sabato 6 aprile 2013

INCONTRO PUBBLICO - Un'altra Amministrazione: si può fare?


Sulla base dei principi e degli obiettivi contenuti nel nostro comunicato del 25 marzo scorso - Un’altra amministrazione: si puo’ fare? - ai quali se ne potrebbero aggiungere altri secondo le sensibilità di chi vorrà condividere questo percorso, proponiamo:
un
 INCONTRO PUBBLICO
in SALA CONFERENZA (ex Municipio)
SABATO 6 APRILE 2013 – ORE 19
per una discussione sulle prossime elezioni amministrative, sia rispetto alle tematiche da noi proposte sia per far emergere ulteriori problematiche, esigenze e suggerimenti; perché “trasparenza” e “partecipazione”  non possono più restare solo vuote parole, ma devono trovare nei prossimi 5 anni una concreta attuazione, cominciando già dalla fase di formazione delle liste e di redazione dei programmi.
Cittadini in movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva
Per contatti: transizionesst@gmail.com - 3397178797

lunedì 25 marzo 2013

Un’altra amministrazione: si puo’ fare?

Quando pensammo di costituire la libera associazione che abbiamo chiamato “Cittadini in Movimento”, la nostra intenzione era quella di  avviare un cambiamento nel modo di intendere la politica nei nostri piccoli comuni della Valle Telesina, promuovendo l’impegno diretto dei cittadini nel governo del proprio territorio, con una progressiva TRANSIZIONE dalla democrazia puramente rappresentativa a quella partecipativa (con metodologie che, tanti esempi virtuosi lo dimostrano, anche in Italia, non sono solo una nuova forma di impegno civico e cittadinanza attiva, ma aiutano anche gli amministratori a prendere decisioni migliori).
 
Con questo spirito, negli ultimi 5 anni, abbiamo ripetutamente sollecitato i nostri amministratori a introdurre meccanismi di trasparenza e partecipazione, e abbiamo seguito con attenzione, per quello che era possibile utilizzando i documenti pubblicati sul sito istituzionale, tutte le iniziative e scelte politiche dell’amministrazione comunale e non solo, non mancando di comunicare e pubblicizzare non solo le nostre critiche ma anche le nostre proposte.
La nostra azione di cittadinanza attiva voleva essere una risorsa aggiuntiva offerta a chi aveva l’onore e l’onere di amministrare il nostro comune, azione il più delle volte vissuta forse come un fastidio e non come un’opportunità.
 
A questo punto, dopo il secondo fallimento consecutivo delle amministrazioni che erano state chiamate dal voto popolare ad amministrare il nostro comune, e visto come sono andate le cose in questi ultimi 10 anni, pur continuando a pensare che si possa e si debba partecipare alla gestione della cosa pubblica anche da semplici cittadini, e pur consapevoli delle difficoltà, anche per il pochissimo tempo disponibile, vogliamo provare direttamente a favorire una svolta e un ricambio nella classe dirigente che sarà chiamata ad amministrare il nostro comune nei prossimi 5 anni.
Ma affinché  ciò avvenga, è necessario poter condividere con altri, che non siano stati già coinvolti in precedenti esperienze amministrative nel nostro comune, un percorso nuovo per la formazione di una lista, a determinate condizioni.
 
In ogni caso, “trasparenza” e “partecipazione” non devono più  essere solo belle parole con cui “condire” proclami elettorali, ma coerente e quotidiano impegno, da applicare sin dalla fase di formazione delle liste e di redazione dei programmi. La democrazia partecipata nell’amministrazione degli enti locali, e dei comuni in particolare, è assolutamente realizzabile: come abbiamo sempre detto, è infatti il modo più appropriato per reagire con coraggio al fallimento della democrazia rappresentativa, rifiutando finalmente la delega in bianco e/o la cooptazione dall’alto, e impegnandosi personalmente per il bene comune.
I principi e gli obiettivi per noi inderogabili ai quali fare riferimento in questo percorso sono quelli che abbiamo sempre enunciato: la politica come servizio e responsabilità, con rinuncia ad ogni privilegio personale per perseguire solo l’interesse collettivo, limite di due mandati, trasparenza assoluta nella piena applicazione delle più recenti e innovative norme in materia di P.A., introduzione di strumenti di ascolto, coinvolgimento e partecipazione dei cittadini e consequenziale revisione dello statuto comunale e di tutti i regolamenti, idee innovative per creare nuove opportunità di lavoro (dignitoso), solidarietà, cultura, salute, energie rinnovabili, tutela dell’ambiente e del paesaggio, stop al consumo di territorio, economia sostenibile, politiche di riduzione, riuso e riciclaggio dei rifiuti, ri-discussione della “Città Telesina”, …
Sulla base di questi principi e obiettivi, ai quali se ne potrebbero aggiungere altri secondo le sensibilità di chi vorrà condividere questo percorso, auspichiamo quindi di poterci confrontare già nei prossimi giorni con chi fosse interessato a queste tematiche, con l’obiettivo anche, nell’immediato, di costituire una lista che si proponga di introdurre nei prossimi anni, dall’interno e concretamente, quel cambiamento nel metodo e nei contenuti che sembra assolutamente necessario e non più rinviabile, ma che, soprattutto, si proponga anche di rafforzare sul lungo periodo quella spinta al cambiamento che da tempo stiamo esercitando.
 
Il materiale che abbiamo realizzato nel 2009 in occasione delle precedente elezioni, mettendolo a disposizione dei candidati di allora, è  ancora disponibile sul nostro blog (http://transizionesst.blogspot.com), e riteniamo sia una buona base di partenza per lavorare ad un progetto amministrativo condiviso che, se ce ne saranno le condizioni, potrebbe essere utile già per le imminenti amministrative.
E’ ovvio che il rinnovamento che auspichiamo presuppone l’impegno di molte altre persone, che mettano a disposizione della collettività, disinteressatamente e gratuitamente, le proprie competenze e il proprio tempo, interessate ad un percorso aperto, trasparente e partecipato per la definizione del programma e per la scelta dei candidati.
 
