sono più consultabili sul sito internet del comune oltre i 15 giorni di pubblicazione, nè sono resi disponibili gli allegati alle delibere;
-       del piano rifiuti (per la cui redazione è stato incaricato un tecnico esterno) che l'assessore Pucino aveva sottoposto anche all'attenzione della consulta ambientale, non s'è saputo più nulla (anche perché si è “pensato bene” di delegare il tutto alla città telesina, e quindi al sindaco di Telese Terme, che la guiderà per i primi 5 anni!);
-       dalla minoranza, sempre pronta in passato ad infilarsi anche in contraddizioni minori, non arriva alcuna reazione degna della crisi in atto (chissà perchè)

La performance di questa amministrazione somiglia sempre più a un fallimento rispetto agli obiettivi sbandierati prima delle elezioni.
Eppure sembra già quasi di sentirli, nella prossima campagna elettorale, a cercare alibi e colpe altrui per giustificare la loro incapacità di realizzare il programma e mantenere gli impegni presi con i cittadini.
Non siamo tanto utopistici da credere che questa situazione, pur così grave, porterà a chiarimenti e cambiamenti nell’Amministrazione, ma continuiamo a credere che la necessità di un radicale rinnovamento della vita politica e amministrativa debba spingere tutti i cittadini ad attivarsi per renderlo possibile.

 PS: Qualche strumento in più, intanto, sembra arrivare da altrove
Chiedere alla pubblica amministrazione di rendere conto ai propri cittadini del proprio operato, senza avere un interesse specifico, è una possibilità garantita ai cittadini italiani da una nuova norma introdotta dal governo con l’art.18 del Decreto legge 83/2012, convertito nella legge 134/2012 che introduce una pratica destinata a rendere trasparenti ed espliciti i rapporti economici tra pubblico e privato.
Nello specifico, questo articolo prevede che a partire dal 1° gennaio 2013, pena l’invalidità dei contratti stipulati dalla pubblica amministrazione, le informazioni salienti riguardanti «la concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a enti pubblici o privati… sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet».



venerdì 4 gennaio 2013

DIECI DOMANDE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI S. SALVATORE TELESINO



Visto quanto è successo nel Consiglio Comunale del 28 dicembre scorso, di cui ha già scritto il consigliere di minoranza Giuseppe Creta (link), considerata la durezza delle parole ed espressioni che abbiamo ascoltato, sorgono spontanee alcune domande.

1.      Come mai è stato reso manifesto solo adesso un malessere così ampio (“… mancanza di collegialità …”, “… sterili personalismi …”, “… galleggiare indecorosamente verso la fine …”, “… mancanza di rispetto per tutti i componenti della giunta …”, “… parzialità …”, “… salvare le vostre amate poltrone …”) da parte di una significativa componente della maggioranza verso il Sindaco ed altri assessori?
2.      Considerata anche la gravità delle accuse degli assessori Iaquinto e Iacobelli, nonché del consigliere di maggioranza Gaetano, perché il sindaco ha ritenuto di non rispondere subito alle contestazioni?
3.      I due assessori dissidenti, non avendo avuto risposte sul merito delle contestazioni, non ritengono di doversi dimettere dalla giunta? Oppure, dato che vengono fuori dopo ben 4 anni, si tratta di semplici distinguo sterili e funzionali a calcoli elettorali?
4.      I componenti della maggioranza, che hanno ritenuto di esprimere così platealmente e pubblicamente il loro dissenso rispetto alla proposta terza variazione al bilancio 2012, hanno anche fatto dei “calcoli” rispetto ai voti necessari affinché quel punto all’ordine del giorno potesse comunque essere approvato, evitando di provocare una crisi e lasciando al sindaco la responsabilità di decidere successivamente il da farsi?
5.      I due assessori dissidenti come intendono rispondere al capogruppo di maggioranza Iatomasi, che nella sua replica li ha accusati di non essere stati capaci di spendere i soldi che erano stati assegnati ai capitoli di loro competenza?
6.      Cosa c’era scritto nel prospetto che l’assessore Iacobelli ha cercato di illustrare dopo l’intervento di Iatomasi?
7.      Perché, nonostante le promesse elettorali in materia, non sono stati introdotti correttivi all’attuale regime di determinazione della tassa sui rifiuti solidi urbani per tener conto dei rifiuti realmente conferiti da ogni singola utenza?
8.      L’accusa principale fatta al sindaco dai due assessori dissidenti è stata quella di mancanza di collegialità/trasparenza nella gestione del bilancio e di favoritismo verso le richieste economiche di altri assessori nella distribuzione delle risorse. D’altra parte, l’assessore Iaquinto sembra sia stato tacciato dal sindaco di utopismo a seguito delle sue rimostranze!  Non ritiene la maggioranza tutta di aver fallito proprio rispetto agli impegni elettorali che maggiormente avevano marcato il suo proporsi come alternativa rispetto alle passate amministrazioni?
9.      Non sono troppe le variazioni di bilancio che si sono avvicendate in quest’anno e negli anni precedenti ? Non si fa in tempo ad approvarne una che già è pronta la prossima.  A cosa attribuirle, se non alla mancanza di capacità di programmazione?
10.  E’ possibile rendere pubblico un prospetto dettagliato di tutte le spese sostenute dal nostro Comune nel 2012 (analiticamente distinte), con indicazione anche dei risultati che si ritiene di aver conseguito con ogni singola spesa discrezionale, a cominciare dalle consulenze esterne?
Infine, una domanda che poniamo ai nostri concittadini. Viste le ultime vicende, parlare di elezioni comunali anticipate (potrebbe essere la seconda volta consecutiva) è da considerarsi come un’ipotesi possibile se non probabile, e per certi versi auspicabile: tenuto conto che anche gli attuali consiglieri di minoranza, l’ex sindaco Creta primo fra tutti, sono stati già direttamente impegnati, anche come assessori, in precedenti amministrazioni, non ritengono i cittadini di San Salvatore che sia il caso di smettere di delegare completamente l’amministrazione della cosa pubblica sempre alle stesse persone, e che ci si debba invece impegnare direttamente, partecipando attivamente alla vita politica e sociale del nostro paese?
Ci piacerebbe avere le risposte a queste e a tante altre domande in un pubblico dibattito in cui, oltre a fare il punto della situazione rispetto agli impegni che l’attuale maggioranza si era assunta, i cittadini possano esprimere, sempre pubblicamente, come hanno percepito e come valutano l’azione politica di questa amministrazione, e cosa si aspettano per il futuro da chi chiederà di essere eletto per servire la nostra comunità.
Rendere e chiedere conto: non sono, rispettivamente, un atto dovuto per chi amministra un Comune ed un diritto per chi ne è amministrato?

sabato 13 ottobre 2012

UN LUCCHETTO ALLA TRASPARENZA?


Negli ultimi giorni l’accesso all’albo pretorio on line sul sito del comune di San Salvatore Telesino risulta bloccato e condizionato alla preventiva registrazione che, dopo l’inserimento dei propri dati su un modulo peraltro al momento non attivo, prevedrebbe anche l’obbligo di recarsi fisicamente presso gli uffici del comune per attivare l’account.
Trasparenza vigilata?



Ci chiediamo: se non si tratta di un errore tecnico, che sarà prontamente eliminato, qual è il motivo di tale novità?
 Abbiamo più volte scritto che il concetto di trasparenza, come chiaramente espresso dalle norme in vigore, non si presta a interpretazioni da parte di chi è tenuto solo a consentire un accesso totale agli atti della pubblica amministrazione, anche senza dover dimostrare alcun interesse diretto.
Dunque quel lucchetto e il blocco all’accesso alle delibere e determine del comune dal sito internet (pubblicazione introdotta dal commissario prefettizio nel 2008) non sono borderline, ma sono semplicemente inaccettabili . Condizionare l’accesso ad una registrazione come attualmente previsto (http://servizi1.cstsannio.it:8080/sansalvatore/faces/index_log.xhtml), con la conseguenza di poter “tracciare” gli accessi, non ci sembra né utile né opportuno.

D’altra parte, leggendo quanto correttamente riportato anche nella pagina di “benvenuto al portale servizi on line”, è evidente che non può trattarsi altro che di un errore.



