Fermo restando la giusta preoccupazione di tutelare la privacy delle persone eventualmente citate negli atti (nei modi e termini che potrebbero essere decisi con il regolamento comunale, e limitatamente ai dati sensibili e giudiziari), ci sembra che debba essere superata ogni perplessità in merito all'obbligo delle pubbliche amministrazioni di pubblicare e tenere pubblici i loro atti sul sito.
sabato 23 febbraio 2013
Nessuna limitazione alla pubblicazione degli atti sul sito internet delle pubbliche amministrazioni.
Fermo restando la giusta preoccupazione di tutelare la privacy delle persone eventualmente citate negli atti (nei modi e termini che potrebbero essere decisi con il regolamento comunale, e limitatamente ai dati sensibili e giudiziari), ci sembra che debba essere superata ogni perplessità in merito all'obbligo delle pubbliche amministrazioni di pubblicare e tenere pubblici i loro atti sul sito.
Collegialità, trasparenza e partecipazione: siamo in trepidante attesa
La trepidante attesa di tutta la cittadinanza di San Salvatore (e non solo), dunque, sembra destinata a sciogliersi in un finale insipido, senza che nessuno abbia potuto capire cosa realmente sia accaduto, e il senso stesso dei fatti ai quali abbiamo assistito.
Come se non bastasse, in paese si parla con insistenza di accertamenti in corso da parte della Magistratura che interessano il nostro comune e della inquietante presenza della Guardia di Finanza.
Non mancano i motivi per essere preoccupati.
E’ quindi ancor più necessario che chi di dovere dia delle spiegazioni.
Se questo non avvenisse, o se le spiegazioni non fossero convincenti, tutti sarebbero autorizzati a immaginare qualsiasi scenario e a fare qualsiasi ipotesi sulle reali motivazioni di chi ha voluto questa crisi, e sul perché alla fine tutto sia finito come se nulla fosse successo, con buona pace della “collegialità, trasparenza e partecipazione”.
P.A.: privata amministrazione?
Il loro dissenso e le loro contestazioni sono illustrate e motivate nel corso del consiglio comunale del 28 dicembre, ma risalgono ad almeno un mese addietro.
In seguito a questo consiglio comunale il sindaco nomina, con 2 ordinanze, 2 nuovi assessori senza tuttavia esplicitamente pubblicare le precedenti ordinanze di revoca dei 2 assessori uscenti (Iaquinto e Iacobelli).
Nel successivo consiglio comunale del 29 gennaio, dopo la lettura delle due ordinanze di revoca da parte del sindaco, e il successivo caparbio rifiuto del Presidente del consiglio comunale, Pucino, di far parlare i due assessori uscenti e la minoranza, la maggioranza va “sotto” per i voti contrari dei 2 ex assessori dissidenti e per quelli dei consiglieri Gaetano e Vaccarella sul “regolamento sul sistema dei controlli interni”, con conseguenti scene da melodramma e con, questa sì, un’”ammuina” apparentemente senza un filo conduttore.
Dopo un paio di giorni di ulteriore riflessione, il Sindaco Izzo dà le proprie dimissioni e la comunicazione della decisione viene affidata a poche righe che riusciamo a leggere su qualche organo di informazione, ma nulla più.
Abbiamo cercato di aprire un dibattito pubblico per provare a capire cosa c’era dietro le scelte, apparentemente improvvise, ed a ben 4 anni dall’insediamento, da parte prima dei “2 e 1/2” (Gateano si era astenuto e Vaccarella era assente) poi dei 4 dissidenti, ma non vi è stata replica.
Abbiamo provato a chiedere al Sindaco di spiegare i motivi delle sue dimissioni e di replicare pubblicamente alle accuse dei dissidenti in merito alla mancanza di trasparenza e di collegialità nelle decisioni.
Anche qui senza esito.
Abbiamo cercato di stimolare il vicesindaco, che aveva avuto un profilo basso nella vicenda, ponendo a lui le stesse domande rivolte al sindaco, chiedendogli di rispondere dal sito di Vivitelese o in un incontro pubblico da lui organizzato ma la sua replica, nulla nel merito, si limita:
a) alla richiesta di incontrare noi in separata sede (?) per farci, tra l’altro, rispondere a delle sue domande rivolte a noi;
b) all’accusa di non rappresentare i cittadini (?) per cui non abbiamo titolo di ricevere risposte pubbliche.
