sabato 12 settembre 2020

Uniamo i puntini ed osserviamo il disegno: dove sta la coppola ? ... e dove stanno i singoli colpevoli ?

Questi punti numerati creano un profilo, uniamoli.

1."Il parco nazionale del Matese deve creare sviluppo o non ha proprio senso"
2."Bastardi piromani !!!"
3."Telese deve sviluppare le sue potenzialita' naturali. Prendiamo il lago e riqualifichiamolo: mettiamoci delle bellissime casette in legno, ecosostenibili eh, sulle sue sponde"
4."Gli incendi sono colpa delle ecomafie"
5."Non vi preoccupate, gli incendi ci sono sempre stati in estate, ci si riprende sempre"
6."Il 5G riduce le emissioni di CO2 ed i consumi energetici"
7."Vi votiamo, cari meno peggio, anche se non accennate nemmeno un poco ai beni primari"
8."La colpa è dei soliti assassini che hanno bisogno delle 'giornate' e di quelli che devono far alzare aerei ed elicotteri"
9."San Salvatore ha bisogno di 300-350 nuove abitazioni nei prossimi 10 anni"
10."Se non metti l'eolico sul Matese come vuoi produrre energia ?"
11."Incendio al sito di rifiuti: c'è la mano della criminalità"
12."Gli aumenti di temperatura sono sempre avvenuti"
13."In estate fa caldo", "Le grandinate ci sono sempre state"
14."Fra covid e 2 miliardi di mascherine + miliardi di altri oggetti monouso rassicuranti, meglio sacrificare 'l'ambientalismo' (l'ambientalismo !!!, ndr) che migliaia di vite umane"
15."Il TAV riduce le emissioni"
16."Dobbiamo dichiarare lo stato di calamità"
17."I raddoppi stradali migliorano la vita e creano sviluppo"
18."Resteranno solo mucche e pecore. Ma andremo su Marte"
19."Immondizia per le strade. Dobbiamo insegnare educazione ambientale: non gettare i rifiuti per strada, riciclo e sviluppo sostenibile nelle scuole"
20. "Occorre perseguire una crescita economica green"
21."La tecnologia salvera' l'ambiente. Pensate, faro' installare i led ad Amorosi. Faranno risparmiare soldi che potremo riutilizzare per portare l'illuminazione pubblica anche in tutte le campagne".
22."Vabbe', salutiamo i vigneti e speriamo che il TAV Na-Ba ci porti crescita, sviluppo e progresso"
23."Parco regionale del Matese: accordo con Unisannio e collegio dei geometri nell'ambito del progetto di urbanistica partecipata di Benevento"...un giorno vedremo anche i cittadini consapevoli, i naturalisti ed i geologi da qualche parte a parlare di specie animali e vegetali, fonti, acqua, rocce riferendoci a quella che dovrebbe essere l'area di massima tutela naturale, almeno sulla carta.




E no, non vedo la coppola, non vedo l'eccezionalita' della criminalita' in territori, comunita', regioni del pianeta che mettono la biosfera al primo posto insistentemente e consistentemente. Vedo una megamacchina con noi tutti alla guida e la biosfera e' un dettaglio o uno strumento: tutt'al piu' diventa centrale nella misura in cui e' oggetto di conquista economico, un nonsense.
Se non cresce la nostra consapevolezza diffusa in ogni contesto (cosa che può accadere solo parlandone di continuo, per ogni decisione), come un gruppo di astronauti altamente conscio di avere a bordo risorse pregiate ma limitate che garantiranno di arrivare a destinazione a patto che tali risorse non vadano sprecate o degradate e che vadano condivise equamente...vedo in quell'immagine, come dicevo, noi tutti.

Preciso che i commenti elencati sono un estratto di frasi reali e liberamente estrapolate da discussioni verbali e testuali prese da social, da incontri in corridoio, da articoli, in aula consiliare, a tavola, nei bar con parenti, amici, conoscenti e sconosciuti, avvenuti nel mio circondario, al lavoro, in giro in libertà.


Nota (ironica, mi dicono di esplicitarlo perche' c'e' chi ci puo' credere) : Cari candidati di ogni ordine e grado suggerisco di pescare fra questi commenti, a vostro piacimento, le motivazioni per giustificare l'andazzo attuale e preparare il futuro della gestione del nostro territorio, degli ecosistemi, della biosfera, ma che riacquisiranno un nuovo senso come oggetto di recovery fund da spendere per lo "sviluppo sostenibile" ed a favore dell'ambiente.

Pubblicazione scientifica recente: L'impatto passato e futuro dell'uomo sulla biodiversità dei mammiferi

Francesco P.


mercoledì 9 settembre 2020

Incendi: ci risiamo. Dopo M. Cigno, M. Erbano e M. Taburno

Incendi: di nuovo disperazione, componimenti lirici, preghiere, imprecazioni contro il piromane di turno, talvolta genuini e sentiti, talvolta forse di maniera o di facciata. E lo dico per statistica e guardando agli effetti, non sulla base di valutazioni dirette sui singoli o sulle singole esternazioni.

