COMMENTO SU VIVITELESE: http://www.vivitelese.it/2013/04/cittadini-in-movimento-resoconto-dellincontro-pubblico-del-6-aprile-2013/#comments.
RISPOSTA:
Domenico, le tue osservazioni sembrano in gran parte centrate sul
presunto rifiuto, da parte di Cittadini in Movimento, di confrontarsi
con gli ex amministratori.
In realtà non è mai stata questa la nostra intenzione.
Anche all’incontro pubblico del 6 aprile hanno partecipato
tranquillamente diversi ex amministratori, e fra questi tu stesso che,
però, a differenza di altri, non hai ritenuto di intervenire per esporre
la tua opinione o per rappresentare le critiche che ora hai voluto
esprimere con il tuo commento al nostro resoconto.
Replichiamo che non è affatto frutto di “pre-concetti” l’aver voluto
chiarire che siamo disponibili a un nostro impegno diretto in una lista
con altri soggetti “che non siano stati già coinvolti in precedenti
esperienze amministrative nel nostro comune” e “a determinate
condizioni”. Il fatto è che in questi “3 anni e mezzo” di
amministrazione Izzo (alla quale tu hai partecipato come assessore,
condividendone fino a tutto novembre del 2012 le scelte), così come nei
due anni precedenti di amministrazione Creta, abbiamo chiesto invano che
fossero introdotti concretamente strumenti di trasparenza e
partecipazione. Dunque, non abbiamo ritenuto che gli ex amministratori
potessero essere nostri interlocutori credibili in un percorso
finalizzato alla formazione di una proposta ed eventualmente, di una
lista alternativa alla “politica” degli ultimi anni e lo abbiamo voluto
dire subito e con trasparenza.
Mettiamo in conto che questa cosa possa non piacerti, ma pensiamo che, almeno tu, possa e debba comprenderne le ragioni.
Nei nostri interventi non abbiamo mai espresso giudizi lesivi delle
persone, né tantomeno quelli che lasci intendere tu (“sanguisughe
attaccate alla poltrona”, “Andreotti”, “ladri”, o altro), che invece si
ritrovano in abbondanza nei reciproci “scambi di idee” fra gli ex
amministratori degli ultimi 10 anni.
Oggetto delle nostre critiche sono invece sempre gli atti politici ed
amministrativi, inclusi ovviamente quelli che l’ex maggioranza, di cui
tu hai fatto parte, ha posto in essere, e che sono responsabilità di
tutti coloro che li hanno votati.
Mai sei intervenuto pubblicamente per sostenere le nostre richieste di
maggiore apertura ai cittadini, ascolto delle loro esigenze e
partecipazione, né le nostre tante iniziative, anche quando erano svolte
nell’ambito della consulta ambientale, prima voluta dalla stessa
amministrazione e poi regolarmente ignorata: opposizione alla vendita
dei terreni in località acqua fetente e adiacenti la “ex cava Bove”,
opposizione che il tuo collega assessore Iacobelli provò anzi a
ridicolizzare, la richiesta di condividere in consulta il piano rifiuti e
le successive modifiche, la proposta di realizzare un impianto di
compostaggio comunale e l’isola ecologica, la richiesta di sospendere
l’iter di approvazione del nuovo Statuto e di discuterlo preventivamente
con i cittadini, l’opposizione alla nomina di assessori come
responsabili di area tecnica, divisa in quattro per non scontentare
nessun pretendente, la richiesta di rivedere la recente decisione di
mantenere pubblicati gli atti sul sito istituzionale solo per 15 giorni,
le continue richieste di “rompere il silenzio” sul nuovo PUC e di
effettuare il censimento degli appartamenti inutilizzati, …
Mai hai voluto nemmeno far conoscere pubblicamente la tua personale opinione rispetto a tali problematiche.
Il “limite di due mandati” è poi da intendersi come limite massimo in
cui l’eventuale secondo mandato deve essere giustificato dai risultati
raggiunti nel primo e dalla necessità, sempre eventuale, di trasmettere
ad altri l’esperienza e le competenze acquisite.
Non crediamo di aver dato l’impressione di voler essere o di sentirci
“in cattedra”: nell’incontro del 6 aprile abbiamo voluto anzi eliminare
proprio la cattedra fra i “relatori” e gli “uditori”, cercando di
metterci in cerchio per favorire un confronto orizzontale, alla pari,
dove tutti potessero intervenire, e abbiamo cercato di “occupare” il
minor tempo possibile (in questi anni abbiamo ampiamente espresso le
nostre idee) per lasciare invece più tempo ad altri contributi.
Chi non è d’accordo con quello che diciamo o scriviamo può apertamente e
liberamente replicare, sostenendo le sue idee e dandoci anche la
possibilità di approfondire ed eventualmente modificare le nostre,
oppure di replicare a nostra volta.
Il confronto, al quale siamo sempre aperti, non può che far crescere
reciprocamente chi vi si sottopone. Negli ultimi anni, di contro,
abbiamo dovuto regolarmente prendere atto del rifiuto dei nostri ex
amministratori a confrontarsi con noi.
Siamo andati anche agli incontri pubblici organizzati dalla maggioranza
(il 2 marzo l’ex sindaco Izzo e i “lealisti”, il 9 marzo i
“dissidenti”), abbiamo annotato diligentemente quello che è stato detto,
fra gli altri, anche da te, senza però che ci fosse il tempo per fare
domande.
L’invito di “Cittàfutura” per l’incontro del 27 marzo era in una casa
privata e rivolto (solo su facebook) a chi aveva intenzione di aderire
al precedente appello, pubblicato su vivitelese, a partecipare alla
“costituzione di un laboratorio di idee e progetti” e a “discutere
sull’eventualità di esprimere una proposta politica in occasione del
prossimo impegno elettorale”. Né ci risulta che sia stato pubblicato un
resoconto, da parte dei proponenti, delle tematiche trattate e degli
esiti dell’incontro.
Detto questo, stiamo invece da tempo affrontando fra di noi il problema
dell’indubbia difficoltà che incontriamo ad essere ascoltati (senza
preconcetti) dagli amministratori e a coinvolgere altri nostri
concittadini nelle nostre iniziative.
Probabilmente ciò è dovuto proprio al fatto di aver voluto sempre
assumere posizioni chiare e dirette quando c’era da discutere qualche
problema o qualche decisione o inerzia dei nostri amministratori.
Però Cittadini in Movimento è una libera associazione aperta al
contributo di tutti: chi ne condivide i principi può aderirvi e lavorare
insieme a noi, gratuitamente, per il bene comune, mettendo a
disposizione di tutti il proprio tempo e le proprie competenze.
Diverso è, come già detto, il percorso per la formazione di una lista: è
indispensabile che ci sia assoluta condivisione di metodo e di
obiettivi. Non ci interessano i calcoli sui voti e le “alleanze” che
questi calcoli potrebbero suggerire. L’importante non è vincere a tutti i
costi le elezioni, ma sottoporre agli elettori una proposta credibile
che, nel caso si vinca, possa essere realizzata.
sabato 13 aprile 2013
RESOCONTO DELL'INCONTRO PUBBLICO DEL 6 APRILE
L’incontro pubblico del 6 aprile a San Salvatore Telesino ha avuto l’intento di promuovere il dibattito e avviare una discussione di ampio respiro, non finalizzata esclusivamente alle prossime elezioni amministrative nel nostro Comune. Si è voluta inoltre stimolare e supportare la partecipazione attiva dei cittadini in vista della formazione delle liste e dei programmi elettorali. Come già riportato in un precedente comunicato, non si esclude un impegno diretto dei Cittadini in Movimento, qualora vi fosse consenso e disponibilità attiva anche da parte di altre persone ad attuare un’azione amministrativa realmente trasparente e partecipata, secondo quelli che a nostro avviso dovrebbero essere temi portanti: ascolto e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni nevralgiche per il paese, proposte di idee innovative per creare nuove opportunità di lavoro (dignitoso), solidarietà, cultura, salute, energie rinnovabili, tutela dell’ambiente e del paesaggio, stop al consumo di territorio, economia sostenibile, politiche di riduzione, riuso e riciclaggio dei rifiuti, ridiscussione dello statuto della “Città Telesina”, …
Tuttavia, nel corso dell’incontro si è avuto modo di ribadire più volte, a chi si aspettava di trovare una lista e un programma già ben definiti, che Cittadini in Movimento, in coerenza con quanto affermato sin dal 2009, ritiene che le stesse scelte su liste e programmi elettorali debbano essere il risultato di un percorso aperto, trasparente e partecipato, e che comunque si possa essere cittadini attivi e consapevoli anche facendo politica dall’esterno per la comunità, due parole che nell’etimologia rimandano alla polis greca, all’agorà, dove i cittadini tutti hanno il diritto-dovere di riunirsi insieme e discutere le pratiche migliori per favorire, “gratuitamente” (radice “munus”: dono, contributo gratuito), appunto, il bene comune.
