venerdì 15 gennaio 2021

La scienza, futuri spettrali e decrescita: noi come reagiamo ?

 "Ghastly future", futuro spettrale, termini usati da una moltitudine di scienziati in una pubblicazione in cui non credono che arrivi la cavalleria a salvarci da estinzioni di specie a ritmi molto superiori a quelle di fondo, clima e distruzione degli ecosistemi nonchè dei loro servizi che, a loro dire, si autoalimenteranno e si avviteranno con problemi sanitari, sociali ed economici implicando sempre minore lucidità nelle scelte.

"Underestimating the Challenges of Avoiding a Ghastly Future" -> "Sottovalutare le sfide da sostenere per evitare un futuro spettrale"

Aggiungiamoci anche il documento di 4 giorni fa del comitato scientifico dell'Agenzia Europea dell'ambiente (EEA), organo istituzionale dell'UE, che dice che la crescita economica è incompatibile con la sostenibilità, e che bisogna fare proprie le indicazioni che arrivano da economie della decrescita e della post crescita, avvisandoci dei problemi legati anche all'economia circolare che pure sembrava una panacea.

"Growth without economic growth" -> "Crescita senza crescita economica"

Entrambi mettono il bollino scientifico su una sensazione in effetti abbastanza percettibile ed intuibile, per quanto non vi sia alcuna traccia nelle nostre scelte e spesso nelle nostre discussioni.

Consideriamo l'ultima bozza del 12 gennaio 2021 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), alias Recovery plan, alias Next Generation EU o anche le 62 osservazioni al piano di Italia Viva (più che a sogghignare vi invito a riflettere sul fatto che siano gli unici 2 documenti disponibili su come spendere 210-220 mld che si considerano una vincita alla lotteria e pertanto vanno considerati come le loro liste dei sogni, immaginate...) e togliamo per un attimo la tara delle inutili fazioserie e strategie politiche.

Se provate a leggere i paragrafi che parlano di "rivoluzione verde","transizione ecologica", di "green jobs", in relazione anche a tutto il resto (infrastrutture, digitalizzazione/5g) in entrambi i casi (Governo ed Italia Viva) non provate a cercare gli obiettivi reali in termini di biosfera da tutelare, è inutile.
Non troverete riferimenti a soglie o indicatori biofisici che si potranno monitorare e verificare, su cui rispondere in caso di mancato conseguimento (accountability, la chiamano).
Troverete solo un modo diverso di spingere la crescita, usando il motore del mercato del momento, l'"ambiente": infrastrutture ed impiantistica, digitalizzazione e 5G come volani di nuovi sviluppi,  produzioni, traffico e consumi. Non troverete mica stime su consumo di suolo evitato, emissioni evitate (nella prima bozza almeno le emissioni di CO2 c'erano), estinzioni e consumi di habitat evitati, rifiuti evitati, inquinanti da sintesi chimica evitati !? Nulla di tutto questo.

Se arriveranno questi 210-220 mld, oltre a dover immaginare il costo economico e sociale futuro da pagare per queste cifre, aspettiamoci anche scelte irrazionali e profondamente contraddittorie che invaderanno i territori, in nome della transizione verde e dei green jobs. Saranno consapevolmente e beffardamente contraddittorie, da piano.

mercoledì 13 gennaio 2021

Fridays for Future e la loro presunta "bufala del sovrappopolamento"

Riflessioni a seguito della pubblicazione di questo post di FfF, paragrafo "La bufala del sovrappopolamento del pianeta"

Popolazione e consumi: non si dovrebbe porre più utilmente la domanda "dove e come mettere le asticelle di demografia e consumi con attenzione, cura ed equità" piuttosto che asserire seccamente "la sovrappopolazione è una bufala" ? Figlio di Impact=Population x Affluence x Technology (Impatto=Popolazione x consumi pro capite x efficienza tecnologica) quale sono, fatico troppo con la narrazione di FfF che sintetizza i problemi in "sovrappopolazione no, eccesso di consumi pro-capite sì" (lasciamo perdere le accuse di classismo e razzismo), come se la realtà non fosse molto articolata, non solo considerando le tante possibili combinazioni di popolazione e consumi pro-capite ammissibili da un sistema limitato come la nostra biosfera, ma anche in ragione delle condizioni locali sia di densità di popolazione sia di biocapacità e certamente delle condizioni di equità sociale e di cultura: del resto qual è il senso di parlare di sostenibilità, di generazioni future, senza attaccare gli squilibri interni e fra stati ? Non è in dubbio questo, o meglio per me non lo è.

Limitandoci a consumi pro capite e a popolazione, senza essere eccessivamente complessi come il tema meriterebbe, secondo il metodo e gli indicatori presi in considerazione dal Global Footprint Network (GFN) - per intenderci quelli del calcolo dell'overshoot day, fra i pochi enti indipendenti a mettere pubblicamente in relazione biocapacità del pianeta ed impronta umana - se tutta la popolazione mondiale avesse l'impronta di un cubano medio del 2017 ci vorrebbero 1.14 pianeti Terra.
La popolazione mondiale del 2017 era di circa 7.5 mld. 
7.5 mld persone / 1.14 pianeti = 6.6 mld persone/pianeta circa.

Insomma, secondo il GFN le "risorse" di 1 pianeta Terra (disponibili al 2017) sarebbero sufficienti se fosse abitato da 6.6 mld di persone con lo stile di vita di un cubano medio (del 2017).
Perchè Cuba ?