Confidiamo quindi nell’immediata rimozione del blocco attualmente presente, anche se per i nostri amministratori la trasparenza sembra essere come la libertà cantata da De André ne “il suonatore Jones”: “protetta” da un filo spinato. Qui è stato anche messo il cartello “vietato l’ingresso alla partecipazione”.
Pubblicare i propri atti sul sito e poi limitarne l’accesso è in linea con l’aver voluto la costituzione della consulta ambientale e l’averla regolarmente ignorata, fino a farla praticamente morire di inedia.

mercoledì 25 gennaio 2012

URBANISTICA: TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE SONO PRESUPPOSTI IRRINUNCIABILI.


Abbiamo letto con una certa inquietudine la determinazione del 29.12.2011 dell’area tecnica/manutentiva del comune di San Salvatore Telesino, già da alcuni giorni pubblicata all’albo pretorio del sito istituzionale con protocollo n. 12086, relativa alla “rielaborazione del piano urbanistico comunale con procedura partecipativa – approvazione atto integrativo alla convenzione originaria ed affidamento incarico professionale”.

A parte il fatto che di “partecipativo” finora si è visto ben poco, al netto delle inutili ripetizioni e degli errori presenti nella determinazione a firma dell'assessore e responsabile di area tecnica Arch. Leucio Iacobelli, apprendiamo con sconcerto da questo ulteriore atto che bisognerà spendere altri 27 mila euro + IVA e cassa previdenziale per “adeguare” un Piano Urbanistico Comunale ormai in redazione dal 2006 ma di cui, dopo sei anni dall'affidamento dell'incarico, noi cittadini non abbiamo ancora visto nulla.

Intanto la convenzione per la redazione del piano è stata “modificata” cambiando il “contraente”: non più il Prof. Ferrigni, ma un'associazione temporanea di professionisti (TEC.TER.TEL. - Tecnici per il Territorio Telesino !?) di cui lo stesso Ferrigni sarebbe il capogruppo.

Inoltre, dopo soli tre mesi dall'approvazione di una variante al vigente PRG che di fatto “calpesta” le indicazioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (i terreni in località acqua fetente recentemente aggiudicati all'asta a scopo edificatorio ricadono in area vincolata, e quindi inedificabile, del P.T.C.P.!), si sostiene che bisogna incrementare il compenso del tecnico incaricato, oltre che per la redazione di elaborati inizialmente non previsti, anche per verificare la compatibilità del redigendo P.U.C. al P.T.C.P.!

Una motivazione davvero singolare: se il piano deve essere ancora redatto, non è ovvio che lo si debba fare in conformità agli strumenti di pianificazione di livello superiore?

O dobbiamo cominciare a pensare che il piano sia già stato redatto e consegnato, ed è attualmente oggetto di discussioni “non pubbliche” fra “addetti ai lavori”?

Spesso in Italia, negli ultimi anni, abbiamo dovuto constatare uno stretto legame fra l'assenza di fatto della politica partecipata, pubblica, programmata ed ispirata da una idea condivisa del futuro, e gli ampi “spazi” di cui hanno potuto godere gli speculatori e tutti quelli che pensano non al bene comune ma solo a farsi gli affari propri.


Ad avvalorare questa seconda, inaccettabile ipotesi, nella delibera di Iacobelli vediamo citate le norme di attuazione del Piano “già consegnate nel 2007” (prima dunque che ci fosse quello che è a tutt'oggi l'unico incontro pubblico, organizzato ad inizio 2008 dall'allora sindaco Creta?): se si tratta di quelle che abbiamo avuto modo di vedere tempo fa insieme al regolamento edilizio, datate però novembre 2008, e di cui abbiamo già riferito (leggi), allora non ci siamo proprio. L'assessore Pucino, che ci aveva fornito quei documenti, evidentemente d'accordo con il nostro giudizio del tutto negativo, aveva assicurato che sarebbero stati completamente rivisti. Ora scopriamo invece che, almeno secondo Iacobelli, essi devono solo essere adeguati al PTCP!

Nel nostro documento di dicembre 2009 avevamo già denunciato che quelle norme erano completamente appiattite sul modello urbanistico della vicina Telese Terme, dove tanto scempio è stato fatto del territorio, favorendo speculazioni edilizie alienanti e favorendo un'architettura veramente di pessima qualità, altamente impattante e di scarsa presa anche sul mercato.

D'altra parte anche l'arch. Iacobelli avrà lavorato come progettista a Telese nel recente passato applicando quel piano, redatto dallo stesso Ferrigni. Non è che, come amministratore, condivide quel modello di “sviluppo”, quel tipo di “gestione del territorio” e di “politica edilizia”?

E tutti gli altri consiglieri, di maggioranza e di minoranza, che ne pensano? Perché non si sono mai espressi pubblicamente in merito? Possiamo sapere qual'é il futuro del nostro territorio che ognuno di loro immagina?

Noi siamo per un P.U.C. che si ispiri a quello di Cassinetta di Lugagnano e lo abbiamo sempre detto (siamo cioè per fermare, o quanto meno limitare, il consumo di suolo), ma vorremmo discuterne apertamente e pubblicamente, dati alla mano (evoluzione demografica del nostro comune, analisi dell'edilizia esistente, …), insieme a tutti i cittadini di San Salvatore interessati al loro futuro, con i tecnici, con le associazioni di categoria e, naturalmente, con l'ing. Ferrigni e con i nostri amministratori.

Cominciamo invece a temere che da un momento all'altro ci presenteranno (leggi imporranno) un piano bello (si fa per dire) e fatto, concedendo i rituali 30 – 60 giorni per le osservazioni, di cui, come al solito, si infischieranno altamente.

L'unica cosa che ci conforta è l'aver visto, il 19 gennaio scorso, il Prof. Ferruccio Ferrigni vicino a Serge Latouche, forse un po' “fuori contesto”, ma comunque ascoltatore attento, mentre l'economista e filosofo francese, illustrava le sue teorie, conosciute in tutta Europa, e in qualche caso egregiamente applicate, come per esempio nelle città di transizione inglesi, sulla insostenibilità degli attuali modelli di sviluppo, sull'inganno e pericolosità della crescita illimitata, e sulla necessità di un completo ripensamento dei modelli economici occidentali.

Lo stesso Ferrigni, nel suo intervento nella tavola rotonda alla quale ha partecipato insieme a Latouche, ha dovuto riconoscere l'incompatibilità dei piani urbanistici pensati unicamente per regolamentare lo sviluppo, quindi la crescita delle città, con la situazione attuale dell'ambiente e dell'economia.

Speriamo quindi che Ferrigni, ispirato dalle parole illuminate di Latouche, possa convincere i nostri amministratori ad avviare immediatamente un serio confronto con i cittadini per individuare ex ante, e con trasparenza, gli obiettivi che il P.U.C. dovrà porsi, prima di definire le scelte operative.

Non possiamo che insistere, quindi, affinché venga immediatamente ripreso dove si era interrotto nel 2008, il confronto pubblico fra amministrazione, tecnici e cittadini, per avviare un vero percorso partecipato, che porti alla redazione di un piano urbanistico comunale veramente appropriato alla nostra realtà, che orienti l'economia e l'edilizia sul recupero urbanistico ed architettonico e l'efficientamento energetico delle strutture già esistenti, su nuovi edifici per residenza e attività economiche a piccola scala, sulla tutela del suolo e la salvaguardia del paesaggio, rifiutando un modello inumano, e disumanizzante, come quello sperimentato a Telese Terme.

venerdì 6 gennaio 2012

PRESTO DUE NUOVE COSTRUZIONI PRIVATE SULLE SPONDE DEL GRASSANO

Più volte abbiamo ricordato che la responsabilità delle decisioni dei politici è anche dell'indifferenza dei cittadini che rinunziano al loro diritto alla partecipazione.