Bove dimentica che, noi, non abbiamo mai detto di voler rappresentare qualcuno, e che tuttavia noi stessi SIAMO DEI CITTADINI che, come tali, hanno posto delle domande legittime ai propri rappresentanti e a cui comunque sarebbero dovute delle spiegazioni!
Ci viene il dubbio che il “facimm ammuina” di cui ci si accusa per aver posto delle domande (probabilmente ad arte per evitare il merito delle questioni), l’abbia ben in mente questa amministrazione, nei tanti comportamenti tenuti in questi anni, non ultima nella gestione di questa crisi da parte di dissidenti e lealisti.
Concludiamo con una, ahinoi, nuova domanda: conoscere le scelte dei nostri consiglieri comunali, e le motivazioni che le hanno determinate, sono una esigenza privata o pubblica? La rivolgiamo di sicuro agli amministratori ma, vista l’assenza di partecipazione e di dibattito su questa vicenda, anche ai nostri concittadini.
Commenti al post precedente: Continuiamo a mantenere aperto il dibattito (si fa per dire!)
E’ evidente che problemi di tale portata non possono risolversi con un semplice interrogatorio del tipo: “a domanda… risponde”.
Sono disponibilissimo ad un incontro dove accanto alle tante risposte che sono obbligato a dare in virtù del ruolo politico esercitato in questi anni, spero mi venga concessa anche la possibilità di fare alcune domande a cui, sono convinto, l’ing. Romano e i suoi sodali non vorranno sottrarsi.
Ritengo questo metodo meno inquisitorio e certamente più rispettoso delle scelte politiche di ciascuno. Resto in fiduciosa attesa.
Rocco Minicozzi
Replico per Cittadini in Movimento – Laboratorio di Cittadinanza Attiva
Il nostro vicesindaco finge di dimenticare che noi i dibattiti aperti, gli incontri pubblici e i confronti “alla pari” li abbiamo sempre chiesti ai nostri amministratori; senza mai averli!
È utile ricordare a tutti la “miseria partecipativa” della procedura preliminare all’approvazione del nuovo statuto comunale: abbiamo dovuto protocollare le nostre osservazioni senza poter avere un minimo di confronto pubblico pur avendo chiesto un consiglio comunale aperto dedicato all’intervento dei cittadini e si sarebbe potuta costituire una commissione mista di amministratori e cittadini, … niente!
Emilio Bove si limitò a dare atto in consiglio comunale della correzione di alcuni degli errori di grammatica o di logica, da noi segnalati, presenti in gran numero nella bozza che la maggioranza aveva portato all’approvazione del consiglio comunale, deridendoci su tutto il resto delle nostre osservazioni, senza che potessimo replicare (ai consigli comunali cosiddetti aperti i cittadini possono assistere e ascoltare – a volte anche delle colossali stupidaggini – senza avere la possibilità di profferire parola!).
Del resto questa sembrerebbe la situazione che gli è più congeniale: in occasione dell’incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione per la costituzione della Consulta ambientale infatti, manifestando le sue perplessità in merito, ebbe a dichiarare pubblicamente di credere nella “democrazia delegata” lasciando intendere che i “delegati” possono parlare mentre i cittadini devono solo ascoltare.
All’incontro pubblico in piazza da noi organizzato sulla faccenda della vendita dei terreni di proprietà comunale in località Acqua Fetente (e in generale sulla gestione del territorio, la necessità di tutelare il paesaggio e i suoli agricoli e il rapporto fra amministratori e amministrati), Emilio Bove si limitò ad assistere, seduto al tavolino del bar (insieme ai suoi “sodali”) e ad ascoltare il suo collega di giunta Leucio Iacobelli che tentava di “squalificare” pubblicamente la nostra iniziativa e le nostre opinioni nell’unico intervento che l’amministrazione ritenne di far fare in quell’occasione per difendere la propria scelta. Scelta alquanto discussa, adesso, dato che lo stesso ex assessore Iacobelli ha dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento delle poltrone.
Non è quindi dipeso da noi se l’unico modo con il quale abbiamo potuto comunicare con la nostra (si fa per dire) amministrazione è stato tramite comunicati e manifesti!
In ogni caso, siamo ovviamente disponibili a confrontarci con il vicesindaco e tutta l’amministrazione uscente quando vuole, purché si tratti di un dibattito aperto e pubblico e a rispondere a tutte le sue domande, sempre che ne siamo capaci, perché altrimenti non avremo difficoltà a dire di non saper rispondere o a rappresentare la nostra “incompetenza”.