Questo sentirsi comunità è un valore di per sé, e quando le comunità lo riscoprono, diventano anche più capaci di affrontare i conflitti e le divergenze in maniera costruttiva, come preziose occasioni per andare più a fondo nei problemi, conoscendoli meglio e provando a risolverli.
L’incontro di sabato scorso ha visto la presenza numerosa dei cittadini di San Salvatore, che hanno avuto la possibilità di partecipare alla discussione fin dall’inizio, dopo una breve introduzione finalizzata a spiegare i motivi dell’incontro e le modalità con cui si sarebbe svolto, in assenza di una figura di relatore, con una disposizione delle sedie a cerchi concentrici, senza microfoni e in un contesto di parità e di scambio.
Dai vari interventi dei cittadini presenti è emersa più volte la necessità di ricevere da parte degli amministratori una maggiore attenzione e un ascolto effettivo sui tanti piccoli o grandi problemi che ognuno si trova a dover affrontare ogni giorno. Il coinvolgimento dei cittadini, eventualmente anche riuniti per categorie (es. giovani, esercenti, imprenditori, coltivatori, artigiani, professionisti, abitanti di una zona, studenti, ecc), consentirebbe di identificare meglio i reali problemi e anche le proposte possibili da attuare. I cittadini, sottolinea un altro intervento, andrebbero informati ed ascoltati anche con mezzi diffusi e fruibili da quelle persone che non utilizzano internet, e quindi questionari, schede, assemblee pubbliche ecc. In particolare, si è messo in evidenza come l’attuale disaffezione alla vita politica e amministrativa all’interno del nostro paese sia addebitabile in parte anche a una mancanza di spazi e strumenti di reale ascolto e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni, almeno in quelle ad alto impatto su tutta la comunità e sull’ambiente, come è stato negli anni scorsi a proposito del termovalorizzatore. Altri interventi hanno fatto riflettere sulla capacità, per chi amministra, di distinguere le priorità che necessitano di rapido adempimento (pena l’impasse dell’azione amministrativa legata alla gestione dell’ordinario), da quelle che vanno discusse con i cittadini (es. PUC, vendita di beni demaniali, statuti e regolamenti, scelte che impattano l’ambiente ed i beni comuni in genere, ecc)
Altresì, si è sottolineato come anche i cittadini debbano finalmente fare un salto di qualità nella direzione di una maggiore responsabilizzazione, rinunciando alla comodità e alla ignavia della delega totale che vede il voto come unico momento di partecipazione alla vita politica del paese. Alcuni interventi hanno infatti fornito preziose delucidazioni circa gli strumenti che già da anni sono a disposizione dei cittadini per realizzare una partecipazione effettiva (si pensi ad esempio alle leggi che obbligano la pubblicazione online degli atti e l’accesso cartaceo agli stessi, ecc), che spesso restano inutilizzati, o perché semplicemente non conosciuti, o perché il loro utilizzo, appunto, implicherebbe un maggior attivismo in tal senso, con relativo “impegno” di tempo da sottrarre alla famiglia, al lavoro o alle proprie attività di svago. Se si tengono presenti tutti questi strumenti, come ha sottolineato l’intervento di un giovane presente all’incontro, non si ha neppure più bisogno di mettere aggettivi accanto alla parola democrazia, che diventa piena, pregnante e completa di per sé.
I cittadini devono inoltre crescere anche nella capacità di ripulire le proprie idee dai preconcetti, a causa dei quali a volte capita che non si supporti una decisione o una proposta solo perché non ci piace chi la porta avanti. In particolare, si auspica un maggior coinvolgimento dei giovani alla vita amministrativa del paese, giovani delusi e che sembra si allontanino sempre di più dalla loro comunità. Un intervento ha poi esecrato le cattive pratiche che ruotano intorno ai tentativi di manipolare proprio i giovani, pressati dal diritto-bisogno di lavorare, e ai quali spesso viene indicata la via di una possibile “raccomandazione” per inserirsi in questo o quel percorso lavorativo. Con molta chiarezza è stato ricordato che la raccomandazione è l’anticamera del sistema mafioso.
Ampio dibattito si è acceso nel toccare l’argomento Città Telesina. Si è condannata l’adozione di uno statuto che non è stato assolutamente partecipato e condiviso con la popolazione, evidenziando alcuni punti non condivisibili, come per esempio la presidenza della Giunta affidata di diritto per i primi cinque anni al sindaco di Telese Terme, in deroga allo stesso statuto, come stabilito da una norma transitoria che un ex amministratore presente all’incontro ha riferito non essere presente nelle bozze precedentemente discusse con i consiglieri degli altri comuni (più che del “campanilismo”, come sottolineato da un intervento, resta il dato di una non chiara asimmetria nelle fasi iniziali dell’amministrazione di questa Unione).
Nel corso dell’assemblea pubblica è stato distribuito un questionario anonimo che poteva essere introdotto in una scatola sigillata che sarà comunque a disposizione fino al giorno 15 aprile prossimo nel Bar in Piazza Nazionale - si può scaricare anche da qui - per raccogliere ulteriori contributi che saranno poi discussi in un nuovo incontro, di cui daremo informazione prossimamente.
sabato 6 aprile 2013
INCONTRO PUBBLICO - Un'altra Amministrazione: si può fare?
Sulla base dei principi e degli obiettivi contenuti nel nostro comunicato del 25 marzo scorso - Un’altra amministrazione: si puo’ fare? - ai quali se ne potrebbero aggiungere altri secondo le sensibilità di chi vorrà condividere questo percorso, proponiamo:
un
INCONTRO PUBBLICO
in SALA CONFERENZA (ex Municipio)
SABATO 6 APRILE 2013 – ORE 19
per una discussione sulle prossime elezioni amministrative, sia
rispetto alle tematiche da noi proposte sia per far emergere ulteriori
problematiche, esigenze e suggerimenti; perché “trasparenza” e
“partecipazione” non possono più restare solo vuote parole, ma devono
trovare nei prossimi 5 anni una concreta attuazione, cominciando
già dalla fase di formazione delle liste e di redazione dei programmi.Cittadini in movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva
Per contatti: transizionesst@gmail.com - 3397178797
lunedì 25 marzo 2013
Un’altra amministrazione: si puo’ fare?
Quando pensammo di costituire la libera associazione che abbiamo chiamato “Cittadini in Movimento”, la nostra intenzione era quella di avviare un cambiamento nel modo di intendere la politica nei nostri piccoli comuni della Valle Telesina, promuovendo l’impegno diretto dei cittadini nel governo del proprio territorio, con una progressiva TRANSIZIONE dalla democrazia puramente rappresentativa a quella partecipativa (con metodologie che, tanti esempi virtuosi lo dimostrano, anche in Italia, non sono solo una nuova forma di impegno civico e cittadinanza attiva, ma aiutano anche gli amministratori a prendere decisioni migliori).
Con questo spirito, negli ultimi 5 anni, abbiamo ripetutamente sollecitato i nostri amministratori a introdurre meccanismi di trasparenza e partecipazione, e abbiamo seguito con attenzione, per quello che era possibile utilizzando i documenti pubblicati sul sito istituzionale, tutte le iniziative e scelte politiche dell’amministrazione comunale e non solo, non mancando di comunicare e pubblicizzare non solo le nostre critiche ma anche le nostre proposte.
La nostra azione di cittadinanza attiva voleva essere una risorsa aggiuntiva offerta a chi aveva l’onore e l’onere di amministrare il nostro comune, azione il più delle volte vissuta forse come un fastidio e non come un’opportunità.
A questo punto, dopo il secondo fallimento consecutivo delle amministrazioni che erano state chiamate dal voto popolare ad amministrare il nostro comune, e visto come sono andate le cose in questi ultimi 10 anni, pur continuando a pensare che si possa e si debba partecipare alla gestione della cosa pubblica anche da semplici cittadini, e pur consapevoli delle difficoltà, anche per il pochissimo tempo disponibile, vogliamo provare direttamente a favorire una svolta e un ricambio nella classe dirigente che sarà chiamata ad amministrare il nostro comune nei prossimi 5 anni.