Negli ultimi giorni dell'anno appena finito, i due lotti dell'asta voluta dal Comune di San Salvatore Telesino per alienare un appezzamento di terreno al confine con il Comune di Telese Terme, lungo il corso del torrente Grassano (“recuperato” da una lunga “occupazione” e, solo fino al prossimo 30.01.2011, concesso in uso al comune di Telese come parcheggio per il mercato), sono stati aggiudicati a due professionisti/commercianti (uno con attività a San Salvatore Telesino e l'altro a Telese Terme), per un importo complessivo di 807.920,00 euro.

Questi soldi dovrebbero presto entrare nelle casse del Comune e consentire la sistemazione del bilancio, sofferente per pregressi debiti risalenti ormai ad almeno tre anni fa, come hanno riferito i nostri attuali amministratori comunali di maggioranza. L'ex Sindaco Creta ha però sempre contestato questa versione e accusa anzi la nuova amministrativa di cattiva gestione.

Ma né gli uni né gli altri sono stati mai capaci di farci capire come stanno veramente le cose.

Fatto sta che le sofferenze delle casse comunali sono state il pretesto per vendere quei terreni e consentire su di essi una “speculazione” privata a danno, secondo noi, del pubblico interesse (alla conservazione di aree di interesse naturalistico e alla tutela del paesaggio, …), come abbiamo ampiamente spiegato nei nostri precedenti interventi. E questo per responsabilità anche dei cittadini di San Salvatore Telesino e di Telese Terme, che si sono in gran parte disinteressati della questione, o che hanno ritenuto non valesse la pena di esprimere la propria opinione in proposito o che non hanno avuto la forza, o la voglia, o la libertà, di farlo.

Infatti, grazie anche a questo silenzio, i nostri amministratori, così come hanno chiaramente detto in più occasioni, hanno potuto convincersi che questa operazione, al di là della “pregiudiziale” opposizione di pochissimi cittadini, non potesse assolutamente nuocere al loro consenso e sono andati avanti.

In questo senso, come già detto, la responsabilità delle scelte delle nostre amministrazioni comunali, almeno quelle di cui se ne ha cognizione grazie alle vigenti norme sulla trasparenza dell'azione amministrativa degli enti pubblici, è non solo dei politici e dei dirigenti che le approvano nelle sedi competenti (consigli comunali, giunte, commissioni, …) ma anche dei cittadini che rinunziano al loro diritto alla partecipazione.

In una recente pubblicazione di Bollati Boringhieri (DEMOCRAZIA), Gherardo Colombo, ex magistrato della Procura della Repubblica di Milano, nel capitolo dedicato alla “sostanza” della democrazia, sostiene che non ci può essere libertà senza responsabilità e, quindi, che la qualità delle leggi (e anche, aggiungo io, dell'azione di un Governo, o di un ente locale), dipende anche dalla capacità degli elettori di esercitare un'efficace controllo ed indirizzo della “condotta” degli eletti.

L'attuale amministrazione ha davanti a sé ancora quasi due anni e mezzo di mandato, con un nuovo strumento urbanistico da approvare, l'unione dei comuni da concretizzare, tre bilanci da gestire, …

Insomma le scelte di questi amministratori, che fino ad ora poco hanno rispettato, a nostro avviso, gli impegni di programma, avranno conseguenze ancora per molti anni sulle condizioni di vita della nostra Comunità. Per questo noi continueremo, per quanto ci è possibile, a esprimere il nostro dissenso rispetto alle decisioni che non possiamo condividere (come per esempio le spese per gli ulteriori recenti incarichi fiduciari affidati a tecnici esterni), e a fare le nostre proposte alternative.

E quindi continueremo a seguire l'azione di questa amministrazione e a fare informazione critica.

A seguire riportiamo quindi una breve sintesi di quanto abbiamo appreso nel corso del consiglio comunale del 29 dicembre scorso, insolitamente seguito da numerosi cittadini.

I lavori sono iniziati con un’accesa discussione sull'approvazione del verbale del consiglio del 30.09.2011 in merito ad una tabella che non sarebbe stata “sul tavolo della precedente seduta”, e poi sarebbe stata allegata alla versione definitiva della delibera con un elenco di beneficiari di contributi del terremoto: abbiamo sentito reciproche accuse di “falso in atto pubblico” e di “calunnia”.

All'ordine del giorno, come anticipato dal consigliere di minoranza Creta in un comunicato su “Vivitelese”, c'erano poi un'interrogazione e due interpellanze della minoranza.

Per quanto riguarda la prima, il sindaco Izzo ha sostenuto che “è normale” che ci siano “gruppi di potere” negli uffici pubblici e che spetta all'amministrazione vigilare per evitare "degenerazioni"! Inoltre ha detto che non sempre le direttive dell'attuale maggioranza sono state rispettate, ma senza precisare chi, come e quando se ne sia “discostato”.

Sulle interpellanze, dopo le solite schermaglie dialettiche fra il consigliere di minoranza ragionier Creta e il capogruppo di maggioranza ragionier Iatomasi (platealmente accusato dallo stesso Creta di essere un incompetente, nel senso di non competente, in materia di contabilità pubblica), s'è capito che mancherebbero le determinazioni dei responsabili (effettivamente necessarie per legge) relative all'annullamento di vecchi residui passivi, ma non è stato detto a quali “debiti” erano riferiti i residui che sono stati eliminati in quanto mancherebbero gli atti giustificativi.

Il Presidente del Consiglio, nonché Assessore all'Ambiente, nonché responsabile di area tecnica Dott. Raffaele Pucino, in risposta alla seconda interpellanza, ha poi riferito di aver effettivamente sbagliato un'imputazione per competenza in una determinazione per la liquidazione di fatture relative al “servizio raccolta rifiuti” e che aveva fatto una determina correttiva in data 29.12.2011. A proposito, questa anomalia degli assessori/responsabili dovrebbe finire a breve con l'assunzione a tempo determinato di un dirigente tecnico, ma non possiamo condividere la procedura decisa per la scelta di questo funzionario.

Un'ulteriore variazione del bilancio 2011 e l'approvazione del “territorio omogeneo” nell'ambito della procedura che porterà all'unione dei comuni di Amorosi, San Salvatore, Telese e Castelvenere sono “passati” la prima a maggioranza e la seconda all'unanimità, senza nessuna discussione, e senza che si sia capito cosa è stato approvato. Per quanto riguarda le variazioni di bilancio, dalla lettura della relativa delibera di Giunta, si scopre che fra le “uscite” sono stati “inseriti” 8.800,00 euro per spese riscossione tributi (a chi deve essere affidato questo “servizio”?), mentre sull'unione dei comuni si continua ad andare avanti senza una vera informazione ai cittadini interessati. Si tratta comunque di due argomenti “interessanti”, sicuramente da approfondire appena sarà disponibile sul sito del comune il testo della delibera.

Dopo l'approvazione definitiva degli “emblemi araldici” del Comune, il Consiglio Comunale ha quindi affrontato un argomento insolito: la variante in sanatoria relativa ai lavori di costruzione del “fabbricato urbano adibito a sede della Farmacia ed attività annesse”.

Il relatore, l'Assessore e Responsabile di area tecnica, Arch. Leucio Iacobelli (era assente Leucio La Fazia, assessore e responsabile di area tecnica competente) ha riferito brevemente che si trattava di confermare l'interesse pubblico dell'opera già decisa dal C.C. nel 2006 (all'epoca era sindaco Creta) per consentire l'edificazione dell'edificio in deroga al PRG e prendere atto del parere favorevole alla sanatoria già comunicato circa un anno e mezzo fa dall'ufficio tecnico! Era emerso infatti che nel corso della costruzione erano stati commessi dei “lievi” abusi. Però è emerso anche che all'epoca era stata sottoscritta una convenzione che obbligava il richiedente la concessione in deroga a realizzare delle opere di arredo urbano (aiuole, panchine, ...) e che alcuni punti della convenzione sarebbero stati violati (articolo 5 della convenzione e punto 2 lettera d della delibera di C.C. del 2006, che forse sarebbe il caso di rendere pubbliche).

I consiglieri di minoranza sostenevano in particolare che gli "allargamenti" della farmacia rispetto al progetto creano disagi al traffico veicolare ed hanno impedito di chiudere, come previsto originariamente, la strada che passa a ridosso dell'ippocastano secolare vicino all'Abbazia, che sarebbe in sofferenza a causa della pressione sulle radici delle ruote dei mezzi pesanti.