Restiamo quindi in fiduciosa attesa che lui organizzi questo dibattito pubblico e aperto a tutti, auspicando che ciò avvenga in tempi brevi, possibilmente prima che scadano i 20 giorni che il sindaco avrebbe per ritirare le sue dimissioni.
Emilio Bove
Forse non ci siamo capiti. Mi era stato richiesto di rispondere ad alcune domande, per meglio chiarire il mio pensiero, ed ho dato la mia disponibilità.
Adesso mi si chiede addirittura di organizzare un incontro pubblico. Non si capisce a che titolo.
Ma, dalla replica al mio intervento, ho il sospetto che ai miei interlocutori non interessa tanto ottenere delle risposte. Si accontentano delle loro convinzioni.
Tuttavia, siccome tutte le volte che sono stato invitato ad una riunione, ad un convegno, ad un’assemblea o a una tavola rotonda ho sempre cercato di partecipare, qualora ce ne fosse l’occasione, cercherò di non sottrarmi.
Dopodiché mi sia consentita qualche precisazione.
Non mi sono mai permesso di deridere nessuno. Non fa parte del mio carattere. Non appartiene al mio temperamento. Né ho mai finto di dimenticare un bel niente.
Ricordo perfettamente le proposte suggerite in occasione del dibattito sullo Statuto comunale.
Molte di esse confliggevano con la normativa in vigore. Qualcuna anche con il buon senso.
Ho ricordi nitidi dell’incontro sulla vendita del terreno all’Acqua fetente e concordo che, in tale circostanza, il promotore dell’iniziativa venne abbandonato da solo a “squalificarsi” (per ripetere l’espressione usata) in una piazza semi-deserta dove il punto di vista dell’amministrazione venne illustrato dall’assessore Iacobelli con tale chiarezza che non necessitava alcun ulteriore intervento. Non mi risulta nemmeno che l’assessore Iacobelli abbia dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento della poltrona.
Nell’occasione rimasi educatamente seduto al tavolino fino alla fine dell’incontro mentre altri abbandonavano sommessamente l’adunanza forse per dissimulare la delusione.
Non c’entra nulla né la democrazia delegata né quella assembleare: l’importante è il rispetto delle regole. Ed io ritengo di averle sempre rispettate, quando ero all’opposizione e in questi anni in cui ho assunto l’onore di rappresentare il mio paese.
Mi sono confrontato con chiunque lo abbia richiesto, ho promosso ed incoraggiato le attività associative, ho aderito alle loro proposte, ho ascoltato le loro richieste. Tutte le volte che qualcuno me le ha sottoposte. I “Cittadini in movimento” non lo hanno mai fatto.
Ho sempre auspicato il confronto, ma ho sempre diffidato di chi ritiene di parlare a nome dei cittadini e di avere la pretesa di rappresentarli.
In certe occasioni mi viene il dubbio che qualcuno, piuttosto che ragionare sulla soluzione dei problemi, voglia solo ottemperare al fatidico comando che una falsa storiografia attribuisce ingiustamente alla marina borbonica: «Facite ammuina!».
Maria Pia Cutillo
Emilio ma non sarebbe più semplice rispondere?…nient’altro.
Tu dici:”Ho ricordi nitidi dell’incontro sulla vendita del terreno all’Acqua fetente e concordo che, in tale circostanza, il promotore dell’iniziativa venne abbandonato da solo a “squalificarsi” (per ripetere l’espressione usata) in una piazza semi-deserta dove il punto di vista dell’amministrazione venne illustrato dall’assessore Iacobelli con tale chiarezza che non necessitava alcun ulteriore intervento. Non mi risulta nemmeno che l’assessore Iacobelli abbia dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento della poltrona.”
e Iacobelli dice testualmente nell’allegato alla delibera:” vi ricordo che chi vi parla è quello che a marzo ha consentito a questa amministrazione di alienare il terreno dell’acqua fetente facendo in tempi rapidissimi una miracolosa variante al PRG e facendo incassare tanti soldi alle casse comunali ben 800 mila euro, che ci ha consentito di evitare tracolli finanziari e di non perdere per molti di voi le tanto amate poltrone.”
Emilio Bove
Daccordo. A questo punto credo che i lettori si siano fatti un’idea sufficientemente chiara delle rispettive posizioni. Un saluto.
martedì 5 febbraio 2013
Continuiamo a mantenere aperto il dibattito (si fa per dire!).