Ma affinché ciò avvenga, è necessario poter condividere con altri, che non siano stati già coinvolti in precedenti esperienze amministrative nel nostro comune, un percorso nuovo per la formazione di una lista, a determinate condizioni.
In ogni caso, “trasparenza” e “partecipazione” non devono più essere solo belle parole con cui “condire” proclami elettorali, ma coerente e quotidiano impegno, da applicare sin dalla fase di formazione delle liste e di redazione dei programmi. La democrazia partecipata nell’amministrazione degli enti locali, e dei comuni in particolare, è assolutamente realizzabile: come abbiamo sempre detto, è infatti il modo più appropriato per reagire con coraggio al fallimento della democrazia rappresentativa, rifiutando finalmente la delega in bianco e/o la cooptazione dall’alto, e impegnandosi personalmente per il bene comune.
I principi e gli obiettivi per noi inderogabili ai quali fare riferimento in questo percorso sono quelli che abbiamo sempre enunciato: la politica come servizio e responsabilità, con rinuncia ad ogni privilegio personale per perseguire solo l’interesse collettivo, limite di due mandati, trasparenza assoluta nella piena applicazione delle più recenti e innovative norme in materia di P.A., introduzione di strumenti di ascolto, coinvolgimento e partecipazione dei cittadini e consequenziale revisione dello statuto comunale e di tutti i regolamenti, idee innovative per creare nuove opportunità di lavoro (dignitoso), solidarietà, cultura, salute, energie rinnovabili, tutela dell’ambiente e del paesaggio, stop al consumo di territorio, economia sostenibile, politiche di riduzione, riuso e riciclaggio dei rifiuti, ri-discussione della “Città Telesina”, …
Sulla base di questi principi e obiettivi, ai quali se ne potrebbero aggiungere altri secondo le sensibilità di chi vorrà condividere questo percorso, auspichiamo quindi di poterci confrontare già nei prossimi giorni con chi fosse interessato a queste tematiche, con l’obiettivo anche, nell’immediato, di costituire una lista che si proponga di introdurre nei prossimi anni, dall’interno e concretamente, quel cambiamento nel metodo e nei contenuti che sembra assolutamente necessario e non più rinviabile, ma che, soprattutto, si proponga anche di rafforzare sul lungo periodo quella spinta al cambiamento che da tempo stiamo esercitando.
Il materiale che abbiamo realizzato nel 2009 in occasione delle precedente elezioni, mettendolo a disposizione dei candidati di allora, è ancora disponibile sul nostro blog (http://transizionesst.blogspot.com), e riteniamo sia una buona base di partenza per lavorare ad un progetto amministrativo condiviso che, se ce ne saranno le condizioni, potrebbe essere utile già per le imminenti amministrative.
E’ ovvio che il rinnovamento che auspichiamo presuppone l’impegno di molte altre persone, che mettano a disposizione della collettività, disinteressatamente e gratuitamente, le proprie competenze e il proprio tempo, interessate ad un percorso aperto, trasparente e partecipato per la definizione del programma e per la scelta dei candidati.
A chi ci sta chiedendo in questi giorni cosa faremo, rispondiamo sempre allo stesso modo: E TU, COSA FARAI?
Se qualcuno è interessato alla nostra proposta, o volesse comunque contribuire alla definizione del percorso proposto o, ancora, volesse semplicemente far conoscere la propria opinione, potrà inviare una mail al nostro indirizzo: transizionesst@gmail.com.
sabato 23 marzo 2013
La 'città telesina' ai cittadini
Sul progetto di unione dei comuni chiamato “Città Telesina” i cittadini di San Salvatore hanno avuto un’unica occasione di confronto con i sindaci proponenti, e solo nella fase di avvio del procedimento. Dopo la presentazione del progetto a ottobre del 2011, infatti, i cinque sindaci dei comuni di Amorosi, Castelvenere, San Salvatore Telesino, Solopaca e Telese Terme informarono le rispettive cittadinanze dell’obbligo dei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti di “associare” almeno 1 servizio entro l’anno, e si dichiararono tutti persuasi della necessità di arrivare in tempi brevi alla formalizzazione dell’unione dei Comuni da loro amministrati.
Lo Statuto, “ideato” da alcuni amministratori dei comuni coinvolti, non è stato però mai presentato pubblicamente, e quindi non è mai stata data la possibilità ai cittadini di partecipare alla sua redazione.
Successivamente, la crisi Amministrativa di San Salvatore Telesino ha interrotto il percorso che stava conducendo velocemente alla ratifica definitiva dello Statuto, senza ulteriori occasioni di confronto e senza nemmeno la possibilità per i cittadini di presentare delle osservazioni.
A nostro avviso questo inatteso “STOP” è un’opportunità per consentire l’avvio di un percorso più partecipato e per migliorare quindi lo Statuto, eliminando per esempio le previsioni di carattere transitorio (affidamento al sindaco di Telese Terme, per i primi due mandati, della carica di Presidente), che riteniamo inaccettabili, e introducendo meccanismi di concreta partecipazione democratica dei cittadini.
Anche i consiglieri comunali “dissidenti”, dopo aver provocato la “caduta” della loro maggioranza consiliare lamentando scarsa trasparenza e collegialità al suo interno, hanno dichiarato di aver ricevuto essi stessi lo Statuto solo il giorno prima del consiglio comunale che aveva all’ordine del giorno la sua approvazione, e quindi non erano sufficientemente informati del relativo contenuto; e tuttavia non hanno mai fornito, nemmeno loro, notizie ai cittadini su un percorso di cui conoscevano, o avrebbero dovuto e potuto ben conoscere, l’iter né hanno espresso apertamente la loro posizione in merito (peraltro uno dei dissidenti, l’arch. Iacobelli, risulta essere uno degli amministratori che ha partecipato ai lavori insieme al vicesindaco Bove).
A questo punto, letto il recente comunicato stampa in cui si parlava di un incontro del 12 marzo scorso tra il commissario prefettizio di San Salvatore Telesino e gli altri quattro sindaci della costituenda “Città Telesina”, abbiamo ritenuto di inoltrare la richiesta allo stesso Commissario di sospendere ogni eventuale decisione in merito in attesa dell’insediamento della nuova Amministrazione Comunale.
Si tratta, infatti, di una decisione politica di grande impatto sulla nostra comunità e auspichiamo che venga garantita la possibilità, da parte della futura amministrazione, di discuterne pubblicamente.
Pur condividendo lo spirito e gli obiettivi di razionalizzazione e riduzione dei costi del progetto di unione dei comuni di San Salvatore Telesino, Amorosi, Castelvenere e Solopaca con Telese Terme, non riteniamo che lo Statuto già approvato dagli altri comuni sia stato preceduto da un reale percorso di informazione e confronto con i cittadini interessati.
In particolare riteniamo assolutamente necessario che vengano stabilite preventivamente le modalità di gestione associata del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, che dovrebbe essere il primo servizio oggetto di affidamento condiviso, dato anche il rilevante impatto economico sui cittadini.
Auspichiamo che anche i cittadini degli altri comuni interessati si uniscano alla nostra richiesta di rimettere in discussione lo statuto della “Città Telesina”, affinché questa possa essere l’occasione per ripensarne completamente la filosofia, evitando di creare un nuovo “centro di potere” che gestisca, con meccanismi ancor meno controllabili dai cittadini, l’affidamento dei servizi pubblici pagati con i nostri soldi.
sabato 23 febbraio 2013
Nessuna limitazione alla pubblicazione degli atti sul sito internet delle pubbliche amministrazioni.
Eravamo
in “debito” con Pasquale Iatomasi di una replica a proposito degli obblighi di
pubblicazione degli atti sul sito internet da parte delle pubbliche
Amministrazioni.
Ci
riferiamo alla conclusione del nostro precedente post del 5 febbraio scorso - continuiamo
a mantenere aperto il dibattito (si fa per dire) - e ricordiamo in
proposito ai lettori di Vivitelese che avevamo
segnalato a ottobre scorso come “improvvisamente” l’albo pretorio on line
del comune di San Salvatore Telesino, sul quale sin dal 2009 tutti (o quasi) gli
atti emessi dall’amministrazione venivano pubblicati (grazie ad una decisione
del commissario prefettizio nel 2009), non era più accessibile ai cittadini senza
autenticazione.