In sostanza la minoranza, pur non smentendo l'interesse pubblico delle opere, chiedeva solo delle piccole modifiche migliorative ai lavori realizzati ed oggetto di richiesta di concessione in sanatoria.

Dopo una lunga sospensione dei lavori, alla fine la proposta della maggioranza è stata approvata con il voto contrario dei consiglieri di minoranza (Natillo, Creta e Romano, visto che il Dott. Di Virgilio era assente e Vincenzo Di Palma si era allontanato subito dopo la discussione più accesa fra Creta e Iatomasi).

Infine, per l'ultimo pt. all'o.d.g. (nuovo regolamento economato), nessuna discussione e veloce approvazione (erano ormai le 22.30).

venerdì 9 settembre 2011

SENZA ASCOLTARE RAGIONI!

Il 12 agosto scorso si è svolta un’importante seduta del Consiglio Comunale di San Salvatore Telesino, nel corso della quale, fra l’altro, le osservazioni di Cittadini in Movimento, della Consulta Ambientale e della LIPU di Benevento sulla variante al Piano Regolatore generale relativa ai terreni di proprietà comunale nei pressi delle sorgenti del “Grassano” (già approvata con delibera di C.C. n. 14/2011), sono state “bocciate” senza alcuna discussione, dalla sola maggioranza, e con un “numero legale” striminzito, data l’assenza di molti Consiglieri e la presenza, fra le file della minoranza, del solo Giuseppe Creta, che peraltro si è allontanato prima della discussione sul “regolamento antenne” (10° pt. all'o.d.g.).

D'altra parte, l'aver convocato un Consiglio Comunale di questa importanza per il 12 agosto, classico periodo festivo, è semplicemente assurdo (anche due consiglieri di maggioranza erano assenti: il vicesindaco Bove e Gaetano), e le modalità di svolgimento e l'esito di questo consiglio comunale “ferragostano”, vista anche la rilevanza degli altri punti in discussione, sono state a dir poco sconcertanti. L'ordine del giorno prevedeva ben 13 argomenti, quasi tutti di notevole importanza.

Solo sulle questioni relative al bilancio (2° e 3° pt. all'o.d.g. - interpellanze del consigliere Creta avente ad oggetto l'utilizzo di risorse a destinazione vincolata per la spesa corrente e …) c'è stata la solita netta e “chiassosa” contrapposizione fra la posizione della maggioranza e quella dell'ex sindaco, che riescono ancora ad accusarsi reciprocamente per le responsabilità degli ormai famigerati “conti in rosso” del Comune senza che ai cittadini venga dato modo di capire come realmente stanno le cose.

Certo il Ragioniere Giuseppe Creta, forte della sua esperienza professionale ed amministrativa, e grazie all'energia e al tempo che sta dedicando a questa storia (ma solo a questa), stavolta sembra aver segnato un punto a suo vantaggio attaccando la maggioranza, guarda un po', sulla mancanza di trasparenza (la accusa infatti di non pubblicare atti contabili essenziali per la comprensione da parte di tutti i cittadini della reale situazione economica del comune e per valutare l'efficacia dell'azione degli attuali amministratori e quando sfrutta al meglio la mancata risposta sulla sua seconda interpellanza in discussione).

In due successivi comunicati del 14 e del 20 agosto scorsi, lo stesso Giuseppe Creta ha ribadito le sue richieste: pubblicazione del conto consuntivo 2009, del bilancio di previsione 2011 e dell'elenco dei residui attivi e passivi al 2010) e le sue accuse (la maggioranza rifiuta il confronto sull’utilizzo di risorse economiche a destinazione vincolata per la spesa corrente per non ammettere pubblicamente le bugie elettorali e i propri errori gestionali. Ovviamente, data l’importanza oggettiva delle questioni poste da Creta, condividiamo la sua richiesta di pubblicazione degli atti e, inoltre, ci permettiamo di chiedere anche che il Piano Esecutivo di Gestione 2011, approvato con delibera di Giunta Comunale n. 110 del 31.05.2011 venga integrato con l’indicazione delle risorse economiche assegnate ai vari responsabili per ogni obiettivo o programma.

Per il resto l'azione della minoranza continua ad essere, a nostro avviso, assai poco incisiva e povera di proposte alternative rispetto all’azione amministrativa della maggioranza.

Peraltro, almeno per quanto riguarda l’esame delle osservazioni e le relative controdeduzioni al progetto di “sistemazione e riqualificazione aree comunali in località acqua fetente ai sensi dell’art. 19 DPR 327/2001 in variante PRG” (punto 5 dell’o.d.g.) e sull’adesione al progetto di unione con i comuni di Amorosi, Castelvenere e Telese Terme (punto 12 dell’o.d.g.) sarebbe stato necessario dare la possibilità anche ai cittadini di partecipare attivamente al consiglio, di rispondere alle controdeduzioni del Comune, di precisare le proprie posizioni, di chiedere chiarimenti, … convocando un consiglio comunale aperto ai sensi del comma 3 dell’articolo 30 del Regolamento.

Insomma, sarebbe stato il caso, sul serio, di “aprire il palazzo”, di avviare un percorso di partecipazione reale, e di confrontarsi con i cittadini che non sono più disposti a concedere credito cieco ed illimitato agli amministratori e a subire passivamente decisioni calate dall’alto (lo diciamo in generale, guardando all’intera situazione politica nazionale e mondiale, confortati dall’esito dei recenti referendum e nella certezza che l’attuale crisi economica non potrà che costringere ad un completo ripensamento dei modelli di sviluppo degli ultimi decenni).

Anche i 3 regolamenti approvati nel corso della seduta, con l’eccezione parziale di quello relativo all’insediamento ed esercizio di impianti fissi di telecomunicazione e stazioni radio-base di telefonia mobile (per il quale almeno c’è stato un confronto preliminare fra la Consulta Ambientale e l’assessore La Fazia, il quale ha riferito al Consiglio di aver recepito alcune proposte avute proprio dalla Consulta che ha ringraziato per la collaborazione), non sono stati condivisi prima con i cittadini e sono stati pubblicati solo dopo l'approvazione.

Sul Regolamento del Forum dei Giovani si doveva cercare il coinvolgimento preliminare dei … giovani (cosa evidentemente non ovvia per la nostra amministrazione; d’altra parte, l’unico oppositore ufficiale presente non ha avuto alcunché da obiettare, ed anzi ha votato a favore).

Per il Regolamento fotovoltaico (?) lo stesso Assessore La Fazia si è rammaricato per non aver potuto coinvolgere la consulta ambientale (sembra che vi siano numerose richieste di installazione di impianti a terra nel nostro comune che, a giudizio dell’Assessore, potrebbero mettere a rischio la vocazione agricola del territorio ed era quindi urgente una regolamentazione di tali impianti), ed ha auspicato una collaborazione ex-post (?!). Resta il fatto (contrario alle intenzioni dichiarate) che il regolamento è stato già approvato formalmente senza alcun confronto e i cittadini non ne hanno potuto conoscere il contenuto fino all'approvazione e alla pubblicazione sul sito, salvo le due-tre disposizioni rettificate nel corso della stessa seduta dal Consiglio Comunale rispetto alla versione proposta dall’Assessore La Fazia.