A chi ci sta chiedendo in questi giorni cosa faremo, rispondiamo sempre allo stesso modo: E TU, COSA FARAI?
Se qualcuno è interessato alla nostra proposta, o volesse comunque contribuire alla definizione del percorso proposto o, ancora, volesse semplicemente far conoscere la propria opinione, potrà inviare una mail al nostro indirizzo: transizionesst@gmail.com.

sabato 23 marzo 2013

La 'città telesina' ai cittadini

Sul progetto di unione dei comuni chiamato “Città Telesina” i cittadini di San Salvatore hanno avuto un’unica occasione di confronto con i sindaci proponenti, e solo nella fase di avvio del procedimento. Dopo la presentazione del progetto a ottobre del 2011, infatti, i cinque sindaci dei comuni di Amorosi, Castelvenere, San Salvatore Telesino, Solopaca e Telese Terme informarono le rispettive cittadinanze dell’obbligo dei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti di “associare” almeno 1 servizio entro l’anno, e si dichiararono tutti persuasi della necessità di arrivare in tempi brevi alla formalizzazione dell’unione dei Comuni da loro amministrati.
Lo Statuto, “ideato” da alcuni amministratori dei comuni coinvolti, non è stato però mai presentato pubblicamente, e quindi non è mai stata data la possibilità ai cittadini di partecipare alla sua redazione.
Successivamente, la crisi Amministrativa di San Salvatore Telesino ha interrotto il percorso che stava conducendo velocemente alla ratifica definitiva dello Statuto, senza ulteriori occasioni di confronto e senza nemmeno la possibilità per i cittadini di presentare delle osservazioni.
A nostro avviso questo inatteso “STOP” è un’opportunità per consentire l’avvio di un percorso più partecipato e per migliorare quindi lo Statuto, eliminando per esempio le previsioni di carattere transitorio (affidamento al sindaco di Telese Terme, per i primi due mandati, della carica di Presidente), che riteniamo inaccettabili, e introducendo meccanismi di concreta partecipazione democratica dei cittadini.
Anche i consiglieri comunali “dissidenti”, dopo aver provocato la “caduta” della loro maggioranza consiliare lamentando scarsa trasparenza e collegialità al suo interno, hanno dichiarato di aver ricevuto essi stessi lo Statuto solo il giorno prima del consiglio comunale che aveva all’ordine del giorno la sua approvazione, e quindi non erano sufficientemente informati del relativo contenuto; e tuttavia non hanno mai fornito, nemmeno loro, notizie ai cittadini su un percorso di cui conoscevano, o avrebbero dovuto e potuto ben conoscere, l’iter né hanno espresso apertamente la loro posizione in merito (peraltro uno dei dissidenti, l’arch. Iacobelli, risulta essere uno degli amministratori che ha partecipato ai lavori insieme al vicesindaco Bove).

A questo punto, letto il recente comunicato stampa in cui si parlava di un incontro del 12 marzo scorso tra il commissario prefettizio di San Salvatore Telesino e gli altri quattro sindaci della costituenda “Città Telesina”, abbiamo ritenuto di inoltrare la richiesta allo stesso Commissario di sospendere ogni eventuale decisione in merito in attesa dell’insediamento della nuova Amministrazione Comunale.
Si tratta, infatti, di una decisione politica di grande impatto sulla nostra comunità e auspichiamo che venga garantita la possibilità, da parte della futura amministrazione, di discuterne pubblicamente.
Pur condividendo lo spirito e gli obiettivi di razionalizzazione e riduzione dei costi del progetto di unione dei comuni di San Salvatore Telesino, Amorosi, Castelvenere e Solopaca con Telese Terme, non riteniamo che lo Statuto già approvato dagli altri comuni sia stato preceduto da un reale percorso di informazione e confronto con i cittadini interessati.
In particolare riteniamo assolutamente necessario che vengano stabilite preventivamente le modalità di gestione associata del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, che dovrebbe essere il primo servizio oggetto di affidamento condiviso, dato anche il rilevante impatto economico sui cittadini.
Auspichiamo che anche i cittadini degli altri comuni interessati si uniscano alla nostra richiesta di rimettere in discussione lo statuto della “Città Telesina”, affinché questa possa essere l’occasione per ripensarne completamente la filosofia, evitando di creare un nuovo “centro di potere” che gestisca, con meccanismi ancor meno controllabili dai cittadini, l’affidamento dei servizi pubblici pagati con i nostri soldi.

sabato 23 febbraio 2013

Nessuna limitazione alla pubblicazione degli atti sul sito internet delle pubbliche amministrazioni.



Eravamo in “debito” con Pasquale Iatomasi di una replica a proposito degli obblighi di pubblicazione degli atti sul sito internet da parte delle pubbliche Amministrazioni.
Ci riferiamo alla conclusione del nostro precedente post del 5 febbraio scorso -  continuiamo a mantenere aperto il dibattito (si fa per dire) - e ricordiamo in proposito ai lettori di Vivitelese che avevamo segnalato a ottobre scorso come “improvvisamente” l’albo pretorio on line del comune di San Salvatore Telesino, sul quale sin dal 2009 tutti (o quasi) gli atti emessi dall’amministrazione venivano pubblicati (grazie ad una decisione del commissario prefettizio nel 2009), non era più accessibile ai cittadini senza autenticazione.
Ad una nostra mail inviata alla casella di posta elettronica del comune rispondeva il consigliere Gaetano, che riferiva essersi trattato solo di un problema … di natura tecnica e non legato alla volontà dell’amministrazione di ostacolare o negare l’accesso agli atti da parte dei cittadini, … e che l’area riservata, ancora in fase di implementazione, consentirà ai cittadini di accedere ai servizi dell’area anagrafica e stato civile per la consultazione dei propri dati, previa registrazione trattandosi di dati riservati e sensibili; Gaetano concludeva la sua mail con una assicurazione: l’accesso alla consultazione dell’albo pretorio online è libero e non richiede alcuna autenticazione.
Al momento però nell’apposita sezione del sito non è stato ancora inserito il “tasto REGISTRATI”!
Successivamente, dopo la nostra segnalazione, fu effettivamente ripristinata la possibilità di accedere direttamente agli atti pubblicati all’albo pretorio, ma per soli 15 giorni, decisione ora rivendicata da Iatomasi, ma senza che sia stato mai pubblicato un regolamento o un atto amministrativo che disponesse questa restrizione del diritto di accesso.
Iatomasi, con le sue “risposte” del 1° febbraio scorso, riferisce che la decisione (di ottobre 2012) dell’amministrazione di limitare  a soli 15 giorni la pubblicazione degli atti all’albo pretorio on line (ma con quale atto?), era stata presa per rispettare le indicazioni del Garante della Privacy contenute  nelle linee guida pubblicate con la G.U. n.64 del 19.03.2011!
Ribadiamo che era necessario approvare un regolamento prima di modificare le “regole” di pubblicazione introdotte a suo tempo dal commissario prefettizio e fin lì applicate anche da questa amministrazione, e ci permettiamo di segnalare che al contrario, con il recente “decreto sviluppo” dell’attuale Governo (D.L. 83/2012 convertito con la legge 134/2012), già dal precedente mese di agosto, era stato invece ulteriormente rafforzato l’obbligo di pubblicazione degli atti (articolo 18: Amministrazione aperta - 1. La concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet, ai sensi del presente articolo e secondo il principio di accessibilità totale di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. …).
Abbiamo riportato per brevità solo il primo comma, ma ovviamente l’articolo va letto tutto con molta attenzione, senza tralasciare le altre norme citate, a cominciare dall’articolo 11 del D. Lgs. 150/2009 che più volte abbiamo richiamato nei nostri interventi e nel quale trovavano fondamento le precedenti disposizioni del commissario prefettizio.
Peraltro, per la prima volta, sono state introdotte sanzioni per i responsabili della mancata pubblicazione degli atti e profili chiari di nullità degli atti stessi in mancanza della pubblicazione.
Fermo restando la giusta preoccupazione di tutelare la privacy delle persone eventualmente citate negli atti (nei modi e termini che potrebbero essere decisi con il regolamento comunale, e limitatamente ai dati sensibili e giudiziari), ci sembra che debba essere superata ogni perplessità in merito all'obbligo delle pubbliche amministrazioni di pubblicare e tenere pubblici i loro atti sul sito.