 La necessità ed il percorso di rielaborazione di disastri come gli incendi prolungati ed estesi sono comprensibili, per carità: quante volte, in passato, mi è capitato lo stesso personalmente - e questo caso non fa eccezione - per degli interi pezzi di territorio stravolti da decisioni nefaste ben precise e che si sono degradati gravemente sia sotto i miei occhi (talvolta sotto le grida mie e di pochi miei amici, talvolta a lato dei nostri documenti di denuncia e di proposta) sia dopo aver visto immagini dello stesso tenore che provenivano da altrove. Mi è fin troppo chiaro - come molti si affrettano a sottolineare in questi casi -  anche che il pianeta Terra sopravvivrà a noi in qualche forma e stato, del resto il 99% delle specie affacciatesi sul pianeta (come noi) si e' già estinto da quando esiste la vita.

A valle di queste consapevolezze ci tengo a dire che il mio stato di rielaborazione di questo tipo di eventi e' tale per cui, se beni come aria, fonti, suolo, biodiversità, non sono considerati variabili indipendenti, nei contesti in cui si parla di politica (sottolineo che mi riferisco anche e soprattutto a contesti in cui sono presenti cittadini non direttamente interessati alle elezioni), non posso fare a meno di esplicitare che non si stia perseguendo l'indispensabile. Al punto in cui siamo arrivati. Purtroppo però, già in questa fase della discussione, in questi contesti che fanno politica, nella stragrande maggioranza dei casi il livello di attenzione si azzera per mille motivi. Fra i piu' gettonati, "e' questione di criminalita'", talvolta micro, talvolta macro. Peccato.

Anzi, bene e' pure sempre un elemento di chiarezza. Per questo io non voto, e non mi resta che continuare a provare ad agire dove posso, a parlare, a discutere ed argomentare finché ne avrò forza, voglia e passione.

Sottolineo che il "per questo" include, meglio ribadirlo, il nostro atteggiamento come cittadini, come eletti e come candidati. 
Sono dell'idea che ce ne usciamo da queste crisi profonde, per quanto non senza danni ormai, solo intaccando il cuore della nostra cultura, di comunità, di specie, mettendo al centro la biosfera in ogni decisione, scelta, valutazione. Non delegando, non incolpando i singoli, non deresponsabilizzandoci.

Francesco P.

mercoledì 12 agosto 2020

5G e danni ambientali - Ma come, le specifiche tecniche del 5G non parlano di diminuzione dei consumi !?

Ci siamo mai chiesti perché, nonostante tutti gli efficientamenti legati alle innovazioni tecnologiche, gli indicatori biofisici prioritari del pianeta siano in continuo degrado (alcuni hanno già raggiunto stati critici:Stockholm University: link al grafico dei limiti planetari) ?

Le efficienze relative (risparmio per unità) hanno un senso ecologico se, semplifico, il numero degli oggetti che le implementano non si aggiungono o non aumentano rispetto a quelli esistenti per effetto rimbalzo/Jevons (in breve: spendo quello che risparmio in nuovi consumi col risultato di essere ancora più dannoso), nonche' per incentivi continui ai consumi, ma hanno un senso anche se non inducono ad obsolescenze incontrollate.

L'introduzione di decine di miliardi di nuovi dispositivi 5G-ready, come auspicano le aziende del settore, in che modo farebbero decrescere i consumi, e di cosa, poi ? Di energia, di materia ? decresce anche la produzione di rifiuti ? Tranne in pochi rari casi di scienziati che leggono i numeri, preoccupati dagli indicatori dei consumi passati e da quelli dello stato del pianeta, a quanto pare non interessa ed è anzi tabù. 

Finché crediamo di risolvere i problemi solo introducendo tecnologie che "consumano unitariamente meno", come il 5G promette di fare, senza nemmeno prendere in considerazione analisi LCA che comprendano le quantità complessive, le materie e le energie grigie (quanta energia ci costa per produrre ?), e tutti gli impatti dalla culla alla tomba, che comportano anche il rischio di portare ad un "NO, per quanto questa scelta sia ottima per il mercato e la sua crescita o persino per le nostre comodità, fa più danni se costringe a buttare via tutti gli oggetti pre-esistenti e cmq non possiamo permetterci di produrne per 7.7 mld di persone", stiamo parlando del nulla o al più di una valutazione zoppa.

Lavoriamo pure, tutti ed in tutti i settori, sulle efficienze relative e sulle valutazioni di impatto LCA per i nuovi prodotti/dispositivi, ma anche sull'individuazione di eventuali break even ecologici (le produzioni ed i consumi al di sopra dei quali si va in insostenibilità), la politica e noi come cittadini, poi, dobbiamo far sì che questo sia preso in considerazione e realizzato.