Ad una nostra mail inviata
alla casella di posta elettronica del comune rispondeva il consigliere Gaetano,
che riferiva essersi trattato solo di un problema
… di natura tecnica e non legato alla volontà dell’amministrazione di
ostacolare o negare l’accesso agli atti da parte dei cittadini, … e che l’area riservata, ancora in fase di
implementazione, consentirà ai cittadini di accedere ai servizi dell’area
anagrafica e stato civile per la consultazione dei propri dati, previa
registrazione trattandosi di dati riservati e sensibili; Gaetano concludeva
la sua mail con una assicurazione: l’accesso
alla consultazione dell’albo pretorio online è libero e non richiede alcuna
autenticazione.
Al momento però
nell’apposita sezione del sito non è stato ancora inserito il “tasto
REGISTRATI”!
Successivamente,
dopo la nostra segnalazione, fu effettivamente ripristinata la possibilità di
accedere direttamente agli atti pubblicati all’albo pretorio, ma per soli 15
giorni, decisione ora rivendicata da Iatomasi, ma senza che sia stato mai
pubblicato un regolamento o un atto amministrativo che disponesse questa
restrizione del diritto di accesso.
Iatomasi,
con le sue “risposte”
del 1° febbraio scorso, riferisce che la decisione (di ottobre 2012)
dell’amministrazione di limitare a soli
15 giorni la pubblicazione degli atti all’albo pretorio on line (ma con quale
atto?), era stata presa per rispettare le indicazioni del Garante della Privacy
contenute nelle linee guida pubblicate
con la G.U. n.64 del 19.03.2011!
Ribadiamo
che era necessario approvare un regolamento prima di modificare le “regole” di
pubblicazione introdotte a suo tempo dal commissario prefettizio e fin lì
applicate anche da questa amministrazione, e ci permettiamo di segnalare che al
contrario, con il recente “decreto sviluppo” dell’attuale Governo (D.L. 83/2012
convertito con la legge 134/2012), già dal precedente mese di agosto, era stato
invece ulteriormente rafforzato l’obbligo di pubblicazione degli atti (articolo
18: Amministrazione aperta - 1. La
concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle
imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone,
professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di
qualunque genere di cui all’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad
enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet, ai
sensi del presente articolo e secondo il principio di accessibilità totale di
cui all’articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. …).
Abbiamo
riportato per brevità solo il primo comma, ma ovviamente l’articolo va letto
tutto con molta attenzione, senza tralasciare le altre norme citate, a
cominciare dall’articolo 11 del D. Lgs. 150/2009 che più volte abbiamo
richiamato nei nostri interventi e nel quale trovavano fondamento le precedenti
disposizioni del commissario prefettizio.
Peraltro,
per la prima volta, sono state introdotte sanzioni per i responsabili della
mancata pubblicazione degli atti e profili chiari di nullità degli atti stessi
in mancanza della pubblicazione.
Fermo restando la giusta preoccupazione di tutelare la privacy delle persone eventualmente citate negli atti (nei modi e termini che potrebbero essere decisi con il regolamento comunale, e limitatamente ai dati sensibili e giudiziari), ci sembra che debba essere superata ogni perplessità in merito all'obbligo delle pubbliche amministrazioni di pubblicare e tenere pubblici i loro atti sul sito.
Fermo restando la giusta preoccupazione di tutelare la privacy delle persone eventualmente citate negli atti (nei modi e termini che potrebbero essere decisi con il regolamento comunale, e limitatamente ai dati sensibili e giudiziari), ci sembra che debba essere superata ogni perplessità in merito all'obbligo delle pubbliche amministrazioni di pubblicare e tenere pubblici i loro atti sul sito.
Per quanto riguarda la le linee guida citate da Iatomasi
(tempi proporzionati di mantenimento della diffusione dei dati), esse effettivamente suggeriscono
che: “le esigenze di trasparenza, pubblicità
e consultabilità degli atti … devono comunque tenere anche conto della
necessità di individuare un congruo periodo di tempo entro il quale devono
rimanere disponibili (in una forma che consenta l'identificazione
dell'interessato) che non può essere superiore al periodo ritenuto, caso per
caso, necessario al raggiungimento degli scopi per i quali i dati stessi sono
resi pubblici”.
Tuttavia
ci sembra di immediata comprensione che anche in queste indicazioni del garante
della privacy la questione si pone solo per quegli atti la cui pubblicazione può comportare conseguenze pregiudizievoli
per le persone interessate, specie se si tratta di informazioni non più
aggiornate o relative ad avvenimenti risalenti nel tempo…, e non hanno
niente a che fare con le precedenti indicazioni sul periodo minimo (15 giorni)
di esibizione degli atti nel vecchio albo pretorio on-line dei comuni che, per
ovvi e ragioni di spazio fisico, non potevano certo prevedere tempi di
pubblicazione troppo lunghi.
In
ogni caso, tornando alle linee guida del Garante della Privacy: “in relazione alla finalità di trasparenza
potrebbe risultare necessario individuare periodi di tempo ragionevoli di
permanenza dei dati in rete… Trascorsi i predetti periodi di tempo
specificatamente individuati, determinate notizie, documenti o sezioni del sito
devono essere rimossi dal web o privati
degli elementi identificativi degli interessati ovvero, in alternativa,
laddove l'ulteriore diffusione dei dati sia volta a soddisfare esigenze di
carattere storico-cronologico, gli stessi vanno sottratti all'azione dei comuni
motori di ricerca, ad esempio, inserendoli in un'area di archivio consultabile
solo a partire dal sito stesso o in un'area ad accesso riservato.
In
altri termini, è possibile semplicemente adottare “misure di anonimizzazione, limitazioni di specifici dati o parti di
documento, mascheramenti o altri accorgimenti idonei a dare soddisfazione alle
eventuali esigenze di segreto e di tutela dei dati personali”.
Dunque,
se Iatomasi si preoccupava di tutelare i dati personali eventualmente contenuti
negli atti comunali sottoposti a pubblicazione, dopo un congruo periodo di
tempo stabilito da un apposito regolamento (non semplicisticamente o
necessariamente i 15 giorni, comunque), si poteva semplicemente “anonimizzarli”
o non renderli visibili ai motori di ricerca in modo diretto o rendere
accessibili le informazioni complete con una procedura di autenticazione.
In
ogni caso, con uno dei decreti attuativi della legge 190 del 2012 (“Disposizioni per la prevenzione
e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica
amministrazione”, disegno di legge già approvato dal Consiglio dei Ministri),
l’articolo 18 della legge
134/2012 sarà ulteriormente “declinato” a favore della trasparenza, stabilendo il principio
della massima pubblicità dei dati rispettando le esigenze di tutela della
privacy, ma limitatamente ai dati sensibili e ai dati giudiziari.
Tutti gli altri dati personali potranno essere diffusi attraverso i siti
istituzionali e potranno essere trattati in modo da consentirne
l’indicizzazione e la tracciabilità con i motori di ricerca.
In
ogni caso saranno individuate con precisione le aree in cui, per ragioni di
tutela della riservatezza, non sarà possibile accedere alle informazioni.
Sarà inoltre introdotto un nuovo istituto: il
diritto di accesso civico, nuova forma di accesso che avrà l’obiettivo di
alimentare il rapporto di fiducia tra cittadini e PA e di promuovere il
principio di legalità (e prevenzione della corruzione): tutti i cittadini hanno diritto di chiedere e ottenere che le PA
pubblichino atti, documenti e informazioni che detengono e che non hanno ancora
divulgato.
Tutti i dati formati o
trattati da una PA devono essere integri, e cioè pubblicati in modalità tali da
garantire che il documento venga conservato senza manipolazioni o
contraffazioni; devono inoltre essere aggiornati e completi, di semplice
consultazione, devono indicare la provenienza ed essere riutilizzabili (senza
limiti di copyright o brevetto).
Infine si confermerà che la durata dell’obbligo di
pubblicazione è di almeno 5 anni che
decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui decorre l’obbligo
di pubblicazione e comunque fino a che gli atti abbiano prodotto i loro effetti
(fatti salvi i casi in cui la legge dispone diversamente).
Chiediamo quindi nuovamente che venga
ritirata immediatamente la disposizione (peraltro ignota) che ha stabilito che
la pubblicazione degli atti viene fatta per soli 15 giorni, e che inoltre gli
atti vengano pubblicati integralmente, senza omettere gli allegati, come troppo
spesso avviene.
P.S.:
questo il testo del comunicato che avevamo preparato in risposta al citato
intervento di Pasquale Iatomasi del 1° febbraio scorso, e che abbiamo
“congelato” dopo le dimissioni del Sindaco Izzo.