Per quanto riguarda la le linee guida citate da Iatomasi (tempi proporzionati di mantenimento della diffusione dei dati), esse effettivamente suggeriscono che: “le esigenze di trasparenza, pubblicità e consultabilità degli atti … devono comunque tenere anche conto della necessità di individuare un congruo periodo di tempo entro il quale devono rimanere disponibili (in una forma che consenta l'identificazione dell'interessato) che non può essere superiore al periodo ritenuto, caso per caso, necessario al raggiungimento degli scopi per i quali i dati stessi sono resi pubblici.
Tuttavia ci sembra di immediata comprensione che anche in queste indicazioni del garante della privacy la questione si pone solo per quegli atti la cui pubblicazione può comportare conseguenze pregiudizievoli per le persone interessate, specie se si tratta di informazioni non più aggiornate o relative ad avvenimenti risalenti nel tempo…, e non hanno niente a che fare con le precedenti indicazioni sul periodo minimo (15 giorni) di esibizione degli atti nel vecchio albo pretorio on-line dei comuni che, per ovvi e ragioni di spazio fisico, non potevano certo prevedere tempi di pubblicazione troppo lunghi.
In ogni caso, tornando alle linee guida del Garante della Privacy: “in relazione alla finalità di trasparenza potrebbe risultare necessario individuare periodi di tempo ragionevoli di permanenza dei dati in rete… Trascorsi i predetti periodi di tempo specificatamente individuati, determinate notizie, documenti o sezioni del sito devono essere rimossi dal web o privati degli elementi identificativi degli interessati ovvero, in alternativa, laddove l'ulteriore diffusione dei dati sia volta a soddisfare esigenze di carattere storico-cronologico, gli stessi vanno sottratti all'azione dei comuni motori di ricerca, ad esempio, inserendoli in un'area di archivio consultabile solo a partire dal sito stesso o in un'area ad accesso riservato.
In altri termini, è possibile semplicemente adottare “misure di anonimizzazione, limitazioni di specifici dati o parti di documento, mascheramenti o altri accorgimenti idonei a dare soddisfazione alle eventuali esigenze di segreto e di tutela dei dati personali”.
Dunque, se Iatomasi si preoccupava di tutelare i dati personali eventualmente contenuti negli atti comunali sottoposti a pubblicazione, dopo un congruo periodo di tempo stabilito da un apposito regolamento (non semplicisticamente o necessariamente i 15 giorni, comunque), si poteva semplicemente “anonimizzarli” o non renderli visibili ai motori di ricerca in modo diretto o rendere accessibili le informazioni complete con una procedura di autenticazione.
In ogni caso, con uno dei decreti attuativi della legge 190 del 2012 (“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, disegno di legge già approvato dal Consiglio dei Ministri), l’articolo 18 della legge 134/2012 sarà ulteriormente “declinato” a favore della trasparenza, stabilendo il principio della massima pubblicità dei dati rispettando le esigenze di tutela della privacy, ma limitatamente ai dati sensibili e ai dati giudiziari. Tutti gli altri dati personali potranno essere diffusi attraverso i siti istituzionali e potranno essere trattati in modo da consentirne l’indicizzazione e la tracciabilità con i motori di ricerca.
In ogni caso saranno individuate con precisione le aree in cui, per ragioni di tutela della riservatezza, non sarà possibile accedere alle informazioni.
Sarà inoltre introdotto un nuovo istituto: il diritto di accesso civico, nuova forma di accesso che avrà l’obiettivo di alimentare il rapporto di fiducia tra cittadini e PA e di promuovere il principio di legalità (e prevenzione della corruzione): tutti i cittadini hanno diritto di chiedere e ottenere che le PA pubblichino atti, documenti e informazioni che detengono e che non hanno ancora divulgato.
Tutti i dati formati o trattati da una PA devono essere integri, e cioè pubblicati in modalità tali da garantire che il documento venga conservato senza manipolazioni o contraffazioni; devono inoltre essere aggiornati e completi, di semplice consultazione, devono indicare la provenienza ed essere riutilizzabili (senza limiti di copyright o brevetto).
Infine si confermerà che la durata dell’obbligo di pubblicazione è di almeno 5 anni che decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui decorre l’obbligo di pubblicazione e comunque fino a che gli atti abbiano prodotto i loro effetti (fatti salvi i casi in cui la legge dispone diversamente).
Chiediamo quindi nuovamente che venga ritirata immediatamente la disposizione (peraltro ignota) che ha stabilito che la pubblicazione degli atti viene fatta per soli 15 giorni, e che inoltre gli atti vengano pubblicati integralmente, senza omettere gli allegati, come troppo spesso avviene.