Altrimenti si tratta del solito BAU, business as usual, dipinto di verde che ci porta al collasso e non al miglioramento generalizzato possibile alle condizioni e conoscenze attuali su una finestra temporale umana (che poi e' progresso).

I precedenti, purtroppo, e torno all'inizio, non sono affatto confortanti e l'idea del sufficiente, che dovrebbe essere una regola di buon senso in assenza di calcoli precisi, non ci è congeniale (i bonus iva dei parlamentari rapaci sono solo un campione, forse ben significativo).

Nota: post tratto da un mio commento in replica ad un altro commento Facebook che parla di 5G e di come grazie alla tecnologia nuova si conseguano decrescite di consumi.

Francesco P.

lunedì 25 maggio 2020

Osservazioni al PUC 2020

Cittadini in Movimento -S.Salvatore Telesino


Al sig. sindaco
Ai consiglieri comunali
del comune di S. Salvatore Telesino
e p.c.
al Responsabile dell’Area Tecnica
del comune di S. Salvatore Telesino

Oggetto: Osservazioni preliminari al PUC (Piano Urbanistico Comunale) di S. Salvatore Telesino

Di seguito riportiamo una serie di nostre osservazioni relative al PUC attualmente in discussione, con lo scopo di evidenziare alcune problematiche di cui chiediamo si tenga conto nel percorso di pianificazione del territorio di S. Salvatore Telesino, e per porre alcune domande finalizzate a rendere pubbliche le modalità in cui l’amministrazione comunale intende gestirle.

Zona industriale
A partire dal 2015, ad oggi, si sono contati ben 5 grandi incendi sviluppatisi all’interno, talvolta estesi all’esterno, di capannoni presenti sul nostro territorio e che per lo più si sono risolti dopo varie ore di intervento da parte dei VV.FF.  con la totale devastazione degli stessi e con la loro conseguente inagibilità. In queste occasioni la popolazione non è stata mai messa a parte di azioni di tutela nell’immediato dell’emergenza, nè mai si è avuto alcun riscontro pubblico di particolari azioni volte a prevenire nuovi roghi o per condividere gli esiti di eventuali analisi politiche finalizzate a mitigare futuri rischi simili.
A questi “incidenti”, che presentano una frequenza ed una statistica quantomeno insolite, si aggiungono gli effetti delle normali attività delle aziende del territorio che creano forti disagi alla popolazione e che sono legati per lo più ad emissioni odorigene di origine ignota più volte segnalate con lettere protocollate e con diverse raccolte di firme indirizzate al sindaco che non hanno mai avuto alcun riscontro.
Le emissioni odorigene, il fumo da combustione emesso normalmente da alcune attività, e la presenza di particolato fine diventano particolarmente insidiose soprattutto in presenza dell’inversione termica che ostacola il ricambio verticale dell’aria ed in estate quando con maggiore frequenza si tende ad agevolare, con l’apertura di porte e finestre, la frescura ed il ricambio d’aria.
Il disagio, legato agli incidenti quanto alla quotidianità delle attività industriali e che, ad ogni occorrenza e manifestazione, genera allarme sociale, acquisisce maggiore rilevanza per le abitazioni che sono inserite all’interno o a ridosso del perimetro attualmente individuato per gli insediamenti produttivi le cui dimensioni sono prossime a circa 200 ha (300 campi di calcio). A tali disagi immediati e diretti si aggiungono anche quelli legati alla presenza, nell’area industriale, di orti per autoconsumo e di campi coltivati.
Tutto quanto sopra rende evidente, ove ve ne fosse bisogno, la sostanziale impossibilità di gestire una zona così ampia da riservare alle attività produttive o comunque all’insediamento di nuovi capannoni, a maggior ragione se inserita in un’area storicamente abitata e coltivata.
Del resto nel R.A.P. (Rapporto Ambientale Preliminare) - vedi "RAP Gennaio 2020.pdf"-, documento con ruolo centrale nella fase preliminare della procedura, descrive “gli obiettivi principali del piano ed il contesto territoriale nel quale si inserisce, al fine di avviare la fase di consultazione preliminare con le autorità ed i soggetti competenti in materia ambientale." -, riguardo alle attività produttive si parla di rivedere il famigerato art.25 delle norme attuative del corrente PRG perché "l’incremento delle richieste per attività produttive è diventato oggi troppo impetuoso per poter essere regolato solo con tale strumento".
Per tutto quanto su riportato, poniamo le seguenti domande:
  • Visto che viene più volte citato nel R.A.P. l’arresto del consumo di suolo, quali azioni sono previste per bloccare la costruzione di nuovi capannoni?
  • Come si intende conciliare la richiesta di status di Zona Economica Speciale con i propositi ed i rischi di cui sopra?
  • Sono previste misure per il riuso dei capannoni esistenti insieme ad un forte ridimensionamento dell'area attuale impedendo quindi l'edificazione di nuovi manufatti?
  • Come si intende conciliare la presenza delle attuali attività con quella delle abitazioni, degli orti familiari e delle colture in generale in modo che questi ultimi non vivano più disagi che sono diventati ormai quotidiani?
  • Si intende mettere in piedi delle iniziative e dei meccanismi per il monitoraggio delle attività esistenti ai fini preventivi ed anche contingenti?
  • Sono previste azioni di coordinamento con le aree industriali/PIP contigue di Puglianello/Amorosi/Faicchio per rivedere complessivamente le dimensioni? In che modo si pensa di rapportarsi coi comuni confinanti in merito all’inserimento di impianti potenzialmente impattanti in modo da tutelarsi da proposte simili all’ultima sul biogas di Puglianello?
  • E' stata identificata o si intende identificare e condividere la tipologia di attività ammissibili sul territorio comunale?
  • Come si intende conciliare la qualità dei prodotti agricoli, del cibo e del turismo rispettoso del territorio con la presenza di una superficie così ampia riservata ai capannoni?
A ulteriore riprova delle condizioni di enorme difficoltà con cui si gestiscono zone così ampie e ad alta necessità di controllo e monitoraggio, ravvisiamo la totale assenza di una regolamentazione anche estetica dell’insediamento dei capannoni, per cui, oltre alle problematiche legate al disagio strettamente ambientale e sanitario, notifichiamo gli scempi di tipo paesaggistico dovuti alla presenza di ampie zone nel perimetro industriale con asfalto, cemento e marciapiedi inutilizzati, nonché lasciate piene di rifiuti abbandonati (oltre che alla mercé dei roghi “neri”).
Pertanto chiediamo, a questo proposito, se sia previsto, insieme allo stop del consumo di nuovo suolo, anche una pianificazione per inserire ed adattare correttamente l’esistente in un piano di riqualificazione e di prevenzione del degrado con monitoraggi, piantumazioni, aiuole, codice colore, o altro sia per le pertinenze pubbliche che per le private.