Visti
anche i due successivi interventi dell’ormai ex assessore Iatomasi:
l’insoddisfacente “stato
finanziario del comune di San Salvatore” (era stato promessa la
pubblicazione dell’elenco analitico delle spese sostenute dal nostro comune nel
2012, ma invece sono stati forniti solo inutili dati riassuntivi) e la più
recente “risposta
a Creta”, non ci prendiamo altro tempo e onoriamo il nostro “debito”.
Auspichiamo
ora che altri passi avanti in trasparenza, a iniziare dal sito internet, possano
essere fatti grazie al nuovo commissario, al quale chiediamo di eliminare
subito le restrizioni recentemente operate dall’amministrazione Izzo.
Alla
verifica con l’apposita procedura del Ministero per la Pubblica Amministrazione
e la Semplificazione il sito internet del nostro comune risulta rispettare solo
3 (di cui uno parzialmente) dei 42 indicatori previsti dalle linee guida 2011:
c’è parecchio da fare quindi! E poi c’è da applicare l’articolo 18 della legge
134/2012 (altro che “privacy dei
creditori”).
Collegialità, trasparenza e partecipazione: siamo in trepidante attesa
Mancano poche ore allo scadere del termine di 20 giorni che il
sindaco Izzo aveva a disposizione prima che le sue dimissioni
irrevocabili diventino definitive. Tuttavia, secondo alcuni “tweet”,
sarebbe stato trovato in extremis un accordo con i 4 dissidenti, o una
parte di essi, che farebbe rientrare la crisi ed evitare le elezioni
anticipate.
La trepidante attesa di tutta la cittadinanza di San Salvatore (e non solo), dunque, sembra destinata a sciogliersi in un finale insipido, senza che nessuno abbia potuto capire cosa realmente sia accaduto, e il senso stesso dei fatti ai quali abbiamo assistito.
Come se non bastasse, in paese si parla con insistenza di accertamenti in corso da parte della Magistratura che interessano il nostro comune e della inquietante presenza della Guardia di Finanza.
Non mancano i motivi per essere preoccupati.
E’ quindi ancor più necessario che chi di dovere dia delle spiegazioni.
Se questo non avvenisse, o se le spiegazioni non fossero convincenti, tutti sarebbero autorizzati a immaginare qualsiasi scenario e a fare qualsiasi ipotesi sulle reali motivazioni di chi ha voluto questa crisi, e sul perché alla fine tutto sia finito come se nulla fosse successo, con buona pace della “collegialità, trasparenza e partecipazione”.
La trepidante attesa di tutta la cittadinanza di San Salvatore (e non solo), dunque, sembra destinata a sciogliersi in un finale insipido, senza che nessuno abbia potuto capire cosa realmente sia accaduto, e il senso stesso dei fatti ai quali abbiamo assistito.
Come se non bastasse, in paese si parla con insistenza di accertamenti in corso da parte della Magistratura che interessano il nostro comune e della inquietante presenza della Guardia di Finanza.
Non mancano i motivi per essere preoccupati.
E’ quindi ancor più necessario che chi di dovere dia delle spiegazioni.
Se questo non avvenisse, o se le spiegazioni non fossero convincenti, tutti sarebbero autorizzati a immaginare qualsiasi scenario e a fare qualsiasi ipotesi sulle reali motivazioni di chi ha voluto questa crisi, e sul perché alla fine tutto sia finito come se nulla fosse successo, con buona pace della “collegialità, trasparenza e partecipazione”.
P.A.: privata amministrazione?
Due assessori del Comune di S.Salvatore (Iaquinto e Iacobelli) più un
consigliere (Gateano) aprono una crisi nella maggioranza in consiglio
comunale: cogliendo l’occasione di un’ennesima variazione di bilancio di
questa amministrazione, manifestano il proprio dissenso e votano contro
o si astenengono.
Il loro dissenso e le loro contestazioni sono illustrate e motivate nel corso del consiglio comunale del 28 dicembre, ma risalgono ad almeno un mese addietro.
In seguito a questo consiglio comunale il sindaco nomina, con 2 ordinanze, 2 nuovi assessori senza tuttavia esplicitamente pubblicare le precedenti ordinanze di revoca dei 2 assessori uscenti (Iaquinto e Iacobelli).
Nel successivo consiglio comunale del 29 gennaio, dopo la lettura delle due ordinanze di revoca da parte del sindaco, e il successivo caparbio rifiuto del Presidente del consiglio comunale, Pucino, di far parlare i due assessori uscenti e la minoranza, la maggioranza va “sotto” per i voti contrari dei 2 ex assessori dissidenti e per quelli dei consiglieri Gaetano e Vaccarella sul “regolamento sul sistema dei controlli interni”, con conseguenti scene da melodramma e con, questa sì, un’”ammuina” apparentemente senza un filo conduttore.
Dopo un paio di giorni di ulteriore riflessione, il Sindaco Izzo dà le proprie dimissioni e la comunicazione della decisione viene affidata a poche righe che riusciamo a leggere su qualche organo di informazione, ma nulla più.
Abbiamo cercato di aprire un dibattito pubblico per provare a capire cosa c’era dietro le scelte, apparentemente improvvise, ed a ben 4 anni dall’insediamento, da parte prima dei “2 e 1/2” (Gateano si era astenuto e Vaccarella era assente) poi dei 4 dissidenti, ma non vi è stata replica.
Abbiamo provato a chiedere al Sindaco di spiegare i motivi delle sue dimissioni e di replicare pubblicamente alle accuse dei dissidenti in merito alla mancanza di trasparenza e di collegialità nelle decisioni.
Anche qui senza esito.
Abbiamo cercato di stimolare il vicesindaco, che aveva avuto un profilo basso nella vicenda, ponendo a lui le stesse domande rivolte al sindaco, chiedendogli di rispondere dal sito di Vivitelese o in un incontro pubblico da lui organizzato ma la sua replica, nulla nel merito, si limita:
a) alla richiesta di incontrare noi in separata sede (?) per farci, tra l’altro, rispondere a delle sue domande rivolte a noi;
b) all’accusa di non rappresentare i cittadini (?) per cui non abbiamo titolo di ricevere risposte pubbliche.
Bove dimentica che, noi, non abbiamo mai detto di voler rappresentare qualcuno, e che tuttavia noi stessi SIAMO DEI CITTADINI che, come tali, hanno posto delle domande legittime ai propri rappresentanti e a cui comunque sarebbero dovute delle spiegazioni!
Ci viene il dubbio che il “facimm ammuina” di cui ci si accusa per aver posto delle domande (probabilmente ad arte per evitare il merito delle questioni), l’abbia ben in mente questa amministrazione, nei tanti comportamenti tenuti in questi anni, non ultima nella gestione di questa crisi da parte di dissidenti e lealisti.
Concludiamo con una, ahinoi, nuova domanda: conoscere le scelte dei nostri consiglieri comunali, e le motivazioni che le hanno determinate, sono una esigenza privata o pubblica? La rivolgiamo di sicuro agli amministratori ma, vista l’assenza di partecipazione e di dibattito su questa vicenda, anche ai nostri concittadini.
Il loro dissenso e le loro contestazioni sono illustrate e motivate nel corso del consiglio comunale del 28 dicembre, ma risalgono ad almeno un mese addietro.
In seguito a questo consiglio comunale il sindaco nomina, con 2 ordinanze, 2 nuovi assessori senza tuttavia esplicitamente pubblicare le precedenti ordinanze di revoca dei 2 assessori uscenti (Iaquinto e Iacobelli).
Nel successivo consiglio comunale del 29 gennaio, dopo la lettura delle due ordinanze di revoca da parte del sindaco, e il successivo caparbio rifiuto del Presidente del consiglio comunale, Pucino, di far parlare i due assessori uscenti e la minoranza, la maggioranza va “sotto” per i voti contrari dei 2 ex assessori dissidenti e per quelli dei consiglieri Gaetano e Vaccarella sul “regolamento sul sistema dei controlli interni”, con conseguenti scene da melodramma e con, questa sì, un’”ammuina” apparentemente senza un filo conduttore.
Dopo un paio di giorni di ulteriore riflessione, il Sindaco Izzo dà le proprie dimissioni e la comunicazione della decisione viene affidata a poche righe che riusciamo a leggere su qualche organo di informazione, ma nulla più.
Abbiamo cercato di aprire un dibattito pubblico per provare a capire cosa c’era dietro le scelte, apparentemente improvvise, ed a ben 4 anni dall’insediamento, da parte prima dei “2 e 1/2” (Gateano si era astenuto e Vaccarella era assente) poi dei 4 dissidenti, ma non vi è stata replica.