E, dopo questa necessaria premessa, veniamo alle domande.
- Cosa (o chi) c’è davvero dietro il fortissimo (e apparentemente insanabile) dissenso di Iaquinto, Vaccarella, Iacobelli e Gaetano verso il Sindaco Izzo e il Presidente del Consiglio Raffaele Pucino e gli altri assessori?
- Considerata anche la gravità delle accuse, perché la (ormai ex) maggioranza e soprattutto il sindaco e, a questo punto, il vicesindaco non rispondono in modo esauriente e documentato alle loro contestazioni, e in particolare a quella sulla mancanza di partecipazione e collegialità nelle decisioni (fino al punto che il Sindaco Izzo è arrivato alle dimissioni senza aver mai sentito la necessità, né in consiglio comunale né fuori, di dare delle spiegazioni ai cittadini)?
- Cosa ne pensa dei severi giudizi e delle accuse ai due ex assessori Iacobelli e Iaquinto contenute negli atti di revoca di Izzo ma anticipate e riprese sia da Iatomasi che da Pucino e La Fazia?
- Non trova strano che un gruppo di persone sicuramente eterogeneo dal punto di vista politico, e che tuttavia fin qui aveva dimostrato (apparente?) solidità, così improvvisamente, si sia spaccato in due “fazioni” apertamente e duramente contrapposte?
- Data la carica di vicesindaco, Lei è ora il principale referente di questa maggioranza (o meglio, di quel che ne resta): proporrete insieme una nuova lista alle prossime elezioni, magari con Lei candidato sindaco?
- In quanto esponente del partito democratico, che recentemente sembra aver “sposato” decisamente il metodo delle primarie, non pensa che sia il caso di applicare questo strumento anche nel nostro paese per far decidere direttamente ai cittadini i candidati da inserire nella lista (i quali poi indicherebbero il capolista candidato sindaco)?
- E’ d’accordo con Pasquale Iatomasi che considera lo statuto della “città telesina … una scatola vuota che deve essere riempita di contenuti” e concorda ancora con lui quando afferma che il P.A.E.S. è pure questo un “atto formale, privo di qualsivoglia contenuto tecnico”?
- Risponde al vero l’affermazione (ascoltata nel corso dell’ultimo consiglio comunale) che alla stesura di questo statuto per il comune di San Salvatore Telesino avete partecipato solo Lei e Iacobelli?
- Può dirci anche a chi allude sempre Iatomasi quando parla di un progetto per l’installazione di impianti fotovoltaici per 450 kW “che giace in qualche cassetto da oltre sette mesi”?
Intanto aspettiamo che entro il 2 marzo prossimo sia pubblicato un “prospetto dettagliato di tutte le spese sostenute dal nostro comune nel 2012 (analiticamente distinte)” come da impegno di Pasquale Iatomasi nel suo post su vivitelese del 1° febbraio già citato.
Sempre con riferimento al suddetto intervento di Pasquale Iatomasi, che pur giudicando “non meritevoli” di risposta molte delle nostre domande, ha comunque fatto uno sforzo di trasparenza, riteniamo che debba essere invece affrontata immediatamente la questione dello statuto della città telesina che, immaginiamo, interessi non solo i cittadini di San Salvatore ma anche quelli di Amorosi, Castelvenere, Solopaca e Telese Terme.
“Fatta salva le previsioni del successivo articolo 45 …” (sic!). Così inizia l’articolo 19, dedicato alla figura del Presidente della Giunta. Come rilevato dalla minoranza già nel corso del consiglio comunale, questa deroga (il presidente della giunta, per i primi due mandati, ovvero per i primi 5 anni, sarà “di diritto” (!?) il sindaco di Telese Terme) è scandalosa! Non si comprende davvero per quale ragione per ben cinque anni, i più importanti, quelli dell’avvio del progetto, questo ruolo debba essere attribuito per statuto al sindaco di Telese. E non si comprende come tutti abbiano accettato in silenzio assoluto questa aberrazione giuridica, questa sospensione della democrazia!
D’altra parte l’intero statuto andrebbe sottoposto al giudizio dei cittadini, sospendendo tutto e avviando un vero percorso di partecipazione, che è del tutto mancato. Ricordiamo che le “riunioni pubbliche” di cui parla Iatomasi furono solo un’inutile esibizione priva di ogni reale confronto e senza che fosse stata mai presentata una proposta di statuto da discutere (“assemblea farsa”, l’ha definita il capogruppo di minoranza Romano in consiglio comunale, e non possiamo che essere d’accordo).