Fabbisogno abitativo ?
Nell'ultimo decennio la popolazione è aumentata di poche decine di abitanti secondo quanto riportato, citando ISTAT, anche nello stesso R.A.P. del piano urbanistico:
31/12/2008: 4012 abitanti  -  31/12/2011: 4039 abitanti -  31/12/18: 4056 abitanti.
Se nei precedenti 10 anni si è passati da 4012 residenti a 4056 residenti (44 unità in più), in base a quali criteri di stima è stato previsto il fabbisogno di 300-350 ulteriori abitazioni (vd par. 4.5.1 del RAP) per i prossimi 10 anni ?
Anche a questo scopo, chiediamo nuovamente se è stato effettuato un censimento delle abitazioni abbandonate, disabitate e sfitte prima di arrivare alla conclusione incomprensibile di cui sopra.

Antenne
Attualmente siamo in assenza di una regolamentazione comunale per le antenne, il che ha portato negli anni scorsi e nel presente ad una disseminazione incontrollata di antenne in ogni area del territorio, e non solo nel già “famigerato sito” su M. Acero, con conseguente necessità sia di segnalazioni ripetute da parte dei cittadini sia di provvedimenti ad hoc per la rimozione.
E’ prevista una regolamentazione anche urbanistica per gestire le antenne esistenti ai fini sia della tutela rispetto ai rischi elettromagnetici, che dell'occupazione del suolo ed dell'estetica?

Viabilità e piste ciclo-pedonali
I lunghi rettilinei di Via Amorosi (nella tratta che va dal cavalcavia sulla Telesina fino alla discesa di Amorosi) e Via Telese Vetere (dalla cappellina alla prima curva andando verso Telese), a causa del traffico notevolmente aumentato negli ultimi anni e a causa del mancato rispetto dei limiti di velocità, costituiscono un pericolo continuo per chi si muove a piedi o in bici. Purtroppo queste 2 tratte sono state spesso luogo di gravi incidenti talvolta mortali. Sappiamo inoltre che i cittadini le cui case affacciano su queste strade hanno segnalato più volte il senso di pericolo da queste trasmesse agli amministratori ed agli uffici preposti.
Resta la necessità di individuare una serie di soluzioni per ridurre il traffico su auto anche all’interno  di un centro abitato piccolo come il nostro. Ai fini di un reale salto di qualità nella viabilita' il nuovo piano urbanistico, inoltre, dovrebbe agevolare lo spostamento dei nostri ragazzi (e non solo) in maniera autonoma (es: spostamenti da e per la scuola), offrendo a tutti anche un’aria più respirabile oltre che un luogo più sicuro.
Collegando San Salvatore con i comuni limitrofi mediante opportune piste ciclabili e pedonali (da utilizzare anche per gli spostamenti quotidiani non solo per sportivi, turisti o amatoriali), visto anche il favore garantito da un territorio pianeggiante, tutto ciò sarebbe realizzabile.
Mentre invece la proposta apparentemente migliorativa della fruibilità del territorio di una pista ciclopedonale che va da contrada Banca al capoluogo è assolutamente inconsistente dati i dislivelli da mountain-biker.