P.S.: questo il testo del comunicato che avevamo preparato in risposta al citato intervento di Pasquale Iatomasi del 1° febbraio scorso, e che abbiamo “congelato” dopo le dimissioni del Sindaco Izzo.
Visti anche i due successivi interventi dell’ormai ex assessore Iatomasi: l’insoddisfacente “stato finanziario del comune di San Salvatore” (era stato promessa la pubblicazione dell’elenco analitico delle spese sostenute dal nostro comune nel 2012, ma invece sono stati forniti solo inutili dati riassuntivi) e la più recente “risposta a Creta”, non ci prendiamo altro tempo e onoriamo il nostro “debito”.
Auspichiamo ora che altri passi avanti in trasparenza, a iniziare dal sito internet, possano essere fatti grazie al nuovo commissario, al quale chiediamo di eliminare subito le restrizioni recentemente operate dall’amministrazione Izzo.
Alla verifica con l’apposita procedura del Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione il sito internet del nostro comune risulta rispettare solo 3 (di cui uno parzialmente) dei 42 indicatori previsti dalle linee guida 2011: c’è parecchio da fare quindi! E poi c’è da applicare l’articolo 18 della legge 134/2012 (altro che “privacy dei creditori”).

Collegialità, trasparenza e partecipazione: siamo in trepidante attesa

Mancano poche ore allo scadere del termine di 20 giorni che il sindaco Izzo aveva a disposizione prima che le sue dimissioni irrevocabili diventino definitive. Tuttavia, secondo alcuni “tweet”,  sarebbe stato trovato in extremis un accordo con i 4 dissidenti, o una parte di essi, che farebbe rientrare la crisi ed evitare le elezioni anticipate.
La trepidante attesa di tutta la cittadinanza di San Salvatore (e non solo), dunque, sembra destinata a sciogliersi in un finale insipido, senza che nessuno abbia potuto capire cosa realmente sia accaduto, e il senso stesso dei fatti ai quali abbiamo assistito.
Come se non bastasse, in paese si parla con insistenza di accertamenti in corso da parte della Magistratura che interessano il nostro comune e della inquietante presenza della Guardia di Finanza.
Non mancano i motivi per essere preoccupati.
E’ quindi ancor più necessario che chi di dovere dia delle spiegazioni.
Se questo non avvenisse, o se le spiegazioni non fossero convincenti, tutti sarebbero autorizzati a immaginare qualsiasi scenario e a fare qualsiasi ipotesi sulle reali motivazioni di chi ha voluto questa crisi, e sul perché alla fine tutto sia finito come se nulla fosse successo, con buona pace della “collegialità, trasparenza e partecipazione”.

P.A.: privata amministrazione?

Due assessori del Comune di S.Salvatore (Iaquinto e Iacobelli) più un consigliere (Gateano) aprono una crisi nella maggioranza in consiglio comunale: cogliendo l’occasione di un’ennesima variazione di bilancio di questa amministrazione, manifestano il proprio dissenso e votano contro o si astenengono.
Il loro dissenso e le loro contestazioni sono illustrate e motivate nel corso del consiglio comunale del 28 dicembre, ma risalgono ad almeno un mese addietro.
In seguito a questo consiglio comunale il sindaco nomina, con 2 ordinanze, 2 nuovi assessori senza tuttavia esplicitamente pubblicare le precedenti ordinanze di revoca dei 2 assessori uscenti (Iaquinto e Iacobelli).
Nel successivo consiglio comunale del 29 gennaio, dopo la lettura delle due ordinanze di revoca da parte del sindaco, e il successivo caparbio rifiuto del Presidente del consiglio comunale, Pucino, di far parlare i due assessori uscenti e la minoranza, la maggioranza va “sotto” per i voti contrari dei 2 ex assessori dissidenti e per quelli dei consiglieri Gaetano e Vaccarella sul “regolamento sul sistema dei controlli interni”, con conseguenti scene da melodramma e con, questa sì, un’”ammuina” apparentemente senza un filo conduttore.
Dopo un paio di giorni di ulteriore riflessione, il Sindaco Izzo dà le proprie dimissioni e la comunicazione della decisione viene affidata a poche righe che riusciamo a leggere su qualche organo di informazione, ma nulla più.
Abbiamo cercato di aprire un dibattito pubblico per provare a capire cosa c’era dietro le scelte, apparentemente improvvise, ed a ben 4 anni dall’insediamento, da parte prima dei “2 e 1/2” (Gateano si era astenuto e Vaccarella era assente) poi dei 4 dissidenti, ma non vi è stata replica.
Abbiamo provato a chiedere al Sindaco di spiegare i motivi delle sue dimissioni e di replicare pubblicamente alle accuse dei dissidenti in merito alla mancanza di trasparenza e di collegialità nelle decisioni.
Anche qui senza esito.
Abbiamo cercato di stimolare il vicesindaco, che aveva avuto un profilo basso nella vicenda, ponendo a lui le stesse domande rivolte al sindaco, chiedendogli di rispondere dal sito di Vivitelese o in un incontro pubblico da lui organizzato ma la sua replica, nulla nel merito, si limita:
a) alla richiesta di incontrare noi in separata sede (?) per farci, tra l’altro, rispondere a delle sue domande rivolte a noi;
b) all’accusa di non rappresentare i cittadini (?) per cui non abbiamo titolo di ricevere risposte pubbliche.
Bove dimentica che, noi, non abbiamo mai detto di voler rappresentare qualcuno, e che tuttavia noi stessi SIAMO DEI CITTADINI che, come tali, hanno posto delle domande legittime ai propri rappresentanti e a cui comunque sarebbero dovute delle spiegazioni!
Ci viene il dubbio che il “facimm ammuina” di cui ci si accusa  per aver posto delle domande (probabilmente ad arte per evitare il merito delle questioni), l’abbia ben in mente questa amministrazione, nei tanti comportamenti tenuti in questi anni, non ultima nella gestione di questa crisi da parte di dissidenti e lealisti.
Concludiamo con una, ahinoi, nuova domanda: conoscere le scelte dei nostri consiglieri comunali, e le motivazioni che le hanno determinate, sono una esigenza privata o pubblica? La rivolgiamo di sicuro agli amministratori ma, vista l’assenza di partecipazione e di dibattito su questa vicenda, anche ai nostri concittadini.

