giovedì 23 luglio 2009

I CITTADINI HANNO VINTO: NO ALL'INCENERITORE

La Conferenza dei Servizi presieduta dal dott. Barretta ha rigettato il progetto della VoCem !
Hanno vinto i cittadini che hanno dimostrato che la partecipazione paga.
Il venir meno dell'entusiasmo e della determinazione del territorio toglie solo carburante ai rappresentanti politici, anche quelli meglio disposti: i cittadini, i comitati e le associazioni non hanno mai mollato la presa, qualunque fosse il colore politico o il nome dei propri amministratori.

Adesso inizia la fase 2 di questa vicenda: dimostrare che siamo in grado di gestirci i nostri rifiuti e che l'energia virtuosa insieme al risparmio energetico ed idrico può entrare a far parte della nostra cultura.
Incalziamo i nostri amministratori locali con proposte di sensibilizzazione sui rifiuti, proviamo a seguire il modello dei comuni virtuosi e ricicloni, facciamo tesoro delle energie positive dei nostri ragazzi che possono, peraltro, in questo modo acquisire competenze e professionalità nel settore dei "green jobs" e dell'economia verde.
È questo il momento giusto, non molliamo proprio adesso sul più bello.

Francesco Pascale

4 commenti:

  1. Sono d'accordo...adesso non si deve mollare, questa vittoria è solo l'inizio di una nuova coscienza civica, di questo ne sono convinta e non voglio smettere di crederci.
    Abbiamo tanti esempi positivi che ci possono essere d'aiuto, ed è un mio sogno vedere San Salavatore Telesino, il paese in cui sono nata, tra i comuni a 5 stelle.... ma cosa ci manca? Abbiamo una dimensione giusta per poterci confrontare apertamente,un territorio meraviglioso,delle menti vivaci e brillanti, possiamo davvero avere la pretesa di fare da capofila nel Sannio.
    Sogno ad occhi aperti? No è che inizio a vedere luce all'orizzonte....
    Betty Colella

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  2. Naturalmente anch’io sono contento per l’esito di questa vicenda.
    Dopo errori, preoccupazioni, lotte, tanta paura di non potercela fare, che l’opposizione fosse partita troppo tardi, finalmente, e nel modo migliore, cioè nella sede dove doveva avvenire, la conferenza dei servizi, abbiamo raggiunto quel risultato straordinario che il 23 luglio scorso è stato sancito dalle parole conclusive del Dott. Barretta, dirigente della Regione Campania e responsabile del procedimento amministrativo attivato dalla Vo.cem. Srl nell’ormai lontano 2004.
    Anche la società, dopo aver diffidato e cercato di intimorire i funzionari responsabili, ha dovuto ammettere l’assoluta correttezza e professionalità di questo dirigente, nei confronti del quale, personalmente, provo solidarietà e gratitudine.
    Ora la Vo.cem. parla di danni! Be’, anche noi cittadini ne abbiamo subiti: frustrazione, delusione, rabbia, incomprensioni, paura, … vogliamo parlare magari anche di questi danni esistenziali. Io, insieme ad altri, non ho dormito tante notti, e ho dedicato tanto del mio tempo libero a studiare, approfondire, scrivere, …
    E i funzionari pubblici coinvolti, e messi sotto pressione per questa storia? Sono stati bravi, certo, ma non è stato facile nemmeno per loro.
    Impegno, professionalità, dignità, correttezza, attenzione per le esigenze e i diritti dei cittadini-utenti, … sono le qualità che molti funzionari pubblici hanno dimostrato in questa vicenda, anche perché i cittadini sono stati vigili, e i politici, questa volta, hanno dovuto prendere atto della volontà e determinazione di tutta una comunità, lasciando piena autonomia agli uffici competenti di valutare le cose solo dal punto di vista tecnico. Così dovrebbe sempre avvenire!
    In particolare il parere della ASL era di grande spessore, diversamente da quanto sostiene l’architetto Visalli. Semmai era il progetto Vo.cem., ed in particolare lo studio di impatto ambientale, ad essere approssimativo.
    Il fatto di aver vinto una battaglia importante in difesa del nostro territorio, tuttavia, non deve farci dimenticare che ci sono altre battaglie, altri pericoli, altri rischi di cui occuparsi.
    Intanto, per una fonte di inquinamento che forse abbiamo scongiurato, ne abbiamo due che invece sono lì da tanto tempo a far danni: la cava di Pugliano e il deposito di pneumatici proprio in località San Mennitto.
    E poi c’è l’emergenza rifiuti, che potrebbe giustificare altri attacchi.
    Come già è stato detto, San Salvatore e gli altri comuni della Valle Telesina, devono ora dimostrare, con la stessa collaborazione che c’è stata per questa vicenda fra cittadini e istituzioni, e anche in sinergia con gli imprenditori, anch’essi scesi in campo contro l’inceneritore, che si può attivare un ciclo virtuoso dei rifiuti.
    Come a Capannori, dove pure scongiurarono la costruzione di un inceneritore e poi iniziarono a migliorare la raccolta differenziata fino all’85% di oggi (e ora lavorano per arrivare all’obiettivo RIFIUTI ZERO).
    La nostra attenzione non dovrà mai più sopirsi.