PUC e PTCP
Vista la recente realizzazione di un capannone nei pressi del Grassano e vista la possibilità tuttora concessa e concretizzata di edificare capannoni sia sulla direttrice S. Salvatore-Amorosi che su quella Cimitero San Salvatore – Puglianello notiamo che ci sono forti contraddizioni con le prescrizioni riportate nel PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Benevento)
Le norme di attuazione (NTA), infatti prescrivono all’art. 95, comma 2.2 di “salvaguardare i rapporti fisico-spaziali e visivi tra il centro di San Salvatore Telesino e i resti archeologici di Telesia, nonché tra lo stesso comune e il corridoio ecologico Porrella, sorgenti di Grassano e Monte Acero;”.
Ed ancora, nell'art.95 comma 2.3, le NTA prescrivono di:
- “evitare il proliferare incontrollato di insediamenti sparsi al contorno dei centri
storici di Amorosi, Guardia Sanframondi, San Salvatore Telesino e Telese Terme;
- evitare la saldatura dei centri di Amorosi, Puglianello e Telese Terme, lungo la SP
n.70 "San Salvatore Telesino - Amorosi" e lungo la SP n.73 "Cimitero San Salvatore Telesino - Puglianello - Cavarena";”

Notando queste palesi contraddizioni ci chiediamo se questa amministrazione intenderà tenere conto delle  prescrizioni su riportate contrariamente a quanto sta già avvenendo.  E se sì, in che modo e con quali strumenti?

Nuovo trend climatico e rischi: prevenzioni e mitigazioni?
Il R.A.P. si basa su dati climatici storici che non sono commensurabili con la situazione attuale e con quella prevista per il futuro, visto che anche gli stessi modelli meteo/climatici sono in continuo aggiornamento per tenere conto dell’innalzamento della temperatura media del pianeta e visto che in certe zone, come nel Sud Italia, il dato medio della temperatura registra una crescita più rapida di quella media del pianeta.
Le nuove tendenze climatiche ed i nuovi dati meteo devono necessariamente occupare una posizione prioritaria nelle nuove pianificazioni di impatto su un territorio come in occasione di un piano urbanistico che hanno una valenza pluridecennale, dato che possono accentuare o mitigare le conseguenze degli eventi estremi (siccità prolungate, temporali violenti con allagamenti, grandinate) e delle crisi risultanti la cui frequenza è in aumento secondo tutti i rapporti scientifici accreditati e pubblicati in letteratura.
Nello specifico della pianificazione urbanistica ci riferiamo, tra gli altri, agli impatti delle precipitazioni violente legati all'impermeabilizzazione del suolo, al contributo di aumento delle temperature locali dati dalla cementificazione in zone rurali a danno del verde (incolto od alberato che sia), alla riduzione di suolo fertile in una fase in cui già registriamo cali di produzione agricola a causa degli eventi estremi stessi e alla presenza di bolle di calore estive nelle zone abitate in assenza di sufficienti piantumazioni urbane.

Considerando le premesse su riportate, poniamo le seguenti domande:
  • Sono state individuate le criticità legate ai rischi dovuti agli eventi meteo estremi ? Se sì, quali azioni sono state predisposte per prevenire e mitigare gli effetti ?
  • E' noto il trend di cementificazione e di consumo del suolo nel nostro comune negli anni?
  • E' stato effettuato un censimento del numero dei capannoni in disuso e delle case sfitte o abbandonate?
  • E’ prevista l’individuazione di aree urbane, e non, in cui effettuare rinaturalizzazioni e rimboschimenti ? E’ prevista la realizzazione di un parco/zona verde urbano per bambini e come luogo di incontro per tutti ?
  • È prevista l’individuazione di norme che impediscano l’estensione ulteriore del consumo di suolo legato alla realizzazione di nuove edificazioni ed infrastrutture o interventi antropici di vario genere?



Sottolineiamo che un'amministrazione al servizio della comunità e del bene comune dovrebbe cercare di ascoltare e rispondere sulle questioni che preoccupano i cittadini e predisporre momenti di confronto reale per cercare di tutelare un territorio già duramente compromesso da interessi privati ed estranei alla salvaguardia del benessere dei cittadini.

In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.
 San Salvatore Telesino, lì 25.05.2020


Per contatti:

Francesco Pascale: tel. 3396575011 - francesco.pascale@ingpec.eu
Mariapia Cutillo: mapia_c@libero.it
Carmela Longo: carmelalongo14@gmail.com
Rocco Minicozzi: minicozzi@tin.it
Maria Mucci: marilinamucci@gmail.com
Angelo Romano: angelo_romano@libero.it

sabato 25 aprile 2020

De Luca...