1) Ha un rapporto aspett. di vita media / PIL tra i migliori
2) E' tra gli stati del punto 1) che più si avvicinano ad 1 pianeta di "fabbisogno"
3) Non è ascrivibile fra i Paesi occidentali nell'accezione comune 
4) Abbiamo tutti, chi più chi meno, una qualche idea del loro stile di vita, su cui fare paragoni.

Possiamo trarre come conclusione da quanto sopra - per quanto i numeri non vadano presi per oro colato ma come indicativi - che possiamo permetterci, ai fini della sostenibilità, gli stili attuali e congiuntamente trattare la sovrappopolazione come una bufala ? Credo di no.

Vivere come cubani non è vivere come italiani (dobbiamo più che dimezzare la ns impronta) , ma neanche come un abitante dell'Africa centrale (devono poter avere accesso a risorse che permettano loro di "salire" alle condizioni dei cubani), così come 6.6 mld non sono 7.8 mld (siamo in troppi anche come "cubani").

Non so se il GFN soffra di bias da bianchi benestanti (o se sia parte del complotto, propagatore di bufale) ma già messa così (e non sono un esperto, quindi mi sfuggono chissà quanti ordini di grandezza di complessità), cioè con numeri che parlano solo di consumi e di popolazione complessiva (per quanto da controllare e ricontrollare), come facciamo a semplificare messaggi indirizzati a diffondere il concetto di sostenibilità con un secco, accusatorio e semplificatore "la sovrappopolazione è una bufala da razzisti bianchi benestanti" senza confutare chi, esperto con metodo, dice il contrario ? 
Un interlocutore come FfF, fatto di ragazzi, studenti, da cui ci si aspetta spinta, domanda di scienza ed anche offerta di scienza (ricordate gli inviti di Greta a seguire la scienza ?) mette il dibattito sulla sostenibilità su una strada non certo agevole, quanto meno di semplificazione eccessiva (per esperienza  quando per qualche motivo non la si racconta tutta inizio a pensare a sintomi di cattivi retroscena per FfF, vediamo).

Francesco P.

mercoledì 14 ottobre 2020

Riflessioni sulla trasformazione del territorio

L'episodio a cui mi riferisco è al momento un passo di trasformazione potenziale, negli intenti, nella pancia, ed anche gli intenti e la pancia contano. Determinano, alla lunga, le scelte.  E' quantomeno una buona simulazione, anche se non si dovesse realizzare l'idea.

Sto assistendo, una volta tanto da passivo* ad una discussione social in cui si parla di rimpiazzare un'area verde, avente suolo boschivo, con 3 ettari circa di edilizia a ridosso di Telese, come miglior compromesso per trattenere il polo scolastico "a Telese" (l'area proposta e' amministrativamente di S.Salvatore, ma e' fisicamente di Telese) senza congestionarla.

Premetto che il post su social a cui mi riferisco dice che finalmente a Telese si puo' liberamente parlare di certi argomenti, presumo che ci si riferisca alle ultime elezioni e ad argomenti di pubblico interesse e ne deduco quindi che almeno l'autore sia filo-maggioritario ed il suo intento è di raccogliere feedback.

Una grande parte dei numerosi intervenuti (i commenti sono ancora in evoluzione) si mostra entusiasta di quella proposta o di proposte simili che prevedono nuovo suolo da consumare, magari altrove, a margine del centro abitato, appunto per decongestionarlo.
Aumentando di un minimo il dettaglio sui tanti commenti favorevoli - escludendo, quindi, chi in maniera esplicita o velata teme di far perdere a Telese "anche il polo scolastico" e chi è contrario - appare chi dice che è una grande soluzione senza "se", chi, fra i "se" propone accorgimenti a compensazione del verde sottratto o parla di edilizia scolastica "green" immersa nel verde, altri dicono che la propria concezione di ambiente comprende la salvaguardia degli alberi sulle montagne, mentre gli alberi a ridosso dei centri, in termini ambientali, sono trascurabili (ironia: la battaglia a tutela delle montagne del Matese è stata minoritaria e per molti tratti quasi solitaria), altri ancora dicono che tanto la pineta che ricopre l'area e' pressoche' morta.
Detto questo, mi inquieta molto il fatto che non si accenni (c'è qualcuno, per fortuna, che cita il consumo di suolo) al rischio che l'impermeabilizzazione di nuovo suolo possa aumentare l'occorrenza e la severità degli allagamenti nel centro abitato di Telese: solo qualche settimana fa si vedevano i tombini saltare, insieme alle strade ed alle cantine allagate, per una pioggia di media intensita'.
Intanto, nel momento in cui scrivo, le parole allagamento (o altri suoi sinonimi) e riuso sono assenti, né leggo domande o dubbi che ne facciano riferimento esplicito al punto di pensare ad un generale processo di rimozione collettiva...Evidentemente decongestione, nostalgia e, per taluni, economia da "campanile" sono tentazioni e sentimenti irresistibili che non prevedono considerazioni o quantomeno dubbi così ovvi e pertinenti alla sfera della sicurezza e del forte disagio.. 