Quello che ci ha colpito assistendo a questo consiglio comunale è stato proprio il contrasto, sempre più evidente ed inaccettabile, fra le, pur condivisibili, dichiarazioni di principio e gli atti concreti di questa amministrazione:

  • approvazione dei criteri generali per l’ordinamento degli uffici e dei servizi in recepimento delle disposizioni del D.Lgs. 150/2009 (la cosiddetta riforma Brunetta: trasparenza, accessibilità totale, valutazione performance, obbligo di rendicontazione ai cittadini, …) e il persistere di inopportune commistioni fra ruoli dirigenziali e attività di assessore incongruenti anche rispetto a quanto stabilito dal P.E.G. (piano esecutivo di gestione) approvato dalla stessa Amministrazione (in più occasioni siamo stati anche accusati di aver definito illegittime quelle nomine, ma in realtà noi abbiamo sempre e solo detto che le troviamo del tutto inopportune);

  • insistenza a parole sulla dichiarata apertura alla partecipazione democratica della nuova amministrazione e approvazione del regolamento del forum giovani, senza averli, per quello che ci risulta, nemmeno sentiti, e, dopo la brutta figura dello Statuto, approvazione di altri regolamenti e atti di indirizzo fondamentali per il futuro di tutti i cittadini, come l’unione dei comuni, senza alcun confronto, nemmeno con la minoranza consiliare, completamente assente;

  • condivisione e sottoscrizione della “Carta di Matera” (tutela dei suoli agricoli e del paesaggio) e conferma, a dispetto delle osservazioni ricevute, della volontà di modificare il PRG vigente e di alienare a scopo edificatorio un’area già destinata a verde pubblico in prossimità del torrente Grassano.

A proposito di questa decisione, abbiamo anche dovuto subire, e senza poter replicare o almeno chiarire, le offese, le provocazioni e i tentativi di ridicolizzazione da parte dell’Assessore e Tecnico Leucio Iacobelli (ma presumibilmente i suoi colleghi di maggioranza ne condividono lo spirito e l’azione), con l’unico risultato di dimostrare che le esternazioni “poco opportune” in occasione del dibattito pubblico da noi organizzato su questo progetto di vendita dei terreni in località “acqua fetente” il giorno 3 agosto sono una meditata posizione politica di esibito, oltre che sentito, fastidio per la libera espressione della propria opinione da parte dei cittadini e non, come speravamo, un’infelice reazione del momento nel mezzo di un concitato confronto. Per chi non ha assistito né al dibattito in piazza (un nostro ulteriore tentativo di informare e coinvolgere i cittadini) né al consiglio comunale riportiamo le “critiche” più dure ricevute da Iacobelli: la piazza che avete convocato è vuota, i cittadini non si appassionano ai vostri temi e sono con noi che lavoriamo per la comunità e cerchiamo soluzioni ai loro problemi, non ci fate perdere altro tempo, vi arrogate il ruolo di ambientalisti, avete una posizione ideologica, si tratta di un intervento parziale e fazioso che non ha colto la totalità del progetto e che non fornisce alcun contributo, non sapete fare proposte alternative, …).

Insomma saremmo colpevoli di difendere dalla speculazione edilizia un'area degradata, abbandonata e infestata da rovi e sterpaglie che, secondo quanto riferito dall'Assessore, anche la Soprintendenza, dando parere favorevole al progetto dell'Amministrazione, ritiene possa essere sacrificata a vantaggio della pineta antistante il Centro Relax; ma non abbiamo mai detto che la pineta invece non debba essere anch'essa tutelata, e l'incuria in cui è stata lasciata quell'area per anni non è certo una responsabilità dei cittadini o dei comitati.

Quella di Iacobelli è stata una reazione a dir poco ingenerosa, nei confronti di quelle stesse persone, cioè i componenti della Consulta Ambientale, voluta e votata all’unanimità da questa amministrazione, che, paradossalmente, un altro Assessore, subito dopo, ringrazia per la collaborazione prestata (gratuitamente, dedicando a questa attività il proprio tempo libero) nella fase di redazione del “regolamento antenne”, persone che da anni stanno facendo proposte (come quelle sui rifiuti, almeno parzialmente recepite dalla stessa Amministrazione “in carica”), lotte (per esempio quella contro l’inceneritore) e segnalazioni di criticità ambientali sulle quali intervenire (discariche e cave abusive, pericolosità dello stoccaggio di pneumatici in località Selva di Sotto, vecchia discarica comunale, ...), senza secondi fini e solo per amore della propria terra.

Una posizione quest’ultima probabilmente di difficile comprensione per i nostri Amministratori, visto che l’Assessore e Tecnico Iacobelli nel suo intervento in Consiglio Comunale ha anche ironizzato sulle critiche alle modifiche dell’organizzazione del lavoro e dell’esautorazione del responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale. Ha rilevato infatti che le osservazioni fatte in proposito erano analoghe a quelle della minoranza consiliare e utilizzavano gli stessi termini dei consiglieri di minoranza (responsabile esautorato), considerazione condivisa ed enfatizzata dal Presidente del Consiglio Comunale. Con ciò, a nostro avviso, l’Assessore ha voluto fare pretestuosamente improbabili parallelismi, pretendendo di intravedere inesistenti accostamenti. Ciò denota ancora una volta la mentalità dei nostri Amministratori che, refrattari a qualsiasi forma di partecipazione e confronto, vedono in chiunque “osservi” un oppositore.

Nel merito delle controdeduzioni dell’Arch. Iacobelli rispetto alle nostre osservazioni, riservandoci ulteriori approfondimenti della materia, dobbiamo almeno contestare la sua affermazione che il progetto di variante non dovesse essere oggetto di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica presso il competente ufficio della Regione Campania, dato che i volumi di cui si autorizza la edificazione ricadrebbero nella fascia di rispetto di 150 metri da un corso d’acqua. Questa ed altre questioni tecniche potevano essere discusse se ci fosse stata la possibilità di una consultazione, invece di andare avanti sempre sulla propria strada senza accettare confronti, ed anzi controdeducendo alle osservazioni in una sede in cui chi le ha proposte non può interloquire, ma solo subire passivamente.

D’altra parte anche nella precedente seduta del Consiglio Comunale, in occasione della definitiva approvazione del nuovo Statuto, vi furono giudizi ingenerosi verso le osservazioni che erano state presentate da Cittadini in Movimento, che pure avevano segnalato, consentendone la correzione, alcuni degli errori presenti nel testo precedentemente pubblicato. Ma altri ne sono rimasti anche nella versione ormai definitiva, errori che potevano essere evitati se solo si fosse accettato un breve rinvio dell'approvazione per rivedere il testo e, magari, un confronto pubblico, come noi avevamo richiesto, per migliorarne alcune parti.

Non si comprende che il considerarci come fastidiosi oppositori, invece che come liberi cittadini che esprimono le loro opinioni e cercano di dare un contributo è deleterio per la stessa azione dell’amministrazione, la quale da un ascolto attento e critico dei cittadini dovrebbe trarre solo stimoli positivi e collaborazione fattiva su obiettivi condivisi.

Tornando alla variante al PRG, la maggioranza consiliare si è fatta comunque forte dell’avvenuta acquisizione, come è stato riferito di tutti i pareri previsti da parte degli enti competenti (ad eccezione di quello della Provincia di Benevento, ma incluso quello della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali di Caserta), richiesti peraltro senza nemmeno attendere le osservazioni e proposte dei cittadini sollecitate con l’avviso pubblico del 6 giugno scorso, con ciò dimostrando che non v’era nessuna intenzione di valutarle nel merito per modificare eventualmente le proprie scelte o almeno il progetto. L’obbligo di pubblicazione è stato visto, evidentemente, come un mero adempimento cui dare corso per la regolarità formale del procedimento.

Sarà necessario quindi andare a verificare la correttezza del procedimento anche relativamente all'ottenimento dei suddetti pareri e, a tal fine, chiediamo la pubblicazione sul sito di tutti gli atti senza la necessità di dover presentare altre istanze di accesso.

Comunque sia, Iacobelli ha insistito nel presentare la variante come un intervento finalizzato al recupero ambientale di un”area “abbandonata e dimenticata” e non anche come procedura finalizzata alla vendita dei terreni, a scopo edificatorio, come invece successivamente ammesso dal Consigliere Iatomasi.

Noi invece continuiamo a pensare che il doveroso recupero delle aree degradate del nostro territorio (e ce ne sono tante, come abbiamo più volte segnalato) non necessariamente debba tradursi in cementificazione e alienazioni a privati, che debba essere rispettata la Convenzione Europea del Paesaggio (sottoscritta anche dall’Italia) e tutte le norme vigenti sia in materia di tutela dell’ambiente e sicurezza che di partecipazione dei cittadini, che le amministrazioni locali debbano tutelare l'ambiente, la biodiversità, il paesaggio, e debbano incentivare non più l’edilizia speculativa (o attività produttive prive di radicamento e a volte contrarie alla “vocazione” del nostro territorio) ma, per quanto possibile, un'economia sostenibile e solidale (agricoltura biologica, turismo di qualità, produzioni e commercializzazione a Km zero, …).