"La movida ? Vi siete bevuti il cervello ?"
"...ce ne fossero come lui, decisi e che vanno dritti alla sostanza: in Campania numeri bassi per decessi e per contagi. De Luca, uno statista"

Premetto, per capirci, che ad oggi i contagiati ed i decessi presentano in pratica dati omogeneamente bassi in tutto il Sud Italia e la Campania non è nemmeno la meno densamente contagiata. La dice lunga su chi considera il "nostro" governatore come un modello di statista: si tratta di fanatismo o campanilismo e tifo ?

Per i primi 30 gg, una prima fase, ha pure senso un approccio drastico e draconiano per tutti ed ovunque, "si appiattisce la curva" in attesa di capirci qualcosa, sapendo pure di essere in ristrettezze di risorse (di cui quelli come De Luca - che governano da anni e che non disdegnano le chiusure di ospedali per fare economia, non battendo ciglio nemmeno quando i suoi sodali erano saldamente al governo - sono esperti).
Dopo la prima fase, ci vuole intelligenza e si lavora di bisturi, si affinano le regole di distanziamento, si limano o eliminano quelle che non hanno senso, si inizia a puntare su informazione e consapevolezza, si approntano servizi e presidi sanitari che devono reagire bene e presto ad eventuali nuovi focolai in modo da limitarli e spegnerli rapidamente. Si impara da chi ha lavorato meglio in termini di rapporto tra contagi e libertà. Si dà in sostanza valore aggiunto al proprio ruolo politico: obbligare a starsene a casa è, a voler essere seri ed un minimo razionali, un valore aggiunto nostro come individui non certo dei politici.

In Campania, delle strutture e dei servizi sanitari, sia ospedalieri che a domicilio non se ne sa nulla, in concreto: tendo a pensare che a parte qualche aggiunta anti-covid iniziale (tipo Ospedale del Mare), vista la pompa magna con cui si presentano le iniziative (De Luca lo immaginate in silenzio mentre riapre ospedali o manda i medici a domicilio ?), siamo rimasti al palo.
Di mascherine (3 mln annnunciate e rigorosamente monouso (!!!): siamo in 5.8 mln in Campania, fate il conto dei giorni per cui basteranno), test e tamponi per mappare ed isolare i focolai non se ne parla ancora (meno che nel resto d'Italia) se non per iniziative dei singoli, di qualche sindaco e dei privati. 
Di iniziative per ridurre le restrizioni di libertà dove ha senso se ne parla poco o nulla. 
Ma in conclusione, cosa resta dell'operato del governatore campano ? Qual è il suo valore aggiunto ? Come dicevo, appunto, il "nostro" lockdown.

Sarà quindi così per sempre fino alla "sparizione" del virus ?

Ad oggi, fra una battuta truculenta e l'altra le prospettive, come cittadini, sono ancora le stesse del giorno zero presentando come novità la sola urgenza delle riaperture legate all'economia.
In sostanza il virus c'è come prima e non abbiamo concepito fondamentalmente nulla di nuovo per evitare libertà zero nella probabile, cosiddetta da alcuni, fase a yo-yo (Alternanza di periodi di esplosione di contagi e di chiusura - sicuri che sarà una semplice fase 2?) a bambini, ragazzi, adulti ed anziani, stabilendo di riaprire spazi liberi, gratuiti ed ampi come parchi, montagne, laghi, fiumi e spiagge, o le zone interne ed i piccoli centri "già di loro" poco densamente abitati, basandoci sulla consapevolezza e sull'informazione e qua e là, nei punti critici. Di come migliorare i trasporti pubblici o di come passare alle bici, ad esempio, manco se ne parla.
Chi se ne frega della movida, ma è chiaro che è facile parlare di movida per giustificare tolleranza zero come se il mondo e le cose serie consistessero in queste 2 opzioni. La movida, un diversivo come i tanti dei giorni scorsi come quando senza minimamente accennare al caso di 45 contagi (di cui 30 tra il personale sanitario) nell'ospedale di Pozzuoli si continuava ad inveire contro "i singoli a spasso".
Se questi sono statisti...parlerei invece di mediocrità se non ci fosse di mezzo la libertà. Ben vengano, quindi, gli obiettori di coscienza delle restrizioni, quelli seri che se ne vanno per campagne per praterie, boschi e montagne.

Ora, invece, si riapriranno i cantieri edili, le fabbriche e la produzione automobilistica, luoghi di assembramento certi: liberi consumatori/produttori in non libera regione ma soprattutto in non voler essere libera regione.

PS: Molto di quanto detto e riferito a De Luca, vale un pò per la nostra politica nazionale.


Francesco P.

giovedì 6 febbraio 2020

lunedì 13 gennaio 2020

Biometano a Puglianello: rieccolo

Premessa
Mercoledi' 15 alle 20 ci sara' un consiglio comunale a Puglianello sull'impianto di biometano da realizzarsi nell'area PIP di Puglianello.