E se parlassimo di effetti e visioni di piu' lungo periodo ?
Si è provato a combinare gli effetti di questa proposta con le altre grandi impermeabilizzazioni e consumi di suolo locali previste con le 2 grandi opere rappresentate da TAV Na-Ba e raddoppio della Telesina ? E il paesaggio ? Faccio fatica a non vedere tutto questo come parte dello stesso approccio e tipo di visione basato su una presunta e autoreferenziale necessità di crescere nei consumi fino ad arrivare a produrre territori simili a quelli di vasti hinterland di manufatti in passato usati come riferimento negativo in quanto a qualità della vita.
A questo punto si rischia di passare per ridicoli se si fa notare che rimpiazzando aree verdi con nuovi manufatti edilizi si accentuano le bolle di calore estive che saranno abbinate a temperature massime anomale sempre piu' frequenti negli anni. Oppure considerando che con la sottrazione di altra superficie verde dal resto del contesto che lo circonda, anziche' ripristinarla, si riducono ulteriormente gli habitat naturali e la biodiversita' locale contenuta.

Ad ogni modo di tutta questa storia, in cui alla prima occasione si propone di ipermeabilizzare 3 ettari di suolo boschivo in un territorio comunale notoriamente martoriato dal cemento, colpisce l'immediatezza, la genuinità, la spontaneità non mediata della proposta e dei favori raccolti. Non mi colpisce molto altro. Poi magari ci si corregge per strada, qualcuno farà notare che ecc ecc, ma chissà...

*Non credo di essere in grado di dare contributi utili in un contesto cosi' polarizzato e per di piu' non so nemmeno se si accetta utilmente una opinione non richiesta, per quanto si tratti di una bacheca pubblica. Mi e' gia' capitato di entrare in thread di discussione simili in passato finendo con il dover gestire etichette varie appiccicatemi addosso senza imparare nulla di nuovo e senza riuscire a condividere i messaggi di urgenza che di solito, in situazioni in cui si trattano argomenti simili, ritengo indispensabili da discutere. Al momento sento il bisogno di farne solo un web-log ante litteram (un diario web, alla vecchia maniera e chi leggerà lo farà poco più che per caso. Non lo linkerò di mia iniziativa nei social).


Francesco Pascale

sabato 12 settembre 2020

Uniamo i puntini ed osserviamo il disegno: dove sta la coppola ? ... e dove stanno i singoli colpevoli ?

Questi punti numerati creano un profilo, uniamoli.

1."Il parco nazionale del Matese deve creare sviluppo o non ha proprio senso"
2."Bastardi piromani !!!"
3."Telese deve sviluppare le sue potenzialita' naturali. Prendiamo il lago e riqualifichiamolo: mettiamoci delle bellissime casette, ecosostenibili eh, sulle sue sponde"
4."Se non metti l'eolico sul Matese come vuoi produrre energia ?"
5."Gli incendi sono colpa delle ecomafie"
6."Con le risorse del recovery fund bisogna perseguire la digitalizzazione, la transizione ecologica e la crescita"
7."Il 5G riduce le emissioni di CO2 ed i consumi energetici"
8."Vi votiamo, cari meno peggio, anche se non accennate nemmeno un poco ai beni primari"
9."La colpa è dei soliti assassini che hanno bisogno delle 'giornate' e di quelli che devono far alzare aerei ed elicotteri"
10."San Salvatore ha bisogno di 300-350 nuove abitazioni nei prossimi 10 anni"
11."Incendio al sito di rifiuti: c'è la mano della criminalità"
12."Gli aumenti di temperatura sono sempre avvenuti"
13."In estate fa caldo, qual è la novità ?", "Le grandinate ci sono sempre state"
14."Fra covid e 2 miliardi di mascherine + miliardi di altri oggetti monouso rassicuranti, meglio sacrificare 'l'ambientalismo' (l'ambientalismo !!!, ndr) che migliaia di vite umane"
15."Il TAV riduce le emissioni ed è un mezzo di trasporto ecologico"
16."Dobbiamo dichiarare lo stato di calamità"
17."I raddoppi stradali migliorano la vita e creano sviluppo"
18."Resteranno solo mucche e pecore. Ma andremo su Marte"
19."Immondizia per le strade. Dobbiamo insegnare educazione ambientale: non gettare i rifiuti per strada, riciclo e sviluppo sostenibile nelle scuole"
20. "Occorre perseguire una crescita economica green"
21."La tecnologia salvera' l'ambiente. Pensate, faro' installare i led ad Amorosi. Faranno risparmiare soldi che potremo riutilizzare per portare l'illuminazione pubblica anche in tutte le campagne".
22."Vabbe', salutiamo i vigneti e speriamo che il TAV Na-Ba ci porti crescita, sviluppo e progresso"
23."Parco regionale del Matese: accordo con Unisannio e collegio dei geometri nell'ambito del progetto di urbanistica partecipata di Benevento"...un giorno vedremo anche i cittadini consapevoli, i naturalisti ed i geologi da qualche parte a parlare di specie animali e vegetali, fonti, acqua, rocce riferendoci a quella che dovrebbe essere l'area di massima tutela naturale, almeno sulla carta.




E no, non vedo la coppola, non vedo l'eccezionalita' della criminalita' in territori, comunita', regioni del pianeta che mettono la biosfera al primo posto insistentemente e consistentemente. Vedo una megamacchina con noi tutti alla guida con la biosfera che ha senso nella misura in cui e' oggetto di conquista economico. Un nonsense, insomma.

Se non cresce la nostra consapevolezza diffusa in ogni contesto (cosa che può accadere solo parlandone di continuo, per ogni decisione, anche in piccoli contesti come la Valle Telesina ed i monti che la contengono), come un gruppo di astronauti su una navicella spaziale altamente conscio di avere a bordo risorse pregiate ma limitate ...vedo in quell'immagine, come dicevo, noi tutti e gli effetti che siamo in grado di produrre.