Come abbiamo ribadito con le nostre osservazioni, quelle politiche che continuino a vedere il territorio come un “salvadanaio” da quale “estrarre liquidità” …, stravolgono la nostra identità rurale e sociale, dilapidando un patrimonio che costituisce, per il prossimo futuro, l’unico elemento certo di crescita e di benessere.

Ricordiamo che il “progetto” dell’Arch. Iacobelli prevede la realizzazione di due fabbricati di oltre 6.000 metri cubi e alti più di dieci metri all'interno di quella che dovrebbe essere una fascia di “rispetto” intoccabile di 150 metri dal torrente Grassano, con un impatto a nostro avviso inconciliabile con il contesto in cui si vanno ad inserire, e che certamente non si può risolvere con una fascia “alberata” larga 20 metri piantumata a canne e salici) per rendere conveniente economicamente l'acquisto dei beni e quindi incentivare i potenziali acquirenti privati.

Nel corso del suo intervento in Consiglio Comunale, ci ha accusati di non aver fatto proposte alternative: nelle osservazioni presentate (che lui stesso ha comunque riferito potranno essere utili per la redazione del nuovo P.U.C.), al contrario, avevamo proposto di bandire un concorso di idee o di avviare una consultazione dal basso. Inoltre avevamo sostenuto con chiarezza che per la riqualificazione ambientale dei terreni in zona “acqua fetente”, ogni eventuale intervento avrebbe dovuto rispettare il vincolo di inedificabilità nella fascia di 150 dal bordo del torrente Grassano, avrebbe dovuto tener conto della situazione idrogeologica dei terreni, avrebbe dovuto rispettare le indicazioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, ancorché ancora in fase di adozione, e avrebbe dovuto tenere prioritariamente in conto le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica dell'area.

Possiamo aggiungere, visti anche i progetti in corso di unione, fra gli altri, con il Comune di Telese Terme, che l’area che si intende alienare si prestava come naturale secondo ingresso al Parco del Grassano, in modo da valorizzarlo ulteriormente, magari anche accettando la realizzazione di manufatti per attività commerciali e servizi, al di fuori della fascia di rispetto di 150 metri dal torrente, e di altezza non superiore ad un piano fuori terra, previa rigorosa valutazione dell’impatto ambientale, magari prevedendo anche la continuazione in territorio di San Salvatore Telesino, della pista ciclabile già in funzione nel territorio di Telese Terme.

D’altra parte, dobbiamo anche ricordare che questa Amministrazione, dopo oltre due anni, non ha ancora fatto alcun incontro pubblico sulla procedura di redazione del nuovo P.U.C. che oramai va avanti, si fa per dire, sin dal 2005 senza che ancora i cittadini abbiano avuto modo di capire quale modello di sviluppo del territorio i nostri amministratori (tanto gli attuali quanto quelli precedenti) vogliano proporre.

Questo “silenzio” ci preoccupa non poco, soprattutto quando ci riferiscono che invece, nel chiuso degli uffici comunali, e magari anche altrove, in realtà si sta lavorando attivamente proprio per la redazione del PUC, senza che i cittadini “normali” ne sappiano nulla.

Le sollecitazioni della Consulta Ambientale nei confronti dell’Assessore Iacobelli affinché fossero ripresi i confronti con i cittadini prima di arrivare a definire un progetto di piano non hanno avuto, fino ad ora, alcun riscontro e l’unica iniziativa sul tema rimane l’incontro con l’amministrazione ed il progettista incaricato (al quale l’attuale amministrazione ha confermato ed ampliato l’incarico) del 19 febbraio 2008. Evidentemente si pensa, anche in questo caso, di decidere prima e di pubblicare il piano solo formalmente ancora in bozza per la ricezione delle osservazioni, senza alcuna reale volontà di ascolto e confronto con i cittadini.

Speriamo di essere smentiti al più presto, con i fatti, e non a chiacchiere.

Se poi l'Assessore Iacobelli si riferisce a proposte alternative per risolvere i problemi di bilancio, avrebbe dovuto essere più corretto e ricordare le tante proposte e sollecitazioni fatte da Cittadini in Movimento in questi anni sui rifiuti, sul risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili, sulla corretta gestione e sul controllo del territorio, sull’utilizzo degli strumenti informatici, sul ruolo degli enti locali di supporto alle attività economiche (con i conseguenti maggiori introiti fiscali) e di incentivazione e “sfruttamento” del contributo partecipativo dei cittadini e delle associazioni.

Con i “rimedi” di questa amministrazione, invece, con gli ulteriori tagli ai trasferimenti agli enti locali decisi con le ultime manovre finanziarie, appena ceduto questo terreno, bisognerà subito iniziare a pensare a cos'altro vendere!

Come già fatto per rispondere all’insofferenza degli amministratori intervenuti al dibattito organizzato il 3 agosto dalla Consulta Ambientale, vogliamo sottolineare ancora una volta, con determinazione, che è sempre un bene quando è possibile incontrarsi tra cittadini, per discutere dei problemi e fare delle proposte. Anche quando si chiedono le piazze e non si è capaci di riempirle, anche allora, è un bene, perché il vuoto non parla dei presenti ma degli assenti, parla di una capacità di cittadinanza attiva evidentemente ancora poco sentita, e dunque tutta da pensare, da volere, da costruire e da realizzare insieme agli altri.

Piazze vuote vuol dire che bisogna imparare a desiderare la partecipazione, a svegliarsi dal sonno preconfezionato di soluzioni pre-masticate e offerte talvolta con un atteggiamento di presunta superiorità, spesso con l’assenso acritico dei cittadini stessi.

Fare parte di un comitato, di un’associazione ambientalista, o di un altro gruppo che in qualche modo sia impegnato nel seguire le faccende inerenti la gestione amministrativa di un Comune, è volontariato civico, né più né meno di altre forme di volontariato, tradizionalmente più rinforzate socialmente e accolte con maggiore favore, specialmente nelle nostre piccole comunità, dove non ci si vuole sbilanciare, si pensa che questo possa garantire l’apparire “amici con tutti”, senza rimetterci la faccia. Tutti sanno, tutti dicono in piazza, ma nessuno si vuole assumere la paternità di un pensiero. Come ha sottolineato anche Luca Zolli nel suo intervento, in questo modo rischiamo di essere tutte monadi, singole persone, non c’è una comunità.

Il volontariato civico è un volontariato scomodo, spesso si denunciano le criticità, si propongono nuove visioni e valutazioni di un problema, si crea “disordine” là dove doveva rimanere tutto immobile. Sempre, comunque, si dedica tanto tempo a sciorinare i problemi, discuterne, e cercare di coinvolgere le persone, convinti che la partecipazione sia il metodo e sia un valore in sé, sempre.

Il volontariato civico, pertanto, non persegue fini partitici ma persegue certamente fini politici, inerenti cioè la gestione della cosa pubblica, nell’ottica del ricercare e favorire il bene comune.

*****

Chiudiamo con due citazioni utili a far comprendere ai lettori che le nostre osservazioni non sono frutto di visioni immaginifiche e le nostre rivendicazioni non sono isolate.

Il paesaggio, in particolare in Italia, è il prodotto dell’incontro fra natura e cultura. I segni dell’uomo lo plasmano secondo modalità e ritmi che corrispondono ad un orizzonte culturale sempre mutevole e diverso di luogo in luogo. Perciò il paesaggio è un bene comune: perché corrisponde all’accumulo secolare di gesti, di scelte di gusto, di tradizione ed innovazione. Anche la devastazione del paesaggio italiano, a cui assistiamo oggi, è un prodotto culturale ed appartiene all’orizzonte che ci circonda. Chiediamoci perché. Chiediamoci se il paesaggio può tornare ad essere un “bene comune” e come questo può dipendere da noi” (Salvatore Settis - direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, professore di Storia dell’arte e dell’archeologia classica, direttore del Laboratorio di Analisi, Ricerca, Tutela, Tecnologie ed Economia per il patrimonio culturale).