E' il caso di dire che abbiamo un grosso problema.

Dopo 4 giorni consecutivi di "probabili" alte concentrazioni di polveri sottili sospese nell'aria (il mio strumento di misurazione basato sul laser - non professionale - rilevava valori di pm2.5 e pm10 molto al di sopra della norma) e che ci siamo respirati in assenza di venti e di nuvole notturne col suolo freddo (si creano le condizioni favorevoli per l'inversione termica e quindi per la stagnazione dell'aria: le gelate mattutine a bassa quota nella nostra valle ne sono un segnale), dopo 3 giorni (per ora) di vento da Est in cui abbiamo respirato le emissioni di qualche impianto di "trasformazione" della sansa (da Solopaca ?), dopo i tanti giorni e le tante volte al giorno in cui abbiamo respirato cattivi odori provenienti dalla zona ind.le di S.Salvatore Telesino (oltre ai tanti episodi di incendio ai capannoni in cui ci siamo ritrovati ad essere letteralmente abbandonati a noi stessi) eccoci ora con l'aggiunta del nodo Biogas a Puglianello, l'ultimo problema in ordine di tempo su cui nessuno sembra voler proferire parola, tanto fra i cittadini quanto fra gli amministratori di S.Salvatore (non è che altrove nel circondario le voci abbondino).
A questo punto non mi chiedo piu' se davvero si tratti di indifferenza o anche di paura di esporsi, evidentemente non abbiamo a che fare ne' con l'una ne' con l'altra: vogliamo esplicitamente tutto quello che ci viene letteralmente "scaricato" addosso.

Per quei pochissimi a cui dovesse interessare, ritornando all'impianto a biometano di Puglianello ed al consiglio comunale di mercoledi' sera, al di la' delle possibili e probabili scaramucce amministrative paesane che potrebbero celare situazioni che vanno oltre i nostri stretti interessi da cittadini - ne sappiamo qualcosa come sansalvatoresi - non contiamo sugli altri per farci togliere le castagne dal fuoco, potrebbero non essercene "di altri" a provarci, stavolta.

F.P.

giovedì 26 dicembre 2019

Decrescita senza aggettivi

Una interessante lettura natalizia in 7 parti (per ora 7, a detta di Marco Pierfranceschi, l'autore) sulla nostra specie, il nostro rapporto "storico" con la biosfera, il nostro futuro probabile: "La questione ambientale".


Ci rifletto spesso, sì, ed altrettanto spesso concludo che è vero: per leggere questo lungo post devi consumare energia e materiali.
Ma forse è più comodo credere che le risorse siano infinite ed accusare di ipocrisia e contraddizione chi cerca di ragionarci, da facebook/web,  finché non si raggiunge una consapevolezza diffusa.
Oppure magari devono parlarne solo gli amish, qualche perseguitata tribù pseudo-selvaggia, eventualmente al loro interno senza troppo disturbarci, oppure ancora...qualche eremita.


In realtà può darsi che parlandone, conducendo delle analisi collettive intelligenti - ma ancor più sicuramente senza nemmeno parlarne - lo stesso FB (la stessa internet), in un qualche futuro, potrà non necessariamente essere più (ritenuto) uno strumento prioritario e sostenibile (o accessibile a tutti, ma questo è un problema gemello che richiede una discussione socio politica in parallelo), ma ciò non toglie nulla al fatto che si debba pur partire da qualcosa per rifletterci, e forse la rete di telecomunicazioni chiamata internet è lo strumento più efficace, al momento almeno, per innescare considerazioni su larga scala molto più di qualche azione eroica o delle gare a chi ha più titolo a parlarne (sinonimo di non mettere mai più queste tematiche al centro delle nostre riflessioni).
Del resto, in "questa" parte del mondo dove si "consumano 3,4,5 pianeti", per il solo fatto di abitarci (escludendo forse il 10% più povero), non potrebbe parlarne appunto quasi nessuno.
Le contraddizioni, l'allarme ipocrisia - almeno per quanto mi riguarda personalmente ed in questa fase della mia riflessione - al momento le riservo ai discorsi che nel "perseguire" pratiche e politiche a favore della biosfera vogliono far preservare (spesso far crescere) i consumi attuali di energia e di materia o a chiunque, in risposta alla crisi ambientale, auspichi l'acquisto e il consumo di nuove tipologie di merci o soluzioni da produrre in massa e che talvolta (e non sempre) realizzino efficienze relative, ma non assolute, in un un sistema economico che ha bisogno di allargare i "mercati" per sopravvivere.

F.P.

sabato 21 dicembre 2019

Il raddoppio della Telesina si fa...i nuovi posti di lavoro

Riporto un mio commento FB in replica a chi dice che non possiamo fare a meno di questo raddoppio a causa degli incidenti che si verificano.