Preciso che i commenti elencati sono un estratto di frasi reali e liberamente estrapolate da discussioni verbali e testuali prese da social, da incontri in corridoio, da articoli, in aula consiliare, a tavola, nei bar, con parenti, amici, conoscenti e sconosciuti, avvenuti nel mio circondario, al lavoro, in giro in libertà.


Nota (ironica, mi dicono di esplicitarlo perche' c'e' chi ci puo' credere) : Cari candidati di ogni ordine e grado suggerisco di pescare fra questi commenti, a vostro piacimento, le motivazioni per giustificare l'andazzo attuale e preparare il futuro della gestione del nostro territorio, degli ecosistemi, della biosfera, ma che riacquisiranno un nuovo senso come oggetto di recovery fund da spendere per lo "sviluppo sostenibile" ed a favore dell'ambiente.

Pubblicazione scientifica recente: L'impatto passato e futuro dell'uomo sulla biodiversità dei mammiferi

Francesco P.


mercoledì 9 settembre 2020

Incendi: ci risiamo. Dopo M. Cigno, M. Erbano e M. Taburno

Incendi: di nuovo disperazione, componimenti lirici, preghiere, imprecazioni contro il piromane di turno, talvolta genuini e sentiti, talvolta forse di maniera o di facciata. E lo dico per statistica e guardando agli effetti, non sulla base di valutazioni dirette sui singoli o sulle singole esternazioni.

 La necessità ed il percorso di rielaborazione di disastri come gli incendi prolungati ed estesi sono comprensibili, per carità: quante volte, in passato, mi è capitato lo stesso personalmente - e questo caso non fa eccezione - per degli interi pezzi di territorio stravolti da decisioni nefaste ben precise e che si sono degradati gravemente sia sotto i miei occhi (talvolta sotto le grida mie e di pochi miei amici, talvolta a lato dei nostri documenti di denuncia e di proposta) sia dopo aver visto immagini dello stesso tenore che provenivano da altrove. Mi è fin troppo chiaro - come molti si affrettano a sottolineare in questi casi -  anche che il pianeta Terra sopravvivrà a noi in qualche forma e stato, del resto il 99% delle specie affacciatesi sul pianeta (come noi) si e' già estinto da quando esiste la vita.

A valle di queste consapevolezze ci tengo a dire che il mio stato di rielaborazione di questo tipo di eventi e' tale per cui, se beni come aria, fonti, suolo, biodiversità, non sono considerati variabili indipendenti, nei contesti in cui si parla di politica (sottolineo che mi riferisco anche e soprattutto a contesti in cui sono presenti cittadini non direttamente interessati alle elezioni), non posso fare a meno di esplicitare che non si stia perseguendo l'indispensabile. Al punto in cui siamo arrivati. Purtroppo però, già in questa fase della discussione, in questi contesti che fanno politica, nella stragrande maggioranza dei casi il livello di attenzione si azzera per mille motivi. Fra i piu' gettonati, "e' questione di criminalita'", talvolta micro, talvolta macro. Peccato.

Anzi, bene e' pure sempre un elemento di chiarezza. Per questo io non voto, e non mi resta che continuare a provare ad agire dove posso, a parlare, a discutere ed argomentare finché ne avrò forza, voglia e passione.

Sottolineo che il "per questo" include, meglio ribadirlo, il nostro atteggiamento come cittadini, come eletti e come candidati. 
Sono dell'idea che ce ne usciamo da queste crisi profonde, per quanto non senza danni ormai, solo intaccando il cuore della nostra cultura, di comunità, di specie, mettendo al centro la biosfera in ogni decisione, scelta, valutazione. Non delegando, non incolpando i singoli, non deresponsabilizzandoci.

Francesco P.

mercoledì 12 agosto 2020

5G e danni ambientali - Ma come, le specifiche tecniche del 5G non parlano di diminuzione dei consumi !?

Ci siamo mai chiesti perché, nonostante tutti gli efficientamenti legati alle innovazioni tecnologiche, gli indicatori biofisici prioritari del pianeta siano in continuo degrado (alcuni hanno già raggiunto stati critici:Stockholm University: link al grafico dei limiti planetari) ?

Le efficienze relative (risparmio per unità) hanno un senso ecologico se, semplifico, il numero degli oggetti che le implementano non si aggiungono o non aumentano rispetto a quelli esistenti per effetto rimbalzo/Jevons (in breve: spendo quello che risparmio in nuovi consumi col risultato di essere ancora più dannoso), nonche' per incentivi continui ai consumi, ma hanno un senso anche se non inducono ad obsolescenze incontrollate.

L'introduzione di decine di miliardi di nuovi dispositivi 5G-ready, come auspicano le aziende del settore, in che modo farebbero decrescere i consumi, e di cosa, poi ? Di energia, di materia ? decresce anche la produzione di rifiuti ? Tranne in pochi rari casi di scienziati che leggono i numeri, preoccupati dagli indicatori dei consumi passati e da quelli dello stato del pianeta, a quanto pare non interessa ed è anzi tabù. 

Finché crediamo di risolvere i problemi solo introducendo tecnologie che "consumano unitariamente meno", come il 5G promette di fare, senza nemmeno prendere in considerazione analisi LCA che comprendano le quantità complessive, le materie e le energie grigie (quanta energia ci costa per produrre ?), e tutti gli impatti dalla culla alla tomba, che comportano anche il rischio di portare ad un "NO, per quanto questa scelta sia ottima per il mercato e la sua crescita o persino per le nostre comodità, fa più danni se costringe a buttare via tutti gli oggetti pre-esistenti e cmq non possiamo permetterci di produrne per 7.7 mld di persone", stiamo parlando del nulla o al più di una valutazione zoppa.