Sui tempi di pubblicazione degli atti sul sito del comune replicheremo a Iatomasi con un successivo, specifico, post.
domenica 27 gennaio 2013
Crisi politica a San Salvatore: ma che soluzione originale (un bel rimpasto)!
Nello specifico, questo articolo prevede che a partire dal 1° gennaio 2013, pena l’invalidità dei contratti stipulati dalla pubblica amministrazione, le informazioni salienti riguardanti «la concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a enti pubblici o privati… sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet».
venerdì 4 gennaio 2013
DIECI DOMANDE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI S. SALVATORE TELESINO
sabato 13 ottobre 2012
UN LUCCHETTO ALLA TRASPARENZA?
D’altra parte, leggendo quanto correttamente riportato anche nella pagina di “benvenuto al portale servizi on line”, è evidente che non può trattarsi altro che di un errore.
mercoledì 25 gennaio 2012
URBANISTICA: TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE SONO PRESUPPOSTI IRRINUNCIABILI.
Abbiamo letto con una certa inquietudine la determinazione del 29.12.2011 dell’area tecnica/manutentiva del comune di San Salvatore Telesino, già da alcuni giorni pubblicata all’albo pretorio del sito istituzionale con protocollo n. 12086, relativa alla “rielaborazione del piano urbanistico comunale con procedura partecipativa – approvazione atto integrativo alla convenzione originaria ed affidamento incarico professionale”.
A parte il fatto che di “partecipativo” finora si è visto ben poco, al netto delle inutili ripetizioni e degli errori presenti nella determinazione a firma dell'assessore e responsabile di area tecnica Arch. Leucio Iacobelli, apprendiamo con sconcerto da questo ulteriore atto che bisognerà spendere altri 27 mila euro + IVA e cassa previdenziale per “adeguare” un Piano Urbanistico Comunale ormai in redazione dal 2006 ma di cui, dopo sei anni dall'affidamento dell'incarico, noi cittadini non abbiamo ancora visto nulla.
Intanto la convenzione per la redazione del piano è stata “modificata” cambiando il “contraente”: non più il Prof. Ferrigni, ma un'associazione temporanea di professionisti (TEC.TER.TEL. - Tecnici per il Territorio Telesino !?) di cui lo stesso Ferrigni sarebbe il capogruppo.
Inoltre, dopo soli tre mesi dall'approvazione di una variante al vigente PRG che di fatto “calpesta” le indicazioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (i terreni in località acqua fetente recentemente aggiudicati all'asta a scopo edificatorio ricadono in area vincolata, e quindi inedificabile, del P.T.C.P.!), si sostiene che bisogna incrementare il compenso del tecnico incaricato, oltre che per la redazione di elaborati inizialmente non previsti, anche per verificare la compatibilità del redigendo P.U.C. al P.T.C.P.!
Una motivazione davvero singolare: se il piano deve essere ancora redatto, non è ovvio che lo si debba fare in conformità agli strumenti di pianificazione di livello superiore?
O dobbiamo cominciare a pensare che il piano sia già stato redatto e consegnato, ed è attualmente oggetto di discussioni “non pubbliche” fra “addetti ai lavori”?
Spesso in Italia, negli ultimi anni, abbiamo dovuto constatare uno stretto legame fra l'assenza di fatto della politica partecipata, pubblica, programmata ed ispirata da una idea condivisa del futuro, e gli ampi “spazi” di cui hanno potuto godere gli speculatori e tutti quelli che pensano non al bene comune ma solo a farsi gli affari propri.
Ad avvalorare questa seconda, inaccettabile ipotesi, nella delibera di Iacobelli vediamo citate le norme di attuazione del Piano “già consegnate nel 2007” (prima dunque che ci fosse quello che è a tutt'oggi l'unico incontro pubblico, organizzato ad inizio 2008 dall'allora sindaco Creta?): se si tratta di quelle che abbiamo avuto modo di vedere tempo fa insieme al regolamento edilizio, datate però novembre 2008, e di cui abbiamo già riferito (leggi), allora non ci siamo proprio. L'assessore Pucino, che ci aveva fornito quei documenti, evidentemente d'accordo con il nostro giudizio del tutto negativo, aveva assicurato che sarebbero stati completamente rivisti. Ora scopriamo invece che, almeno secondo Iacobelli, essi devono solo essere adeguati al PTCP!