Come al solito questi discorsi non sono semplici e quando si parla di morti la situazione diventa delicata.
Innanzitutto non abbiamo la possibilità di decidere, in nessuna sede, il livello di compromesso fra infrastrutture ed i beni indispensabili che ci vengono sottratti irreversibilmente a causa loro.
Se leggiamo le statistiche degli incidenti (Istat e ACI) per km (La Telesina nel 2018: 0,17 incidenti/km a metà classifica in Campania, una regione di per sè fra le meno "incidentate") e per numero di auto circolanti (BN è fra le ultime in Italia quanto a incidenti per auto circolanti) ci sarebbero molte altre strade (anche a doppia corsia) in condizioni peggiori ed immaginiamo se la soluzione fosse sempre "raddoppiamo" o "aggiungiamo" (a quando la FV Isclero ? E la SS Sannitica ? E l'Appia ? E se facessimo la galleria sotto al Matese ?)...avremmo una unica grande piattaforma di asfalto che collega tutto a tutto.

La SS Telesina del resto dovrebbe diventare obsoleta, visto che si sta costruendo l'alta velocità che dovrebbe migliorare i collegamenti Ba-Bn-Roma su rotaia...lo dico come provocazione perché capisco ma non approvo l'interesse di chi dice "voglio la comodità di sorpassare senza rischi" dimenticando però il costo enorme di queste infrastrutture in termini di suoli, aria, impermeabilizzazioni e di incentivo al traffico su gomma, ma capisco ancora meno la demagogia e l'ipocrisia di chi vuole sia ferrovie che strade raddoppiate sulla stessa tratta come in questo caso.
Le risorse materiali ed economiche per manutenerle non sono infinite così come asfalto e cemento chiamano altro asfalto e cemento con il risultato di fare anche di questa valle l'ennesima periferia degradata insieme alle altre che conosciamo nella nostra regione ed altrove.
E' chiaro che le morti per incidente fanno clamore (e si strumentalizzano coi titoloni, aggiungi gli interessi di chi deve costruire) è chiaro che ogni morte è morte e che talvolta conosciamo le vittime, è anche chiaro che è meno popolare dire che non vadano fatti i sorpassi avventati, o rispettare gli odiosi limiti, rispetto ad un invisibile investimento sui beni comuni di lungo periodo... ma è così che passo dopo passo si arriva a distruggere irreversibilmente un territorio, come altro sennò ?

Link ACI: Campania -> Indicatori statistici per strada

https://www.ottopagine.it/bn/politica/203429/ok-bando-telesina-pd-sfida-vinta-e-noto-chi-ci-ha-lavorato.shtml

F.P.

Neve sul Matese, cronache dal declino o dal collasso ?

Chissà che estate, quella prossima, avremo in valle...non avere neve sui monti del Matese in questo periodo dell'anno dovrebbe farci preoccupare per la disponibilità dell'acqua, per come gestirla per i nostri usi diretti e per la produzione di cibo proprio per la futura stagione con minori piogge. E' in questa fase dell'anno, infatti, che si forma (si è sempre formata) la base di appoggio delle nevicate dei successivi mesi invernali (astronomici), serbatoio e riserva idrica estiva per le valli che ne sono circondati.
Per non parlare degli altri eventi estremi (fra siccità prolungate, grandinate e piogge violente) che si presentano ormai in tutte le stagioni dell'anno mettendo a rischio gli equilibri degli ecosistemi a cui siamo abituati, impoverendo i suoli e degradandone le biodiversità - indispensabili per la nostra sopravvivenza - che li abitano.

Non credo saremo pronti a prendere in considerazione le nostre necessità primarie...i nostri occhi sono tutti per opere come il raddoppio della Telesina, per far viaggiare merci più velocemente con la fighissima Na-Ba, per introdurre sempre più impianti a valle come nelle montagne, per costruire capannoni ed accontentare chi blatera di sviluppo (di chi ?), perché magari ci si vuole far credere, da consumatori annoiati, che si campi di figate non sostenibili e di lavori schiavizzanti di 3° ordine (perchè i capannoni e le grandi opere infrastrutturali, oltre ai costruttori, a quali altre attività possono essere funzionali visto che tutto ci cade addosso senza il nostro minimo coinvolgimento !?) prim'ancora che di cibo, bellezza, di acqua, di aria pulita e di lavoro sempre meno materiale, che possano aumentare il benessere della comunità.

L'immagine qui sopra è tratta da un fotogramma del 21 dicembre 2019 ore 11.37 della webcam con vista sul piazzale di Campitello Matese a quota 1500 slm circa:
https://www.meteoisernia.net/webcam-meteo-molise/campobasso/webcam-campitello-matese.html

Aggiornamento del 17/01/2020: ancor'oggi, in pratica non vi è traccia di neve sui monti del Matese tranne qualche mm dovuto ad una breve nevicata di un paio di settimane fa che non si è sciolta ma a quote superiori ai 1500 m.


F.P.