Lavoriamo pure, tutti ed in tutti i settori, sulle efficienze relative e sulle valutazioni di impatto LCA per i nuovi prodotti/dispositivi, ma anche sull'individuazione di eventuali break even ecologici (le produzioni ed i consumi al di sopra dei quali si va in insostenibilità), la politica e noi come cittadini, poi, dobbiamo far sì che questo sia preso in considerazione e realizzato.

Altrimenti si tratta del solito BAU, business as usual, dipinto di verde che ci porta al collasso e non al miglioramento generalizzato possibile alle condizioni e conoscenze attuali su una finestra temporale umana (che poi e' progresso).

I precedenti, purtroppo, e torno all'inizio, non sono affatto confortanti e l'idea del sufficiente, che dovrebbe essere una regola di buon senso in assenza di calcoli precisi, non ci è congeniale (i bonus iva dei parlamentari rapaci sono solo un campione, forse ben significativo).

Nota: post tratto da un mio commento in replica ad un altro commento Facebook che parla di 5G e di come grazie alla tecnologia nuova si conseguano decrescite di consumi.

Francesco P.

lunedì 25 maggio 2020

Osservazioni al PUC 2020

Cittadini in Movimento -S.Salvatore Telesino


Al sig. sindaco
Ai consiglieri comunali
del comune di S. Salvatore Telesino
e p.c.
al Responsabile dell’Area Tecnica
del comune di S. Salvatore Telesino

Oggetto: Osservazioni preliminari al PUC (Piano Urbanistico Comunale) di S. Salvatore Telesino

Di seguito riportiamo una serie di nostre osservazioni relative al PUC attualmente in discussione, con lo scopo di evidenziare alcune problematiche di cui chiediamo si tenga conto nel percorso di pianificazione del territorio di S. Salvatore Telesino, e per porre alcune domande finalizzate a rendere pubbliche le modalità in cui l’amministrazione comunale intende gestirle.

Zona industriale
A partire dal 2015, ad oggi, si sono contati ben 5 grandi incendi sviluppatisi all’interno, talvolta estesi all’esterno, di capannoni presenti sul nostro territorio e che per lo più si sono risolti dopo varie ore di intervento da parte dei VV.FF.  con la totale devastazione degli stessi e con la loro conseguente inagibilità. In queste occasioni la popolazione non è stata mai messa a parte di azioni di tutela nell’immediato dell’emergenza, nè mai si è avuto alcun riscontro pubblico di particolari azioni volte a prevenire nuovi roghi o per condividere gli esiti di eventuali analisi politiche finalizzate a mitigare futuri rischi simili.
A questi “incidenti”, che presentano una frequenza ed una statistica quantomeno insolite, si aggiungono gli effetti delle normali attività delle aziende del territorio che creano forti disagi alla popolazione e che sono legati per lo più ad emissioni odorigene di origine ignota più volte segnalate con lettere protocollate e con diverse raccolte di firme indirizzate al sindaco che non hanno mai avuto alcun riscontro.
Le emissioni odorigene, il fumo da combustione emesso normalmente da alcune attività, e la presenza di particolato fine diventano particolarmente insidiose soprattutto in presenza dell’inversione termica che ostacola il ricambio verticale dell’aria ed in estate quando con maggiore frequenza si tende ad agevolare, con l’apertura di porte e finestre, la frescura ed il ricambio d’aria.
Il disagio, legato agli incidenti quanto alla quotidianità delle attività industriali e che, ad ogni occorrenza e manifestazione, genera allarme sociale, acquisisce maggiore rilevanza per le abitazioni che sono inserite all’interno o a ridosso del perimetro attualmente individuato per gli insediamenti produttivi le cui dimensioni sono prossime a circa 200 ha (300 campi di calcio). A tali disagi immediati e diretti si aggiungono anche quelli legati alla presenza, nell’area industriale, di orti per autoconsumo e di campi coltivati.
Tutto quanto sopra rende evidente, ove ve ne fosse bisogno, la sostanziale impossibilità di gestire una zona così ampia da riservare alle attività produttive o comunque all’insediamento di nuovi capannoni, a maggior ragione se inserita in un’area storicamente abitata e coltivata.
Del resto nel R.A.P. (Rapporto Ambientale Preliminare) - vedi "RAP Gennaio 2020.pdf"-, documento con ruolo centrale nella fase preliminare della procedura, descrive “gli obiettivi principali del piano ed il contesto territoriale nel quale si inserisce, al fine di avviare la fase di consultazione preliminare con le autorità ed i soggetti competenti in materia ambientale." -, riguardo alle attività produttive si parla di rivedere il famigerato art.25 delle norme attuative del corrente PRG perché "l’incremento delle richieste per attività produttive è diventato oggi troppo impetuoso per poter essere regolato solo con tale strumento".
Per tutto quanto su riportato, poniamo le seguenti domande:
  • Visto che viene più volte citato nel R.A.P. l’arresto del consumo di suolo, quali azioni sono previste per bloccare la costruzione di nuovi capannoni?
  • Come si intende conciliare la richiesta di status di Zona Economica Speciale con i propositi ed i rischi di cui sopra?
  • Sono previste misure per il riuso dei capannoni esistenti insieme ad un forte ridimensionamento dell'area attuale impedendo quindi l'edificazione di nuovi manufatti?
  • Come si intende conciliare la presenza delle attuali attività con quella delle abitazioni, degli orti familiari e delle colture in generale in modo che questi ultimi non vivano più disagi che sono diventati ormai quotidiani?
  • Si intende mettere in piedi delle iniziative e dei meccanismi per il monitoraggio delle attività esistenti ai fini preventivi ed anche contingenti?
  • Sono previste azioni di coordinamento con le aree industriali/PIP contigue di Puglianello/Amorosi/Faicchio per rivedere complessivamente le dimensioni? In che modo si pensa di rapportarsi coi comuni confinanti in merito all’inserimento di impianti potenzialmente impattanti in modo da tutelarsi da proposte simili all’ultima sul biogas di Puglianello?
  • E' stata identificata o si intende identificare e condividere la tipologia di attività ammissibili sul territorio comunale?
  • Come si intende conciliare la qualità dei prodotti agricoli, del cibo e del turismo rispettoso del territorio con la presenza di una superficie così ampia riservata ai capannoni?
A ulteriore riprova delle condizioni di enorme difficoltà con cui si gestiscono zone così ampie e ad alta necessità di controllo e monitoraggio, ravvisiamo la totale assenza di una regolamentazione anche estetica dell’insediamento dei capannoni, per cui, oltre alle problematiche legate al disagio strettamente ambientale e sanitario, notifichiamo gli scempi di tipo paesaggistico dovuti alla presenza di ampie zone nel perimetro industriale con asfalto, cemento e marciapiedi inutilizzati, nonché lasciate piene di rifiuti abbandonati (oltre che alla mercé dei roghi “neri”).
Pertanto chiediamo, a questo proposito, se sia previsto, insieme allo stop del consumo di nuovo suolo, anche una pianificazione per inserire ed adattare correttamente l’esistente in un piano di riqualificazione e di prevenzione del degrado con monitoraggi, piantumazioni, aiuole, codice colore, o altro sia per le pertinenze pubbliche che per le private.