Abbiamo provato a chiedere al Sindaco di spiegare i motivi delle sue dimissioni e di replicare pubblicamente alle accuse dei dissidenti in merito alla mancanza di trasparenza e di collegialità nelle decisioni.
Anche qui senza esito.
Abbiamo cercato di stimolare il vicesindaco, che aveva avuto un profilo basso nella vicenda, ponendo a lui le stesse domande rivolte al sindaco, chiedendogli di rispondere dal sito di Vivitelese o in un incontro pubblico da lui organizzato ma la sua replica, nulla nel merito, si limita:
a) alla richiesta di incontrare noi in separata sede (?) per farci, tra l’altro, rispondere a delle sue domande rivolte a noi;
b) all’accusa di non rappresentare i cittadini (?) per cui non abbiamo titolo di ricevere risposte pubbliche.
Bove dimentica che, noi, non abbiamo mai detto di voler rappresentare qualcuno, e che tuttavia noi stessi SIAMO DEI CITTADINI che, come tali, hanno posto delle domande legittime ai propri rappresentanti e a cui comunque sarebbero dovute delle spiegazioni!
Ci viene il dubbio che il “facimm ammuina” di cui ci si accusa per aver posto delle domande (probabilmente ad arte per evitare il merito delle questioni), l’abbia ben in mente questa amministrazione, nei tanti comportamenti tenuti in questi anni, non ultima nella gestione di questa crisi da parte di dissidenti e lealisti.
Concludiamo con una, ahinoi, nuova domanda: conoscere le scelte dei nostri consiglieri comunali, e le motivazioni che le hanno determinate, sono una esigenza privata o pubblica? La rivolgiamo di sicuro agli amministratori ma, vista l’assenza di partecipazione e di dibattito su questa vicenda, anche ai nostri concittadini.
Commenti al post precedente: Continuiamo a mantenere aperto il dibattito (si fa per dire!)
Emilio Bove
E’ evidente che problemi di tale portata non possono risolversi con un semplice interrogatorio del tipo: “a domanda… risponde”.
Sono disponibilissimo ad un incontro dove accanto alle tante risposte che sono obbligato a dare in virtù del ruolo politico esercitato in questi anni, spero mi venga concessa anche la possibilità di fare alcune domande a cui, sono convinto, l’ing. Romano e i suoi sodali non vorranno sottrarsi.
Ritengo questo metodo meno inquisitorio e certamente più rispettoso delle scelte politiche di ciascuno. Resto in fiduciosa attesa.
Rocco Minicozzi
Replico per Cittadini in Movimento – Laboratorio di Cittadinanza Attiva
Il nostro vicesindaco finge di dimenticare che noi i dibattiti aperti, gli incontri pubblici e i confronti “alla pari” li abbiamo sempre chiesti ai nostri amministratori; senza mai averli!
È utile ricordare a tutti la “miseria partecipativa” della procedura preliminare all’approvazione del nuovo statuto comunale: abbiamo dovuto protocollare le nostre osservazioni senza poter avere un minimo di confronto pubblico pur avendo chiesto un consiglio comunale aperto dedicato all’intervento dei cittadini e si sarebbe potuta costituire una commissione mista di amministratori e cittadini, … niente!
Emilio Bove si limitò a dare atto in consiglio comunale della correzione di alcuni degli errori di grammatica o di logica, da noi segnalati, presenti in gran numero nella bozza che la maggioranza aveva portato all’approvazione del consiglio comunale, deridendoci su tutto il resto delle nostre osservazioni, senza che potessimo replicare (ai consigli comunali cosiddetti aperti i cittadini possono assistere e ascoltare – a volte anche delle colossali stupidaggini – senza avere la possibilità di profferire parola!).
Del resto questa sembrerebbe la situazione che gli è più congeniale: in occasione dell’incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione per la costituzione della Consulta ambientale infatti, manifestando le sue perplessità in merito, ebbe a dichiarare pubblicamente di credere nella “democrazia delegata” lasciando intendere che i “delegati” possono parlare mentre i cittadini devono solo ascoltare.
All’incontro pubblico in piazza da noi organizzato sulla faccenda della vendita dei terreni di proprietà comunale in località Acqua Fetente (e in generale sulla gestione del territorio, la necessità di tutelare il paesaggio e i suoli agricoli e il rapporto fra amministratori e amministrati), Emilio Bove si limitò ad assistere, seduto al tavolino del bar (insieme ai suoi “sodali”) e ad ascoltare il suo collega di giunta Leucio Iacobelli che tentava di “squalificare” pubblicamente la nostra iniziativa e le nostre opinioni nell’unico intervento che l’amministrazione ritenne di far fare in quell’occasione per difendere la propria scelta. Scelta alquanto discussa, adesso, dato che lo stesso ex assessore Iacobelli ha dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento delle poltrone.
Non è quindi dipeso da noi se l’unico modo con il quale abbiamo potuto comunicare con la nostra (si fa per dire) amministrazione è stato tramite comunicati e manifesti!
In ogni caso, siamo ovviamente disponibili a confrontarci con il vicesindaco e tutta l’amministrazione uscente quando vuole, purché si tratti di un dibattito aperto e pubblico e a rispondere a tutte le sue domande, sempre che ne siamo capaci, perché altrimenti non avremo difficoltà a dire di non saper rispondere o a rappresentare la nostra “incompetenza”.
Restiamo quindi in fiduciosa attesa che lui organizzi questo dibattito pubblico e aperto a tutti, auspicando che ciò avvenga in tempi brevi, possibilmente prima che scadano i 20 giorni che il sindaco avrebbe per ritirare le sue dimissioni.
Emilio Bove
Forse non ci siamo capiti. Mi era stato richiesto di rispondere ad alcune domande, per meglio chiarire il mio pensiero, ed ho dato la mia disponibilità.
Adesso mi si chiede addirittura di organizzare un incontro pubblico. Non si capisce a che titolo.
Ma, dalla replica al mio intervento, ho il sospetto che ai miei interlocutori non interessa tanto ottenere delle risposte. Si accontentano delle loro convinzioni.
Tuttavia, siccome tutte le volte che sono stato invitato ad una riunione, ad un convegno, ad un’assemblea o a una tavola rotonda ho sempre cercato di partecipare, qualora ce ne fosse l’occasione, cercherò di non sottrarmi.
Dopodiché mi sia consentita qualche precisazione.
Non mi sono mai permesso di deridere nessuno. Non fa parte del mio carattere. Non appartiene al mio temperamento. Né ho mai finto di dimenticare un bel niente.
Ricordo perfettamente le proposte suggerite in occasione del dibattito sullo Statuto comunale.
Molte di esse confliggevano con la normativa in vigore. Qualcuna anche con il buon senso.
Ho ricordi nitidi dell’incontro sulla vendita del terreno all’Acqua fetente e concordo che, in tale circostanza, il promotore dell’iniziativa venne abbandonato da solo a “squalificarsi” (per ripetere l’espressione usata) in una piazza semi-deserta dove il punto di vista dell’amministrazione venne illustrato dall’assessore Iacobelli con tale chiarezza che non necessitava alcun ulteriore intervento. Non mi risulta nemmeno che l’assessore Iacobelli abbia dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento della poltrona.
Nell’occasione rimasi educatamente seduto al tavolino fino alla fine dell’incontro mentre altri abbandonavano sommessamente l’adunanza forse per dissimulare la delusione.
Non c’entra nulla né la democrazia delegata né quella assembleare: l’importante è il rispetto delle regole. Ed io ritengo di averle sempre rispettate, quando ero all’opposizione e in questi anni in cui ho assunto l’onore di rappresentare il mio paese.
Mi sono confrontato con chiunque lo abbia richiesto, ho promosso ed incoraggiato le attività associative, ho aderito alle loro proposte, ho ascoltato le loro richieste. Tutte le volte che qualcuno me le ha sottoposte. I “Cittadini in movimento” non lo hanno mai fatto.
Ho sempre auspicato il confronto, ma ho sempre diffidato di chi ritiene di parlare a nome dei cittadini e di avere la pretesa di rappresentarli.
In certe occasioni mi viene il dubbio che qualcuno, piuttosto che ragionare sulla soluzione dei problemi, voglia solo ottemperare al fatidico comando che una falsa storiografia attribuisce ingiustamente alla marina borbonica: «Facite ammuina!».