Commenti al post precedente: Continuiamo a mantenere aperto il dibattito (si fa per dire!)

Emilio Bove
Accolgo l’invito rivoltomi dall’ing. Romano (a nome di Cittadini in Movimento Laboratorio di Cittadinanza attiva) come la volontà di conoscere la mia personale opinione circa le recenti vicende amministrative sfociate nella crisi del 29 gennaio scorso e, più in generale, sull’azione amministrativa fin qui esercitata dall’attuale maggioranza.
E’ evidente che problemi di tale portata non possono risolversi con un semplice interrogatorio del tipo: “a domanda… risponde”.
Sono disponibilissimo ad un incontro dove accanto alle tante risposte che sono obbligato a dare in virtù del ruolo politico esercitato in questi anni, spero mi venga concessa anche la possibilità di fare alcune domande a cui, sono convinto, l’ing. Romano e i suoi sodali non vorranno sottrarsi.
Ritengo questo metodo meno inquisitorio e certamente più rispettoso delle scelte politiche di ciascuno. Resto in fiduciosa attesa.

 Rocco Minicozzi
Replico per Cittadini in Movimento – Laboratorio di Cittadinanza Attiva
Il nostro vicesindaco finge di dimenticare che noi i dibattiti aperti, gli incontri pubblici e i confronti “alla pari” li abbiamo sempre chiesti ai nostri amministratori; senza mai averli!
È utile ricordare a tutti la “miseria partecipativa” della procedura preliminare all’approvazione del nuovo statuto comunale: abbiamo dovuto protocollare le nostre osservazioni senza poter avere un minimo di confronto pubblico pur avendo chiesto un consiglio comunale aperto dedicato all’intervento dei cittadini e si sarebbe potuta costituire una commissione mista di amministratori e cittadini, … niente!
Emilio Bove si limitò a dare atto in consiglio comunale della correzione di alcuni degli errori di grammatica o di logica, da noi segnalati, presenti in gran numero nella bozza che la maggioranza aveva portato all’approvazione del consiglio comunale, deridendoci su tutto il resto delle nostre osservazioni, senza che potessimo replicare (ai consigli comunali cosiddetti aperti i cittadini possono assistere e ascoltare – a volte anche delle colossali stupidaggini – senza avere la possibilità di profferire parola!).
Del resto questa sembrerebbe la situazione che gli è più congeniale: in occasione dell’incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione per la costituzione della Consulta ambientale infatti, manifestando le sue perplessità in merito, ebbe a dichiarare pubblicamente di credere nella “democrazia delegata” lasciando intendere che i “delegati” possono parlare mentre i cittadini devono solo ascoltare.
All’incontro pubblico in piazza da noi organizzato sulla faccenda della vendita dei terreni di proprietà comunale in località Acqua Fetente (e in generale sulla gestione del territorio, la necessità di tutelare il paesaggio e i suoli agricoli e il rapporto fra amministratori e amministrati), Emilio Bove si limitò ad assistere, seduto al tavolino del bar (insieme ai suoi “sodali”) e ad ascoltare il suo collega di giunta Leucio Iacobelli che tentava di “squalificare” pubblicamente la nostra iniziativa e le nostre opinioni nell’unico intervento che l’amministrazione ritenne di far fare in quell’occasione per difendere la propria scelta. Scelta alquanto discussa, adesso, dato che lo stesso ex assessore Iacobelli ha dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento delle poltrone.
Non è quindi dipeso da noi se l’unico modo con il quale abbiamo potuto comunicare con la nostra (si fa per dire) amministrazione è stato tramite comunicati e manifesti!
In ogni caso, siamo ovviamente disponibili a confrontarci con il vicesindaco e tutta l’amministrazione uscente quando vuole, purché si tratti di un dibattito aperto e pubblico e a rispondere a tutte le sue domande, sempre che ne siamo capaci, perché altrimenti non avremo difficoltà a dire di non saper rispondere o a rappresentare la nostra “incompetenza”.
Restiamo quindi in fiduciosa attesa che lui organizzi questo dibattito pubblico e aperto a tutti, auspicando che ciò avvenga in tempi brevi, possibilmente prima che scadano i 20 giorni che il sindaco avrebbe per ritirare le sue dimissioni.

 Emilio Bove
Forse non ci siamo capiti. Mi era stato richiesto di rispondere ad alcune domande, per meglio chiarire il mio pensiero, ed ho dato la mia disponibilità.
Adesso mi si chiede addirittura di organizzare un incontro pubblico. Non si capisce a che titolo.
Ma, dalla replica al mio intervento, ho il sospetto che ai miei interlocutori non interessa tanto ottenere delle risposte. Si accontentano delle loro convinzioni.
Tuttavia, siccome tutte le volte che sono stato invitato ad una riunione, ad un convegno, ad un’assemblea o a una tavola rotonda ho sempre cercato di partecipare, qualora ce ne fosse l’occasione, cercherò di non sottrarmi.
Dopodiché mi sia consentita qualche precisazione.
Non mi sono mai permesso di deridere nessuno. Non fa parte del mio carattere. Non appartiene al mio temperamento. Né ho mai finto di dimenticare un bel niente.
Ricordo perfettamente le proposte suggerite in occasione del dibattito sullo Statuto comunale.
Molte di esse confliggevano con la normativa in vigore. Qualcuna anche con il buon senso.
Ho ricordi nitidi dell’incontro sulla vendita del terreno all’Acqua fetente e concordo che, in tale circostanza, il promotore dell’iniziativa venne abbandonato da solo a “squalificarsi” (per ripetere l’espressione usata) in una piazza semi-deserta dove il punto di vista dell’amministrazione venne illustrato dall’assessore Iacobelli con tale chiarezza che non necessitava alcun ulteriore intervento. Non mi risulta nemmeno che l’assessore Iacobelli abbia dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento della poltrona.
Nell’occasione rimasi educatamente seduto al tavolino fino alla fine dell’incontro mentre altri abbandonavano sommessamente l’adunanza forse per dissimulare la delusione.
Non c’entra nulla né la democrazia delegata né quella assembleare: l’importante è il rispetto delle regole. Ed io ritengo di averle sempre rispettate, quando ero all’opposizione e in questi anni in cui ho assunto l’onore di rappresentare il mio paese.
Mi sono confrontato con chiunque lo abbia richiesto, ho promosso ed incoraggiato le attività associative, ho aderito alle loro proposte, ho ascoltato le loro richieste. Tutte le volte che qualcuno me le ha sottoposte. I “Cittadini in movimento” non lo hanno mai fatto.
Ho sempre auspicato il confronto, ma ho sempre diffidato di chi ritiene di parlare a nome dei cittadini e di avere la pretesa di rappresentarli.
In certe occasioni mi viene il dubbio che qualcuno, piuttosto che ragionare sulla soluzione dei problemi, voglia solo ottemperare al fatidico comando che una falsa storiografia attribuisce ingiustamente alla marina borbonica: «Facite ammuina!».