Fabbisogno abitativo ?
Nell'ultimo decennio la popolazione è aumentata di poche decine di abitanti secondo quanto riportato, citando ISTAT, anche nello stesso R.A.P. del piano urbanistico:
31/12/2008: 4012 abitanti  -  31/12/2011: 4039 abitanti -  31/12/18: 4056 abitanti.
Se nei precedenti 10 anni si è passati da 4012 residenti a 4056 residenti (44 unità in più), in base a quali criteri di stima è stato previsto il fabbisogno di 300-350 ulteriori abitazioni (vd par. 4.5.1 del RAP) per i prossimi 10 anni ?
Anche a questo scopo, chiediamo nuovamente se è stato effettuato un censimento delle abitazioni abbandonate, disabitate e sfitte prima di arrivare alla conclusione incomprensibile di cui sopra.

Antenne
Attualmente siamo in assenza di una regolamentazione comunale per le antenne, il che ha portato negli anni scorsi e nel presente ad una disseminazione incontrollata di antenne in ogni area del territorio, e non solo nel già “famigerato sito” su M. Acero, con conseguente necessità sia di segnalazioni ripetute da parte dei cittadini sia di provvedimenti ad hoc per la rimozione.
E’ prevista una regolamentazione anche urbanistica per gestire le antenne esistenti ai fini sia della tutela rispetto ai rischi elettromagnetici, che dell'occupazione del suolo ed dell'estetica?

Viabilità e piste ciclo-pedonali
I lunghi rettilinei di Via Amorosi (nella tratta che va dal cavalcavia sulla Telesina fino alla discesa di Amorosi) e Via Telese Vetere (dalla cappellina alla prima curva andando verso Telese), a causa del traffico notevolmente aumentato negli ultimi anni e a causa del mancato rispetto dei limiti di velocità, costituiscono un pericolo continuo per chi si muove a piedi o in bici. Purtroppo queste 2 tratte sono state spesso luogo di gravi incidenti talvolta mortali. Sappiamo inoltre che i cittadini le cui case affacciano su queste strade hanno segnalato più volte il senso di pericolo da queste trasmesse agli amministratori ed agli uffici preposti.
Resta la necessità di individuare una serie di soluzioni per ridurre il traffico su auto anche all’interno  di un centro abitato piccolo come il nostro. Ai fini di un reale salto di qualità nella viabilita' il nuovo piano urbanistico, inoltre, dovrebbe agevolare lo spostamento dei nostri ragazzi (e non solo) in maniera autonoma (es: spostamenti da e per la scuola), offrendo a tutti anche un’aria più respirabile oltre che un luogo più sicuro.
Collegando San Salvatore con i comuni limitrofi mediante opportune piste ciclabili e pedonali (da utilizzare anche per gli spostamenti quotidiani non solo per sportivi, turisti o amatoriali), visto anche il favore garantito da un territorio pianeggiante, tutto ciò sarebbe realizzabile.
Mentre invece la proposta apparentemente migliorativa della fruibilità del territorio di una pista ciclopedonale che va da contrada Banca al capoluogo è assolutamente inconsistente dati i dislivelli da mountain-biker.