Maria Pia Cutillo
Emilio ma non sarebbe più semplice rispondere?…nient’altro.
Tu dici:”Ho ricordi nitidi dell’incontro sulla vendita del terreno all’Acqua fetente e concordo che, in tale circostanza, il promotore dell’iniziativa venne abbandonato da solo a “squalificarsi” (per ripetere l’espressione usata) in una piazza semi-deserta dove il punto di vista dell’amministrazione venne illustrato dall’assessore Iacobelli con tale chiarezza che non necessitava alcun ulteriore intervento. Non mi risulta nemmeno che l’assessore Iacobelli abbia dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento della poltrona.”
e Iacobelli dice testualmente nell’allegato alla delibera:” vi ricordo che chi vi parla è quello che a marzo ha consentito a questa amministrazione di alienare il terreno dell’acqua fetente facendo in tempi rapidissimi una miracolosa variante al PRG e facendo incassare tanti soldi alle casse comunali ben 800 mila euro, che ci ha consentito di evitare tracolli finanziari e di non perdere per molti di voi le tanto amate poltrone.”
Emilio Bove
Daccordo. A questo punto credo che i lettori si siano fatti un’idea sufficientemente chiara delle rispettive posizioni. Un saluto.
5 febbraio 2013 alle 19:30
Accolgo l’invito rivoltomi dall’ing. Romano (a nome di Cittadini in
Movimento Laboratorio di Cittadinanza attiva) come la volontà di
conoscere la mia personale opinione circa le recenti vicende
amministrative sfociate nella crisi del 29 gennaio scorso e, più in
generale, sull’azione amministrativa fin qui esercitata dall’attuale
maggioranza.E’ evidente che problemi di tale portata non possono risolversi con un semplice interrogatorio del tipo: “a domanda… risponde”.
Sono disponibilissimo ad un incontro dove accanto alle tante risposte che sono obbligato a dare in virtù del ruolo politico esercitato in questi anni, spero mi venga concessa anche la possibilità di fare alcune domande a cui, sono convinto, l’ing. Romano e i suoi sodali non vorranno sottrarsi.
Ritengo questo metodo meno inquisitorio e certamente più rispettoso delle scelte politiche di ciascuno. Resto in fiduciosa attesa.
Rocco Minicozzi
Replico per Cittadini in Movimento – Laboratorio di Cittadinanza Attiva
Il nostro vicesindaco finge di dimenticare che noi i dibattiti aperti, gli incontri pubblici e i confronti “alla pari” li abbiamo sempre chiesti ai nostri amministratori; senza mai averli!
È utile ricordare a tutti la “miseria partecipativa” della procedura preliminare all’approvazione del nuovo statuto comunale: abbiamo dovuto protocollare le nostre osservazioni senza poter avere un minimo di confronto pubblico pur avendo chiesto un consiglio comunale aperto dedicato all’intervento dei cittadini e si sarebbe potuta costituire una commissione mista di amministratori e cittadini, … niente!
Emilio Bove si limitò a dare atto in consiglio comunale della correzione di alcuni degli errori di grammatica o di logica, da noi segnalati, presenti in gran numero nella bozza che la maggioranza aveva portato all’approvazione del consiglio comunale, deridendoci su tutto il resto delle nostre osservazioni, senza che potessimo replicare (ai consigli comunali cosiddetti aperti i cittadini possono assistere e ascoltare – a volte anche delle colossali stupidaggini – senza avere la possibilità di profferire parola!).
Del resto questa sembrerebbe la situazione che gli è più congeniale: in occasione dell’incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione per la costituzione della Consulta ambientale infatti, manifestando le sue perplessità in merito, ebbe a dichiarare pubblicamente di credere nella “democrazia delegata” lasciando intendere che i “delegati” possono parlare mentre i cittadini devono solo ascoltare.
All’incontro pubblico in piazza da noi organizzato sulla faccenda della vendita dei terreni di proprietà comunale in località Acqua Fetente (e in generale sulla gestione del territorio, la necessità di tutelare il paesaggio e i suoli agricoli e il rapporto fra amministratori e amministrati), Emilio Bove si limitò ad assistere, seduto al tavolino del bar (insieme ai suoi “sodali”) e ad ascoltare il suo collega di giunta Leucio Iacobelli che tentava di “squalificare” pubblicamente la nostra iniziativa e le nostre opinioni nell’unico intervento che l’amministrazione ritenne di far fare in quell’occasione per difendere la propria scelta. Scelta alquanto discussa, adesso, dato che lo stesso ex assessore Iacobelli ha dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento delle poltrone.
Non è quindi dipeso da noi se l’unico modo con il quale abbiamo potuto comunicare con la nostra (si fa per dire) amministrazione è stato tramite comunicati e manifesti!
In ogni caso, siamo ovviamente disponibili a confrontarci con il vicesindaco e tutta l’amministrazione uscente quando vuole, purché si tratti di un dibattito aperto e pubblico e a rispondere a tutte le sue domande, sempre che ne siamo capaci, perché altrimenti non avremo difficoltà a dire di non saper rispondere o a rappresentare la nostra “incompetenza”.
Restiamo quindi in fiduciosa attesa che lui organizzi questo dibattito pubblico e aperto a tutti, auspicando che ciò avvenga in tempi brevi, possibilmente prima che scadano i 20 giorni che il sindaco avrebbe per ritirare le sue dimissioni.
Emilio Bove
Forse non ci siamo capiti. Mi era stato richiesto di rispondere ad alcune domande, per meglio chiarire il mio pensiero, ed ho dato la mia disponibilità.
Adesso mi si chiede addirittura di organizzare un incontro pubblico. Non si capisce a che titolo.
Ma, dalla replica al mio intervento, ho il sospetto che ai miei interlocutori non interessa tanto ottenere delle risposte. Si accontentano delle loro convinzioni.
Tuttavia, siccome tutte le volte che sono stato invitato ad una riunione, ad un convegno, ad un’assemblea o a una tavola rotonda ho sempre cercato di partecipare, qualora ce ne fosse l’occasione, cercherò di non sottrarmi.
Dopodiché mi sia consentita qualche precisazione.
Non mi sono mai permesso di deridere nessuno. Non fa parte del mio carattere. Non appartiene al mio temperamento. Né ho mai finto di dimenticare un bel niente.
Ricordo perfettamente le proposte suggerite in occasione del dibattito sullo Statuto comunale.
Molte di esse confliggevano con la normativa in vigore. Qualcuna anche con il buon senso.
Ho ricordi nitidi dell’incontro sulla vendita del terreno all’Acqua fetente e concordo che, in tale circostanza, il promotore dell’iniziativa venne abbandonato da solo a “squalificarsi” (per ripetere l’espressione usata) in una piazza semi-deserta dove il punto di vista dell’amministrazione venne illustrato dall’assessore Iacobelli con tale chiarezza che non necessitava alcun ulteriore intervento. Non mi risulta nemmeno che l’assessore Iacobelli abbia dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento della poltrona.
Nell’occasione rimasi educatamente seduto al tavolino fino alla fine dell’incontro mentre altri abbandonavano sommessamente l’adunanza forse per dissimulare la delusione.
Non c’entra nulla né la democrazia delegata né quella assembleare: l’importante è il rispetto delle regole. Ed io ritengo di averle sempre rispettate, quando ero all’opposizione e in questi anni in cui ho assunto l’onore di rappresentare il mio paese.
Mi sono confrontato con chiunque lo abbia richiesto, ho promosso ed incoraggiato le attività associative, ho aderito alle loro proposte, ho ascoltato le loro richieste. Tutte le volte che qualcuno me le ha sottoposte. I “Cittadini in movimento” non lo hanno mai fatto.
Ho sempre auspicato il confronto, ma ho sempre diffidato di chi ritiene di parlare a nome dei cittadini e di avere la pretesa di rappresentarli.
In certe occasioni mi viene il dubbio che qualcuno, piuttosto che ragionare sulla soluzione dei problemi, voglia solo ottemperare al fatidico comando che una falsa storiografia attribuisce ingiustamente alla marina borbonica: «Facite ammuina!».
Maria Pia Cutillo
Emilio ma non sarebbe più semplice rispondere?…nient’altro.