  Maria Pia Cutillo
Emilio ma non sarebbe più semplice rispondere?…nient’altro.
Tu dici:”Ho ricordi nitidi dell’incontro sulla vendita del terreno all’Acqua fetente e concordo che, in tale circostanza, il promotore dell’iniziativa venne abbandonato da solo a “squalificarsi” (per ripetere l’espressione usata) in una piazza semi-deserta dove il punto di vista dell’amministrazione venne illustrato dall’assessore Iacobelli con tale chiarezza che non necessitava alcun ulteriore intervento. Non mi risulta nemmeno che l’assessore Iacobelli abbia dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento della poltrona.”
e Iacobelli dice testualmente nell’allegato alla delibera:” vi ricordo che chi vi parla è quello che a marzo ha consentito a questa amministrazione di alienare il terreno dell’acqua fetente facendo in tempi rapidissimi una miracolosa variante al PRG e facendo incassare tanti soldi alle casse comunali ben 800 mila euro, che ci ha consentito di evitare tracolli finanziari e di non perdere per molti di voi le tanto amate poltrone.”

  Emilio Bove
Daccordo. A questo punto credo che i lettori si siano fatti un’idea sufficientemente chiara delle rispettive posizioni. Un saluto.

martedì 5 febbraio 2013

Continuiamo a mantenere aperto il dibattito (si fa per dire!).

Dopo aver assistito costernati al consiglio comunale del 29 gennaio scorso, a un mese circa di distanza da quello precedente del 28 dicembre, che già aveva riservato delle grosse “sorprese”, e preso atto delle dimissioni del Sindaco Izzo, ci permettiamo di riproporre alcune domande al vicesindaco, dott. Emilio Bove, quale rappresentante di ciò che resta della maggioranza. Peraltro, una delle cose che più ci hanno impressionato è stato il “profilo basso”  tenuto proprio dal vicesindaco fino all’irrituale “verifica di maggioranza”, da lui stesso richiesta, e consumatasi pubblicamente nel corso del consiglio comunale, quando il suo intervento è sembrato essere non altro che un’esortazione ai quattro dissidenti a tirare fuori il coraggio (in verità lui ha usato un’espressione decisamente meno elegante) e ad andare fino in fondo sfiduciando apertamente il sindaco.
E, dopo questa necessaria premessa, veniamo alle domande.
  1. Cosa (o chi) c’è davvero dietro  il fortissimo (e apparentemente insanabile) dissenso di Iaquinto, Vaccarella, Iacobelli e Gaetano verso il Sindaco Izzo e il Presidente del Consiglio  Raffaele Pucino e gli altri assessori?
  2. Considerata anche la gravità delle accuse, perché la (ormai ex) maggioranza e soprattutto il sindaco e, a questo punto, il vicesindaco non rispondono in modo esauriente e documentato alle loro contestazioni, e in particolare a quella sulla mancanza di partecipazione e collegialità nelle decisioni (fino al punto che il Sindaco Izzo è arrivato alle dimissioni senza aver mai sentito la necessità, né in consiglio comunale né fuori, di dare delle spiegazioni ai cittadini)?
  3. Cosa ne pensa dei severi giudizi e delle accuse ai due ex assessori Iacobelli e Iaquinto contenute negli atti di revoca di Izzo ma anticipate e riprese sia da Iatomasi che da Pucino e La Fazia?
  4. Non trova strano che un gruppo di persone sicuramente eterogeneo dal punto di vista politico, e che tuttavia fin qui aveva dimostrato (apparente?) solidità, così improvvisamente, si sia spaccato in due “fazioni” apertamente e duramente contrapposte?
  5. Data la carica di vicesindaco, Lei è ora il principale referente di questa maggioranza (o meglio, di quel che ne resta): proporrete insieme una nuova lista alle prossime elezioni, magari con Lei candidato sindaco?
  6. In quanto esponente del partito democratico, che recentemente sembra aver “sposato” decisamente il metodo delle primarie, non pensa che sia il caso di applicare questo strumento anche nel nostro paese per far decidere direttamente ai cittadini i candidati da inserire nella lista (i quali poi indicherebbero il capolista candidato sindaco)?
  7. E’ d’accordo con Pasquale Iatomasi che considera lo statuto della “città telesina … una scatola vuota che deve essere riempita di contenuti” e concorda ancora con lui quando afferma che il P.A.E.S. è pure questo un “atto formale, privo di qualsivoglia contenuto tecnico”?
  8. Risponde al vero l’affermazione (ascoltata nel corso dell’ultimo consiglio comunale) che alla stesura di questo statuto per il comune di San Salvatore Telesino avete partecipato solo Lei e Iacobelli?
  9. Può dirci anche a chi allude sempre Iatomasi quando parla di un progetto per l’installazione di impianti fotovoltaici per 450 kW “che giace in qualche cassetto da oltre sette mesi”?
10. Ora che San Salvatore, grazie alla crisi della maggioranza, non ha approvato l’adesione alla città telesina e il relativo statuto, si rimette tutto in discussione?
Intanto aspettiamo che entro il 2 marzo prossimo sia pubblicato un “prospetto dettagliato di tutte le spese sostenute dal nostro comune nel 2012 (analiticamente distinte)” come da impegno di Pasquale Iatomasi nel suo post su vivitelese del 1° febbraio già citato.
Sempre con riferimento al suddetto intervento di Pasquale Iatomasi, che pur giudicando “non meritevoli” di risposta molte delle nostre domande, ha comunque fatto uno sforzo di trasparenza, riteniamo che debba essere invece affrontata  immediatamente la questione dello statuto della città telesina che, immaginiamo, interessi non solo i cittadini di San Salvatore ma anche quelli di Amorosi, Castelvenere, Solopaca e Telese Terme.
Fatta salva le previsioni del successivo articolo 45 …” (sic!). Così inizia l’articolo 19, dedicato alla figura del Presidente della Giunta. Come rilevato dalla minoranza già nel corso del consiglio comunale, questa deroga (il presidente della giunta, per i primi due mandati, ovvero per i primi 5 anni, sarà “di diritto” (!?) il sindaco di Telese Terme) è scandalosa! Non si comprende davvero per quale ragione per ben cinque anni, i più importanti, quelli dell’avvio del progetto, questo ruolo debba essere attribuito per statuto al sindaco di Telese. E non si comprende come tutti abbiano accettato in silenzio assoluto questa aberrazione giuridica, questa sospensione della democrazia!
D’altra parte l’intero statuto andrebbe sottoposto al giudizio dei cittadini, sospendendo tutto e avviando un vero percorso di partecipazione, che è del tutto mancato. Ricordiamo che le “riunioni pubbliche” di cui parla Iatomasi furono solo un’inutile esibizione priva di ogni reale confronto e senza che fosse  stata mai presentata una proposta di statuto da discutere (“assemblea farsa”, l’ha definita il capogruppo di minoranza Romano in consiglio comunale, e non possiamo che essere d’accordo).
Sui tempi di pubblicazione degli atti sul sito del comune replicheremo a Iatomasi con un successivo, specifico, post.