Nel nostro documento di dicembre 2009 avevamo già denunciato che quelle norme erano completamente appiattite sul modello urbanistico della vicina Telese Terme, dove tanto scempio è stato fatto del territorio, favorendo speculazioni edilizie alienanti e favorendo un'architettura veramente di pessima qualità, altamente impattante e di scarsa presa anche sul mercato.
D'altra parte anche l'arch. Iacobelli avrà lavorato come progettista a Telese nel recente passato applicando quel piano, redatto dallo stesso Ferrigni. Non è che, come amministratore, condivide quel modello di “sviluppo”, quel tipo di “gestione del territorio” e di “politica edilizia”?
E tutti gli altri consiglieri, di maggioranza e di minoranza, che ne pensano? Perché non si sono mai espressi pubblicamente in merito? Possiamo sapere qual'é il futuro del nostro territorio che ognuno di loro immagina?
Noi siamo per un P.U.C. che si ispiri a quello di Cassinetta di Lugagnano e lo abbiamo sempre detto (siamo cioè per fermare, o quanto meno limitare, il consumo di suolo), ma vorremmo discuterne apertamente e pubblicamente, dati alla mano (evoluzione demografica del nostro comune, analisi dell'edilizia esistente, …), insieme a tutti i cittadini di San Salvatore interessati al loro futuro, con i tecnici, con le associazioni di categoria e, naturalmente, con l'ing. Ferrigni e con i nostri amministratori.
Cominciamo invece a temere che da un momento all'altro ci presenteranno (leggi imporranno) un piano bello (si fa per dire) e fatto, concedendo i rituali 30 – 60 giorni per le osservazioni, di cui, come al solito, si infischieranno altamente.
L'unica cosa che ci conforta è l'aver visto, il 19 gennaio scorso, il Prof. Ferruccio Ferrigni vicino a Serge Latouche, forse un po' “fuori contesto”, ma comunque ascoltatore attento, mentre l'economista e filosofo francese, illustrava le sue teorie, conosciute in tutta Europa, e in qualche caso egregiamente applicate, come per esempio nelle città di transizione inglesi, sulla insostenibilità degli attuali modelli di sviluppo, sull'inganno e pericolosità della crescita illimitata, e sulla necessità di un completo ripensamento dei modelli economici occidentali.
Lo stesso Ferrigni, nel suo intervento nella tavola rotonda alla quale ha partecipato insieme a Latouche, ha dovuto riconoscere l'incompatibilità dei piani urbanistici pensati unicamente per regolamentare lo sviluppo, quindi la crescita delle città, con la situazione attuale dell'ambiente e dell'economia.
Speriamo quindi che Ferrigni, ispirato dalle parole illuminate di Latouche, possa convincere i nostri amministratori ad avviare immediatamente un serio confronto con i cittadini per individuare ex ante, e con trasparenza, gli obiettivi che il P.U.C. dovrà porsi, prima di definire le scelte operative.
Non possiamo che insistere, quindi, affinché venga immediatamente ripreso dove si era interrotto nel 2008, il confronto pubblico fra amministrazione, tecnici e cittadini, per avviare un vero percorso partecipato, che porti alla redazione di un piano urbanistico comunale veramente appropriato alla nostra realtà, che orienti l'economia e l'edilizia sul recupero urbanistico ed architettonico e l'efficientamento energetico delle strutture già esistenti, su nuovi edifici per residenza e attività economiche a piccola scala, sulla tutela del suolo e la salvaguardia del paesaggio, rifiutando un modello inumano, e disumanizzante, come quello sperimentato a Telese Terme.
venerdì 6 gennaio 2012
PRESTO DUE NUOVE COSTRUZIONI PRIVATE SULLE SPONDE DEL GRASSANO
Più volte abbiamo ricordato che la responsabilità delle decisioni dei politici è anche dell'indifferenza dei cittadini che rinunziano al loro diritto alla partecipazione.
Negli ultimi giorni dell'anno appena finito, i due lotti dell'asta voluta dal Comune di San Salvatore Telesino per alienare un appezzamento di terreno al confine con il Comune di Telese Terme, lungo il corso del torrente Grassano (“recuperato” da una lunga “occupazione” e, solo fino al prossimo 30.01.2011, concesso in uso al comune di Telese come parcheggio per il mercato), sono stati aggiudicati a due professionisti/commercianti (uno con attività a San Salvatore Telesino e l'altro a Telese Terme), per un importo complessivo di 807.920,00 euro.