Tu dici:”Ho ricordi nitidi dell’incontro sulla vendita del terreno all’Acqua fetente e concordo che, in tale circostanza, il promotore dell’iniziativa venne abbandonato da solo a “squalificarsi” (per ripetere l’espressione usata) in una piazza semi-deserta dove il punto di vista dell’amministrazione venne illustrato dall’assessore Iacobelli con tale chiarezza che non necessitava alcun ulteriore intervento. Non mi risulta nemmeno che l’assessore Iacobelli abbia dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento della poltrona.”
e Iacobelli dice testualmente nell’allegato alla delibera:” vi ricordo che chi vi parla è quello che a marzo ha consentito a questa amministrazione di alienare il terreno dell’acqua fetente facendo in tempi rapidissimi una miracolosa variante al PRG e facendo incassare tanti soldi alle casse comunali ben 800 mila euro, che ci ha consentito di evitare tracolli finanziari e di non perdere per molti di voi le tanto amate poltrone.”
Emilio Bove
Daccordo. A questo punto credo che i lettori si siano fatti un’idea sufficientemente chiara delle rispettive posizioni. Un saluto.
martedì 5 febbraio 2013
Continuiamo a mantenere aperto il dibattito (si fa per dire!).
Dopo
aver assistito costernati al consiglio comunale del 29 gennaio scorso, a
un mese circa di distanza da quello precedente del 28 dicembre, che già
aveva riservato delle grosse “sorprese”, e preso atto delle dimissioni
del Sindaco Izzo, ci permettiamo di riproporre alcune domande al
vicesindaco, dott. Emilio Bove, quale rappresentante di ciò che resta
della maggioranza.
Peraltro, una delle cose che più ci hanno impressionato è stato il
“profilo basso” tenuto proprio dal vicesindaco fino all’irrituale
“verifica di maggioranza”, da lui stesso richiesta, e consumatasi
pubblicamente nel corso del consiglio comunale, quando il suo intervento
è sembrato essere non altro che un’esortazione ai quattro dissidenti a
tirare fuori il coraggio (in verità lui ha usato un’espressione
decisamente meno elegante) e ad andare fino in fondo sfiduciando
apertamente il sindaco.
E, dopo questa necessaria premessa, veniamo alle domande.
Intanto aspettiamo che entro il 2 marzo prossimo sia pubblicato un “prospetto dettagliato di tutte le spese sostenute dal nostro comune nel 2012 (analiticamente distinte)” come da impegno di Pasquale Iatomasi nel suo post su vivitelese del 1° febbraio già citato.
Sempre con riferimento al suddetto intervento di Pasquale Iatomasi, che pur giudicando “non meritevoli” di risposta molte delle nostre domande, ha comunque fatto uno sforzo di trasparenza, riteniamo che debba essere invece affrontata immediatamente la questione dello statuto della città telesina che, immaginiamo, interessi non solo i cittadini di San Salvatore ma anche quelli di Amorosi, Castelvenere, Solopaca e Telese Terme.
“Fatta salva le previsioni del successivo articolo 45 …” (sic!). Così inizia l’articolo 19, dedicato alla figura del Presidente della Giunta. Come rilevato dalla minoranza già nel corso del consiglio comunale, questa deroga (il presidente della giunta, per i primi due mandati, ovvero per i primi 5 anni, sarà “di diritto” (!?) il sindaco di Telese Terme) è scandalosa! Non si comprende davvero per quale ragione per ben cinque anni, i più importanti, quelli dell’avvio del progetto, questo ruolo debba essere attribuito per statuto al sindaco di Telese. E non si comprende come tutti abbiano accettato in silenzio assoluto questa aberrazione giuridica, questa sospensione della democrazia!
D’altra parte l’intero statuto andrebbe sottoposto al giudizio dei cittadini, sospendendo tutto e avviando un vero percorso di partecipazione, che è del tutto mancato. Ricordiamo che le “riunioni pubbliche” di cui parla Iatomasi furono solo un’inutile esibizione priva di ogni reale confronto e senza che fosse stata mai presentata una proposta di statuto da discutere (“assemblea farsa”, l’ha definita il capogruppo di minoranza Romano in consiglio comunale, e non possiamo che essere d’accordo).
Sui tempi di pubblicazione degli atti sul sito del comune replicheremo a Iatomasi con un successivo, specifico, post.
E, dopo questa necessaria premessa, veniamo alle domande.
- Cosa (o chi) c’è davvero dietro il fortissimo (e apparentemente insanabile) dissenso di Iaquinto, Vaccarella, Iacobelli e Gaetano verso il Sindaco Izzo e il Presidente del Consiglio Raffaele Pucino e gli altri assessori?
- Considerata anche la gravità delle accuse, perché la (ormai ex) maggioranza e soprattutto il sindaco e, a questo punto, il vicesindaco non rispondono in modo esauriente e documentato alle loro contestazioni, e in particolare a quella sulla mancanza di partecipazione e collegialità nelle decisioni (fino al punto che il Sindaco Izzo è arrivato alle dimissioni senza aver mai sentito la necessità, né in consiglio comunale né fuori, di dare delle spiegazioni ai cittadini)?
- Cosa ne pensa dei severi giudizi e delle accuse ai due ex assessori Iacobelli e Iaquinto contenute negli atti di revoca di Izzo ma anticipate e riprese sia da Iatomasi che da Pucino e La Fazia?
- Non trova strano che un gruppo di persone sicuramente eterogeneo dal punto di vista politico, e che tuttavia fin qui aveva dimostrato (apparente?) solidità, così improvvisamente, si sia spaccato in due “fazioni” apertamente e duramente contrapposte?
- Data la carica di vicesindaco, Lei è ora il principale referente di questa maggioranza (o meglio, di quel che ne resta): proporrete insieme una nuova lista alle prossime elezioni, magari con Lei candidato sindaco?
- In quanto esponente del partito democratico, che recentemente sembra aver “sposato” decisamente il metodo delle primarie, non pensa che sia il caso di applicare questo strumento anche nel nostro paese per far decidere direttamente ai cittadini i candidati da inserire nella lista (i quali poi indicherebbero il capolista candidato sindaco)?
- E’ d’accordo con Pasquale Iatomasi che considera lo statuto della “città telesina … una scatola vuota che deve essere riempita di contenuti” e concorda ancora con lui quando afferma che il P.A.E.S. è pure questo un “atto formale, privo di qualsivoglia contenuto tecnico”?
- Risponde al vero l’affermazione (ascoltata nel corso dell’ultimo consiglio comunale) che alla stesura di questo statuto per il comune di San Salvatore Telesino avete partecipato solo Lei e Iacobelli?
- Può dirci anche a chi allude sempre Iatomasi quando parla di un progetto per l’installazione di impianti fotovoltaici per 450 kW “che giace in qualche cassetto da oltre sette mesi”?
Intanto aspettiamo che entro il 2 marzo prossimo sia pubblicato un “prospetto dettagliato di tutte le spese sostenute dal nostro comune nel 2012 (analiticamente distinte)” come da impegno di Pasquale Iatomasi nel suo post su vivitelese del 1° febbraio già citato.
Sempre con riferimento al suddetto intervento di Pasquale Iatomasi, che pur giudicando “non meritevoli” di risposta molte delle nostre domande, ha comunque fatto uno sforzo di trasparenza, riteniamo che debba essere invece affrontata immediatamente la questione dello statuto della città telesina che, immaginiamo, interessi non solo i cittadini di San Salvatore ma anche quelli di Amorosi, Castelvenere, Solopaca e Telese Terme.
“Fatta salva le previsioni del successivo articolo 45 …” (sic!). Così inizia l’articolo 19, dedicato alla figura del Presidente della Giunta. Come rilevato dalla minoranza già nel corso del consiglio comunale, questa deroga (il presidente della giunta, per i primi due mandati, ovvero per i primi 5 anni, sarà “di diritto” (!?) il sindaco di Telese Terme) è scandalosa! Non si comprende davvero per quale ragione per ben cinque anni, i più importanti, quelli dell’avvio del progetto, questo ruolo debba essere attribuito per statuto al sindaco di Telese. E non si comprende come tutti abbiano accettato in silenzio assoluto questa aberrazione giuridica, questa sospensione della democrazia!
D’altra parte l’intero statuto andrebbe sottoposto al giudizio dei cittadini, sospendendo tutto e avviando un vero percorso di partecipazione, che è del tutto mancato. Ricordiamo che le “riunioni pubbliche” di cui parla Iatomasi furono solo un’inutile esibizione priva di ogni reale confronto e senza che fosse stata mai presentata una proposta di statuto da discutere (“assemblea farsa”, l’ha definita il capogruppo di minoranza Romano in consiglio comunale, e non possiamo che essere d’accordo).
Sui tempi di pubblicazione degli atti sul sito del comune replicheremo a Iatomasi con un successivo, specifico, post.
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