In Italia, di fronte ai gravissimi problemi ambientali, sociali e politici del nostro tempo che riguardano l'intero Paese ma anche il resto del pianeta, la gente fa spallucce …, i nostri governanti – tutti – dormono della grossa. Se la cavano – irresponsabilmente – con il vile argomento che l'ecologia non interessa. Certo, anche l'acqua non interessa finché c'è; anche l'aria non interessa finché è respirabile; e anche le carestie non interessano finché non ci ammazzano” - G. Sartori citato da Antonio Polichetti in “Quo vadis Italia?” - Scuola Pitagorica Editrice 2011.


Cittadini in movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva

Data 12.09.2011

San Salvatore Telesino

domenica 31 luglio 2011

Caso Grassano: la bozza con le nostre osservazioni

OGGETTO: Opposizione/osservazioni all’ipotesi di variante al Piano Regolatore generale relativa ai terreni di proprietà comunale nei pressi delle sorgenti del “Grassano” (delibera di Consiglio Comunale n. 14 dell’11.04.2011).

Il Comitato Civico “CITTADINI IN MOVIMENTO” ha già rappresentato in passato le proprie perplessità e il proprio motivato dissenso rispetto alla decisione di questa Amministrazione comunale (in continuità peraltro con analoghi tentativi delle precedenti) di vendere i terreni di proprietà comunale in località “Acqua fetente” (in Catasto: attuali particelle 424, 544, 548, 549, 692,702 e 703 del foglio 26), al confine con il territorio di Telese Terme, e adiacenti il torrente Grassano.

Letto l’avviso in data 6 giugno 2011 (prot. n. 5413) del Comune di San Salvatore Telesino, con il quale, in attuazione di quanto deciso nel consiglio comunale dell’11 aprile scorso, si comunica di voler procedere all’adozione di una variante al vigente PRG, necessaria per trasformare in suolo edificabile i suddetti terreni, e quindi consentirne la dismissione finalizzata a ripianare il bilancio comunale, esprimiamo il nostro totale dissenso.

Stigmatizziamo inoltre il tentativo di far passare questa ipotesi di variante come un intervento utile alla “sistemazione e riqualificazione di aree comunali”, senza dare comunicazione, nell’avviso, che l’intera proceduta è finalizzata, come risulta dalla deliberazione n. 14/2011 del C.C. e da precedenti atti, alla vendita dei terreni, a scopo edificatorio, con l’obiettivo, per il Comune, di “fare cassa”.

Il “progetto”, per rendere conveniente economicamente l'acquisto dei beni e quindi incentivare i potenziali acquirenti privati, prevede infatti la realizzazione di oltre 6.000 metri cubi in un’area di indubbio pregio, per la quale il P.T.C.P. in corso di adozione da parte dell’Amministrazione provinciale, prevede un vincolo ambientale e paesaggistico (area naturale strategica per la rete ecologica provinciale), che interessa peraltro anche la pineta antistante il centro Relax che ora si vuol utilizzare come “moneta di scambio” per far passare la trasformazione dei terreni in oggetto da verde pubblico a zona C4 (destinata ad attività turistico ricettive).

Dall’esame degli atti formalizzati dall’amministrazione comunale e dagli uffici comunali negli ultimi mesi, pur senza voler andare ad approfondire le pregresse vicende che sin dal 1997 hanno avuto per oggetto le aree di proprietà comunale in zona “Acqua fetente”, emergono peraltro una serie di criticità sulla procedura adottata. Ricordiamo infatti che i terreni oggi oggetto di procedimento per la variante urbanistica furono già inseriti nel piano di dismissione nel 2010 sulla base del falso presupposto che l’area fosse già classificata come “C4 – turistico ricettiva”, mentre invece è ormai chiaro che il PRG vigente li classifica, giustamente, come rientranti in zona “P3 - verde pubblico”.

E' quindi presumibile che anche la successiva richiesta di nulla osta ambientale alla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali di Caserta attestava erroneamente l’edificabilità delle aree per strutture turistico ricettive.

Dobbiamo peraltro ricordare che l'ufficio tecnico comunale è stato esautorato da questo procedimento proprio a seguito della opportuna segnalazione del Responsabile che, prima di alienare i terreni, fosse necessaria una variante al vigente PRG.

Successivamente, a seguito dell'attribuzione a ben quattro componenti della Giunta Comunale di responsabilità tecnico-gestionali in deroga al principio di distinzione dalle responsabilità politiche (deliberazione di G.C. n. 10 del 27.01.2011 e successive attribuzioni di incarichi da parte del Sindaco), il progetto posto a base dell'ipotesi di variante oggetto delle nostre osservazioni è ora firmato da uno degli Assessori dell'attuale Amministrazione, che prima si assume in Giunta e in Consiglio comunale la responsabilità politica di vendere dei terreni di proprietà comunale per esigenze di bilancio, e poi, “cambia casacca”, e predispone e sottoscrive gli atti tecnici propedeutici a tale dismissione.

Dunque la procedura risulta viziata a monte da errori prima e pseudo-soluzioni poi, che sarebbe opportuno, se non inevitabile, un totale ripensamento rispetto alla decisione di vendere questi terreni di proprietà comunale e di tenere conto dei vincoli e delle indicazioni derivanti dal P.T.C.P. in via di adozione, considerato anche che le osservazioni del Comune di San Salvatore Telesino (si veda la delibera di C.C. n. 52 del 3 dicembre 2010) finalizzate, fra l’altro, a limitare i vincoli ambientali e paesaggistici nella zona, non risulta siano state recepite dalla Provincia di Benevento.

Riteniamo anche inopportuno intervenire sul vigente PRG mentre invece ormai da sei anni è in corso (si fa per dire, visto che i cittadini non sono stati più coinvolti dopo l’assemblea iniziale del febbraio 2008) la procedura di redazione del nuovo P.U.C. e in difformità rispetto al P.T.C.P., con il rischio di vedersi di nuovo bloccare tutto una volta che, con l’adozione del Piano provinciale interverranno le norme di salvaguardia.

Peraltro, la situazione di assoluto “regresso” del mercato immobiliare negli ultimi anni e la crisi economica generale, che appare ormai come assolutamente irreversibile, rendono a nostro avviso irrealizzabile il progetto dell’amministrazione di “risanare” il bilancio comunale con la vendita di questi terreni (con grave ed irreparabile danno ambientale e paesaggistico), almeno non nella “misura” ipotizzata” (oltre 700 mila euro), e, in ogni caso, la vendita certamente non potrà essere convenientemente effettuata entro il corrente esercizio finanziario.

Segnaliamo inoltre che il progetto non sembra considerare la circostanza che il terreno da rendere edificabile è attraversato da due elettrodotti.

Il proposito dell’amministrazione in carica non tiene in alcun conto, in modo affatto illegale, dei problemi di natura geologica, geotecnica ed idrogeologica che i terreni che compongono il sottosuolo dell’area, nella loro particolare struttura e storia geologica, pongono per una edificazione del tipo immaginato, già evidenziati dagli studi condotti negli anni passati nell’area per le edificazioni presenti. Edifici delle dimensioni proposte avrebbero necessità (ed obbligo legislativo) di studi approfonditi e puntuali, non solo per la tenuta delle strutture, ma, anche e soprattutto, per gli effetti che procedimenti costruttivi e strutture di fondazione potrebbero avere sull’intorno, in particolare sulle altre costruzioni, sull’idrodinamica dei flussi profondi, con effetti di difficile previsione.

Dal punto di vista commerciale, proporre la vendita di aree di questo tipo come edificabile, con il rischio che poi le successive indagini geologiche e geotecniche prescritte dal DM 11.3.1988 e dalle NCT08 dimostrino l'impossibilità di realizzare le volumetrie dichiarate, esporrebbe il nostro Comune ad un rischioso contenzioso.

Come si evince dallo studio della relazione geologica, i terreni in prossimità del torrente Grassano non sarebbero in grado, se non con costi strutturali enormi, ed assolutamente incompatibili, di sostenere il carico che sarebbe indotto da fabbricati con quattro impalcati in cemento armato su un “impronta” di circa 700 mq e quindi con profondità di “influenza” dei carichi fino a 50 mt, interessando “strati” di terreno di pessima qualità (sedimenti fluvio lacustri costituiti prevalentemente da limi argillosi e torbosi).