PUC e PTCP
Vista la recente realizzazione di un capannone nei pressi del Grassano e vista la possibilità tuttora concessa e concretizzata di edificare capannoni sia sulla direttrice S. Salvatore-Amorosi che su quella Cimitero San Salvatore – Puglianello notiamo che ci sono forti contraddizioni con le prescrizioni riportate nel PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Benevento)
Le norme di attuazione (NTA), infatti prescrivono all’art. 95, comma 2.2 di “salvaguardare i rapporti fisico-spaziali e visivi tra il centro di San Salvatore Telesino e i resti archeologici di Telesia, nonché tra lo stesso comune e il corridoio ecologico Porrella, sorgenti di Grassano e Monte Acero;”.
Ed ancora, nell'art.95 comma 2.3, le NTA prescrivono di:
- “evitare il proliferare incontrollato di insediamenti sparsi al contorno dei centri
storici di Amorosi, Guardia Sanframondi, San Salvatore Telesino e Telese Terme;
- evitare la saldatura dei centri di Amorosi, Puglianello e Telese Terme, lungo la SP
n.70 "San Salvatore Telesino - Amorosi" e lungo la SP n.73 "Cimitero San Salvatore Telesino - Puglianello - Cavarena";”

Notando queste palesi contraddizioni ci chiediamo se questa amministrazione intenderà tenere conto delle  prescrizioni su riportate contrariamente a quanto sta già avvenendo.  E se sì, in che modo e con quali strumenti?

Nuovo trend climatico e rischi: prevenzioni e mitigazioni?
Il R.A.P. si basa su dati climatici storici che non sono commensurabili con la situazione attuale e con quella prevista per il futuro, visto che anche gli stessi modelli meteo/climatici sono in continuo aggiornamento per tenere conto dell’innalzamento della temperatura media del pianeta e visto che in certe zone, come nel Sud Italia, il dato medio della temperatura registra una crescita più rapida di quella media del pianeta.
Le nuove tendenze climatiche ed i nuovi dati meteo devono necessariamente occupare una posizione prioritaria nelle nuove pianificazioni di impatto su un territorio come in occasione di un piano urbanistico che hanno una valenza pluridecennale, dato che possono accentuare o mitigare le conseguenze degli eventi estremi (siccità prolungate, temporali violenti con allagamenti, grandinate) e delle crisi risultanti la cui frequenza è in aumento secondo tutti i rapporti scientifici accreditati e pubblicati in letteratura.
Nello specifico della pianificazione urbanistica ci riferiamo, tra gli altri, agli impatti delle precipitazioni violente legati all'impermeabilizzazione del suolo, al contributo di aumento delle temperature locali dati dalla cementificazione in zone rurali a danno del verde (incolto od alberato che sia), alla riduzione di suolo fertile in una fase in cui già registriamo cali di produzione agricola a causa degli eventi estremi stessi e alla presenza di bolle di calore estive nelle zone abitate in assenza di sufficienti piantumazioni urbane.

Considerando le premesse su riportate, poniamo le seguenti domande:
  • Sono state individuate le criticità legate ai rischi dovuti agli eventi meteo estremi ? Se sì, quali azioni sono state predisposte per prevenire e mitigare gli effetti ?
  • E' noto il trend di cementificazione e di consumo del suolo nel nostro comune negli anni?
  • E' stato effettuato un censimento del numero dei capannoni in disuso e delle case sfitte o abbandonate?
  • E’ prevista l’individuazione di aree urbane, e non, in cui effettuare rinaturalizzazioni e rimboschimenti ? E’ prevista la realizzazione di un parco/zona verde urbano per bambini e come luogo di incontro per tutti ?
  • È prevista l’individuazione di norme che impediscano l’estensione ulteriore del consumo di suolo legato alla realizzazione di nuove edificazioni ed infrastrutture o interventi antropici di vario genere?



Sottolineiamo che un'amministrazione al servizio della comunità e del bene comune dovrebbe cercare di ascoltare e rispondere sulle questioni che preoccupano i cittadini e predisporre momenti di confronto reale per cercare di tutelare un territorio già duramente compromesso da interessi privati ed estranei alla salvaguardia del benessere dei cittadini.

In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.
 San Salvatore Telesino, lì 25.05.2020


Per contatti:

Francesco Pascale: tel. 3396575011 - francesco.pascale@ingpec.eu
Mariapia Cutillo: mapia_c@libero.it
Carmela Longo: carmelalongo14@gmail.com
Rocco Minicozzi: minicozzi@tin.it
Maria Mucci: marilinamucci@gmail.com
Angelo Romano: angelo_romano@libero.it

sabato 25 aprile 2020

De Luca...

"La movida ? Vi siete bevuti il cervello ?"
"...ce ne fossero come lui, decisi e che vanno dritti alla sostanza: in Campania numeri bassi per decessi e per contagi. De Luca, uno statista"

Premetto, per capirci, che ad oggi i contagiati ed i decessi presentano in pratica dati omogeneamente bassi in tutto il Sud Italia e la Campania non è nemmeno la meno densamente contagiata. La dice lunga su chi considera il "nostro" governatore come un modello di statista: si tratta di fanatismo o campanilismo e tifo ?

Per i primi 30 gg, una prima fase, ha pure senso un approccio drastico e draconiano per tutti ed ovunque, "si appiattisce la curva" in attesa di capirci qualcosa, sapendo pure di essere in ristrettezze di risorse (di cui quelli come De Luca - che governano da anni e che non disdegnano le chiusure di ospedali per fare economia, non battendo ciglio nemmeno quando i suoi sodali erano saldamente al governo - sono esperti).
Dopo la prima fase, ci vuole intelligenza e si lavora di bisturi, si affinano le regole di distanziamento, si limano o eliminano quelle che non hanno senso, si inizia a puntare su informazione e consapevolezza, si approntano servizi e presidi sanitari che devono reagire bene e presto ad eventuali nuovi focolai in modo da limitarli e spegnerli rapidamente. Si impara da chi ha lavorato meglio in termini di rapporto tra contagi e libertà. Si dà in sostanza valore aggiunto al proprio ruolo politico: obbligare a starsene a casa è, a voler essere seri ed un minimo razionali, un valore aggiunto nostro come individui non certo dei politici.