Questi soldi dovrebbero presto entrare nelle casse del Comune e consentire la sistemazione del bilancio, sofferente per pregressi debiti risalenti ormai ad almeno tre anni fa, come hanno riferito i nostri attuali amministratori comunali di maggioranza. L'ex Sindaco Creta ha però sempre contestato questa versione e accusa anzi la nuova amministrativa di cattiva gestione.
Ma né gli uni né gli altri sono stati mai capaci di farci capire come stanno veramente le cose.
Fatto sta che le sofferenze delle casse comunali sono state il pretesto per vendere quei terreni e consentire su di essi una “speculazione” privata a danno, secondo noi, del pubblico interesse (alla conservazione di aree di interesse naturalistico e alla tutela del paesaggio, …), come abbiamo ampiamente spiegato nei nostri precedenti interventi. E questo per responsabilità anche dei cittadini di San Salvatore Telesino e di Telese Terme, che si sono in gran parte disinteressati della questione, o che hanno ritenuto non valesse la pena di esprimere la propria opinione in proposito o che non hanno avuto la forza, o la voglia, o la libertà, di farlo.
Infatti, grazie anche a questo silenzio, i nostri amministratori, così come hanno chiaramente detto in più occasioni, hanno potuto convincersi che questa operazione, al di là della “pregiudiziale” opposizione di pochissimi cittadini, non potesse assolutamente nuocere al loro consenso e sono andati avanti.
In questo senso, come già detto, la responsabilità delle scelte delle nostre amministrazioni comunali, almeno quelle di cui se ne ha cognizione grazie alle vigenti norme sulla trasparenza dell'azione amministrativa degli enti pubblici, è non solo dei politici e dei dirigenti che le approvano nelle sedi competenti (consigli comunali, giunte, commissioni, …) ma anche dei cittadini che rinunziano al loro diritto alla partecipazione.
In una recente pubblicazione di Bollati Boringhieri (DEMOCRAZIA), Gherardo Colombo, ex magistrato della Procura della Repubblica di Milano, nel capitolo dedicato alla “sostanza” della democrazia, sostiene che non ci può essere libertà senza responsabilità e, quindi, che la qualità delle leggi (e anche, aggiungo io, dell'azione di un Governo, o di un ente locale), dipende anche dalla capacità degli elettori di esercitare un'efficace controllo ed indirizzo della “condotta” degli eletti.
L'attuale amministrazione ha davanti a sé ancora quasi due anni e mezzo di mandato, con un nuovo strumento urbanistico da approvare, l'unione dei comuni da concretizzare, tre bilanci da gestire, …
Insomma le scelte di questi amministratori, che fino ad ora poco hanno rispettato, a nostro avviso, gli impegni di programma, avranno conseguenze ancora per molti anni sulle condizioni di vita della nostra Comunità. Per questo noi continueremo, per quanto ci è possibile, a esprimere il nostro dissenso rispetto alle decisioni che non possiamo condividere (come per esempio le spese per gli ulteriori recenti incarichi fiduciari affidati a tecnici esterni), e a fare le nostre proposte alternative.
E quindi continueremo a seguire l'azione di questa amministrazione e a fare informazione critica.
A seguire riportiamo quindi una breve sintesi di quanto abbiamo appreso nel corso del consiglio comunale del 29 dicembre scorso, insolitamente seguito da numerosi cittadini.
I lavori sono iniziati con un’accesa discussione sull'approvazione del verbale del consiglio del 30.09.2011 in merito ad una tabella che non sarebbe stata “sul tavolo della precedente seduta”, e poi sarebbe stata allegata alla versione definitiva della delibera con un elenco di beneficiari di contributi del terremoto: abbiamo sentito reciproche accuse di “falso in atto pubblico” e di “calunnia”.
All'ordine del giorno, come anticipato dal consigliere di minoranza Creta in un comunicato su “Vivitelese”, c'erano poi un'interrogazione e due interpellanze della minoranza.
Per quanto riguarda la prima, il sindaco Izzo ha sostenuto che “è normale” che ci siano “gruppi di potere” negli uffici pubblici e che spetta all'amministrazione vigilare per evitare "degenerazioni"! Inoltre ha detto che non sempre le direttive dell'attuale maggioranza sono state rispettate, ma senza precisare chi, come e quando se ne sia “discostato”.