In ogni caso, gli interventi sugli strumenti di pianificazione, a nostro avviso, non devono essere effettuati per risolvere problemi particolari come la “riqualificazione” di una specifica area o, peggio, con la finalità di recuperare risorse economiche, così come è sbagliato continuare ad utilizzare gli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente e non per gli scopi per i quali erano stati imposti dalla legge (cioè per finanziare le infrastrutture necessarie nelle aree destinate all'edificazione: strade, acquedotti, fognature, ...).

Tenendo conto anche degli “input” che sempre più incisivamente vengono dalle direttive della Comunità Europea (ricordiamo fra l'altro la Convenzione Europea del Paesaggio, sottoscritta anche dall’Italia), le amministrazioni locali dovrebbero operare, soprattutto negli interventi di pianificazione, per la tutela dell'ambiente, della biodiversità, del paesaggio, e dell'economia basata sull'agricoltura e sul turismo di qualità, soprattutto quando, come nel caso del nostro paese, esistono già volumetrie in eccesso rispetto alle esigenze degli abitanti, sia per residenza che per attività produttive ed i servizi.

Peraltro, fra gli obiettivi di tutela più importanti di cui dovrebbe preoccuparsi prioritariamente un'amministrazione comunale, c’è la tutela attiva degli ecosistemi fluviali e lacustri (acque, fasce boscate, terreni agricoli, corridoi ecologici, …), da perseguire con strategie gestionali che prevedano il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste.

E invece, con questa variante, si va in direzione esattamente contraria: dopo gli scempi urbanistici posti in essere negli anni scorsi dall’amministrazione di Telese Terme, si va a pregiudicare ulteriormente la continuità di un importante corridoio ecologico, mentre i cittadini di San Salvatore ormai da anni stanno chiedendo di tutelare i terreni agricoli e di limitare il consumo di suolo per nuove costruzioni e per nuove zone di espansione.

Ribadiamo che tanto a San Salvatore Telesino quanto a Telese Terme, esistono già vani per residenza ampiamente in eccesso rispetto alle reali esigenze della popolazione, e decine di strutture produttive e per servizi già realizzate, soprattutto nel corso degli ultimi 20 anni, e in gran parte in abbandono, per cui devono piuttosto essere privilegiati il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e il miglioramento energetico e, perché no, anche estetico e funzionale degli edifici.

Invece l'amministrazione comunale di San Salvatore Telesino, pur essendo in corso la procedura per l'adozione del nuovo P.U.C., interviene d'urgenza, con una variante al P.R.G. vigente, per rendere edificabili altre aree del nostro territorio!

E non si tratta di “misure compensative”, come si sostiene in progetto, perché, a fronte della trasformazione da verde primario (P3) a zona destinata a edifici per attività turistico-ricettive (C4) di quasi 6000 mq di terreno, nessuna area viene trasformata da C4 a P3.

Per conto nostro insistiamo, e, riprendendo quanto già sottoposto all’amministrazione provinciale nella procedura partecipata di redazione del P.T.C.P, continuiamo a chiedere che si dia priorità assoluta alla tutela del territorio e delle sue emergenze naturalistiche, storiche ed archeologiche, ed alla salvaguardia dell’ambiente e della qualità di vita quotidiana come attrattore di flussi turistici, e che si ponga la massima attenzione alla tutela della vocazione rurale ed ambientale del territorio cui, contrariamente dai vostri proclami nulla di concreto è stato fatto.

Il recente sviluppo del turismo nelle aree interne della Campania che, se sapremo preservare le risorse del territorio, potrà garantire nei prossimi anni il sostentamento economico delle nostre Comunità, deriva dal bisogno, sempre più diffuso, di fruire, non solo dei tanti siti di rilevanza artistico/archeologica, ma soprattutto dei luoghi diffusi che, con la loro qualità di vita quotidiana, consentono al visitatore l’opportunità di permanere per più volte e per periodi più prolungati nei territori delle zone interne, non ancora soffocati da edilizia e cementificazione selvaggia.

Di strutture ricettive ed attrezzature per il turismo, negli ultimi anni, ne sono state già realizzate molte, e non v'è motivo di ritenere che non siano sufficienti. In ogni caso vi sono centinaia di edifici già esistenti e attualmente inutilizzati che potrebbero essere recuperati e “riconvertiti”. Dubitiamo che esista l'esigenza di realizzare, sul torrente Grassano, e all'interno di quella che dovrebbe essere una fascia di “rispetto” intoccabile di 150 metri, su terreni assolutamente inidonei anche dal punto di vista idro-geologico e della stabilità sismica, due enormi fabbricati in cemento armato più le relative “pertinenze” (parcheggi, accessi pedonali e carrabili, ecc.), da destinare ad attività commerciali, residence e abitazioni, quando sia nel nostro territorio che nel comune di Telese Terme, a poche decine di metri, queste presunte esigenze possono essere soddisfatte in abbondanza.

Politiche che continuino a vedere il territorio come un “salvadanaio” da quale “estrarre liquidità “alla bisogna”, stravolgono la nostra identità rurale e sociale, dilapidando un patrimonio che costituisce, per il prossimo futuro, l’unico elemento certo di crescita e di benessere.

Ammesso che sia opportuno o necessario provvedere alla riqualificazione ambientale dei terreni in zona “acqua fetente”, ogni eventuale intervento deve rispettare il vincolo di inedificabilità nella fascia di 150 dal bordo del torrente Grassano, deve rispettare le indicazioni del PTCP, ancorché ancora in fase di adozione, e deve tenere prioritariamente in conto le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica dell'area, oltre che le caratteristiche idro-geologiche e le criticità geotecniche e di sicurezza che interesserebbero ogni eventuale costruzione si voglia realizzare su questi terreni.

Infine ricordiamo che per varianti al PRG che comportino variazione di destinazione d'uso dei
suoli è necessario attivare la procedura di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica presso il competente ufficio della Regione Campania (delibera di Giunta Regionale DGR n.203 2010).

In conclusione, tenuto conto che la variante al PRG predisposta dall'Amministrazione comunale, come stabilito dalla legge Regionale n.16/2004, dovrà essere comunque sottoposta ad approvazione finale della Provincia con tutti i pareri previsti (Soprintendenza, Autorità di Bacino, Genio Civile, etc), che l’area sottoposta a variante di PRG ricade nel vincolo paesaggistico di fascia di rispetto fluviale di cui al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 art. 142 comma 1, lettera c), che i terreni interessati anche dal punto di vista idrogeologico e sismico non sono idonei ad un eventuale edificazione, riteniamo che tali pareri, effettuati i necessari accertamenti, non potranno che essere negativi, che la variante sarebbe comunque non rispettosa di precise disposizioni di Legge dello Stato Italiano e in spregio della Convenzione Europea del Paesaggio.

Pertanto, viste tutte le criticità segnalate, riteniamo che il progetto approvato dall'Amministrazione comunale, oltre che difforme rispetto agli impegni politici di programma di questa Amministrazione, non sia sostenibile né migliorabile, e chiediamo di annullare l'intero procedimento di variante del vigente P.R.G. e di dare avvio, piuttosto, alla procedura partecipata del nuovo P.U.C.

Chiediamo comunque agli Enti coinvolti, che leggono per conoscenza, di tenere adeguatamente conto di quanto da noi segnalato qualora venga richiesto il loro parere in merito.

Chiudiamo queste note con un invito: invece di pensare a soluzioni autolesioniste è opportuno pensare a soluzioni diverse per aree dotate di elementi di pregio naturale. Se gli amministratori non sono in grado di farlo, lancino un concorso di idee o se le facciano passare mediante una consultazione dal basso.

Cittadini in movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva

Aderiscono:

Rete Arcobaleno di Benevento – Rete delle associazioni ambientaliste dal basso

Il Girasole Onlus

Codisam

Lerka Minerka

WWF

LIPU

Luca Zolli