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  3. Ciao Betty, sono contento che siamo in molti, ormai, a pensarla così: anche i ragazzi che si sono impegnati in queste settimane contro l'inceneritore hanno manifestato la stessa necessità. Dobbiamo solo trovare il modo più efficace di associarci e proporci agli amministratori che si prestano al confronto. È fondamentale che si creino dei gruppi disposti a lavorare sulle idee che possono migliorare la qualità della nostra vita, partendo dalle modalità di partecipazione alle scelte comunali, che è la madre di tutte le iniziative. Da qui si potrà passare a parlare, coinvolgendo i ragazzi in primis e come veri protagonisti decisori, a: Piano Urbanistico, magari coinvolgendo dei tecnici esperti nostri amici (bioarchitettura, bioedilizia, paesaggisti, architettura partecipata), energie rinnovabili, le 4R dei rifiuti, il risparmio e il riciclo idrico, la Biblioteca invitando scrittori e poeti, la filiera corta ed il mercato degli agricoltori sostenibili, la banca del tempo, ecc. Bisogna solo stabilire da dove cominciare :D

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  4. "Grazie" è una bella parola, ed è una parola contagiosa. A volte si usa in modo quasi meccanico e ad un "grazie" ne viene detto un altro in risposta. In questi giorni a SST si sente pronunciare spesso. Le persone per strada dicono grazie ai membri del Comitato civico; questi ultimi dicono grazie a tutti coloro che hanno sostenuto e vinto la battaglia per la difesa del territorio dall’inceneritore. È un grazie reciproco e molto gratificante, e meritato. E tutti pensiamo, speriamo, che ciò che è successo sia prodromo di tempi migliori, di una rinascita socio culturale per la comunità.
    Betty Colella, in queste pagine, parla di un bel sogno augurale.
    Io, per la verità, più pessimista o forse più cinica, temo di risvegliarmi da questo sogno e dover affrontare la dura realtà. Paradossalmente, credo che finora si sia fatta la cosa più facile. Nei momenti di emergenza è facile divenire "eroi", tutti possono esserlo per un giorno.
    È la quotidiana, paziente, a volte noiosa abitudine alla sobrietà, a uno stile di vita più semplice, la cosa più difficile da cominciare a praticare. Noi, figli e nipoti del boom economico, abbiamo scoperto i consumi e ne siamo diventati ostaggi nel giro di qualche decennio: lo spreco è diventato simbolo di elevazione sociale e sarà dura cominciare a rinunciare al superfluo.
    Ma in queste sere di festa paesana si nota meglio quanto la nostra vita sia fatta di consumi.
    E dai consumi derivano i rifiuti. Per 2 hg di noccioline o di caramelle o per un pezzetto di croccante c’è un sacchetto di plastica. Poi, il sacchetto, la bustina e gli avanzi delle noccioline (le famose biomasse della Vocem), i bicchieri di plastica, le lattine, le bottiglie di vetro finiscono, in maniera del tutto indifferenziata, nei cestini per strada. Nel migliore dei casi! Altrimenti per terra, negli angoli delle aiuole, dietro o sotto le macchine in sosta.
    E i chioschi dove si possono degustare panini, salsicce, “mussigli”, melone, cocomero? Tutto viene rigorosamente servito in piatti e con posate di plastica. Poi, il tutto, insieme agli avanzi di cibo (umido!) e ai contenitori delle bevande, finisce nello stesso sacco nero! Che va a finire in discarica.
    La mattina dopo la festa SST sembra il campo di una battaglia persa!
    L’obiettivo “Rifiuti zero” un’utopia (in questo momento ci preme pulire le strade, la monnezza dove va, va, ci basta non vederla!), anche solo la riduzione controllata dei rifiuti sembra impossibile. Se esprimi una critica o anche solo un dubbio ti senti rispondere che per far “viaggiare” l’economia non si può rinunciare ai consumi! L’obiettivo di conciliare una vita sana e felice con il rispetto per la “terra” è ancora lontanissimo. Sembra che non riusciamo a liberarci dell’approccio positivista ottocentesco per cui, in nome del progresso, è il pianeta che deve essere plasmato e si deve adattare all’uomo invece di esperire forme nuove di convivenza. Eppure sono anni che fior di economisti, premi nobel, scienziati di vario tipo e ideologia politica, parlano di sviluppo sostenibile e alleggerimento dell’impronta ecologica. Vogliamo provare a cominciare?
    Non sono contraria alle feste di paese, ma non si potrebbero fare con un occhio all’ambiente? Perché non cominciare ad attrezzarsi con contenitori per i rifiuti differenziati da utilizzare in occasione delle fiere, sagre, feste in cui si mangia e si beve? In fondo basterebbe un investimento minimo da parte dell’Amministrazione per acquistare bidoni e piccoli cassonetti magari destinando una piccola-piccolissima parte dei proventi della vendita degli stessi prodotti. Sarebbe solo un inizio, ma dal punto di vista simbolico molto efficace. Pensate a quelle località che hanno all’ingresso del paese il cartello “Comune denuclearizzato”. Perché non pensare per il nostro ad un cartello “Comune Rifiuti zero”?

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