domenica 27 gennaio 2013

Crisi politica a San Salvatore: ma che soluzione originale (un bel rimpasto)!

 Dopo tutto quello che abbiamo sentito nell'ultima parte del Consiglio Comunale del 28 dicembre, il nostro sindaco e la sua maggioranza, come ampiamente previsto, e senza alcuna spiegazione, si sono limitati a pubblicare sul sito internet del comune due “fredde” ordinanze con le quali sono stati nominati due nuovi assessori al posto degli “uscenti” Iacobelli e Iaquinto.
Non sono state tuttavia pubblicate (chissà perché), le due ordinanze con le quali sono state invece tolte le deleghe assessoriali ai due consiglieri di maggioranza “dissidenti”.
Per il 29 gennaio, dopo un mese dal precedente, è stato invece convocata una nuova seduta del consiglio comunale nel quale sarà data comunicazione della “revoca e nomina assessori” e dovranno essere approvati il “regolamento sul sistema dei controlli interni” (in effetti non sembra che finora abbiano funzionato granché, stando alle accuse di Iaquinto e Iacobelli!) e lo statuto e lo schema di atto costitutivo dell’unione dei comuni “Città telesina”.

Non possiamo che augurarci che il sindaco, nel corso della seduta, dia quantomeno delle spiegazioni rispetto alle gravissime accuse ricevute dai suoi ormai ex assessori.

Ci auguriamo inoltre che Leucio Iacobelli e Domenico Iaquinto illustrino meglio i loro motivi di dissenso soprattutto per quanto riguarda le accuse di spese fuori controllo, in particolare per la gestione dei rifiuti. Siamo convinti che, avendo essi sentito fortemente il bisogno di più democrazia e partecipazione all’interno del gruppo di potere dell’amministrazione, tanto da essere tacciati di utopia, sapranno approfittare dell’occasione per dimostrare ai cittadini che quei nobili sentimenti di libertà, l’anelito alla democrazia, il bisogno di condivisione che li hanno portati a un così clamoroso dissenso siano effettivamente sentiti e desiderino condividerli con i loro concittadini.

In ogni caso, anche in questa occasione la maggioranza ha dimostrato la sua incapacità di rispettare gli impegni elettorali e programmatici, senza essere nemmeno in grado di giustificare la grave crisi creatasi al suo interno e le altrettanto gravi motivazioni di natura democratica ed economica.

Noi continuiamo a ritenere che sia dovere del Sindaco e della Giunta dare delle spiegazioni, e pubblicare un prospetto dettagliato di tutte le spese sostenute dal nostro Comune nel 2012 (analiticamente distinte), con indicazione anche dei risultati che si ritiene di aver conseguito con ogni singola spesa discrezionale, a cominciare dalle consulenze esterne e dall’assunzione a tempo determinato e parziale di un nuovo tecnico, mortificando, peraltro, la professionalità dei dipendenti del comune, accusati tempo fa di “mancanze” gravissime e, sembra, addirittura denunciati, senza che, a quanto se ne sa, vi siano stati riscontri a tali accuse.

Un’altra questione che dovrebbe essere oggetto di informativa è quella relativa alle antenne per le quali è stato commissionato a un professionista esterno,  e poi approvato, un regolamento. Lo stesso professionista  è stato incaricato e pagato per l’istruttoria delle pratiche di autorizzazione, anche a sanatoria, e ancora non si conoscono i risultati di questo “investimento”.

A proposito! Si può sapere, in tema di spese, come sono stati utilizzati gli oltre 800 mila euro incassati con la vendita del terreno in località “acqua fetente”?

Intanto, giusto per non smentirsi riguardo a trasparenza e partecipazione:
-       nel prossimo consiglio comunale sarà approvato lo statuto della cosiddetta “città telesina” senza neanche averlo né pubblicizzato né tanto meno discusso, e facendo quindi peggio, se possibile, persino di quanto fatto con lo statuto comunale;
-       è già stato approvato in una precedente seduta del consiglio comunale un Piano di azione per l’energia sostenibile, senza pubblicizzarne i contenuti, né gli eventuali sviluppi in merito (azioni concrete poste in essere);
-       nessun impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è stato realizzato;
-       gli atti dell’albo pretorio (ribadiamo) non sono più consultabili sul sito internet del comune oltre i 15 giorni di pubblicazione, nè sono resi disponibili gli allegati alle delibere;
-       del piano rifiuti (per la cui redazione è stato incaricato un tecnico esterno) che l'assessore Pucino aveva sottoposto anche all'attenzione della consulta ambientale, non s'è saputo più nulla (anche perché si è “pensato bene” di delegare il tutto alla città telesina, e quindi al sindaco di Telese Terme, che la guiderà per i primi 5 anni!);
-       dalla minoranza, sempre pronta in passato ad infilarsi anche in contraddizioni minori, non arriva alcuna reazione degna della crisi in atto (chissà perchè)

La performance di questa amministrazione somiglia sempre più a un fallimento rispetto agli obiettivi sbandierati prima delle elezioni.
Eppure sembra già quasi di sentirli, nella prossima campagna elettorale, a cercare alibi e colpe altrui per giustificare la loro incapacità di realizzare il programma e mantenere gli impegni presi con i cittadini.
Non siamo tanto utopistici da credere che questa situazione, pur così grave, porterà a chiarimenti e cambiamenti nell’Amministrazione, ma continuiamo a credere che la necessità di un radicale rinnovamento della vita politica e amministrativa debba spingere tutti i cittadini ad attivarsi per renderlo possibile.