Sulle interpellanze, dopo le solite schermaglie dialettiche fra il consigliere di minoranza ragionier Creta e il capogruppo di maggioranza ragionier Iatomasi (platealmente accusato dallo stesso Creta di essere un incompetente, nel senso di non competente, in materia di contabilità pubblica), s'è capito che mancherebbero le determinazioni dei responsabili (effettivamente necessarie per legge) relative all'annullamento di vecchi residui passivi, ma non è stato detto a quali “debiti” erano riferiti i residui che sono stati eliminati in quanto mancherebbero gli atti giustificativi.
Il Presidente del Consiglio, nonché Assessore all'Ambiente, nonché responsabile di area tecnica Dott. Raffaele Pucino, in risposta alla seconda interpellanza, ha poi riferito di aver effettivamente sbagliato un'imputazione per competenza in una determinazione per la liquidazione di fatture relative al “servizio raccolta rifiuti” e che aveva fatto una determina correttiva in data 29.12.2011. A proposito, questa anomalia degli assessori/responsabili dovrebbe finire a breve con l'assunzione a tempo determinato di un dirigente tecnico, ma non possiamo condividere la procedura decisa per la scelta di questo funzionario.
Un'ulteriore variazione del bilancio 2011 e l'approvazione del “territorio omogeneo” nell'ambito della procedura che porterà all'unione dei comuni di Amorosi, San Salvatore, Telese e Castelvenere sono “passati” la prima a maggioranza e la seconda all'unanimità, senza nessuna discussione, e senza che si sia capito cosa è stato approvato. Per quanto riguarda le variazioni di bilancio, dalla lettura della relativa delibera di Giunta, si scopre che fra le “uscite” sono stati “inseriti” 8.800,00 euro per spese riscossione tributi (a chi deve essere affidato questo “servizio”?), mentre sull'unione dei comuni si continua ad andare avanti senza una vera informazione ai cittadini interessati. Si tratta comunque di due argomenti “interessanti”, sicuramente da approfondire appena sarà disponibile sul sito del comune il testo della delibera.
Dopo l'approvazione definitiva degli “emblemi araldici” del Comune, il Consiglio Comunale ha quindi affrontato un argomento insolito: la variante in sanatoria relativa ai lavori di costruzione del “fabbricato urbano adibito a sede della Farmacia ed attività annesse”.
Il relatore, l'Assessore e Responsabile di area tecnica, Arch. Leucio Iacobelli (era assente Leucio La Fazia, assessore e responsabile di area tecnica competente) ha riferito brevemente che si trattava di confermare l'interesse pubblico dell'opera già decisa dal C.C. nel 2006 (all'epoca era sindaco Creta) per consentire l'edificazione dell'edificio in deroga al PRG e prendere atto del parere favorevole alla sanatoria già comunicato circa un anno e mezzo fa dall'ufficio tecnico! Era emerso infatti che nel corso della costruzione erano stati commessi dei “lievi” abusi. Però è emerso anche che all'epoca era stata sottoscritta una convenzione che obbligava il richiedente la concessione in deroga a realizzare delle opere di arredo urbano (aiuole, panchine, ...) e che alcuni punti della convenzione sarebbero stati violati (articolo 5 della convenzione e punto 2 lettera d della delibera di C.C. del 2006, che forse sarebbe il caso di rendere pubbliche).
I consiglieri di minoranza sostenevano in particolare che gli "allargamenti" della farmacia rispetto al progetto creano disagi al traffico veicolare ed hanno impedito di chiudere, come previsto originariamente, la strada che passa a ridosso dell'ippocastano secolare vicino all'Abbazia, che sarebbe in sofferenza a causa della pressione sulle radici delle ruote dei mezzi pesanti.
In sostanza la minoranza, pur non smentendo l'interesse pubblico delle opere, chiedeva solo delle piccole modifiche migliorative ai lavori realizzati ed oggetto di richiesta di concessione in sanatoria.
Dopo una lunga sospensione dei lavori, alla fine la proposta della maggioranza è stata approvata con il voto contrario dei consiglieri di minoranza (Natillo, Creta e Romano, visto che il Dott. Di Virgilio era assente e Vincenzo Di Palma si era allontanato subito dopo la discussione più accesa fra Creta e Iatomasi).
Infine, per l'ultimo pt. all'o.d.g. (nuovo regolamento economato), nessuna discussione e veloce approvazione (erano ormai le 22.30).