In Campania, delle strutture e dei servizi sanitari, sia ospedalieri che a domicilio non se ne sa nulla, in concreto: tendo a pensare che a parte qualche aggiunta anti-covid iniziale (tipo Ospedale del Mare), vista la pompa magna con cui si presentano le iniziative (De Luca lo immaginate in silenzio mentre riapre ospedali o manda i medici a domicilio ?), siamo rimasti al palo.
Di mascherine (3 mln annnunciate e rigorosamente monouso (!!!): siamo in 5.8 mln in Campania, fate il conto dei giorni per cui basteranno), test e tamponi per mappare ed isolare i focolai non se ne parla ancora (meno che nel resto d'Italia) se non per iniziative dei singoli, di qualche sindaco e dei privati. 
Di iniziative per ridurre le restrizioni di libertà dove ha senso se ne parla poco o nulla. 
Ma in conclusione, cosa resta dell'operato del governatore campano ? Qual è il suo valore aggiunto ? Come dicevo, appunto, il "nostro" lockdown.

Sarà quindi così per sempre fino alla "sparizione" del virus ?

Ad oggi, fra una battuta truculenta e l'altra le prospettive, come cittadini, sono ancora le stesse del giorno zero presentando come novità la sola urgenza delle riaperture legate all'economia.
In sostanza il virus c'è come prima e non abbiamo concepito fondamentalmente nulla di nuovo per evitare libertà zero nella probabile, cosiddetta da alcuni, fase a yo-yo (Alternanza di periodi di esplosione di contagi e di chiusura - sicuri che sarà una semplice fase 2?) a bambini, ragazzi, adulti ed anziani, stabilendo di riaprire spazi liberi, gratuiti ed ampi come parchi, montagne, laghi, fiumi e spiagge, o le zone interne ed i piccoli centri "già di loro" poco densamente abitati, basandoci sulla consapevolezza e sull'informazione e qua e là, nei punti critici. Di come migliorare i trasporti pubblici o di come passare alle bici, ad esempio, manco se ne parla.
Chi se ne frega della movida, ma è chiaro che è facile parlare di movida per giustificare tolleranza zero come se il mondo e le cose serie consistessero in queste 2 opzioni. La movida, un diversivo come i tanti dei giorni scorsi come quando senza minimamente accennare al caso di 45 contagi (di cui 30 tra il personale sanitario) nell'ospedale di Pozzuoli si continuava ad inveire contro "i singoli a spasso".
Se questi sono statisti...parlerei invece di mediocrità se non ci fosse di mezzo la libertà. Ben vengano, quindi, gli obiettori di coscienza delle restrizioni, quelli seri che se ne vanno per campagne per praterie, boschi e montagne.

Ora, invece, si riapriranno i cantieri edili, le fabbriche e la produzione automobilistica, luoghi di assembramento certi: liberi consumatori/produttori in non libera regione ma soprattutto in non voler essere libera regione.

PS: Molto di quanto detto e riferito a De Luca, vale un pò per la nostra politica nazionale.


Francesco P.

giovedì 6 febbraio 2020

lunedì 13 gennaio 2020

Biometano a Puglianello: rieccolo

Premessa
Mercoledi' 15 alle 20 ci sara' un consiglio comunale a Puglianello sull'impianto di biometano da realizzarsi nell'area PIP di Puglianello.

E' il caso di dire che abbiamo un grosso problema.

Dopo 4 giorni consecutivi di "probabili" alte concentrazioni di polveri sottili sospese nell'aria (il mio strumento di misurazione basato sul laser - non professionale - rilevava valori di pm2.5 e pm10 molto al di sopra della norma) e che ci siamo respirati in assenza di venti e di nuvole notturne col suolo freddo (si creano le condizioni favorevoli per l'inversione termica e quindi per la stagnazione dell'aria: le gelate mattutine a bassa quota nella nostra valle ne sono un segnale), dopo 3 giorni (per ora) di vento da Est in cui abbiamo respirato le emissioni di qualche impianto di "trasformazione" della sansa (da Solopaca ?), dopo i tanti giorni e le tante volte al giorno in cui abbiamo respirato cattivi odori provenienti dalla zona ind.le di S.Salvatore Telesino (oltre ai tanti episodi di incendio ai capannoni in cui ci siamo ritrovati ad essere letteralmente abbandonati a noi stessi) eccoci ora con l'aggiunta del nodo Biogas a Puglianello, l'ultimo problema in ordine di tempo su cui nessuno sembra voler proferire parola, tanto fra i cittadini quanto fra gli amministratori di S.Salvatore (non è che altrove nel circondario le voci abbondino).
A questo punto non mi chiedo piu' se davvero si tratti di indifferenza o anche di paura di esporsi, evidentemente non abbiamo a che fare ne' con l'una ne' con l'altra: vogliamo esplicitamente tutto quello che ci viene letteralmente "scaricato" addosso.

Per quei pochissimi a cui dovesse interessare, ritornando all'impianto a biometano di Puglianello ed al consiglio comunale di mercoledi' sera, al di la' delle possibili e probabili scaramucce amministrative paesane che potrebbero celare situazioni che vanno oltre i nostri stretti interessi da cittadini - ne sappiamo qualcosa come sansalvatoresi - non contiamo sugli altri per farci togliere le castagne dal fuoco, potrebbero non essercene "di altri" a provarci, stavolta.

F.P.