 PS: Qualche strumento in più, intanto, sembra arrivare da altrove
Chiedere alla pubblica amministrazione di rendere conto ai propri cittadini del proprio operato, senza avere un interesse specifico, è una possibilità garantita ai cittadini italiani da una nuova norma introdotta dal governo con l’art.18 del Decreto legge 83/2012, convertito nella legge 134/2012 che introduce una pratica destinata a rendere trasparenti ed espliciti i rapporti economici tra pubblico e privato.
Nello specifico, questo articolo prevede che a partire dal 1° gennaio 2013, pena l’invalidità dei contratti stipulati dalla pubblica amministrazione, le informazioni salienti riguardanti «la concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a enti pubblici o privati… sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet».



venerdì 4 gennaio 2013

DIECI DOMANDE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI S. SALVATORE TELESINO



Visto quanto è successo nel Consiglio Comunale del 28 dicembre scorso, di cui ha già scritto il consigliere di minoranza Giuseppe Creta (link), considerata la durezza delle parole ed espressioni che abbiamo ascoltato, sorgono spontanee alcune domande.

1.      Come mai è stato reso manifesto solo adesso un malessere così ampio (“… mancanza di collegialità …”, “… sterili personalismi …”, “… galleggiare indecorosamente verso la fine …”, “… mancanza di rispetto per tutti i componenti della giunta …”, “… parzialità …”, “… salvare le vostre amate poltrone …”) da parte di una significativa componente della maggioranza verso il Sindaco ed altri assessori?
2.      Considerata anche la gravità delle accuse degli assessori Iaquinto e Iacobelli, nonché del consigliere di maggioranza Gaetano, perché il sindaco ha ritenuto di non rispondere subito alle contestazioni?
3.      I due assessori dissidenti, non avendo avuto risposte sul merito delle contestazioni, non ritengono di doversi dimettere dalla giunta? Oppure, dato che vengono fuori dopo ben 4 anni, si tratta di semplici distinguo sterili e funzionali a calcoli elettorali?
4.      I componenti della maggioranza, che hanno ritenuto di esprimere così platealmente e pubblicamente il loro dissenso rispetto alla proposta terza variazione al bilancio 2012, hanno anche fatto dei “calcoli” rispetto ai voti necessari affinché quel punto all’ordine del giorno potesse comunque essere approvato, evitando di provocare una crisi e lasciando al sindaco la responsabilità di decidere successivamente il da farsi?
5.      I due assessori dissidenti come intendono rispondere al capogruppo di maggioranza Iatomasi, che nella sua replica li ha accusati di non essere stati capaci di spendere i soldi che erano stati assegnati ai capitoli di loro competenza?
6.      Cosa c’era scritto nel prospetto che l’assessore Iacobelli ha cercato di illustrare dopo l’intervento di Iatomasi?
7.      Perché, nonostante le promesse elettorali in materia, non sono stati introdotti correttivi all’attuale regime di determinazione della tassa sui rifiuti solidi urbani per tener conto dei rifiuti realmente conferiti da ogni singola utenza?
8.      L’accusa principale fatta al sindaco dai due assessori dissidenti è stata quella di mancanza di collegialità/trasparenza nella gestione del bilancio e di favoritismo verso le richieste economiche di altri assessori nella distribuzione delle risorse. D’altra parte, l’assessore Iaquinto sembra sia stato tacciato dal sindaco di utopismo a seguito delle sue rimostranze!  Non ritiene la maggioranza tutta di aver fallito proprio rispetto agli impegni elettorali che maggiormente avevano marcato il suo proporsi come alternativa rispetto alle passate amministrazioni?
9.      Non sono troppe le variazioni di bilancio che si sono avvicendate in quest’anno e negli anni precedenti ? Non si fa in tempo ad approvarne una che già è pronta la prossima.  A cosa attribuirle, se non alla mancanza di capacità di programmazione?
10.  E’ possibile rendere pubblico un prospetto dettagliato di tutte le spese sostenute dal nostro Comune nel 2012 (analiticamente distinte), con indicazione anche dei risultati che si ritiene di aver conseguito con ogni singola spesa discrezionale, a cominciare dalle consulenze esterne?
Infine, una domanda che poniamo ai nostri concittadini. Viste le ultime vicende, parlare di elezioni comunali anticipate (potrebbe essere la seconda volta consecutiva) è da considerarsi come un’ipotesi possibile se non probabile, e per certi versi auspicabile: tenuto conto che anche gli attuali consiglieri di minoranza, l’ex sindaco Creta primo fra tutti, sono stati già direttamente impegnati, anche come assessori, in precedenti amministrazioni, non ritengono i cittadini di San Salvatore che sia il caso di smettere di delegare completamente l’amministrazione della cosa pubblica sempre alle stesse persone, e che ci si debba invece impegnare direttamente, partecipando attivamente alla vita politica e sociale del nostro paese?
Ci piacerebbe avere le risposte a queste e a tante altre domande in un pubblico dibattito in cui, oltre a fare il punto della situazione rispetto agli impegni che l’attuale maggioranza si era assunta, i cittadini possano esprimere, sempre pubblicamente, come hanno percepito e come valutano l’azione politica di questa amministrazione, e cosa si aspettano per il futuro da chi chiederà di essere eletto per servire la nostra comunità.
Rendere e chiedere conto: non sono, rispettivamente, un atto dovuto per chi amministra un Comune ed un diritto per chi ne è amministrato?